Un operatore sanitario cattolico si è opposto alla contraccezione. La sua clinica cattolica l’ha licenziata.

Al suo primo incarico lavorativo, una giovane professionista medico di Portland, nell’area dell’Oregon, è stata licenziata quest’anno da un ospedale cattolico per aver contestato alcune procedure mediche, come aborto e contraccezione, contrarie alla sua fede ed alla sua coscienza informata all’insegnamento della Chiesa cattolica. Si tratta di un grande esempio di obiezione di coscienza e di testimonianza di fede da parte di una giovane cattolica.

Ne parla Jonah McKeown nel suo articolo pubblicato sul Catholic News Agency (CNA), che vi presento nella mia traduzione. 

 

 

Una giovane professionista medico di Portland, nell’area dell’Oregon, è stata licenziata quest’anno per aver contestato alcune procedure mediche a causa della sua fede cattolica.

Non è stata però licenziata da un ospedale laico, ma da un servizio sanitario cattolico, che pretende di seguire l’insegnamento cattolico su questioni bioetiche.

“Sicuramente non pensavo che ci fosse necessariamente il bisogno di ritenere le istituzioni cattoliche responsabili di essere a favore della vita e cattoliche, ma spero di diffondere la consapevolezza”, ha detto al CNA Megan Kreft, un’assistente medico.

“Non solo il fatto che la santità della vita umana sia messa in discussione nei nostri sistemi sanitari cattolici, ma anche il fatto che sia promossa e tollerata [la messa in discussione] è inaccettabile e francamente scandaloso”.

Kreft ha detto alla CNA che pensava che la medicina si sarebbe allineata bene con la sua fede cattolica – anche se da studentessa aveva anticipato alcune sfide come persona a favore della vita che lavora nel settore sanitario.

Kreft ha frequentato la Oregon Health and Science University a Portland. Come previsto, alla scuola di medicina si è trovata di fronte a procedure come la contraccezione, la sterilizzazione, i servizi per i transessuali, e ha dovuto trovare dei pretesti dinanzi a tutte queste procedure.

Ha potuto lavorare con l’ufficio del Titolo IX per ottenere un alloggio religioso mentre era a scuola, ma alla fine la sua esperienza di scuola medica l’ha portata a escludere il lavoro nel campo dell’assistenza primaria o della salute delle donne.

“Quei settori della medicina hanno bisogno di operatori che si impegnino a difendere la vita più di ogni altri”, ha detto.

È stata una decisione difficile, ma ha detto di aver avuto l’impressione che i professionisti medici che lavorano in questi campi tendono ad accettare maggiormente procedure discutibili come l’aborto o il suicidio assistito.

“Nel campo della medicina siamo chiamati a prenderci cura della mente, del corpo e dello spirito”, ha sottolineato, aggiungendo che lei, come paziente, ha faticato a trovare cure mediche a sostegno della vita.

Tuttavia, Kreft voleva essere aperta a qualsiasi cosa Dio la chiamasse, e si imbattuta in un posto di assistente medico presso il Providence Medical Group, il suo ospedale cattolico locale di Sherwood, in Oregon. La clinica fa parte del più grande servizio sanitario del Providence-St. Joseph, un servizio cattolico con cliniche in tutto il Paese.

“Speravo che almeno il mio desiderio di praticare la medicina in linea con la mia fede e la mia coscienza sarebbe stato almeno tollerato, come minimo”, ha detto Kreft.

La clinica le ha offerto il lavoro. Come parte del processo di assunzione, le è stato chiesto di firmare un documento in modo che accettasse di conformarsi all’identità e alla missione cattolica dell’istituzione e alle direttive etiche e religiose (ERD) dei vescovi statunitensi per i servizi sanitari cattolici, che forniscono un’autorevole guida cattolica sui problemi bioetici.

A Kreft è sembrata una cosa in cui tutti ci guadagnavano. Non solo un approccio cattolico all’assistenza sanitaria sarebbe stato tollerato nel suo nuovo posto di lavoro, ma sembrava che, almeno sulla carta, sarebbe stato obbligatorio, non solo per lei, ma per tutti i dipendenti. Ha firmato felicemente le direttive ed ha accettato il posto di lavoro.

Prima che Kreft iniziasse a lavorare, però, dice che uno degli amministratori della clinica l’ha contattata per chiederle quali procedure mediche sarebbe stata disposta a offrire come assistente sanitaria.

Sulla lista fornita – oltre a molte procedure innocue come punti di sutura o rimozione delle unghie dei piedi – c’erano procedure come vasectomie, inserimento di dispositivi intrauterini e contraccezione d’emergenza.

Kreft è stata abbastanza sorpresa di vedere queste procedure sulla lista, perchè tutte vanno contro le ERD. Ma la clinica le offriva ai pazienti in modo molto aperto, ha detto.

È stato scoraggiante, dice, ma ha giurato di attenersi alla sua coscienza.

Nelle prime settimane di lavoro, Kreft ha detto che un medico le ha indicato di suggerire ad una paziente un aborto. Ha anche scoperto che la clinica incoraggiava i medici a prescrivere la contraccezione ormonale.

Kreft si è rivolta all’amministrazione della clinica per dire che non aveva intenzione di partecipare a quei servizi o di indirizzare [i pazienti verso quei servizi].

“Non pensavo di dover essere esplicita in merito, perché anche in questo caso l’organizzazione aveva detto che non erano servizi che essa forniva”, ha sottolineato Kreft, “ma volevo essere sincera e trovare un modo per andare avanti”.

Ha anche contattato il Centro nazionale cattolico di bioetica (NCBC) per un consiglio. Kreft ha detto di aver trascorso molte ore al telefono con il dottor Joe Zalot, un esperto di etica dello staff del NCBC, che le ha spiegato come affrontare i dilemmi etici che si trovava ad affrontare.

La maggior parte delle persone non sono consapevoli delle sfumature della bioetica cattolica, e il NCBC esiste per aiutare gli operatori sanitari e i pazienti che si confrontano con queste domande, ha detto Zalot al CNA. 

Zalot ha detto che l’NCBC riceve spesso chiamate da professionisti sanitari che vengono spinti ad agire in un modo che viola la loro coscienza. Il più delle volte si tratta di medici cattolici in un servizio laico.

Ma ogni tanto, ha detto, ricevono chiamate da cattolici che lavorano nei sistemi sanitari cattolici, come Megan, che sono sottoposti a pressioni simili.

“Vediamo i sistemi sanitari cattolici fare cose che non dovrebbero fare, e alcuni sono peggiori di altri”, ha commentato.

Kreft ha parlato delle sue preoccupazioni con il suo direttore della clinica e con il responsabile dell’integrazione della missione, e le è stato detto che l’organizzazione “non sorveglia gli operatori sanitari”, e che il rapporto tra paziente e operatore sanitario è privato e sacro.

Kreft ha trovato la risposta della clinica insoddisfacente.

“Se sei un servizio che non dà valore agli [ERD], e li vedi come una burocrazia e non ti sforzi di vedere se sono integrati o se il personale e gli operatori li capiscono – è quasi meglio non [firmarli]. Cerchiamo di essere coerenti; stavo ricevendo messaggi molto contrastanti”, ha detto Kreft.

Nonostante l’insistenza della clinica sul fatto che “non sorveglia gli operatori”, Kreft credeva che le sue decisioni in materia di assistenza sanitaria fossero sorvegliate.

Kreft dice che il suo direttore della clinica ad un certo punto le ha detto che i punteggi di soddisfazione dei pazienti della clinica potevano scendere se non avesse prescritto contraccettivi. Alla fine, la clinica ha proibito a Kreft di vedere qualsiasi paziente donna in età fertile – esplicitamente a causa delle sue convinzioni sulla contraccezione.

Una delle ultime pazienti che Kreft ha visto è stata una giovane donna che aveva visto in precedenza per un problema non legato alla pianificazione familiare o alla salute delle donne. Ma alla fine della visita, la donna ha chiesto a Kreft un contraccettivo d’emergenza.

Kreft ha cercato di ascoltare con compassione, ma ha detto alla paziente che non poteva prescrivere o fare riferimento alla contraccezione d’emergenza, citando le policies (le direttive, ndr) del Providence in materia.

Tuttavia, quando Kreft è uscita dalla stanza, si è resa conto che un altro operatore sanitario era entrato e stava prescrivendo al paziente la contraccezione d’emergenza.

Qualche settimana dopo, il direttore medico regionale ha chiamato Kreft per un incontro e ha detto a Kreft che le sue azioni avevano traumatizzato la paziente, e che Kreft aveva “fatto del male al paziente” e quindi aveva rotto il giuramento di Ippocrate.

“Questi sono grandi, significativi reclami che si possono fare nei confronti un operatore dell’assistenza sanitaria. E qui stavo operando per amore e cura di questa donna, cura per lei da un punto di vista medico e spirituale”, ha detto Kreft.

“La paziente stava vivendo un trauma, ma era dovuto alla situazione in cui si trovava”.

Più tardi, Kreft si è rivolta alla clinica chiedendo se le avrebbero permesso di seguire un corso di Pianificazione Familiare Naturale (PFN) per la sua esigenza di formazione continua, e essi si sono rifiutati perché “non era rilevante” per il suo lavoro.

Gli ERD (le Direttive Etiche Religiose, ndr) affermano che le organizzazioni sanitarie cattoliche devono fornire la formazione della PFN (Pianificazione Familiare Naturale, ndr) come alternativa alla contraccezione ormonale. Kreft ha detto di non essere a conoscenza di nessuno nella clinica che venga addestrato alla PFN. 

Alla fine, la direzione della clinica e le Risorse Umane hanno informato Kreft che doveva firmare un documento delle attese di prestazione, affermando che se un paziente le avesse chiesto un servizio che lei stessa non poteva fornire, Kreft sarebbe stata obbligata a indirizzare il paziente ad un altro operatore di assistenza sanitaria del Providence.

Questo avrebbe comportato da parte di Kreft il rinvio a servizi che lei, secondo il suo giudizio medico, vedeva come un danno per il paziente, come la chiusura delle tube e gli aborti.

Kreft dice di aver scritto ai dirigenti del servizio sanitario, ricordando la loro identità cattolica e chiedendo perché ci fosse un tale scollamento tra le ERD e le pratiche dell’ospedale. Dice di non aver mai ricevuto una risposta alle sue domande riguardo alle ERD.

Nell’ottobre 2019, le è stato dato un preavviso di 90 giorni per il licenziamento perché non avrebbe firmato il modulo.

Grazie alla mediazione fornita dal Thomas More Society, uno studio legale cattolico, Kreft ha accettato di non fare causa al Providence, e non è più stata impiegata all’inizio del 2020.

Il suo obiettivo nel firmare l’accordo, dice, era quello di poter raccontare la sua storia liberamente – qualcosa che il contenzioso avrebbe potuto non consentirle di fare – e di essere una fonte di supporto per altri professionisti medici che hanno obiezioni simili.

Kreft ha anche presentato una denuncia all’Ufficio per i diritti civili del Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS), che lavora con i datori di lavoro per elaborare un piano d’azione correttivo al fine di porre rimedio alle violazioni dei diritti civili, (l’HHS) potrebbe anche ritirare i finanziamenti federali se le violazioni continuassero.

Dice che al momento non ci sono aggiornamenti importanti su quel reclamo; la palla è attualmente nel tribunale dell’HHS.

Il Providence Medical Group non ha risposto alla richiesta di commento avanzata da CNA.

Kreft dice che praticando l’assistenza sanitaria pro-vita, aveva voluto essere “una piccola luce” nella sua clinica, ma questo non era “per niente tollerato o permesso nell’organizzazione”.

“Mi aspettavo [opposizione] in un ospedale laico, dove ho fatto la mia formazione, ma il fatto che ciò sia avvenuto all’interno del Providence (ospedale cattolico, ndr) è scandaloso. E confonde i pazienti e i loro cari”.

Ha raccomandato a tutti gli operatori sanitari che si trovano ad affrontare un dilemma etico di contattare il NCBC, in quanto [gli operatori del NCBC] possono aiutare a tradurre e applicare gli insegnamenti della Chiesa alle situazioni di vita reale.

Zalot ha raccomandato a tutti gli operatori sanitari cattolici di familiarizzare con l’obiezione di coscienza in vigore nell’ospedale o nella clinica dove lavorano e, se necessario, di rivolgersi a un legale.

Zalot ha detto che il NCBC è a conoscenza del fatto che almeno un medico del servizio sanitario del Providence ha approvato i suicidi assistiti.

In un altro esempio recente, Zalot ha detto di aver ricevuto una chiamata da un operatore sanitario di un altro servizio sanitario cattolico che stava osservando un intervento chirurgico di riassegnazione di genere che si stava svolgendo nei loro ospedali.

Se i dipendenti o i pazienti osservano che gli ospedali cattolici stanno facendo cose contrarie alle Direttive Sanitarie Cattoliche, dovrebbero contattare la loro diocesi, ha consigliato Zalot. Il NCBC può, su invito di un vescovo locale, far eseguire una “verifica” della cattolicità di un ospedale e presentare al vescovo delle raccomandazioni, ha detto.

Kreft è, per certi versi, ancora sconvolta dopo essere stata licenziata sei mesi dopo il suo primo lavoro medico.

Sta cercando di essere un sostenitore per altri che potrebbero trovarsi in una situazione simile alla sua, e spera di incoraggiare gli ospedali cattolici a scegliere di riformare, e di fornire “l’assistenza sanitaria a favore della vita per cui sono stati fondati”.

“Ci sono probabilmente altri operatori di assistenza sanitaria, anche all’interno del Providence, che hanno vissuto situazioni simili. Ma immagino che il Providence non sia l’unico servizio sanitario cattolico del Paese che si trova in difficoltà”.




La Francia offre contraccettivi gratuiti alle quattordicenni

“Le ragazze potranno ottenere contraccettivi, inclusi impianti e dispositivi intrauterini, sotto stretto anonimato.”

“L’obiettivo di organizzare un accesso totalmente gratuito ai contraccettivi per le ragazze minorenni, anche molto giovani, è chiaramente quello di garantire che non abbiano la necessità di dire a un adulto che sono sessualmente attive e allo stesso tempo rendere l’attività sessuale ‘priva di rischi’”.

Ecco l’articolo di Jeanne Smits, corrispondente da Parigi di Lifesitenews. La traduzione è a cura di Annarosa Rossetto.

 

Adolescente triste

 

A partire da venerdì 28 agosto, le ragazze francesi minorenni di età pari o inferiore a 14 anni hanno accesso totalmente gratuito ai contraccettivi e a tutte le visite mediche e ai test necessari per la loro prescrizione. Il provvedimento è stato annunciato giovedì scorso con un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato, entrato in vigore il giorno dopo. 

Mentre i regolamenti per il COVID-19 continuano a occupare gran parte del tempo del ministro della Salute francese Olivier Véran, e mentre molte procedure mediche “normali” sono state rinviate per mesi, il controllo delle nascite per le adolescenti è in cima alla lista delle attività decisionali del governo.

Le ragazze potranno ottenere contraccettivi, inclusi impianti e dispositivi intrauterini, anche in stretto anonimato se decidono di mantenere segreta la loro identità.

Non ci sono limiti di età in quanto il decreto ha semplicemente rimosso le parole “almeno 15 anni” da un precedente decreto che offriva alle “ragazze minorenni di almeno 15 anni” la possibilità di ottenere contraccettivi senza spese vive.

Secondo il sistema di sicurezza sociale francese, la maggior parte delle visite mediche, prescrizioni e procedure comportano il pagamento di un contributo da parte del paziente può variare da pochi euro fino all’85% per alcuni farmaci. Ci sono alcune eccezioni, come l’aborto volontario, che è finanziato al 100% dallo Stato.

Fine modulo

I contributi dei pazienti sono spesso coperti da un’assicurazione sanitaria complementare, ma i minori di 16 anni o più giovani non hanno tessere previdenziali e assicurative proprie e utilizzano quelle dei genitori o dei tutori legali e quindi non possono avere consulenze e prescrizioni mediche senza che i relativi costi vengano comunicati all’adulto di riferimento assicurato.

Tutte le assicurazioni sanitarie complementari sono obbligate a offrire il rimborso del contributo dei pazienti per i contraccettivi, sebbene i rimborsi siano variabili. Non tutti i contraccettivi sono coperti dalla sicurezza sociale e in pratica le donne adulte pagano in tutto o in parte alcune pillole, cerotti contraccettivi e anelli vaginali.

L’obiettivo di organizzare un accesso totalmente gratuito ai contraccettivi per le ragazze minorenni, anche molto giovani, è chiaramente quello di garantire che non abbiano la necessità di dire a un adulto che sono sessualmente attive e allo stesso tempo rendere l’attività sessuale “priva di rischi”.

Quando la contraccezione gratuita e le relative procedure mediche per minorenni di età pari o superiore a 15 anni sono entrate gradualmente in vigore tra il 2013 e il 2016, il governo ha giustificato la misura con il numero di gravidanze indesiderate nella fascia di età 15-17 anni. La propaganda del governo sottolinea che il tasso di aborti tra queste ragazze è sceso da 9,5 a 6 su 1.000 tra il 2012 e il 2018. Ciò significa che alle autorità non interessa sapere se l’attività sessuale e la promiscuità sono diminuite ma solo che si sono verificate meno gravidanze.

Dato che tra le minorenni gran parte delle gravidanze finisce in un aborto, si potrebbe dire che almeno sono state salvate delle vite. D’altra parte, la situazione è ancora quella in cui le ragazze che non hanno una relazione stabile – per non parlare di matrimonio – né sono in grado di assumersi la responsabilità delle conseguenze dell’attività sessuale sanno che le autorità sanitarie stanno facendo tutto il possibile affinché possano avere più relazioni senza doversi preoccupare del naturale esito della gravidanza. I critici in Francia chiamano questo “incitamento alla corruzione morale”.

In Francia, quasi 1.000 ragazze di età compresa tra 12 e 14 anni rimangono incinte ogni anno e 770 di queste gravidanze vengono interrotte violentemente con l’aborto.  Secondo la legge sul finanziamento della sicurezza sociale alla fine del 2019, attuata tramite un decreto del governo, consentire a queste ragazze di ottenere gratuitamente la contraccezione dovrebbe ridurre il numero di aborti.

Questo è un po’ un paradosso, perché in Francia durante il blocco per il coronavirus, i ministri del governo si sono lamentati del fatto che l’accesso all’aborto poteva diventare difficile per alcune donne. Ad aprile, Véran – che è responsabile dell’imposizione dell’attuale obbligo di portare la mascherina in molte situazioni – si è detto preoccupato per “i feedback che mostrano che c’è un’allarmante diminuzione delle procedure di aborto”. Sono state prese misure per consentire che gli aborti chimici potessero essere fatti a gravidanza più avanzata, sono state ritenute accettabili per la procedura le consulenze in video e tutti i medici e le ostetriche progressisti nonché gli ospedali pubblici sono stati invitati a garantire che l’aborto fosse facilmente ottenibile.

Ma qualunque sia la giustificazione che il funzionario governativo abbia usato per somministrare la pillola o gli impianti contraccettivi a tutte le giovani che li chiedono, il fatto è che le ragazzine sono incoraggiate a praticare la promiscuità sessuale mentre sono ancora nella pubertà o all’inizio della pubertà.

Inoltre, come ricorda il servizio di informazione della Fondation Jérôme-Lejeune , la Francia è uno dei paesi dell’Europa occidentale dove la contraccezione è più diffusa mentre il tasso di aborto è aumentato dal 2003 fino a raggiungere il 15,3 per 1.000 tra le donne in età fertile (più di 18 per 1.000 a Parigi e nel suo dipartimento). Quindi, in ogni caso, l’efficacia a lungo termine di una politica che incoraggia le ragazze a usare contraccettivi piuttosto che ad abortire è chiaramente molto scarsa.

D’ora in poi, il contribuente francese finanzierà questa politica per le ragazze di 12, 13, 14 anni … forse anche più giovani.

Le ragazze che si avvarranno delle nuove disposizioni riceveranno una consulenza gratuita annuale, l’impianto o la sostituzione gratuita di contraccettivi sottocutanei o dello IUD, controlli del colesterolo e altre visite mediche. Intanto però nessuno parla degli effetti a lungo termine del bombardamento ormonale sui loro giovani corpi nel momento critico della pubertà e, per quanto riguarda gli effetti psicologici e spirituali di privarle deliberatamente della loro fertilità, questi sembrano essere stati totalmente dimenticati.

Ai medici verrà chiesto di seguire le procedure in vigore per garantire la segretezza, con uno speciale numero di previdenza sociale per tutte le ragazze che vogliano rimanere anonime che i medici e farmacisti useranno per queste prescrizioni. Nei villaggi, dove è più difficile garantire la riservatezza, le ragazze sono incoraggiate ad andare al più vicino consultorio.

Il fatto che tutto questo stia accadendo in un momento in cui si suppone che il “distanziamento sociale” sia la norma non è l’ultima delle ironie della vita in Francia.

 




Thiel, membro della Pontificia Accademia della Vita, contesta con fermezza l’insegnamento della Chiesa

Nel 2017, Papa Francesco ha nominato la teologa e medico Marie-Jo Thiel a membro della Pontificia Accademia per la Vita (PAV), un mandato che durerà cinque anni. La teologa Thiel ha pubblicamente affermato che gli insegnamenti della Chiesa sulla sessualità sono stati un “completo fallimento”, ha rifiutato il Catechismo nel punto in cui si afferma che gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati e non possono mai essere approvati, ha infine rifiutato con fermezza anche il divieto della Chiesa sulla contraccezione.

Se questo è quello che afferma un membro della nuova Pontificia Accademia per la Vita, ci si chiede allora quale sia il senso della sua appartenenza, visto che un membro della PAV dovrebbe difendere l’insegnamento della Chiesa e non contestarlo in alcuni suoi punti fondamentali. .

Di seguito un articolo di Maike Hickson nella mia traduzione.

Marie-Jo Thiel Le Jour du Seigneur YouTube / screenshot

Marie-Jo Thiel Le Jour du Seigneur YouTube / screenshot

 

La professoressa Marie-Jo Thiel, nuovo membro della rinnovata Pontificia Accademia per la Vita, ha recentemente affermato che l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità e la famiglia dovrebbe essere completamente riconsiderato. Ha fatto notare che l’esortazione di Papa Francesco Amoris Laetitia ha dato ai cattolici una maggiore libertà.

Gli insegnamenti della Chiesa sulla sessualità sono stati un “completo fallimento“, ha detto. Thiel rifiuta l’insegnamento della Chiesa secondo la quale gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati e non possono mai essere approvati. Rifiuta con fermezza anche il divieto della Chiesa sulla contraccezione.

Secondo Katholisch.de, il sito web di notizie dei vescovi tedeschi, la professoressa Thiel ha fatto le sue osservazioni in occasione di un evento presso l’Accademia Cattolica di Friburgo, in Germania (giovedì 13 dicembre, ndr). Parlava in qualità di Presidente della Società Europea di Teologia Cattolica. Thiel è medico e teologo francese e attualmente insegna teologia all’Università di Strasburgo, Francia.

Secondo l’articolo, Thiel ha affermato che si dovrebbe riconsiderare globalmente l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità e la famiglia. Papa Francesco, ha aggiunto, ha dato nuovi impulsi con il suo documento Amoris Laetitia e ha così offerto più libertà. Queste opportunità dovrebbero ora essere utilizzate. Inoltre, c’è molto spazio per iniziative regionali, ha spiegato, senza sempre cercare immediatamente una soluzione applicabile alla Chiesa universale. Si tratta di un “salutare decentramento“, come lo chiamava papa Francesco.

Così, Thiel rifiuta una “intransigenza universalistica” e propone un atteggiamento che favorisca molto di più il senso di autodeterminazione e la coscienza individuale, secondo quanto riportato da Katholisch.de. La teologa ha aggiunto che è tempo per la Chiesa di porre fine al suo “regno sul corpo e sulle anime”.

Una morale cristiana, ha continuato la professoressa Thiel, deve essere guidata dal principio di misericordia:  “Il perdono che abbiamo ricevuto nell’amore e nella fede ci libera e ci conduce così a un cammino di ritorno”.

Parlando della crisi degli abusi sessuali in corso nella Chiesa, Thiel ha affermato che essa mostra “il fallimento della morale sessuale fino a questo momento” della Chiesa. I crimini di “abuso sessuale di potere e di coscienza” (nelle parole dell’articolo tedesco) sono stati commessi da coloro che dovevano vivere in modo esemplare la morale della Chiesa. Così, ha aggiunto, gli autori di reati sessuali clericali distruggono “l’intero edificio dell’insegnamento dell’etica sessuale e familiare (della Chiesa) e quindi minano sia le norme assolutistiche e autoritarie, sia le strutture di potere centralizzate e oscure e le loro intrinseche possibilità di offuscamento”.

La teologa si è anche decisamente opposta al divieto di contraccezione della Chiesa. “C’è una qualche connessione interiore tra unione sessuale e procreazione in natura”, ha chiesto. “No!

Thiel ha parlato anche di quella che lei considera la “ingenuità colpevole” della Chiesa quando i vescovi sostengono che l’uso del preservativo ha contribuito al decadimento morale e alla diffusione dell’HIV/AIDS.

Nel 2017, Papa Francesco ha nominato Thiel membro della Pontificia Accademia per la Vita (PAV), un mandato che durerà cinque anni. Altro nuovo membro del PAV è padre Maurizio Chiodi che, alla fine del 2017, ha detto che ci sono alcune circostanze che “richiedono” la contraccezione.

Alla fine del 2016, Papa Francesco ha licenziato tutti i membri della Pontificia Accademia per la Vita, tra cui il filosofo cattolico e famoso critico di Amoris Laetitia professor Josef Seifert. Seifert ha successivamente fondato, insieme ad altri ex membri fedeli del PAV, una nuova accademia in difesa dell’insegnamento morale cattolico tradizionale, chiamata Accademia Giovanni Paolo II per la Vita Umana e la Famiglia (JAHLF).  Seifert ha anche pubblicamente criticato le opinioni di padre Chiodi, dicendo: “La posizione di Chiodi costituisce una difesa inequivocabile dell’etica consequenzialista e proporzionalista che ha attaccato l’Humanae Vitae fin dal primo giorno della sua pubblicazione, essa non solo ha contestato il suo insegnamento che la contraccezione è intrinsecamente sbagliata, ma ha (anche) sostenuto che non ci sono per nulla atti intrinsecamente malvagi”.

 

Fonte: LifeSiteNews




MINISTRO INGLESE ALLA CHIESA: CAMBIATE L’INSEGNAMENTO SULLA CONTRACCEZIONE

Foto: Penny Mordaunt (Getty Images

Foto: Penny Mordaunt (Getty Images

Secondo il Daily Telegraph, un ministro britannico ha chiesto alla Chiesa di consentire la contraccezione artificiale dopo un incontro con alti funzionari vaticani avvenuto  la scorsa settimana a Roma in Vaticano.

Penny Mordaunt, il Segretario allo Sviluppo Internazionale, ha detto che 800 ragazze e donne perdono la vita ogni giorno a causa della gravidanza e delle complicazioni da parto, e ha sostenuto che un più ampio accesso alla contraccezione contribuirebbe ad alleviare il problema.

I rappresentanti della fede dovrebbero contribuire a cambiare “le credenze e gli atteggiamenti profondamente radicati” per permettere alle donne un maggior accesso “all’assistenza sanitaria riproduttiva”, ha detto.

Mordaunt ha comunicato le sue parole al Daily Telegraph dopo aver incontrato a Roma, in Vaticano, l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, e l’Arcivescovo Paul Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Ha detto al giornale: “Il matrimonio con bambini e la mancanza di controllo sul proprio corpo o sull’accesso all’assistenza sanitaria riproduttiva, compresa la contraccezione, fanno sì che molte ragazze non abbiano alcuna speranza di completare un’istruzione”.

“È fondamentale impegnarci con i leader della fede per aiutarci a sfidare credenze e atteggiamenti profondamente radicati”.

“La Chiesa cattolica può aiutarci in questo e il mio appello a loro è stato quello di aiutarci a salvare vite, specialmente di giovani madri”.

“Mentre lavoriamo con i leader africani per aiutarli a costruire la loro nazione, è vitale che la pianificazione familiare faccia parte di questo piano. Salverà vite umane e grandi sofferenze”.

Riporta The Daily Telegraph che Mordaunt ha anche sollevato la questione dei diritti delle persone LGBT, sottolineando che i responsabili della Chiesa in quest’area stanno contribuendo a combattere l’odio nei confronti di questi gruppi.

Un portavoce della Chiesa cattolica nel Regno Unito ha affermato che i commenti di Mordaunt sono di competenza del Vaticano (cioè questa materia spetta al Vaticano, ndr). Un portavoce del Vaticano è stato contattato per un commento.

Le forti obiezioni della Chiesa cattolica alla contraccezione derivano dalla sua convinzione che essa interferisca con la creazione della vita.

Il Catholic Herald, a commento dell’articolo del Telegraph, dice che i commenti della Mordaunt coincidono con il 50° anniversario della Humanae Vitae, l’enciclica di Paolo VI che ha ribadito l’insegnamento della Chiesa, affermando che la contraccezione artificiale è intrinsecamente sbagliata.

Il mese scorso, 500 sacerdoti britannici hanno firmato una lettera di approvazione dell’enciclica. “Molti hanno trovato difficile accettare e sfidante da proclamare l’insegnamento (dell’Humanae Vitae, ndr) secondo la quale l’uso della contraccezione sia in ogni caso ‘assolutamente escluso’ e ‘intrinsecamente sbagliato'”, dice la lettera. “Cinquant’anni dopo, nella nostra società si è dimostrato che molto è andato a discapito della vita umana e dell’amore. Molti hanno imparato nuovamente ad apprezzare la saggezza dell’insegnamento della Chiesa”.

I commenti di Mordaunt susciteranno timori di ingerenze da parte del governo nell’insegnamento della Chiesa.  L’estate scorsa Justine Greening, allora segretario all’Istruzione, disse che le fedi più importanti dovrebbero “tenere il passo con gli atteggiamenti moderni” sul matrimonio tra persone dello stesso sesso.

“È importante che la chiesa, in un certo senso, tenga il passo e faccia parte di un paese moderno”, disse.

 

Fonte:  The Daily Telegraph e  Catholic Herald 




CARD. MÜLLER: “L’OMOFOBIA SEMPLICEMENTE NON ESISTE”

Della questione delle Veglie ecumeniche di preghiera contro l’omotransfobia abbiamo parlato oggi (qui). Ora, riprendo ampi stralci dell’intervista al card. Gerhard Ludwig Müller, fino all’anno scorso prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, fatta da Costanza Miriano proprio sul tema dell’omofobia in quanto oggi è la giornata internazionale contro l’omofobia.

 

Foto: card. Gerhard L. Müller

Foto: card. Gerhard L. Müller

Costanza Miriano: Vostra Eminenza, partiamo dall’attualità: domani è la giornata mondiale contro l’omofobia. Sappiamo che la parola è stata inventata in America nel 1971, ma sappiamo anche che le persone che provano attrazione verso lo stesso sesso a volte davvero vivono nella sofferenza. Noi cristiani, chiamati ad amare tutti, come dobbiamo comportarci su questo tema?

Gerhard Ludwig Müller: L’omofobia, semplicemente non esiste, è chiaramente un’invenzione, uno strumento del dominio totalitario sulla mente degli altri. Al movimento omosessualista mancano gli argomenti scientifici, per questo hanno costruito un’ideologia che vuole dominare, cercando di costruire una sua realtà. E’ lo schema marxista, secondo cui non è la realtà a costruire il pensiero, ma il pensiero che costruisce la realtà. Quindi, chi non accetta questa realtà deve essere considerato malato. Come se, tra l’altro, si potesse agire sulla malattia con la polizia o con i tribunali. D’altra parte in Unione Sovietica i cristiani venivano chiusi nei manicomi: sono i mezzi dei regimi totalitari come il nazionalsocialismo e il comunismo. Oggi in Nord Corea la stessa sorte tocca a chi non accetta il pensiero dominante.

CM: Ci sono alcuni vescovi che hanno appoggiato veglie o altre iniziative “cattoliche” contro l’omofobia. Alcuni ne conosco personalmente e sono per quello che posso capire molto aderenti alla dottrina. Perché secondo lei accettano di stare a questo gioco, perché già accettare la parola omofobia significa accogliere una certa visione ideologica?

GLM: Alcuni vescovi oggi non hanno il coraggio di dire la verità e si lasciano intimidire: non capiscono che l’omofobia è un inganno che serve a minacciare la gente. Ma noi cristiani non dobbiamo avere paura delle minacce: nei primi secoli i seguaci di Cristo venivano gettati in carcere, o fatti dilaniare dalle belve. Oggi si dilania la gente con lo psicoterrorismo, approfittando dell’ignoranza. Però da un vescovo, un sacerdote possiamo aspettarci che sia in grado di non andare dietro a queste ideologie. Noi siamo quelli che cercano, con la grazia di Dio, di amare tutte le persone, comprese quelle che provano attrazione verso lo stesso sesso, ma deve essere chiaro che amare non è obbedire alla propaganda genderista.

CM: Il libro di Mattson dedica un ampio capitolo proprio a smontare le parole della propaganda, a cominciare dal titolo: perché non mi definisco gay. Lei sarà presente alla presentazione del volume a Roma, con l’autore. Cosa ne pensa?

GLM: Mattson è un uomo che basa le sue parole sulla sua propria esperienza, e questo vale più di tutte le ideologie. La sua storia mostra anzi come queste ideologie siano forti ed esercitano una oppressione nei confronti di tutti coloro che hanno problemi con la propria sessualità. Si possono avere problemi per diverse cause, ma la realtà è che si è solo o uomo o donna. Esistono due sessi, questa è la realtà.  Il resto sono interpretazioni. Papa Francesco viene molto frequentemente citato nella sua intervista rilasciata in aereo, quel famoso “chi sono io per giudicare…?”. Ma il Papa ha detto la stessa cosa che è nel Catechismo: ogni persona merita rispetto perché è a immagine di Dio, e noi non possiamo usare le persone per nessuno scopo. Ma nello stesso momento Francesco ha parlato di lobby gay. Ed è vero, purtroppo. (…)Una persona è sempre molto più di questo. Noi siamo creature che grazie alla redenzione abbiamo la vocazione alla vita eterna. E chi vive questa attrazione deve vivere in castità, cosa a cui sono chiamati tutti i cristiani che non vivano in un valido e vero matrimonio.

CM: Perché questo tema occupa i primi posti delle agende politiche dell’Occidente? Sembra che sia la priorità di tutti i governi?

GLM: I nostri politici in Europa devono occuparsi di tante persone che sono senza lavoro, della denatalità, delle famiglie, di tanti problemi seri, e invece si preoccupano di trasformare le nostre democrazie in sistemi totalitari. Le ideologie in sé sono violente. Come può un Parlamento stabilire cosa è vero e cosa no? Come può affermare che due più due fa cinque?

CM: Uno dei tanti passaggi interessanti del libro mette in correlazione la diffusione in massa della contraccezione e l’affermarsi della ideologia genderista. Ne approfitto per farle una domanda su un tema che mi sta molto a cuore. Lei sa meglio di me come nella Chiesa ci siano forze avverse alla Humanae Vitae, che ne chiedono una revisione. Che ne pensa? Come spiega questo fenomeno?

GLM: Lo spiego con la mondanizzazione della Chiesa: per alcuni dei pastori la Chiesa è solo materiale per fare politica, per piacere. Per loro il rispetto delle masse vale più del rispetto della Parola di Dio. Sono contro la creazione. Io paragono chi vuol rivedere HV per compiacere le masse con chi ha fatto i compromessi durante i regimi totalitari. Invece i testimoni hanno la responsabilità della verità rivelata. L’Humanae Vitae è stata profetica, tutti i pericoli che prevedeva si sono realizzati e sono entrati nella vita moderna: il nichilismo, il materialismo. Manca il senso superiore dell’esistenza umana e quindi dietro le facciate c’è il vuoto. Invece il vero piacere è ogni parola che viene dalla bocca di Dio, e se noi smettiamo di annunciare dove è il vero piacere, dove è la vera gioia, saremo responsabili dell’infelicità di tanta gente. Se i pastori non vigilano, vincono i lupi. Con i lupi non si possono fare compromessi, magari per salvare qualche pecora. Con l’illusione di non perdere qualcuno, si perde tutto il gregge. Non è questa la logica di Gesù. Lui per non perdere nessuna pecora ha sacrificato se stesso, non le pecore.

CM: I pastori che aprono alla contraccezione di solito lo fanno ribadendo che è, sì, un male, ma che in casi estremi…

GLM: Questa è solo una tecnica per aprire la strada: si fa un ragionamento solo emotivo, basato su situazioni estreme. Anche in situazioni estreme un buon pastore trova una soluzione unica e particolare per preservare l’intrinseca unità tra procreazione e sessualità. Invece il trucco di teologi e vescovi che attaccano la dottrina è di emozionalizzare… Per esempio cominciano a dire che c’è un padre di quattro figli, che ha perso il lavoro, e la moglie è malata… e allora si fa una discussione sull’onda dell’emotività e del caso singolo. Ma questo non è un modo serio di affrontare le questioni.

Fonte: dal Blog di Costanza Miriano




EBERSTADT, HUMANAE VITAE: LA CHIESA SARÀ SEMPRE SEGNO DI CONTRADDIZIONE

Foto: Mary Eberstadt

Foto: Mary Eberstadt

EBERSTADT, HUMANAE VITAE: LA CHIESA SARÀ SEMPRE SEGNO DI CONTRADDIZIONE

Eberstadt dice che la contraccezione, frutto maturo della rivoluzione sessuale, ha prodotto macerie come l’esplosione degli aborti. L’Humanae Vitae, 50 anni fa, denunciando questo è stata profetica.

L’autrice Mary Eberstadt, che ha scritto anche su TIME, il Wall Street Journal, il Washington Post, National Review, First Things, The Weekly Standard, ricercatrice senior presso l’Istituto di Fede e Ragione, ha parlato al Centro di Etica e Cultura di Notre Dame, sul lascito della Humanae Vitae, a 50 anni dalla sua pubblicazione da parte del beato Paolo VI. Ce ne dà un resoconto Perry West sul Catholic News Agency del 20 marzo scorso, del quale faccio una sintesi.

Dice la Eberstadt: La tecnologia contraccettiva, come prevedeva Paolo VI, apre un vaso di Pandora di malizia in cui i più forti hanno la meglio“.

“Oramai da qualche tempo, è evidente che la rivoluzione sessuale iniziata negli anni ’60 si è rivelata uno degli sconvolgimenti più formativi della storia umana”. (…) “Sta avendo ripercussioni massicce in tutto il mondo – microcosmico, macrocosmico, morale, religioso, politico e altro”.


La Eberstadt, ricordando un suo articolo scritto 10 anni prima su The First Things, nota che quello che ha scritto allora è ancora valido, e lo sarà “ancora anche tra dieci, cento o duecento anni”. E la conclusione  “È semplicemente questa: il documento più globalizzato e ampiamente vituperato dell’ultimo mezzo secolo è anche il più profetico e esplicativo del nostro tempo”.

Cinquant’anni fa, ha detto Eberstadt, i sostenitori della contraccezione affermavano che gli aborti e le nascite da genitori non sposati sarebbero diminuiti grazie a un controllo più affidabile delle nascite. Quello che è accaduto è esattamente il contrario, gli aborti sono aumentati.

Lungi dal prevenire l’aborto e le gravidanze non pianificate, gli effetti della contraccezione dopo l’invenzione della pillola sono andati esattamente in senso inverso: i tassi di uso della contraccezione, dell’aborto e dei parti fuori dal matrimonio sono esplosi tutti contemporaneamente”.


Eberstadt ha sostenuto che i tassi di aborto sono aumentati a seguito della rivoluzione sessuale degli anni ’60, e della contraccezione in particolare. Ha offerto una serie di prove a sostegno della sua affermazione.

In primo luogo, ha detto che gli aborti sono aumentati perché la responsabilità della gravidanza è stata sempre più posta sulla donna da sola. Mentre le donne possono sembrare più libere, ha detto, la contraccezione ha diminuito il senso di responsabilità degli uomini per la gravidanza, e quindi ha eroso il loro senso di responsabilità nei confronti delle donne incinte.


“Facendo della nascita del bambino la scelta fisica della madre, la rivoluzione sessuale ha reso il matrimonio e il sostegno ai figli una scelta sociale del padre”, ha detto, citando l’analisi di George Akerlof, Janet Yellen e Michael Katz. Si noti che Janet Yellen è stata fino a qualche mese fa la presidente della Banca Centrale degli Stati Uniti d’America.

Ha poi sostenuto che la contraccezione promuove l’aborto su richiesta, perché incoraggia i piani di carriera che dipendono dal ritardare i figli il più tardi possibile nella vita della donna. Se una gravidanza inattesa interrompe tali piani, ha detto, l’aborto ha maggiori probabilità di essere preso in considerazione.

Eberstadt ha anche sostenuto che i movimenti verso la legalizzazione dell’aborto iniziano sempre quando i dispositivi di controllo delle nascite diventano più popolari e disponibili.

“Il ragionamento giuridico che giustifica la libertà di contraccezione è stato utilizzato per giustificare la libertà di abortire. Non si può avere uno senza l’altro”.

Proprio per i risultati distruttivi della rivoluzione sessuale, sempre più evidenti, Eberstadt ha detto che molti cristiani protestanti hanno riconsiderato le loro posizioni precedenti sulla contraccezione che, evidentemente, erano molto più liberali.

“Sempre più persone fuori dalla Chiesa stanno concludendo da quelle stesse macerie che l’insegnamento morale cattolico ha espresso molte cose giuste, non solo a partire dalla Humanae vitae, ma dai millenni precedenti di coerente insegnamento”.

In conclusione, Eberstadt nota che la posizione della Chiesa in materia di contraccezione troverà sempre oppositori, ciò non ostante la verità di Humanae Vitae non smetterà di indicare le macerie prodotte dalla rivoluzione sessuale.

“Discernere la storia dell’ultimo mezzo secolo significa vedere che la Chiesa cattolica ha avuto ragione a porsi come segno di contraddizione nei confronti della devastazione che la rivoluzione sessuale avrebbe provocato; che dare alta considerazione alla rivoluzione è stato un fallimento epico per le chiese che l’hanno fatto; e che le verità di Humanae Vitae e dei documenti correlati bruciano ancora di più contro l’oscuro tributo delle distruzioni là fuori”.

Eberstadt ha concluso dicendo: “Siate orgogliosi nel modo giusto della vostra Chiesa per aver ricevuto uno degli appelli più importanti della storia”.




MÜLLER: “CONTRAPPORRE GLI ULTIMI TRE PONTIFICATI E’ CRIMINE CONTRO LA CHIESA”

Card. Gerhard Ludwig Mueller. Credit: Daniel Iba?n?ez / CNA.

 

MÜLLER: “CONTRAPPORRE PONTIFICATI E’ CRIMINE CONTRO LA CHIESA

Parlando ad una presentazione di un libro su Humanae Vitae, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, ha sottolineato mercoledì che i tentativi di cambiare l’insegnamento della Chiesa sono “un crimine contro la Chiesa”.

 

Qualche giorno fa vi è stata la presentazione ufficiale del libro scritto dal polacco Pawel Galuska, edito da Cantagalli, intitolato: Karol Wojtyla e Humanae Vitae”. Il libro ripercorre il contributo del cardinale Wojtyla alla redazione di Humanae Vitae.Tra gli intervenuti alla presentazione del volume, anche il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione della Dottrina della Fede

Riprendo, nella mia traduzione, il resoconto (qui) fatto da Andrea Gagliarducci su Catholic News Agency di ieri.

L’attuale tentativo – ha detto il card. Müller  – di contrapporre gli ultimi tre pontificati, con il pretesto di imporre un insegnamento eterodosso ai fedeli è un crimine contro la Chiesa e un tradimento della sua missione e del suo mandato, il cui compito finale è quello di conservare la fede autenticamente ereditata dagli apostoli”.

Le osservazioni del cardinale Müller si riferiscono in particolare all’articolo dal titolo  “Rilettura della Humanae Vitae alla luce di Amoris Laetitia” del teologo italiano Maurizio Chiodi, recentemente nominato membro della Pontificia Accademia per la Vita (qui)

L’articolo, pubblicato a fine gennaio sul quotidiano Avvenire, giornale della Conferenza Episcopale Italiana – è tratto da una relazione tenuta presso la Pontificia Università Gregoriana da Chiodi, nell’ambito di una serie di conferenze organizzate dall’Università dei Gesuiti a Roma per celebrare il 50° anniversario della enciclica (Humanae Vitae, ndr) di Paolo VI.

Nella sua relazione, Chiodi ha detto che “ci sono circostanze che richiedono l’uso della contraccezione”, perché in questi casi l'”intervento tecnico (cioè l’uso del contraccettivo, ndr) non nega la responsabilità delle relazioni procreative”.

E Chiodi  ha anche sottolineato che “l’insistenza del Magistero della Chiesa sui metodi naturali non può essere interpretata, a mio parere, come una norma fine a se stessa, né come semplice conformità alle leggi biologiche, perché la norma si riferisce ad un’antropologia, il bene della responsabilità coniugale”.

Alla fine, don Chiodi ha detto: “un metodo artificiale per la regolazione della nascita potrebbe essere riconosciuto come un atto di responsabilità che viene compiuto, non per rifiutare radicalmente il dono di un bambino, ma perché in queste situazioni la responsabilità chiama la coppia e la famiglia ad altre forme di accoglienza e ospitalità”.

Ricollegandosi all’articolo di Chiodi, il cardinale Müller si è infatti rivolto a qualsiasi tentativo di cambiare o “reinterpretare” l’insegnamento della enciclica dell’Humanae Vitae.

Il professor Gilberto Marengo, (membro) della Pontificia Università Lateranense, sta attualmente dirigendo un gruppo di studio per definire la genesi dell’enciclica, e ha respinto ogni tentativo di cambiare l’insegnamento di Humanae Vitae.

Tuttavia, il cardinale Müller l’ha descritta come una commissione segreta, e ha detto che questa commissione “non porterà a nessuna modifica dell’insegnamento cattolico”.

Il cardinale Mueller ha anche sottolineato che la discussione è ora “solo basata sul dualismo, e questo renderà un cattivo servizio alla Chiesa”.

Parlando di Humanae Vitae Vitae, il cardinale Müller ha detto che l’enciclica “va oltre la sterile polarizzazione tra regolazione artificiale e naturale delle nascite”. Ha anche detto che l’enciclica è ancora attuale, perché “le stesse domande sono oggi ancora valide”.

Il cardinale Mueller ha sottolineato che “la secolarizzazione inganna gli uomini, privandoli di Dio”, dicendo che la secolarizzazione “non implica alcun passo avanti nel cammino verso la perfezione. Si tratta piuttosto di un deficit antropologico, in quanto abbandona gli uomini alla disperazione e all’inutilità. Il paradigma della secolarizzazione è il nichilismo “.

L’ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ha sostenuto che l’Humane Vitae: “ha un messaggio positivo, poiché guarda gli uomini nella loro interezza”.

Il libro di Galuska contiene una relazione redatta da un gruppo di studiosi di Cracovia riguardo il cardinale Karol Wojtyla, che si riferisce alla partecipazione di Wojtyla alla commissione di studio sulla contraccezione di Paolo VI. Il cardinale (Wojtyla, ndr) spedì una relazione perché non fu in grado di ottenere un visto dal regime sovietico (per lasciare la Polonia, ndr) e di presentarla personalmente a Roma.

Ancora più importante, il libro pubblica una lettera del cardinale Wojtyla indirizzata a Paolo VI nel 1969. La lettera elogiava l’enciclica, osservava che c’erano resistenze e chiedeva un’istruzione papale per ribadire il messaggio di Humanae Vitae.

La presentazione del libro è stata l’occasione per sfatare alcune “false notizie” sull’enciclica.

E qui Gagliarducci fa molto probabilmente riferimento alla campagna mediatica che sta cercando di annacquare l’insegnamento della Humanae Vitae. Tale campagna ha letto quella lettera del cardinale Wojtyla del 1969 a Paolo VI come un tentativo di rendere ancora più rigida l’interpretazione dell’enciclica, chiedendo a papa Paolo VI di proclamare che il suo insegnamento aveva un carattere dogmatico e infallibile. Un tale tentativo di lettura in questo senso lo possiamo riscontrare nell’articolo scritto da Luciano Moia su Avvenire proprio a proposito di quella lettera (qui).

Riprende Gagliarducci: mons. Livio Melina, ex presidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia, ha sottolineato che “dire che il cardinale Wojtyla ha chiesto un’istruzione per ribadire l’infallibilità dell’enciclica è solo una notizia falsa”.

Invece, ha detto Melina, quella lettera chiedeva al Papa di spiegare che ciò che Humanae Vitae diceva faceva parte del magistero universale ordinario della Chiesa, e che il magistero ordinario e universale della Chiesa è infallibile.

Mons. Melina ha spiegato che “la lettera deve essere letta attentamente. Il cardinale Wojtyla non ha chiesto a Paolo VI di dichiarare che l’enciclica è infallibile. Egli ha appena chiesto di ribadire che gli insegnamenti in esso contenuti fanno parte del magistero ordinario (universale) della Chiesa. E quel magistero è infallibile”.