“Laudato si’ Week”: piantate un albero, scioperate per il clima, realizzate un giardino di piante autoctone

Papa Francesco

 

di Sabino Paciolla

 

Il portale di Vatican.news riporta la notizia che Papa Francesco ha indetto con un videomessaggio del 3 marzo l’iniziativa chiamata  “Laudato si’ Week”, che si terrà dal 16 al 24 maggio prossimo, quando le comunità cattoliche celebreranno ovunque il quinto anniversario dell’Enciclica Laudato si’ del 24 maggio 2015.

Il videomessaggio lo trovate più sotto. 

“Rispondere alla crisi ecologica, il grido della terra e il grido dei poveri non possono più aspettare”. È il rinnovato appello del Papa per la “cura della casa comune” che potete sentire nel videomessaggio.

Il futuro dei bambini

In occasione di tale “campagna globale”, Francesco – come contenuto nel medesimo documento – sollecita a chiedersi “che tipo di mondo vogliamo lasciare a quelli che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo”. Nell’Enciclica infatti aveva specificato che tale domanda riguarda non solo l’ambiente in modo isolato, ma in generale il senso dell’esistenza e i valori che stanno alla base della vita sociale. Perché tutto, sottolinea nel videomessaggio, è “dono del nostro buon Dio creatore”.

La “Settimana Laudato Si’” è patrocinata dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale e facilitata, tra gli altri, dal Movimento cattolico globale per il Clima e Renova+, guardando alle azioni di salvaguardia del creato intraprese fin qui dalle comunità cattoliche e andando avanti con impegno per accelerare l’opera di protezione della casa comune.

Il sito web della Laudato si’ week 2020 raccomanda ai cattolici di partecipare coinvolgendo i rappresentanti eletti, di scaricare il kit dei consigli per organizzare un’azione di successo, conducendo un audit energetico, o abbandonando i combustibili fossili. 

 Ecco alcuni consigli che si trovano nel sito Laudato si’ week:

Creare dei gruppi e coinvolgi i politici

“Chiedi al tuo gruppo di dedicare il prossimo incontro a una valutazione onesta degli sforzi compiuti finora. Durante l’incontro, celebrate i progressi che avete raggiunto insieme e identificate alcune aree che vi mettono ancora alla prova.”

Come recita la Laudato si’, “È diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di biossido di carbonio e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente.” (26)

Agisci insieme alla tua comunità per incentivare i rappresentanti eletti a includere il clima e l’ecologia nelle loro politiche.

Coinvolgersi con gruppi ambientalisti 

Cerca i gruppi ambientalisti che sono attivi nella tua zona. Potresti prendere in considerazione i gruppi che servono le comunità “in prima linea”, vale a dire quelle che sono smisuratamente colpite dalle sfide ambientali come i cambiamenti climatici e l’inquinamento.

Fissa tre incontri importanti: il primo con il tuo parroco o un altro leader, il secondo con un gruppo ambientalista presente nella tua zona e, infine, un incontro di aggiornamento con il tuo parroco o un altro leader.

Quando parli con i membri del gruppo ambientalista, chiedi loro consigli su quali politiche siano maggiormente necessarie.

Fai realizzare un audit energetico e pianifica la riduzione delle emissioni

Adottare misure per comprendere e ridurre le emissioni di gas serra da parte della tua comunità è un modo concreto per rispondere alla necessità urgente di risolvere la crisi climatica.

Spiega cosa sia un audit energetico. Un audit energetico è un modo per capire il consumo energetico attuale da parte della tua comunità e implica la valutazione del consumo energetico abituale (ad esempio, esaminando le vecchie bollette) e le abitudini (ad esempio, dando un’occhiata alle lampadine nella proprietà). Molte organizzazioni mettono a disposizione strumenti gratuiti per effettuare gli audit energetici. 

Richiedi alla comunità di effettuare un audit energetico.

Organizza un incontro di preghiera per una giusta transizione verso l’energia pulita

È imperativo interrompere l’uso di combustibili fossili il prima possibile. (…) Organizza un incontro di preghiera per una giusta transizione verso forme energetiche pulite. L’incontro di preghiera può aver luogo nella tua comunità o, se possibile, in prossimità di un sito associato ai combustibili fossili, come la sede di un fornitore di energia elettrica, di una società mineraria o di un produttore di petrolio.

Adegua i tuoi investimenti ai valori cattolici

Aggiornare il portfolio finanziario della tua istituzione (in sostanza, cambia la composizione del tuo portafoglio finanziario azionario, ndr).

Disinvestire dai combustibili fossili, traendo ispirazione dal Sinodo sull’Amazzonia. Il Sinodo dei Vescovi per la Regione Pan-Amazzonica ha scritto: “assumiamo e sosteniamo le campagne di disinvestimento delle compagnie estrattive . . . chiediamo una transizione energetica radicale.”

Rappresenta il tuo impegno con un gesto simbolico

Tra i gesti simbolici ci sono:

1.piantare un albero per rappresentare il tuo impegno a lungo termine nei confronti del creato,

2.partecipare a uno sciopero per il clima per simboleggiare la tua solidarietà con i giovani,

3.realizzare un giardino di piante autoctone per rappresentare la tua appartenenza alla rete della vita.

Pianificazione e successo

Una buona pianificazione è fondamentale per un’azione di successo.

Fin qui l’iniziativa.

Mi sia consentita una sola osservazione: il mese di maggio è il mese mariano, il mese dedicato alla Madonna, Madre di Dio. Il mese di maggio è il periodo dell’anno che più di ogni altro abbiniamo alla Madonna. Un tempo in cui si moltiplicano i Rosari a casa e nei cortili, sono frequenti i pellegrinaggi ai santuari, si sente più forte il bisogno di preghiere speciali alla Vergine.

La storia ci porta al Medio Evo, ai filosofi di Chartres nel 1100 e ancora di più al XIII secolo, quando Alfonso X detto il saggio, re di Castiglia e Leon, in “Las Cantigas de Santa Maria” celebrava Maria come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi e dei cieli via (…)». (Ripreso da Avvenire)

 

 




Mons. Sorondo, che stonato quel sorriso compiaciuto!

Mons. Marcelo Sánchez Sorondo e l'economista Jeffrey Sachs

Mons. Marcelo Sánchez Sorondo e l’economista Jeffrey Sachs

 

di Sabino Paciolla

 

Si è aperto il 5 febbraio scorso nella Casina Pio IV alle spalle della Basilica di San Pietro dentro la Città del Vaticano il convegno “Nuove forme di solidarietà, tra inclusione, integrazione e innovazione”. Il workshop è stato impostato sulle tre “i” che stanno a cuore a Papa Francesco. A discutere delle tre “i” sono stati chiamati a raccolta economisti importanti come il nuovo direttore del Fondo monetario Kristalina Georgieva o il premio Nobel Joseph Stiglitz, ministri delle Finanze come l’argentino Martin Guzman e importanti ricercatori di scienze sociali delle principali università cattoliche del mondo per una sorta di “Conferenza di Davos”, ispirata all’enciclica Laudato Sii.

Il convegno si è tenuto presso la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, il cui cancelliere è l’arcivescovo Marcelo Sanchez Sorondo. Jeffrey Sachs, Direttore dell’Istituto della Terra della Columbia University e già direttore del Centro per lo Sviluppo Sostenibile della medesima università, ne è stato l’oratore principale. Sachs ha collaborato con la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali varie volte, ha dato il suo contributo alla Centesimus Annus di papa Giovanni Paolo II (1991), poiché allora era il consigliere esterno della Polonia, da poco uscita dal regime comunista. Data la sua specializzazione nello sviluppo sostenibile, ha dato un apporto fondamentale allo sviluppo della enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.

Jeffrey Sachs è l’esponente più autorevole degli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” dell’ONU, che egli ha contribuito a redigere. Tali obiettivi includono l’obiettivo di “garantire la salute e i diritti sessuali e riproduttivi universali”, un eufemismo per indicare la legalizzazione dell’aborto su richiesta e per dare ai bambini l’accesso ai farmaci e ai dispositivi anticoncezionali, nonché all’aborto anche senza la conoscenza o il consenso dei genitori.

 

Sono rimasto basito nel vedere il video dell’intervento del prof. Jeffrey Sachs, perché mi è sembrato di ripiombare negli anni della mia gioventù quando ascoltavo attonito i leader dell’allora Partito Comunista d’Italia (marxista-leninista), nato nel 1966 dalla scissione del PCI perchè gli esponenti di orientamento marxista-leninista rifiutavano la linea revisionista del partito di origine.

Che tristezza vedere Sachs parlare della sua nazione come fosse il peggio tra le nazioni, vomitandole addosso tutto il male possibile, avendo come chiaro obiettivo il Presidente Donald Trump. E che tristezza vedere l’arcivescovo Sorondo sorridere con grande approvazione, battendogli anche le mani. Sono rimasto basito perché è stato proprio Sorondo che nel 2018, di ritorno da un viaggio in Cina, aveva detto che “In questo momento, coloro che meglio stanno attuando la dottrina sociale della Chiesa sono i cinesi”. Una affermazione scioccante ed imbarazzante, vista la violenza del regime cinese, anche nei confronti degli stessi cattolici cinesi, ma soprattutto verso i musulmani uiguri che stanno sperimentando l’internamento di massa nella provincia occidentale dello Xinjiang, come ha ben dimostrato il New York Times con documenti cinesi riservati trapelati.

Eppure è andata così, basta guardare il video, proprio dai primi secondi. 

Sachs esordisce dicendo che “il multilateralismo non è minacciato, di per sé, nella maggior parte del mondo. È minacciato a causa degli Stati Uniti, e voglio dirlo chiaramente perché non è un gioco”. E qui scatta la risata compiaciuta dell’arcivescovo Sorondo, e dopo aver annuito, batte pure le mani. 

“Gli Stati Uniti sono un problema”, ha continuato Sachs. “È diventato un problema molto più significativo con Donald Trump”. 

“Gli Stati Uniti hanno bloccato ogni iniziativa multilaterale degli ultimi anni”, ha detto Sachs. È l’unico Paese che si tira fuori dall’accordo di Parigi sul clima”. 

Sachs critica Trump anche per essersi ritirato dall’accordo nucleare JCPOA con l’Iran e per le sue azioni economiche nei confronti della Cina. “Non c’è una guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti”, ha continuato Sachs. “C’è una guerra commerciale degli Stati Uniti contro la Cina – è diverso. Questo è stato un attacco non premeditato”.

Sachs, a tal proposito, non fa alcuna menzione alla concorrenza sleale attuata dalla Cina, che si avvantaggia non solo grazie al mancato rispetto delle norme di protezione del lavoro e della salute, ma grazie ad un vero e proprio sfruttamento delle persone e dell’ambiente. Il prof. Sachs, non cita chi è stato il maggior paese al mondo ad inquinare l’ambiente negli ultimi anni (guardare la grafica).

Inquinamento atmosferico mondiale

Inquinamento atmosferico mondiale

Sachs ha accusato l’amministrazione Trump di “teppismo” e “completa violazione di ogni regola internazionale” per quanto riguarda il suo impegno militare in Iraq. Ha descritto l’attuale amministrazione statunitense come “bulli” che fanno “volgari minacce” e ha parlato della “palese ostilità di Trump contro tutti”.

E puntando il dito contro il presidente Trump ha detto: “Mi dispiace dirlo, è – è il mio Paese – non sono molto felice di dirlo, ma questa è una potenza imperiale in declino ed è un Paese pericoloso in questo momento. Sarà assolutamente pericoloso se Trump vincerà la rielezione”.

E’ dunque curioso vedere l’arcivescovo Sorondo battere contento le mani ad un globalista come Sachs, un convinto sostenitore dello sviluppo sostenibile da raggiungere anche con le politiche dell’aborto e della contraccezione. E’ curioso vedere Sorondo elogiare la Cina, quella Cina che ha adottato la violenta politica del “figlio unico” imposto con l’aborto forzato, che ha creato uno scompenso notevole nella demografia cinese, di cui oggi gli stessi cinesi ne pagano le conseguenze e riconoscono a denti stretti l’errore. E’ curioso vedere l’arcivescovo Sorondo ridere di gusto quando Sachs dà del “teppista” a Trump, quel Trump che ha adottato misure per impedire che il denaro dei contribuenti statunitensi finanzi l’aborto all’estero, che ha tolto 60 mln di dollari alla più grande multinazionale dell’aborto, la Planned Parenthood, che ha tagliato i finanziamenti al Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione perché collabora con il regime dell’aborto forzato della Cina, che ha sostenuto le Piccole sorelle dei poveri nella loro battaglia per la libertà religiosa, arrivata fino alla Corte Suprema americana, contro l’imposizione dell’assicurazione obbligatoria della contraccezione prevista dall’Obamacare, che è stato il primo Presidente degli Stati Uniti a partecipare alla Marcia per la vita dicendo: “Tutti noi qui comprendiamo una verità eterna: ogni bambino è un dono prezioso e sacro di Dio”.

Ma, evidentemente, il mondo sembra cambiato. Chi difende la vita viene considerato da Sachs un “teppista”, ed è applaudito da un arcivescovo, mentre il governo che difende l’aborto forzato è lodato, sempre dallo stesso arcivescovo, perché quello è il governo che meglio nel mondo attua la Dottrina sociale della Chiesa.   

 

 




Il culto del clima non è nient’altro che il paganesimo sotto mentite spoglie

Un articolo molto caustico del ricercatore Sumantra Maitra, pubblicato su The Federalist, nel quale si spiega come tutto questo catastrofismo climatico sia frutto della perdita della fede giudaico-cristiana da parte di alcune forze super privilegiate che vogliono darsi un nobile scudo facendosi scudo dei bambini che dovrebbero andare a scuola a studiare.

 

Greta Thunberg

Greta Thunberg

 

Lynn Townsend White Jr., uno storico americano di Princeton, ha scritto un influente saggio nel 1967, al culmine della rivoluzione culturale nei campus [universitari] occidentali, sostenendo che il cristianesimo e i valori giudaico-cristiani sono responsabili del disastro ecologico e del cambiamento climatico. Il saggio, naturalmente, è stato in seguito adattato da generazioni, ironicamente quasi come un documento di fede.

L’argomento centrale si è sviluppato in questo modo. White sosteneva: “La vittoria del cristianesimo sul paganesimo è stata la più grande rivoluzione psichica nella storia della nostra cultura. …. Distruggendo l’animismo pagano, il cristianesimo ha permesso di sfruttare la natura in uno stato d’indifferenza ai sentimenti degli oggetti naturali”.

Se non altro, gli ultimi giorni dovrebbero bastare a dimostrare che la civiltà occidentale, prodotto di oltre 1500 anni di valori giudaico-cristiani, si trova ad affrontare la sfida più sostenuta e significativa nei secoli dal paganesimo tribalistico, una forza che cerca non solo di tornare indietro nel tempo ma di distruggere essenzialmente l’intero edificio attuale.

Greta Thunberg e la Chiesa della Madre Terra

Nel mentre il liberalismo secolare distruggeva i legami fondamentali che legano la società – fede, bandiera e famiglia – gli istinti umani per la fede – credere, adorare, sottomettersi e temere – non solo sono andati via, ma si sono manifestati in vari altri modi tribali pre-civilizzati. Per esempio, un seminario liberal incoraggiava i suoi studenti a saltare le lezioni per pregare e confessare i peccati davanti alle piante in vaso. In Svizzera, 250 persone in abiti funebri piangevano l’apparente avvicinarsi della morte di un ghiacciaio.

 

Ecco perché i membri di “Extinction Rebellion” fanno quello che fanno. Extinction Rebellion è un culto apocalittico che vuole porre radicalmente termine a ogni cosa intorno a te, dalle tue auto private agli hamburger che mangi e alle sedie di plastica nel tuo cortile. È un culto che si è formato dopo che il suo fondatore ha preso droghe psichedeliche e ha pregato per un “cambiamento sociale”. I membri hanno bloccato gli incroci di Washington D.C. e Londra, “facendo danze sessualmente provocanti” allo stesso modo in cui le persone in un’epoca pre-civile si esibivano in una danza della fertilità per pregare Gaia (la Dea Terra, ndr).

E poi c’è Santa Greta, la nostra perpetua adolescente del dolore. Ho paragonato il suo culto a Giovanna d’Arco fin da quando è stata invitata al Parlamento britannico, luogo di nascita della democrazia moderna. Era circondata da buffoni che annuivano come se stessero ascoltando la verità evangelica.

Ragazzi, esito a prendermi il merito delle mie previsioni…..sono magnanimo e nobile come quello….ma tutta questa pseudo Giovanna d’Arco….voi ragazzi lo leggete qui, per la prima volta.

L'”Apocalitticismo climatico” è semplicemente una religione pagana, con i suoi santi, i suoi peccatori e una fine provvidenziale. pic.twitter.com/YF5VmGfGfGVl

– Maitra (@MrMaitra) 22 settembre 2019

Ho scritto di lei molto prima che i nuovi fanatici del capitale “woke” la adottassero come una pedina (il capitalismo “woke” è formato da quelle aziende che fingono di preoccuparsi della giustizia sociale o dell’ambiente per vendere prodotti a persone che fingono di odiare il capitalismo, ndr). In un recente discorso all’O.N.U., nonostante avesse chiaramente un crollo emotivo, [Greta] ha detto ai vari leader, con voce tremante, che hanno fallito nei confronti dei bambini e che la storia non sarebbe stata gentile [verso di loro]. I “guardiani” l’hanno immediatamente salutata come una coraggiosa salvatrice e come un’adolescente autistica vulnerabile che non dovrebbe essere vittima di bullismo.

Quindi, ecco qui. Danze sessualizzate, allucinogeni psichedelici, adorazione della natura, confessione dei peccati nell’animismo pagano, adorazione di santi adolescenti purificati, e gettati su un altare, privati della loro infanzia, per promuovere una causa maggiore. Aggiungete a ciò le streghe che esasperano Brett Kavanaugh, e che hanno una tavola di Ouija per invocare lo spirito di Karl Marx, e tutto ciò che è vecchio diventa nuovo ancora.

La realtà è, naturalmente, completamente diversa. Molto meno che distruggere il pianeta, il cambiamento climatico non è nemmeno una scienza consolidata. I conservatori non sono in disaccordo sul fatto che il clima sta cambiando. Quello è un argomento fantoccio. I conservatori, tuttavia, sono contrari all’isteria, sono scettici sul ritmo del cambiamento climatico e vorrebbero vedere un’effettiva analisi costi-benefici dei cambiamenti radicali richiesti.

Ancora più importante di questo, i conservatori capiscono che il cambiamento climatico è cinicamente usato da una certa parte di persone per giustificare i loro obiettivi politici di allontanare l’Occidente dal suo stile di vita, un modo che percepiscono come malvagio e dannoso, etero-patriarcale e capitalista. Come? Facendo appello alla parte del cervello umano basata sulla fede, al bisogno di subordinazione, e prendendo dei bambini come scudi umani.

La sinistra ha creato una crisi climatica e la adora

Prendiamo in considerazione una nuova lettera di oltre 500 scienziati, che i media mainstream hanno completamente ignorato. Sollecita le Nazioni Unite ad avere un dibattito aperto tra gli scienziati di entrambe le parti dell’argomento e afferma che non c’è “nessuna emergenza climatica”. Il rapporto, tra le altre cose, prosegue dicendo:

Il mondo si è riscaldato a meno della metà del tasso originariamente previsto; la politica climatica si basa su modelli inadeguati; più CO2 è benefica per la natura, rendendo la Terra più verde; non vi sono prove statistiche che il riscaldamento globale starebbe intensificando o rendendo più frequenti uragani, inondazioni, siccità e simili disastri naturali; non vi è alcuna emergenza climatica. Pertanto, non c’è motivo di panico e di allarme. Ci opponiamo con forza alla dannosa e irrealistica politica di CO2 netta zero proposta per il 2050.

In breve, tutto quello che ti viene detto è sbagliato o pieno di limiti, tu sei uno stupido che viene portato a fare un giro.

Per tutte le colpe dei marxisti, la vecchia sinistra voleva almeno conquistare la natura invece di servirla. Naturalmente, è diventata estremista, ma si può immaginare Joseph Stalin che mette tutti i fanatici del clima che ballano freneticamente come persone mentalmente malate in un campo di lavoro forzato per costruire ferrovie in Siberia. L’attuale governo cinese, allo stesso modo, offre due spunti sul cambiamento climatico, e per quanto coraggio abbiano Green Peace e Santa Greta, non c’è nulla che possano fare per la Cina che brucia più carbone del resto dell’umanità messo insieme.

La sinistra moderna è una combinazione di due dei peggiori impulsi della storia umana. In primo luogo, è formata dalla borghesia ultra-privilegiata, che, avendo perso la sua vecchia fede giudeo-cristiana, è istintivamente attratta da rituali pre-civilizzati, che va da una sessualità manifesta ad un minor numero di legami familiari. Pensate alle orge pubbliche tardo-romane, e avrete un’idea. Allo stesso tempo, le menti umane sentono un vuoto che deve essere ancora riempito da una fede alternativa. È da quella intersezione che proviene questo occultista, apocalittico paganesimo del clima. Esso dà ad alcuni privilegiati un nobile scopo.

Come ha scritto il filosofo francese Pascal Bruckner nel suo libro “Il fanatismo dell’Apocalisse: Salva la Terra, punisci gli esseri umani”, il movimento attuale ha tutte le caratteristiche di una religione: santi, peccatori, fine provvidenziale, paura apocalittica, punizione e penitenza. Sembra che i figli dell’imperatore Costantino chiaramente non siano riusciti a civilizzare le loro generazioni future. I barbari pagani del nord sono tornati a girare intorno alla cittadella.

 

Sumantra Maitra sta svolgendo un dottorato di ricerca presso l’Università di Nottingham, Regno Unito. E’ collaboratore senior di The Federalist. Potete trovarlo su Twitter @MrMaitra.

 

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CAMBIAMENTI CLIMATICI: anno 1825, acqua alta a Venezia, giro in gondola a piazza San Marco

I soloni attuali, che attribuiscono lo scirocco al cambiamento climatico, dovrebbero darsela di più all’arte e guardare questo quadro di Vincenzo Chilone del 1825.

I veneziani, in quel 1825, trafficarono piazza San Marco con le gondole. Perciò, loro, oltre ai danni, che sicuramente ebbero, la presero con un po’ di filosofia.

Allora, evidentemente, non conoscevano ancora Greta Thumberg ed i catastrofisti del cambiamento climatico antropico.

Quadro di Vincenzo Chilone, Piazza San Marco (1825)

Quadro di Vincenzo Chilone, Piazza San Marco (1825)




La Pontificia Accademia delle Scienze abbraccia l’agenda dell’ONU per lo sviluppo sostenibile

La Pontificia Accademia delle Scienze, governatori dalla regione Pan-Amazzonica e ufficiali dalle Nazioni Unite erano insieme per firmare una dichiarazione di impegno allo sviluppo sostenibile in Amazzonia in Vaticano il 28 Ottobre. La dichiarazione poco pubblicizzata consiste in 14 impegni a “costruire insieme soluzioni efficaci per lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia”.

Ce ne parla Edward Pentin in questo suo articolo pubblicato sul National Catholic Register e tradotto da Riccardo Zenobi. 

 

Mons. Marcelo Sánchez Sorondo

Mons. Marcelo Sánchez Sorondo (foto: Daniel Ibáñez/CNA)

 

La Pontificia Accademia delle Scienze, governatori dalla regione Pan-Amazzonica e ufficiali dalle Nazioni Unite erano insieme per firmare una dichiarazione di impegno allo sviluppo sostenibile in Amazzonia in Vaticano il 28 Ottobre.

La poco pubblicizzata dichiarazione, firmata presso la Casina Pio IV, sede dell’Accademia, consiste in 14 impegni a “costruire insieme soluzioni effettive per lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia”. Il National Catholic Register (NCR) ha richiesto una copia e ne ha ricevuta una dal segretario della Pontificia Accademia delle Scienze.

Il meeting era intitolato “Primo summit dei governatori amazzonici – vie e impegni per lo sviluppo sostenibile in Amazzonia”.

L’Accademia ha detto che una seconda intenzione dell’incontro era di “aprire un dibattito” per trovare vie per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile – una iniziativa dell’ONU indirizzata a combattere la povertà, aumentare la salute e l’educazione, ridurre l’ineguaglianza e fermare il cambiamento climatico entro il 2030.

Gli obiettivi includono anche assicurare “accesso universale ai servizi di salute sessuale e riproduttiva, compresa la pianificazione famigliare, informazione ed educazione, e l’integrazione della salute riproduttiva nelle strategie e programmi nazionali”.

Questo patrocinio per i “servizi di salute sessuale e riproduttiva” e per la “salute riproduttiva” – termini che nell’ambito ONU sono stati interpretati come includenti la fornitura [del servizio] dell’aborto – non è menzionato nelle dichiarazioni dei governatori. Invece, tutti gli impegni sono di natura temporale riguardanti l’ambiente, la scienza e questioni socioeconomiche.

Il primo è di “enfatizzare la fondamentale importanza” del Sinodo Pan-Amazzonico appena concluso e di “difendere i vari orientamenti forniti” nel documento finale pubblicato il 26 ottobre  – un documento che non ha peso dottrinale ma serve come strumento a papa Francesco per scrivere l’esortazione apostolica post-sinodale.

Altri obiettivi sono impegni nella “green economy”, costruendo un “nuovo modello di sviluppo sostenibile” basato sulla valorizzazione di “tradizioni ambientali, inclusione socio-economica e rispetto per la cultura dei popoli amazzonici”, e chiamate per “rafforzamento” dei locali governatori, organizzazioni e iniziative amazzoniche.

La dichiarazione promuove anche l’espansione dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico, maggiore cooperazione internazionale, e richiami a “zero deforestazioni illegali” e per “significative risorse” da dare a iniziative locali. Le aziende sono anche pressate a “controllare le loro catene di rifornimento” per evitare “nuove forme di schiavitù”. I sottoscrittori richiedono anche, per la “crisi umanitaria e climatica” mondiale impegni per “rapide, integrate e urgenti azioni”.

I firmatari includono il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, governatori dalle regioni del Brasile e del Perù, e rappresentanti di due gruppi di patrocinio che co-sponsorizzano il meeting con la pontificia accademia: ‘Interstate Consortium for Sustainable Development of the Legal Amazon’ ed ‘Amazon Sustainable Development Solutions Network’ (SDSN-A).

Due ufficiali dell’ONU erano presenti: Alexis Arthur, program officer e support per la task force forestale e climatica al programma sviluppo ONU (UNDP), e Charles Ian McNeill, senior adviser alle foreste e al clima, programma ambientale ONU (UNEP).

La dichiarazione si conclude proponendo che il summit diventi un “forum permanente di discussione”. Uno dei governatori ha suggerito che il prossimo meeting prenda luogo nel suo stato.

Durante il meeting del 28 ottobre, i governatori hanno espresso desiderio di collaborare con la Chiesa ed ogni organizzazione che voglia preservare l’Amazzonia, ma secondo quanto riferito hanno espresso la loro opposizione al presidente brasiliano Jair Bolsonaro e alle sue posizioni sull’ambiente e l’Amazzonia, in particolare il suo supporto per l’estrazione mineraria e agricoltura estensiva nella regione.

Un rappresentante ministeriale del governo Bolsonaro che era presente al meeting, secondo quanto riferito, ha espresso la sua opposizione all’asserzione che l’ambiente è in crisi. È stata un’aggiunta significativa in quanto i governatori dipendono dai finanziamenti federali per progetti ambientali.

Infatti, a fianco degli obiettivi elevati della dichiarazione, uno scopo soggiacente del meeting era finanziario, specialmente in quanto alcune fonti esterne sono prosciugate. Dopo il summit Vaticano, alcuni dei governatori sono andati a Berlino per cercare fondi.

“Sono venuti per chiedere denaro”, una fonte vaticana ha detto al Register, mostrando che molti dei governatori venivano da partiti socialisti. Uno di loro, Flavio Dino dello stato del nordest del Maranhão, è un membro del principale partito comunista brasiliano, il PCdoB, che sostiene posizioni radicali diametralmente opposte agli insegnamenti della Chiesa.

Uno dei loro membri, Jandira Feghali, era uno dei sei politici di sinistra invitati ad un meeting a Roma parallelo al sinodo di Ottobre, nonostante le sue visioni fortemente pro-aborto e la sua opposizione ad una legge che condanna l’infanticidio nelle tribù amazzoniche.

Queste differenze di vedute sono state evitate, anche quando, durante il meeting di lunedì, Dino ha chiesto al vescovo brasiliano Sebastião Lima Duarte di Caxias, Maranhão, di fare un intervento. Il vescovo, che ha preso parte al sinodo, ha concordato con tutto ciò che Dino ha detto nel suo intervento, secondo la fonte.

“I partecipanti non hanno detto nulla su questioni teologiche o sul tema dell’aborto, perché la sinistra, quando tratta con la Chiesa, non menziona mai questi temi, preferendo invece parlare di ambiente – il tema che può portare loro e papa Francesco insieme”, ha detto. “La sinistra proverà ad usare membri della Chiesa per avanzare il suo programma politico”, ha aggiunto, menzionando che vogliono anche “usare questa opportunità per aumentare il loro profilo internazionale e finanziare i loro progetti”.

Il cardinale brasiliano Claudio Hummes, relatore generale al sinodo pan-amazzonico, è intervenuto all’incontro. Secondo le fonti, il suo intervento si basava solo su questioni temporali invece che sovrannaturali, con preoccupazioni ambientali e i diritti dei popoli indigeni come punto focale.

Questi incontri non sono rari per la pontifica accademia, che ha tenuto 13 conferenze su temi ambientali dal 2013, spesso portando persone con visioni diametralmente opposte a punti chiave dell’insegnamento della Chiesa ma con preoccupazioni ambientali. “Il Vaticano questi giorni sembra più preoccupato di salvare il mondo invece di anime”, ha detto una fonte vicina alla Santa Sede.

Il NCR ha chiesto al vescovo Sánchez ulteriori dettagli sull’incontro, compreso se i partecipanti incorporerebbero l’esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco prevista per la fine dell’anno, e come il Vaticano intende lavorare con l’ONU su questioni ecologiche nel futuro. Il vescovo Sánchez ha detto di essere troppo occupato per rispondere.

 

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Contro il moderno o oltre il moderno?

Greta Thumberg

Greta Thumberg

 

di Massimo Lapponi

 

La mia scelta “anti-moderna” – preferisco usare questa espressione maritaininana, anziché parlare di ambientalismo, perché l’ecologia a quel tempo era ancora sul nascere – risale a cinquant’anni fa e non fu una questione di parole, di proclami, di cortei o di conferenze in qualche palazzo del potere. Fu qualcosa di molto più esigente: l’abbandono di tutto per scegliere una vita di impegno in un ambiente campestre, presso i resti di una civiltà tradizionale alla quale non credeva più nessuno, tanto che i pochi compagni che trovai erano – e si può dire che siano rimasti – pochi monaci anziani, tra cui non pochi delusi. Dunque si può ben credere che il mio intervento non è motivato da negazionismo sul problema ambientale, né dalla difesa di una modernità economica e industriale a tutto campo.

Devo dire, però, che il cammino di lunghi decenni mi ha portato ad incontrarmi con posizioni che partivano da presupposti opposti e che l’ascolto attento di quelle posizioni si è rivelato molto fecondo e mi ha condotto a modificare in modo direi sostanziale il mio atteggiamento iniziale. Ho potuto vedere, infatti, che l’anti-moderno si prestava troppo facilmente a piegarsi ai miti maltusiani, mentre ad essi si opponeva in modo efficace e costruttivo, se pure insufficiente, proprio una prospettiva opposta.

Da questa esperienza è sorta la convinzione che è necessario prendere molto sul serio, anzi come base fondamentale, certi concetti sviluppati in area anti-anti-moderna – in un tempo in cui ormai l’anti-moderno era rappresentato soprattutto dall’ecologia e dall’ambientalismo – e poi correggerli riscoprendo, in modo nuovo, le esigenze dell’anti-moderno.

In questa prospettiva, posizioni come quella ad esempio di Riccardo Cascioli (vedi qui) – se l’ho ben capita – per quanto offra una base solida, non è sufficiente, ma va corretta con sostanziali integrazioni. A sua volta la posizione di un Serge Latouche o di una Greta – sempre se le ho ben capite – pur facendosi voce, forse a volte sgangherata, di esigenze reali, vanno radicalmente ripensate partendo da fondamenti del tutto diversi. Negare che esista un problema ambientale sarebbe come negare che esista un problema operaio. Ma non perché esiste il problema operaio mi sento di chiedere lumi a Marx! Preferisco impostare il problema in tutt’altri termini.

Qui mette conto citare un economista molto autorevole, al quale molti anti-anti-moderni cattolici, come Cascioli, fanno riferimento: Bjorn Lomborg. Riporto qui di seguito un suo recente articolo, che trovo di eccezionale interesse, sia perché espone con perfetta chiarezza la posizione anti-anti-moderna a cui ho fatto riferimento, sia perché la motiva con argomenti molto solidi, ai quali difficilmente si può controbattere, sia perché, nello stesso tempo, ne rivela il punto “debole” – cioè l’aspetto che richiede necessariamente un chiarimento e un approfondimento, che si resolve in un ritrovamento, su un piano diverso e originale, degli argomenti dell’anti-moderno. 

Nel cambiamento climatico l’umanità non è “malvagia”

di Bjorn Lomborg

Pubblicato su “The Globe and Mail” il 26 settembre 2019 [articolo originale lo leggete qui]

(Biorn Lomborg è il presidente del Copenhagen Consensus Center e docente ospite della Copenhagen Business School)

Parlando alle Nazioni Unite, la sedicenne attivista svedese Greta Thunberg ha detto che se l’umanità capisce davvero la scienza del cambiamento climatico e non riesce ancora ad agire, ciò vuol dire che siamo “malvagi”. Questo perché il cambiamento climatico significa che “la gente sta morendo“. Ci ha anche detto che cosa dobbiamo fare per agire correttamente: tra un po’ più di otto anni avremo esaurito quanto possiamo permetterci di emissioni di carbonio, quindi dobbiamo eliminare tutto ciò che funziona con i combustibili fossili entro il 2028.

Sebbene questa sia un’affermazione diffusa, essa è fondamentalmente fuorviante. Sì, il riscaldamento globale è reale e causato dall’uomo, ma la visione del cambiamento climatico della Thunberg come fine del mondo non è fondata. Il Comitato Intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico stima che entro il 2070 gli effetti totali del cambiamento climatico, anche sugli ecosistemi, saranno equivalenti a una riduzione del reddito medio valutabile dal 0,2 al 2 per cento. Entro quella data, ogni persona sul pianeta sarà dal 300 al 500 per cento più ricca.

Non emettiamo co2 con intenti malvagi. Si tratta, infatti, di una conseguenza indiretta della possibilità di dare all’umanità l’accesso a quantità di energia senza precedenti. Solo un secolo fa, la vita era molto dura. La disponibilità di energia ha reso possibile una vita migliore, non dovendo più passare ore a raccogliere legna, a inquinare la casa con il fumo, a procurare il calore, il freddo, il trasporto, la luce, il cibo e le altre necessità. L’aspettativa di vita è raddoppiata. L’abbondante disponibilità di energia, derivata soprattutto dai combustibili fossili, ha sollevato più di un miliardo di persone dalla povertà negli ultimi 25 anni.

Questo non è il male – è proprio il contrario.

Miss Thunberg crede che il cambiamento climatico significhi che le persone stanno morendo, ma la realtà è che i disastri causati dal clima appena un secolo fa uccidevano mezzo milione di persone ogni anno. Oggi, nonostante l’aumento delle temperature, grazie alla minore povertà e alla maggiore capacità di intervento, siccità, inondazioni, uragani e temperature estreme uccidono appena 20.000 persone ogni anno – una riduzione del 95 per cento. Si tratta di un risultato moralmente lodevole.

Porre fine all’uso globale di combustibili fossili entro il 2028 è un progetto erroneo, semplicemente perché l’energia verde non è sviluppata al punto da poter prendere in consegna ciò che i combustibili fossili lasciano alle spalle. Una difficile transizione, fatta per volere o per forza, causerebbe una vera e propria catastrofe globale, riducendo la maggior parte di noi in una povertà senza precedenti. Ecco perché soprattutto i paesi in via di sviluppo vogliono più energia da combustibili fossili, non meno; vogliono sollevare più persone ad una vita di maggior benessere.

Ciò di cui abbiamo bisogno è un’energia a basso tenore di co2, che possa superare la concorrenza dei combustibili fossili – il che indurrebbe tutti, inclusi la Cina e l’India, al cambiamento. Questo significa aumentare drasticamente gli investimenti globali per la ricerca e per lo sviluppo verde, cosa che non siamo riusciti a fare negli ultimi decenni, proprio perché gli attivisti hanno sempre richiesto soluzioni prima che fossimo pronti.

Infine, il Miss Thunberg ci dice che, se non eliminiamo i combustibili fossili entro il 2028, le giovani generazioni non ci perdoneranno mai. Ma questo non è che il riflesso di una visione miope, propria del mondo già sviluppato. Quando le Nazioni Unite hanno chiesto a 10 milioni di persone in tutto il mondo quali fossero le loro priorità, essi hanno evidenziato cinque obiettivi primari: salute, istruzione, lavoro, lotta alla corruzione e nutrimento. In sintesi, essi si preoccupano che i loro figli non muoiano di malattie facilmente curabili, ricevano un’istruzione adeguata, non muoiano di fame.

Il clima viene al sedicesimo posto, non perché non sia importante, ma perché per la maggior parte dell’umanità altre esigenze sono più urgenti.

Il problema è che il clima sta sempre più calpestando altre urgenze. Un terzo di tutti gli aiuti allo sviluppo, per esempio, viene ora speso per il problema del clima, in aperto spregio delle priorità dei poveri del mondo.

Dovendo, dunque, affrontare il problema del clima con maggiori investimenti nella ricerca e nello sviluppo dell’energia verde, sembra più corretto affermare che la maggior parte dei giovani del mondo mai ci perdoneranno se diamo la piorità al clima rispetto al nostro dovere di affrontare i problemi della poverrtà, della salute, dell’istruzione e del nutrimento.

 

Non mi soffermo a sottolineare la solidità degli argomenti di Lomborg. Quello su cui, invece, è importante attirare l’attenzione è ciò che ho definito il “punto debole” della posizione che egli sostiene. Ce lo rivela l’ultima frase dell’articolo: «essi si preoccupano che i loro figli non muoiano di malattie facilmente curabili, ricevano un’istruzione adeguata, non muoiano di fame».

Osserviamo che tra gli obiettivi prioritari indicati nel testo è annoverata la necessità che i «figli» di quanti si preoccupano del loro futuro «ricevano un’istruzione adeguata». Ho tradotto “education” con “istruzione”, perché è questo il senso proprio della parola inglese. Ma è opportuno segnalare che la parola “education” non manca di un’allusione sfumata al concetto italiano di “educazione”. Dunque chiediamoci: cosa si intende per “istruzione-educazione adeguata”? Questo non viene detto, ma dall’insieme degli articoli di Lombrog e della maggior parte degli economisti, come anche dai documenti internazionali sui problemi dello “svilupo sostenibile”, si può facilmente dedurre che l’istruzione-educazione adeguata di cui si parla – senza ora prendere in considerazione gli inquietanti programmi di educazione sessuale conforme alle dottrine “gender” e alla cosiddetta “salute riproduttiva” – si riduce ad una formazione tecnico-scientifica che sia in grado di valorizzare le risorse naturali per garantire, per quanto riguarda l’uomo, la crescita nel benessere economico e, per quanto riguarda la natura, lo sviluppo delle conoscenze utili per salvaguardare l’ambiente, anche attraverso la valorizzazione di fonti di energia alternative – cioè “verdi”, come si esprime l’autore.

Quale è il difetto di questo programma? Che, anche da un punto di vista economico, questo modello di istruzione-educazione risulta, non solo insufficiente, ma rovinoso. Infatti l’autore, e quanti seguono la sua stessa impostazione, mostrano di essere del tutto insensibili all’aspetto morale del fattore umano – e ciò in una prospettiva che pretende di valorizzare al massimo l’uomo, definito, contro un’economia  fortemente tendente al matusianesimo, “la principale risorsa” – “the ultimate resource”.

La saggezza morale dell’umanità ha da sempre guardato con timore l’accumularsi del potere nella mani dell’uomo, perché esso, se da una parte gli dà la possibilità di valorizzare tutte le sue potenzialità, nello stesso tempo costituisce per lui una vertigionosa tentazione all’abuso, tanto più smisurato, quanto maggiori sono le energie messe a sua disposizione. Questa tentazione, e la punizione riservata all’uomo che non sa ad essa resistere, è stata rappresentata dai miti di Prometeo e del vaso di Pandora. Tutti i vizi autodistruttivi si scatenano per il mondo quando l’uomo si fa sedurre dalla prospettiva di aumentare a dismisura la sua capacità di godimento, di appropriazione e di autoesaltazione.

Così le energie e le ricchezze procurate per il benessere dell’uomo vengono, in misura incontrollabile, deviate per soddisfare la sua sete di piacere, di possedere e di prevalere, con la conseguenza di distruggere ciò che lo studio e il lavoro avevano faticosamente accumulato. E quale sarà la ricaduta di tutto questo disordine sullo spreco delle energie e sul degrado dell’ambiente? Non dovrà, dunque, l’economista prendere in considerazione, accanto al sollevamento di milioni di persone dalla povertà, anche lo sprofondare della gioventù – e non solo – in un mare di vizi, dal sesso, all’alcool, alla droga, all’irrealtà dell’eccesso dell’elettronica, alla fiacchezza di una vita sempre più agiata e voluttuosa, allo sballo della pseudo-musica commerciale e del brivido della velocità, e quindi allo sfaldamento dei vincoli familiari e sociali – per fare qualche esempio eloquente?

Una veramente adeguata educazione della gioventù, anche in vista della salvaguardia dell’ambiente, non può assolutamente limitarsi alla formazione tecnico-scientifica. E del resto, se il premio Nobel per la medicina Alexis Carrel (1873-1944), in un suo celeberrimo volume, già nel 1935 ammoniva, anche da punto di vista della medicina e della scienza, che il cammino intrapreso dalla civiltà stava danneggiando la consistenza dell’essere umano, ciò significa che a mettere in allarme gli economisti sui danni di una formazione umana irresponsabile non sono soltanto i moralisti e i teologi. Notiamo che il titolo del celebre volume di Alexis Carrel era “L’uomo questo sconosciuto”. Come possono, dunque, gli economisti che proclamano l’uomo essere “the ultimate resource” accontentarsi, nelle loro analisi, di una conoscenza dell’uomo assolutamente banalizzata e superficiale?  

Cosa proporre, dunque, a correzione di questa posizione, che abbiamo definita “anti-anti-moderna”, rappresentata efficacemente da Lomborg? Non è possibile ora svolgere compiutamente questo argomento, su cui ovviamente non è mancata la riflessione. Posso rimandare ad un testo (qui) che, anche se non è esaustivo, in qualche modo rappresenta il punto di arrivo di un percorso di riflessione di cinquant’anni e più.

 

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Il crepuscolo dei tabù. Mangiare esseri umani deceduti, tra lupi ed eros.

Il professore svedese  Magnus Soderlund ritiene che solo a causa di tabù morali e sociali mangiare cadaveri umani sarebbe un oltraggio nei confronti del defunto. E quindi un male. Al contrario, liberandoci di questi inconsce limitazioni, potremmo trovare risorse eco-sostenibili. 

 

carne

 

 

di Pierluigi Pavone

 

Siamo qui tutti in preda al disgusto. Tuttavia non c’è tempo per gridare al macabro, allo scandalo o all’horror. E non possiamo neppure investire parole sulla questione ecologista o vegana. L’ambito è differente rispetto a chi abbraccia gli alberi, condanna gli allevatori e i pascoli, mangia spaghetti di zucchine e domani deciderà di camminare solo su una gamba. In fondo, decidere di nutrirsi in un modo tale da avere la necessità di assumere integratori indispensabili per l’organismo raggiunge livelli di ridicola assurdità, da non essere poi così tanto meno illogico che decidere – per scelta etica – di camminare solo saltando, dormire solo sul lato destro o ascoltare usando solamente l’orecchio sinistro. Il ridicolo merita il sorriso. Non l’intelligenza.

Mangiare cadaveri umani è qualcosa di più delicato e – si noti bene – tocca la questione ecologista solo in seconda battuta. Non riguarda direttamente neppure la questione funebre e il culto dei morti che ogni società e religione hanno sempre espresso. Il punto – al contrario – è la tesi su ciò che gli uomini hanno espresso prima di ogni società e religione. Solo così si spiega il motivo del termine più importante, pronunciato dal Soderlund. Liberazione. Non si tratta di uomo, né di cadavere, né di pianeta, né di risorse alimentari, ecc. Il termine chiave è «liberazione».

 

Questa è la domanda: perché il cannibalismo sarebbe la liberazione da tabù socio-religiosi? Vediamone la logica, resistendo all’istintivo ribrezzo.

Il termine «liberazione» ha senso solo considerando società e religione come vincoli sovra-strutturali che hanno – in un processo di stratificazione secolare e inconscia – misconosciuto, contenuto, limitato, circoscritto prerogative antiche e universali. Società, Morale, Religione costituirebbero la triade delle limitazioni. Il concetto di tabù restituisce, infatti, il fatto che tali limitazioni non sono razionali e neppure subite direttamente.

È fondamentale cogliere questi due aspetti: razionali e subite.

Se fossero subite e/o razionali non costituirebbero un tabù. Quindi, ciò che viene proposto non ci farebbe ribrezzo. Sarebbe solo una alternativa a cui si è deciso intenzionalmente di rinunciare o che ci è stata semplicemente e dichiaratamente negata. Se a un diabetico venisse proposto di mangiare dolci, non reagirebbe con disgusto; rifiuterebbe e resisterebbe al desiderio, per la sua salute. Se venisse proposto di eliminare le dogane tra Italia e USA, questo potrebbe generare delle resistenze politiche, ma non un senso di disgusto; così come sapere che è necessario avere il passaporto e dover rispondere a determinate limitazioni di permanenza in un paese straniero, potrebbe risultare antipatico o controproducente per l’opportunità di lavoro, ma non sarebbe occasione di scandalo.

 

Il professore svedese riconosce, al contrario, che la sua proposta genera shock. Chiunque sarebbe propenso a pensare che la necessità di una dieta o del passaporto non generano shock perché non sono un male in sé, al contrario di mangiare esseri umani. E, invece, e proprio qui, che Soderlund destabilizza il senso comune. Lo shock, infatti, sarebbe generato non dal riconoscimento di un male intrinseco. Lo shock sarebbe determinato dal fatto che queste originarie prerogative sono state negate. Tuttavia, non negate razionalmente, medicalmente, giuridicamente, come gli zuccheri o la permanenza in un paese straniero. Negate sì, ma inconsciamente.

Quindi il male ci farebbe orrore non per un ordine morale-naturale, ma perché siamo stati indotti inconsciamente a decodificare quell’azione come male. Vale a dire, il bene e il male non esistono. La loro distinzione è il prezzo che gli uomini hanno pagato per entrare in società, dove hanno conosciuto morale e religione.

Se hanno manipolato l’opinione pubblica a credere che non ci sono due generi sessuali o che una madre ha diritto di uccidere il figlio, sono tranquillamente in grado di convincere le masse che il cielo non è azzurro o per citare Chesterton che le foglie in primavera non sono verdi. Non mi stupirei affatto se tra due generazioni fosse sdoganato il cannibalismo, senza più generare orrore.

È un grande potenziale satanico: il diavolo non vuole tanto convincere i più al male. Vuole piuttosto convincere che il male non esiste. Ovvero, vuole naturalizzare il male nell’anima. In tal modo l’uomo peccherà, convinto che non sia male, perché gli hanno insegnato – magari pure a catechismo – che il peccato in fondo non esiste.

 

Il nostro compito quindi non può limitarsi alla denuncia del macabro o alla polemica sul male della società attuale. Per noi è necessario stringere i denti e incontrali in battaglia, sul loro terreno.

Ebbene, questo terreno è determinato da due precedenti. Hobbes e Freud.

I moderni sono convinti che la relazionalità naturale umana non esista: vedono come assioma una alterità universale o addirittura inimicizia. Lo stato non è un prodotto naturale, ma il frutto di un calcolo opportunistico e utilitaristico, per meglio sopravvivere e avere la sicurezza, nel perseguire i propri interessi di profitto.

Calvino trovava occasione per legittimare l’usura, senza violazione biblica: se la Bibbia impedisce il prestito a interesse al prossimo, ma il prossimo non esiste per effetto del peccato originale, che ha distrutto la naturale prossimità umana, è possibile allora l’usura e verso chiunque. I liberali inventano il mito della culla vuota, perché ogni uomo tende a raggiungere individualisticamente il possesso privato, ma questo è legittimato dal lavoro, in un regime di reciproca estraneità, in cui la mia libertà finisce dove inizia quella altrui e lo Stato esiste per garantire i diritti naturali.

I più pessimisti vanno a caccia di lupi. In principio è il Caos: l’indeterminazione morale. È solo il potere posto a determinare il bene e il male. La giustizia è la mera applicazione della legge costituita. Dove non c’è legge, non esiste giustizia o ingiustizia. La legge di natura è semplicemente la legge di sopravvivenza in una condizione di guerra. Hobbes è convinto che nello stato di natura, cioè nella condizione pre-politica, l’uomo agisca fuggendo la morte come il male peggiore e rivendicando per sé ogni cosa e illimitatamente ogni dominio. Nella misura in cui queste tendenze – auto-determinazione e dominio – entrano in conflitto, perchè la brama di potere comporta uno stato perenne di conflitto e quindi di incertezza, per logica gli uomini subordinano il dominio all’autoconservazione. A differenza di Hegel, Hobbes è del parere che questa sia l’unica scelta razionalmente accettabile e di fatto realizzata da tutti. La nascita della società e del potere coercitivo è allora una scelta di calcolo, convenienza e prudenza. La subordinazione al sovrano, necessaria alla sopravvivenza e alla immunizzazione reciproca non è inconscia. Quindi non crea nessun tabù.

Nella misura in cui, partendo dallo stesso presupposto dell’homo homini lupus, e contestualizzando il dominio reciproco nell’ambito erotico del padre-padrone, rendiamo plausibile il tabù della sottomissione, il tabù delle limitazione dell’anarchia delle pulsioni. I cattolici credono che l’anarchia delle pulsioni sia l’effetto del peccato originale. Freud crede che il peccato originale sia una restituzione mitica di un evento realmente accaduto, ma rimosso. Questo evento è esattamente ciò che propone Soderlund: un atto cannibalesco. Per la verità in Freud si tratta di un atto omicida e cannibalesco. E non generico. Si tratta dell’omicidio, da parte di alcuni fratelli, del proprio padre, come atto di ribellione e vendetta contro quel potere sessuale che lo stesso padre esercitava nei confronti di tutte le donne della comunità, proprio contro i figli, ritenuti antagonisti. Alcuni venivano uccisi o evirati. Altri cacciati. La coalizione indotta dalle circostanze di questi fratelli aveva un duplice effetto: legami reciproci di collaborazione e intesa, da un lato, e l’omicidio cannibalesco del padre dall’altro, come gesto di ammirazione e odio al tempo stesso. Gli uomini erano, secondo Freud, sì vittima del potere erotico; ma nello stesso tempo desiderosi di emulazione e sostituzione. Questo, fino a quando hanno via via prevalso le tendenze associative, che hanno destinato all’oblio il mondo precedente e comportato l’interiorizzazione della colpa per l’omicidio commesso. Dalle tendenze associative è nata la società; dalla interiorizzazione della colpa sono nate le religioni, fino alla religione monoteistica, che maggiormente rappresenta la restituzione – nella figura del Dio onnipotente – di quel padre padrone amato e odiato al tempo stesso. Insieme alla religione, poi, anche la distinzione morale tra bene e male. Quindi, è solo alla luce di tale processo che la coscienza così strutturata è stata indotta a recepire come macabro e ripugnante un atto o una proposta prima normali e ordinari e ora lesivi di dettami morali e quindi indicati come un male da evitare categoricamente.

 

In Hobbes non c’è moralizzazione, né liberazione dal male, nel passaggio dallo stato di anarchia naturale alla società civile: il potere assoluto è volutamente alienato al dio-mortale, il pactum unionis coincide, come si sa, con il pactum subiectionis. Non c’è nessuna compensazione nevrotica. Per Freud, invece, la rinuncia alle pulsioni, le obbligazioni reciproche e la sacralizzazione di alcune istituzioni sono le caratteristiche storiche determinanti l’origine inconscia della vita sociale. Il totemismo e la successiva umanizzazione dell’idolo costituiscono le fasi della formazione religiosa e, di pari tempo, della formazione comunitaria e etica.

 

C’è da farsi qualche domanda: 1) non è che probabilmente questo padre padrone di Freud non sia l’ennesima restituzione del Demiurgo malvagio della Gnosi, interpretato per questa occasione in veste erotica? 2) Non è che probabilmente è più logico credere al racconto biblico, piuttosto che alla storia dell’orda barbarica, in cui un padre sfoga le proprie pulsioni su ogni donna e le donne subiscono senza nessun amore per se stesse, per il marito, per i figli e i figli maturano prima un mix di odio-ammirazione per il carnefice e poi inventano società, morale e Dio come surrogati? 3) Non è che il buon Lutero già ci ha fatto il gran favore di proporci questo Dio carnefice, che non domina sessualmente ma comunque in modo altrettanto anarchico e ingiusto decide di salvare alcuni e condannare altri? 4) Non è che – con la moda dell’ambientalismo – prima ci viene raccontato il mito dell’armonia universale, vegana e ecologica e poi l’unica carne da sacrificare e mangiare siamo proprio noi? 5) Non è che forse alcuni sono attratti dalla presunta indistinzione originaria del bene e del male, per legittimare e normalizzare l’abisso del peccato in cui vivono?

Mi sa che resto cattolico pure questa volta. La ragionevolezza e la logica del Cattolicesimo vincono, ancora una volta, a mani basse!

 

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Il Vaticano riconvoca i Big del petrolio per colloqui sul cambiamento climatico

Secondo questo articolo di Bloomberg, scritto da Kelly Gilblom, Chiara Albanese e John Follain, il Vaticano ha invitato per la seconda volta in un anno i direttori generali delle multinazionali del petrolio ed il gestore degli assets di BlackRock Inc, cioè la più grande società di investimento al mondo, come parte della campagna di Papa Francesco per contrastare il cambiamento climatico.

I particolari nell’articolo che vi presento nella mia traduzione.

Pozzi petroliferi

Pozzi petroliferi

 

Il Vaticano ha invitato i grandi del petrolio per la seconda volta in un anno come parte della campagna di Papa Francesco per contrastare il cambiamento climatico, secondo persone che hanno familiarità con il piano.

I dirigenti di alto livello da BP Plc e da Eni SpA sono fra quelli invitati a partecipare ad una riunione di due giorni dal 13 giugno, le fonti hanno detto, chiedendo di non essere identificata prima di un annuncio formale. I dirigenti potrebbero incontrare il Papa il secondo giorno, hanno detto.

I direttori generali di Exxon Mobil Corp., Eni e BP, insieme a Larry Fink gestore degli assets di BlackRock Inc .(che è la grande società di investimento al mondo, ndr), hanno partecipato l’anno scorso ad una simile riunione, in cui si sono dichiarati d’accordo sulla transizione verso fonti a più basso tenore di carbone pur assicurando adeguato approvvigionamento. Da allora, sono stati fatti pochi progressi su alcuni dei punti chiave concordati in quell’incontro, come il prezzo del carbone.




PAPA FRANCESCO CRITICA TRUMP: “I POPULISMI NON SONO LA SOLUZIONE

Riprendo stralci dell’intervista che Papa Francesco ha concesso alla Reuters nella serata di domenica scorsa.

Foto: Papa Francesco e presidente Donald Trump

Foto: Papa Francesco e presidente Donald Trump

MIGRAZIONI

Papa Francesco critica l’amministrazione Trump per la decisione di separare le famiglie di migranti al confine col Messico e spiega che il populismo non è la risposta ai problemi globali dell’immigrazione.

In base alla nuova politica sull’immigrazione del presidente Donald Trump, le autorità Usa puntano a perseguire penalmente tutti i migranti colti ad attraversare illegalmente la frontiera col Messico, detenendo gli adulti in prigione mentre i loro figli vengono trattenuti in strutture protette.

Il Papa ha detto che condivide le dichiarazioni di vescovi cattolici statunitensi che hanno definito la separazione dei bambini dai loro genitori “contraria ai nostri valori” e “immorale”.

“Non è facile, ma i populismi non sono la soluzione”, ha detto Francesco durante l’intervista realizzata domenica scorsa, la prima da circa un anno.

“Io mi schiero con l’Episcopato (statunitense, ndr)”, ha detto il Papa.

“Sia chiaro che in queste cose rispetto (la posizione della) Conferenza episcopale”.

Il presidente ha difeso con forza le azioni della sua amministrazione e ha attribuito la colpa delle separazioni familiari ai Democratici.


“I democratici sono il problema”, ha detto Trump su Twitter martedì.  “Non si preoccupano della criminalità e vogliono gli immigrati clandestini”. (Trump dice che per cambiare la legge, fatta dai democratici, ha bisogno dei voti dei democratici, ndr).

Il Pontefice ha aggiunto che i populisti “stanno creando una psicosi” sulla questione dell’immigrazione, e che società che invecchiano, come quella europea, rischiano invece “un inverno demografico grande”, e hanno dunque bisogno degli immigrati.

Senza immigrazione, ha aggiunto, l’Europa “diverrà vuota”.

LA VICENDA DELL’AQUARIUS

Il Papa ha parlato anche della vicenda dell’Aquarius, la nave gestita da due associazioni umanitarie costretta a sbarcare in Spagna i 629 migranti che aveva raccolto in mare perché il governo italiano ha negato l’accesso ai porti.

“Credo che non si debba respingere la gente che arriva, si devono ricevere, aiutare e sistemare, accompagnare e poi vedere dove metterli, ma in tutta l’Europa”, ha detto il Papa, rispondendo a una domanda sulle decisioni assunte dal governo e dal ministro dell’Interno Matteo Salvini

IL FUTURO DELLA CHIESA E’ “SULLA STRADA”

Papa Francesco ha promosso un’interpretazione liberale della dottrina cattolica, (…).

Il Pontefice deve anche fare fronte all’opposizione interna del clero conservatore che si oppone alle sue interpretazioni liberali, soprattutto sulla sessualità e sul divorzio. Ma Francesco dice che prega per i conservatori che talvolta dicono “cose brutte” sul suo conto.

LETTERA SUI DUBIA

Francesco ha detto di aver sentito parlare della lettera dei (quattro, ndr) cardinali che lo criticava “dai giornali… un modo di fare le cose che è, diciamo, non ecclesiale, ma tutti sbagliamo”.

SACERDOZIO FEMMINILE

Francesco ha però escluso il sacerdozio femminile: “Giovanni Paolo II è stato chiaro e ha chiuso la porta e io non torno su questo. Era una cosa seria, non una cosa capricciosa”.

SULLE POTENZIALI DIMISSIONI

Il Papa ha detto di essere in buona salute, nonostante il dolore alle gambe legato alla condizione della schiena. Ha ribadito che magari prima o poi potrebbe dimettersi per ragioni di salute come il suo predecessore Benedetto XVI nel 2013, ma ha aggiunto”: “In questo momento, non ce l’ho neanche in mente”.

CLIMA

Papa Francesco ha anche detto che la decisione di Trump di rescindere l’accordo di Parigi per frenare il cambiamento climatico gli ha causato “un po’ di dolore perché è in gioco il futuro dell’umanità”. Il papa ha detto che spera che Trump ripensi la sua posizione.

ACCORDO CINA-VATICANO

Rifiutando la critica di correre il rischio di svendere i cattolici cinesi fedeli al Vaticano, Francesco ha detto che i colloqui per risolvere la disputa sulla nomina dei vescovi in Cina – un ostacolo alla ripresa dei legami diplomatici – sono “a buon punto”.

“Il dialogo è un rischio, ma io preferisco il rischio piuttosto che la sconfitta certa che viene dall’assenza di dialogo”, ha detto.

“Per quanto riguarda la tempistica, alcuni dicono che è ‘il tempo cinese’. Dico che è il tempo di Dio.  Andiamo avanti serenamente”.

Tra i più forti critici dell’accordo vi è il card. emerito di Hong Kong, Joseph Zen, che parla di svendita. Sempre in questa città, alcuni sacerdoti dicono che i colloqui potrebbero essere una trappola che porta a una maggiore persecuzione dei credenti clandestini e, in ultima analisi, a un più stretto controllo del Partito comunista sulla religione cattolica.

ABUSI SESSUALI  IN CILE E DIMISSIONI

Il Papa ha accettato le dimissioni di tre vescovi in Cile per lo scandalo degli abusi sessuali e per le accuse di averli coperti. Egli ha detto di poter accettare ulteriori dimissioni, ma non ha detto quale o quali vescovi abbia in mente.

FINANZA VATICANA

Francesco ha detto di essere per lo più soddisfatto delle riforme attuate per rendere più trasparenti le finanze vaticane, una volta scandalose. La banca vaticana, che ha chiuso centinaia di conti sospetti o dormienti, “ora funziona bene”, ha detto.

BASTA SFRUTTAMENTO DELL’AFRICA

“Dobbiamo investire in Africa, ma investire in modo ordinato e creare occupazione, non andare lì a sfruttarla”.

“Quando un Paese concede l’indipendenza a un Paese africano è dal suolo in su – ma il sottosuolo non è indipendente. E poi la gente (fuori dall’Africa) si lamenta degli africani affamati che vengono qui. Ci sono ingiustizie”!

Il Papa ha detto che l’Europa ha bisogno di concentrarsi sull’istruzione e sugli investimenti in Africa se vuole arginare il flusso di migranti, che è anche una questione sempre più divisiva in Italia, dove la nuova coalizione di governo sta assumendo una linea dura.

“E c’è un problema”, ha aggiunto.  “Rimandiamo le persone a coloro che le hanno mandate qui. Finiscono nelle carceri dei trafficanti”.

Fonte: Reuters (sia versione italiana che inglese)

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BREAKING NEWS, ore 17.55

Trump ha detto che sta per firmare una misura “preventiva” per tenere insieme le famiglie degli immigrati.

Fonte: CNBC (qui)