Maestro degli angeli ribelli caduta degli angeli ribelli e S. Martino 1340-45 ca. Siena-1
Maestro degli angeli ribelli caduta degli angeli ribelli e S. Martino 1340-45 ca. Siena

 

 

di Pierluigi Pavone

 

A ben vedere la differenza tra un santo e un diavolo non sta nella fede.

Mi è capitato di leggere qualche tempo fa un bel libro, che da poco ho ripreso tra le mani: La fede dei demoni. Ovvero il superamento dell’ateismo, di Fabrice Hadjadj, edito da Marietti. Due cose mi hanno sempre colpito di queste pagine: la consapevolezza dell’autore della profonda spiritualità del Diavolo. Cosa che infatti sarà alla base della religione sincretista e mondiale dell’Anticristo. E l’illusione anche di molti cristiani di pensare che il mondo sarebbe perfetto se tutti professassero la religione cristiana. Come quelli che umanamente o utopicamente sono convinti che il disarmo totale assicurerà la pace globale…

Dimenticano tutti che il diavolo continuerebbe sempre e comunque la sua guerra per la dannazione dell’uomo. E non sarebbe, almeno in ultima battuta, una battaglia nell’ambito della fede. Per un diavolo la questione del credere neppure si pone. Il suo peccato di ribellione a imitazione di Satana (ogni angelo infatti è specie a sé, quindi ognuno ha in sé peccato allo stesso modo contro Dio, senza ereditare nulla l’uno dall’altro), è stato quello di non servire. Nella cieca rivendicazione di divinità e nell’indeterminato desiderio di essere adorato come Dio, non si è mai posto il dubbio sulla esistenza di Dio. Al contrario, proprio l’esistenza di Dio è stato il presupposto dell’ostinato rifiuto. L’insensato amore verso se stessi condotto fino al disprezzo di Dio ha determinato la civitas diaboli, ben prima della analoga colpa di Adamo (analoga perché caduta nel tempo, in quanto creato in spirito e corpo, e perché ereditata dalla sua progenie).

Siamo spesso indotti a credere ad una versione smielata della agiografia o, in alternativa, ad una visione astratta ed eterea della santità. In realtà, se è vero che Satana dalla sua stessa caduta si muove contro l’uomo e contro coloro che rispettano i Comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù (Ap 12), possiamo tranquillamente porre che tale persecuzione si rivolge specialmente ai santi. A coloro che aspirano ad amare Cristo e la Sua Chiesa, fino alla abnegazione di se stessi, a iniziare dal peccato. Questo determina i santi come milizia vittoriosa. All’infuori di Maria, l’odio che Satana nutre verso Cristo, lo riversa verso “coloro che sono di Cristo”. E non appartengono a Lui, tanto per la fede, cosa propria anche dei demoni, quanto per l’amore. Come scrive San Giacomo: “Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? […]. Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. […]. Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore?” (Gc 2, 14-20).

I santi sono di Cristo, in virtù del battesimo e per l’effetto concreto di quella scelta volontaria, libera e razionale di vivere secondo la Grazia e secondo ciò che la Provvidenza dispone per ognuno e per tutti. Questo determinerà, nel giorno del giudizio, chi Cristo riconoscerà tra i “Suoi”. “Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete”. (Lc 13, 25).

Ciò che Satana, con tutta la sua intelligenza, non può comprendere né accettare, né realizzare è il serviam che l’uomo dice a Dio. Questo serviam non è astrazione o esperienza spirituale interiore. E neppure ideologia. Perché non ci possiamo illudere né di servire Dio aspirando al Nirvana, né di servire Dio senza amare nessuno se non la forma della propria dottrina. Tanto meno inventandoci un nostro cristianesimo e apostatando il Vangelo (che è un modo subdolo di amare se stessi e non servire Dio). Il serviam è vita concreta e quotidiana, secondo le opere di misericordia materiale e spirituale indicate dalla Chiesa, istituita da Cristo per l’azione sacramentale nel mondo di esorcismo ed evangelizzazione.

 

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