Assunzione della Vergine di Palma il Vecchio, galleria dell'Accademia a Venezia
Assunzione della Vergine di Palma il Vecchio, galleria dell’Accademia a Venezia

 

 

di John M. Grondelski

 

La solennità dell’Assunzione è oggi una festività sottovalutata e poco apprezzata. Infatti, l’anno prossimo non sarà nemmeno una festa di precetto (un giorno in cui è obbligatorio partecipare alla Messa) a causa della regola dei vescovi americani che prevede che “il sabato o il lunedì si possa saltare la Messa in determinati giorni festivi”.

L’Assunzione è in linea diretta con la Pasqua, l’Ascensione (un’altra festività messa da parte) e il Giudizio Universale. Nulla di tutto questo avrebbe alcun valore o senso senza la Resurrezione di Cristo, che rende chiaro che la morte – «l’ultimo nemico» – è stata sconfitta. La redenzione che Cristo ha conquistato per noi si estende all’intera persona, corpo e anima, come è stato evidente per la prima volta nell’Ascensione di Cristo.

È assolutamente evidente nell’Assunzione di Maria. L’«addormentarsi» di Maria – qualunque sia stata la sua esperienza del passaggio da questo mondo all’altro – è la prova sia che la morte, come la conosciamo e la sperimentiamo, è una conseguenza del peccato a cui Maria non era soggetta, sia che la salvezza dell’intera persona, corpo e anima, iniziata in Cristo e promessa a noi, è già un fatto nella Beata Vergine Maria. E queste verità sono il motivo per cui ogni domenica professiamo la nostra fede nella «risurrezione del corpo», non solo nella «vita eterna dell’anima». Ecco perché il Prefazio della Messa di oggi parla di Maria come «inizio e immagine della perfezione della tua Chiesa», prefigurando in modo perfetto ciò che tutti noi siamo chiamati ad essere, secondo la misura della grazia di Dio.

Anche cronologicamente ha senso: dalla Pasqua e dall’Ascensione in primavera all’Assunzione di Maria in estate, fino ai Vangeli del Giudizio Universale nell’ultima domenica del Tempo Ordinario, tutto questo mostra l’unità e la continuità della dottrina cattolica. Non si tratta solo di «giorni in cui bisogna andare in chiesa» o di idee scollegate tra loro. Fanno parte del groviglio della fede cattolica.

Insisto in particolare sulla rilevanza dell’Assunzione per una sana antropologia teologica. Se Gesù «rivela pienamente l’uomo a se stesso» (Redemptor hominis, 8), lo stesso fa Maria. In quanto essere umano pieno e «unico», ci mostra come dovrebbe essere un essere umano senza peccato e, come nostra Madre, ci sostiene spiritualmente in questo cammino. Tenendo presente questo, l’idea di Maria come «prima discepola» acquista una ricchezza speciale. Lei non è solo un bell’esempio di umiltà e obbedienza, ma mostra all’umanità come avrebbe dovuto essere la vita umana e lo status ancora più nobile a cui è stata elevata dalla Redenzione in Cristo (di cui lei stessa ha fatto parte).

Non sottovalutiamo quindi questa grande festa.

 

 


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