Suor Deirdre “Dede” Byrne, POSC, era tra gli oratori alla Convention Nazionale Repubblicana del 2020. Oggi è una religiosa cattolica ma suor Byrne in precedenza aveva prestato servizio come chirurgo, è ufficiale dell’esercito in pensione e missionaria. Qui di seguito il testo completo del suo discorso, pronunciato il 26 agosto.

Il testo integrale è stato pubblicato su Catholic News Agency e la traduzione è a cura di Annarosa Rossetto.

 

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Buonasera. Sono suor Dede Byrne e appartengo alla Community of the Little Workers of the Sacred Hearts of Jesus and Mary (Comunità dei Piccoli Lavoratori dei Sacri Cuori di Gesù e Maria).

Lo scorso 4 luglio ho avuto l’onore di essere chiamata come ospite del presidente alla sua celebrazione del Saluto all’America. Devo confessare che di recente ho pregato mentre ero in cappella, implorando Dio di permettermi di essere una voce, uno strumento per la vita umana. E ora eccomi qui, a parlare alla Convention Nazionale Repubblicana.

Immagino che dovremmo essere più attenti a ciò per cui preghiamo. Il mio viaggio verso la vita religiosa non è stato un percorso tipico, se esiste una cosa del genere. Nel 1978, come studentessa di Medicina presso la Georgetown University, sono entrata nell’esercito per contribuire a pagare le mie tasse scolastiche, e ho finito per dedicare 29 anni all’Esercito, prestando servizio come medico e chirurgo in luoghi come l’Afghanistan e la penisola del Sinai in Egitto.

Dopo molte preghiere e contemplazioni, sono entrata nel mio ordine religioso nel 2002, lavorando per servire i poveri e gli ammalati ad Haiti, in Sudan, Kenya, Iraq e a Washington, DC. L’umiltà è alla base del nostro ordine, il che rende molto difficile parlare di me stessa. Ma posso parlare della mia esperienza di lavoro per coloro che fuggono da paesi dilaniati dalla guerra e impoveriti in tutto il mondo. Quei rifugiati condividono tutti un’esperienza comune. Sono stati tutti emarginati, considerati insignificanti, impotenti e senza voce.

E mentre tendiamo a pensare che gli emarginati vivano oltre i nostri confini, la verità è che il più grande gruppo di emarginati al mondo può essere trovato qui negli Stati Uniti. Sono i non-ancora-nati. Come Cristiani, abbiamo incontrato per la prima volta Gesù come un embrione che si muoveva nel grembo di una madre non sposata e lo abbiamo visto nascere nove mesi dopo nella povertà della grotta.

Non è un caso che Gesù abbia difeso ciò che era giusto e alla fine sia stato crocifisso perché ciò che diceva non era politicamente corretto o alla moda. Come seguaci di Cristo, siamo chiamati a difendere la vita contro il politicamente corretto o popolare. Dobbiamo lottare contro un’agenda politica che sostiene e persino celebra la distruzione della vita nel grembo materno.

Tenete presente che le leggi che creiamo definiscono il modo in cui vediamo la nostra umanità. Dobbiamo chiedere a noi stessi: cosa stiamo dicendo quando entriamo in un grembo materno e spegniamo una vita innocente, impotente e senza voce? Come medico, posso dire senza esitazione: la vita inizia al concepimento. Mentre quello che ho da dire può essere difficile da ascoltare per alcuni, lo dico perché non sono solo a favore della vita, sono a favore della vita eterna. Voglio che tutti noi andiamo insieme in Paradiso un giorno.

Il che mi porta al motivo per cui sono qui oggi. Donald Trump è il presidente più pro-life che questa nazione abbia mai avuto, difendendo la vita in tutte le fasi. La sua fede nella santità della vita trascende la politica. Il presidente Trump si opporrà a Biden-Harris, che è il tandem presidenziale più anti-vita di sempre, sostenendo anche gli orrori dell’aborto e dell’infanticidio a termine. Grazie al suo coraggio e alla sua convinzione, il presidente Trump si è guadagnato il sostegno della comunità pro-life americana. Inoltre, ha dietro di lui i religiosi dell’intera nazione. Ci troverà qui con la nostra arma preferita, il rosario.

Grazie, signor Presidente, stiamo tutti pregando per lei.

Suor Deirdre “Dede” Byrne
Suor Deirdre “Dede” Byrne
Suor Deirdre “Dede” Byrne
Suor Deirdre “Dede” Byrne

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