Presto o tardi il Parlamento riprenderà a discutere il disegno di legge Zan-Scalfarotto sull’aggravante di omo-transfobia. Come vi abbiamo più volte dettagliato l’approvazione di questa legge sarebbe un grave pericolo per la libertà di espressione dei cittadini italiani, dei Cattolici in particolare, soprattutto su temi quali l’identità sessuale e la famiglia.

Ci ha colpito questa (ennesima) vicenda capitata negli Stati Uniti in cui si evidenzia come, nonostante il Primo Emendamento sia un baluardo intoccabile della libertà di espressione, le persone che esprimono, anche privatamente, pareri educati e pacati ma non “politicamente corretti” su determinati temi siano a rischio di discriminazione e debbano rivolgersi ai tribunali per ottenere giustizia o per difendersi da accuse assurde di odio. E anche di questo abbiamo riportato diversi casi in vari paesi del mondo (qui qui qui qui).

Con il ddl Zan-Scalfarotto succederanno sempre più spesso anche in Italia cose del genere: magari alla fine non si andrà in prigione per essere contrari al “Matrimonio Egualitario” o all’accesso alle gare sportive femminili di atleti biologicamente maschi che si sentono donne, ma senz’altro si rischieranno cause legali per accuse di omotransfobia o ritorsioni lavorative come quella raccontata in questo articolo di LifeSiteNews, tradotto da Annarosa Rossetto, per aver espresso semplici opinioni, anche in ambiti privati.

E sicuramente rischiare di finire davanti ad un giudice, pagarsi un avvocato, perdere tempo e giorni dietro le lungaggini dei nostri tribunali per aver espresso pareri conformi alla Dottrina Cattolica ma non al pensiero dominante è un grosso deterrente a farlo se non si è più che motivati.

Il messaggio di questo studente, in fondo, è proprio che la paura stessa di non essere liberi di poter esprimere il proprio pensiero è già una perdita della libertà. Restiamo liberi.

 

Jack Denton

Studente estromesso dal posto universitario per convinzioni cattoliche dice: non abbiate paura di parlare

Un 21enne studente presso la Florida State University, deposto da presidente del Senato Studentesco per aver dichiarato in privato la sua fede cattolica in una chat di gruppo online, dice che non ha rimpianti nonostante quello che gli è successo dopo che i suoi commenti sono trapelati pubblicamente.

Jack Denton è stato diffamato, accusato ingiustamente ed è stato oggetto di una petizione che ne chiedeva la rimozione e di un editoriale che lo definiva “non idoneo” all’incarico – il tutto come parte di una campagna per rimuoverlo dalla carica elettiva che ha raggiunto il suo scopo nel giro di 48 ore.

Questa situazione, però, potrebbe cambiare perché Denton sta facendo causa all’amministrazione della Florida State University e ai responsabili della governance studentesca per riavere il suo posto e la sua buona reputazione.

Lui e il suo avvocato Tyson Langhofer, direttore dell’Alliance Defending Freedom (ADF) Center for Academic Freedom, hanno parlato recentemente a LifeSiteNews della sua esperienza e del significato del caso.

“Non si trattava solo di un attacco al mio personale diritto alla libertà di parola o al diritto di esprimere le mie convinzioni religiose sanciti dal Primo Emendamento. È un attacco a tutti ” ha detto Denton.

“Perché se io, se uno studente non può stare nel campus di un’università pubblica ed esprimere le proprie idee e le proprie convinzioni religiose, allora non può farlo nessuno”, ha aggiunto.

“Noi Americani abbiamo il diritto di esprimere noi stessi ed esprimere le nostre convinzioni religiose. Se non possiamo esprimere le nostre convinzioni religiose, il Primo Emendamento non ha nessun significato nulla “.

 

BLM, ACLU promuovono “gravi mali”: Denton

Denton, che si sta per laureare alla FSU a dicembre, è stato eletto al Senato Studentesco fin da matricola e ha ricoperto diversi ruoli prima di essere eletto presidente.

“Faccio parte anche a un club cattolico della Florida State University in cui preghiamo e offriamo incoraggiamento per altri studenti attraverso la nostra chat di gruppo”, ha raccontato Denton.

“Quando uno dei miei colleghi membri della Catholic Student Union ha inviato un messaggio chiedendoci di supportare finanziariamente cause contrarie alla nostra fede cattolica, ho sentito il bisogno di sottolineare la discrepanza”, ha detto.

“E senza il mio permesso, ha fatto degli screenshot di ciò che avevo detto e li ha inviati ai membri del Senato Studentesco, che poi mi hanno rimosso dalla carica di presidente per aver semplicemente sostenuto ben note posizioni della dottrina cattolica in una chat di gruppo privata dove partecipo come semplice studente, senza ruoli pubblici.”

I gruppi che Denton ha consigliato di non finanziare ai compagni cattolici nella chat di gruppo privata del 3 giugno erano BlackLivesMatter.com, l’American Civil Liberties Association e Reclaim the Block.

BlackLivesMatter.com promuove ‘una rete di affermazione dell’ideologia queer’ e difende il transgenderismo”, e l’ACLU “difende leggi che proteggono le strutture per l’aborto e ha citato in giudizio Stati che limitano l’accesso all’aborto”, ha scritto.

Reclaim the Block “sostiene che meno Polizia renderà le nostre comunità più sicure e sostiene il taglio dei bilanci del Dipartimento di Polizia. Questo è un po ‘meno esplicito, ma penso che sia contrario all’insegnamento della Chiesa sul Bene Comune ”, ha affermato.

Quando è emerso che le sue osservazioni avevano turbato alcuni partecipanti alla chat, Denton ha scritto che non “intendeva far arrabbiare nessuno” ma aveva il dovere di parlare.

“So che questo è un tema che suscita molta emotività. Tuttavia, da Cattolici, è importante sapere cosa si sta supportando. Se rimango in silenzio mentre i miei fratelli e sorelle potrebbero finire per sostenere un’organizzazione che promuove mali gravi,  commetto peccato attraverso il mio silenzio”, ha scritto.

“Voglio bene a tutti e voglio che tutti siamo consapevoli della verità. Riguardo al fatto [se] si tratta di una questione religiosa o meno, non c’è un aspetto della nostra vita che non sia religioso, perché Dio vuole che tutta la nostra vita e tutto ciò che facciamo siano orientati verso di Lui! “

 

Denton ingiustamente accusato, definito “transfobico, razzista”

Quando sono trapelati i messaggi di Denton, il Senato Studentesco ha fatto un primo tentativo di cacciarlo in una riunione virtuale lo stesso giorno, durante la quale alcuni dei rappresentanti “hanno deriso e stravolto” le sue osservazioni, secondo un comunicato stampa dell’ADF .

Una di loro, Kundhavi Gnanam, ha falsamente accusato Denton di aver descritto alcune persone come un “grave male” e ha proposto una mozione di sfiducia contro di lui perché, ha detto, “le persone che descrivono me e la mia comunità come ‘gravi mali’ lo fanno con l’intenzione non solo per ferirmi emotivamente, ma per ferirmi fisicamente “, secondo quanto riportato nellazione legale.

Un altro membro del Senato Studentesco, Sasha Martin, ha affermato che Denton non avrebbe dovuto nemmeno pensare che fosse corretto esprimere in privato ad altri Cattolici l’insegnamento della Chiesa Cattolica sulla sessualità.

“Mi ferisce che abbia pensato che fosse giusto dire qualcosa di omofobo in una chat cattolica pensando che fosse uno ‘spazio sicuro”, ha detto Martin.

Quando i suoi oppositori non sono riusciti a ottenere la maggioranza dei due terzi necessaria per rimuovere Denton, “si è immediatamente scatenata una campagna pubblica per fare pressione sul Senato Studentesco per riuscirci in un secondo tentativo”, riporta la denuncia.

È stata lanciata una petizione su change.org per chiedere la rimozione di Denton in cui lo si accusava di “osservazioni transfobiche e razziste”, la rivista studentesca The Spire ha pubblicato un editoriale sostenendo che fosse “inadatto” a essere presidente e le sezioni di Amnesty International e della Pride Student Union dell’università hanno chiesto le sue dimissioni.

“Sono rimasto scioccato dalle imputazioni e dalle accuse che mi sono state rivolte”, ha detto Denton a LifeSiteNews.

“Direi che ciò che è particolarmente demoralizzante è stato vedere così tante persone che consideravo amici e alleati nel Senato Studentesco voltarmi le spalle abbastanza in fretta, capite?”, ha detto.

“Dopo tutto, sapete, stavo solo esprimendo le mie convinzioni religiose, le mie convinzioni morali profondamente radicate ad altri studenti in una chat di gruppo privata. E sentivo di non aver fatto nulla di sbagliato. “

Entro il 5 giugno, i rappresentanti studenteschi che miravano a cacciarlo avevano ottenuto firme sufficienti per mettere sotto pressione Denton come presidente e per convocare una riunione speciale del senato, dove è stato rimosso.

 

Una rimozione che sa di “ritorsioni incostituzionali” contro Denton

La sua decisione di ricorrere ad un avvocato è maturata lo stesso giorno, ha detto Denton, quando un amico lo ha messo in contatto con Langhofer.

“Ho sentito che era necessario difendere questi diritti che sono tanto importanti per me e per altri, e mi è sembrato che se fosse destino che andasse così”, ha detto.

La causa che la ADF ha presentato il 31 agosto cita come imputati il rettore dell’Università FSU John Thrasher; Amy Hecht, vicepresidente per gli affari studenteschi; Brandon Bowden, direttore ad interim della governance e della difesa degli studenti; il presidente del Senato Studentesco Ahmad Daraldik; e Alexander Harmon, presidente pro tempore.

Sostiene che la rimozione di Denton è stata una “ritorsione incostituzionale” contro le sue convinzioni religiose e che l’espulsione ha causato allo studente danni finanziari – la perdita di circa $ 850 di retribuzione – oltre a danni permanenti alla reputazione.

Denton vorrebbe ottenere una ingiunzione preliminare e permanente per ripristinarlo come presidente del Senato Studentesco, l’ “epurazione” di tutti i documenti in cui si fa riferimento alla sua rimozione, danni nominali e compensativi per la violazione dei suoi diritti costituzionali e il pagamento delle parcelle e spese legali.

Il 29 settembre, il tribunale si pronuncerà sulla richiesta di un’ingiunzione provvisoria perché Denton, il cui mandato scade in ottobre, sia reintegrato come presidente e gli venga riassegnata la sua retribuzione, ha detto Langhofer.

La causa potrebbe alla fine andare ad un processo con giuria e il caso è cruciale perché “le università pubbliche non hanno davvero alcun interesse a punire gli studenti semplicemente perché hanno opinioni diverse rispetto ai loro coetanei”, ha detto Langhofer.

“Come ha detto Jack, questo vale per lui ma vale per ogni studente, quindi stiamo davvero lottando per i diritti di ogni studente di sentirsi libero di esprimere le proprie opinioni in un campus universitario pubblico perché l’università dovrebbe essere uno scambio di idee.”

 

Quale significato ha il Primo Emendamento?

Denton ha detto di non aver avuto precedenti esperienze con la “cancel culture” (la “cultura dell’annullamento”, ndt) nel campus prima che accadesse tutto questo e che durante tutto il calvario ha avuto il sostegno dei suoi genitori, della sua famiglia e del suo parroco.

Inoltre, “ho ricevuto parecchio sostegno dalla comunità cattolica dello stato della Florida” e “molta simpatia” da parte delle gente “che tecnicamente fosse o meno d’accordo con quello che ho detto”, ha detto.

“Hanno semplicemente riconosciuto che si trattava di un attacco non solo alla mia libertà di espressione ma al diritto di tutti di esprimere le proprie convinzioni religiose nel campus come sancito dal Primo Emendamento”.

Ora Denton studia online da casa sua a Charlotte, nel North Carolina, fa ancora parte del gruppo cattolico e dice che “le cose stanno andando bene”.

Ha anche esortato gli Americani a non aver mai paura di parlare in difesa delle loro convinzioni.

“Vorrei incoraggiare tutti, di tutte le fedi, a sentirsi sempre tranquilli e liberi di esprimere le proprie convinzioni religiose, senza sentirsi come se non si fosse lecito o si corresse il rischio di essere messi a tacere, perché qualunque cosa accada, la Costituzione è legge dello Stato”, ha detto a LifeSiteNews.

“E abbiamo il diritto garantito alla libertà di parola e di religione. E se noi abbiamo la sensazione di non poter esprimere le nostre convinzioni, allora sì… quella libertà potrebbe sparire “.

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