L’Annuncio della Risurrezione - Beato Angelico
L’Annuncio della Risurrezione – Beato Angelico

 

Pasqua di Risurrezione (Anno B)

(At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4; Gv 20,1-9)

 

di Alberto Strumia

 

Nel giorno di Pasqua la Chiesa universale celebra la solennità più importante dell’Anno Liturgico, quella della Risurrezione del Signore. È la più importante perché la Risurrezione è la conferma più schiacciante della divinità di Cristo, quella che manifesta la Sua Onnipotenza.

Infatti è per questo che san Paolo dice, lanciando una sfida ai credenti sul fondamento della loro ragione alla base della loro fede: «Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede» (1Cor 15,14). E risponde con sicurezza: «Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti» (1Cor 15,20).

Che cosa sapevano sulla Risurrezione gli appartenenti al popolo di Israele, anche i più osservanti che conoscevano gli insegnamenti della Scrittura?

– Sappiamo dai Vangeli che ci parlano delle discussioni che Gesù stesso ebbe con alcuni di loro, che i Sadducei – che facevano parte di un “partito” o “setta” ebraica che si differenziava da quella dei Farisei – la negavano («Vennero a Lui dei Sadducei, i quali affermano che non c’è risurrezione», Mt 22,23; «Vennero a lui dei Sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione», Mc 12,18; «Gli si avvicinarono poi alcuni Sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione,», Lc 20,27).

La loro era una visione puramente “orizzontale” della vita degli uomini, per la quale solo “il popolo” contava ed era degno di sopravvivere alla morte dei singoli. Il concetto di “persona” dotata di un’anima immortale non era ancora convincente per loro.

– Altri, invece come i Farisei («gli scribi della setta dei Farisei», Mc 2,16) – che facevano parte di un altro “partito-setta” che seguiva una diversa “scuola” della tradizione ebraica – la attendevano alla fine dei tempi. A conferma della loro linea di pensiero nella quale era incominciata da tempo a formarsi la nozione del valore della “persona umana individuale” con un valore per se stessa, si trovava il passo del libro dei Maccabei che parla di «attendere da Dio l’adempimento delle speranze di essere da lui di nuovo risuscitati», 2Macc 7,14; e  addirittura della preghiera in suffragio delle anime, fondata sulla «ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati», perché altrimenti «sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti» (2Macc 12,44).

Del resto sappiamo dal Vangelo di Giovanni che questa era anche la convinzione di fede degli amici intimi di Gesù, come Marta, sorella Lazzaro che disse della sorte del fratello sepolto da quattro giorni: «So che risusciterà nell’ultimo giorno» (Gv 11,24). Il Signore stesso darà conferma più volte di questa risurrezione delle singole persone alla fine dei tempi («Io lo risusciterò nell’ultimo giorno», Gv 6,39.40.44.54).

Per questo le donne vanno al sepolcro di Gesù per compiere un atto di culto verso il Corpo del Maestro che, come il loro dopo la morte, sarebbe dovuto risuscitare come “individuo” nell’ultimo giorno.

Siamo ben oltre il materialismo e il panteismo dei nostri anni che prevedono la dissoluzione individuale del corpo nei suoi atomi costitutivi ed eventualmente della mente (anima?) in una qualche indefinita entità ambientale o cosmica.

Quindi vanno alla tomba per imbalsamare il Corpo in attesa della risurrezione finale e non immediata dell’ultimo giorno. Non potevano avere capito i frequenti riferimenti di Gesù alla Sua Risurrezione, praticamente immediata, dopo soli tre giorni, come conferma anticipata della sopravvivenza  immediata dell’anima spirituale dopo la morte e poi anche del corpo nell’ultimo giorno.

La sequenza delle loro sorprese di allora viene descritta, nei suoi singoli passaggi, dal brano del Vangelo di Giovanni che si legge in questo giorno di Pasqua.

Si possono apprezzare i passaggi logici del ragionamento che Maria e gli Apostoli Pietro e Giovanni devono compiere di fronte alla sorpresa indotta da ciò che vedono.

– Prima sorpresa: «La pietra era stata tolta dal sepolcro». Come poteva essere accaduto? E chi avrebbe avuto interesse a toglierla? Certamente non i soldati che vigilavano la tomba che avrebbero fatto la figura di guardie incapaci e addormentate… Peggio! Avrebbero fornito una prova indiretta della Risurrezioni di Cristo.

L’idea di «dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: “Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”» era la classica toppa peggiore del buco, perché faceva dire ai soldati di aver visto e dormito allo stesso tempo mettendoli in una contraddizione ridicola.

– Seconda sorpresa: Il Corpo di Gesù non è nel sepolcro dove era stato deposto. Come può essere successo? Non se ne sarà andato da solo… e quindi l’avranno trafugato («Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!»).

Ma chi e a quale scopo. Solo loro, i suoi seguaci avrebbero avuto interesse a farlo per far credere  alla Risurrezione. Ma neppure loro avevano mai pensato ad una risurrezione anticipata, dal momento che quello non era l’ultimo giorno, nel quale tutti risorgeranno.

– Terza sorpresa: dentro la tomba vuota tutto è perfettamente in ordine: «I teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte». Chi ruba ha fretta e lascia tutto a soqquadro, non ripone gli oggetti che non intende portare via lasciandoli in perfetto ordine!

Tutto depone a favore della Risurrezione di Gesù ad opera della Sua Onnipotenza divina.

«Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette», arrendendosi all’evidenza dei fatti osservati. La catena delle “sorprese” era divenuta la base razionale della loro fede.

A quando la resa dei nostri contemporanei di fronte alla sorpresa che smaschera l’ideologia materialista/panteista a partire dall’evidenza del fallimento di un mondo che vive come se Cristo non fosse Dio. E non fosse l’unico Salvatore che riapre l’accesso alla “giustizia originale” tra l’uomo e Dio Creatore, volontariamente rifiutata dall’umanità intera (“peccato originale”), con la conseguente condanna di tutti a morire?

Maria, la madre del Risorto interceda perché i nostri contemporanei si arrendano alla sorpresa del ribaltamento di quel masso che chiude da secoli le menti e i cuori di gran parte degli uomini, rendendoli prigionieri di quel sepolcro che è un mondo nel quale trovano solo la solitudine del vuoto!

Ma questi uomini del nostro mondo non hanno «ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti». A quando la sorpresa che li sveglierà da questa condizione?

Tutto ci dice che sarà molto presto perché ormai «Tutto è compiuto!» (Gv 19,30).

Surrexit Dominus vere, Alleluia!

 

Bologna, 31 marzo 2024

 

 

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