Il mese di giugno è dedicato da alcuni all’Orgoglio LGBT, da cui le manifestazioni dei Gay Pride. Capita anche di sentire cattolici che vi partecipano, e con entusiasmo. Questo dimostra a quale livello sia arrivata la confusione nella Chiesa, e quanta responsabilità portano i pastori a questo proposito.

Ecco un articolo di Mary Farrow che spiega chiaramente la questione. Un articolo che sarebbe da far leggere a quei cattolici entusiasti dei Gay Pride. Eccolo nella mia traduzione.

Bandiere LGBT in piazza San Pietro - Roma

Bandiere LGBT in piazza San Pietro – Roma

 

Il 1° giugno, il vescovo Thomas Tobin di Providence ha scritto un tweet nel quale si diceva che i cattolici non dovrebbero partecipare agli eventi del Pride (Gay Pride, ndr) durante il mese di giugno, che è commemorato come il “Mese dell’orgoglio” in tutti gli Stati Uniti.

“Un promemoria per i cattolici, i quali non dovrebbero sostenere o partecipare agli eventi del ‘Mese dell’orgoglio’ LGBTQ che si tengono a giugno”, ha twittato Tobin. “Essi promuovono una cultura e incoraggiano attività contrarie alla fede e alla morale cattolica. Sono particolarmente dannosi per i bambini”.

Il giorno dopo, il vescovo ha rilasciato un’altra dichiarazione dopo [che vi è stato] un ampio contraccolpo contro il suo tweet originario.

“La Chiesa cattolica ha rispetto e amore per i membri della comunità gay, come io faccio”, ha detto Tobin, aggiungendo che “gli individui con attrazione per lo stesso sesso sono amati figli di Dio e nostri fratelli e sorelle”. Mentre il vescovo ha espresso rammarico per il fatto che alcune persone si siano offese per il suo tweet, non si è scusato né ha ritrattato nessuno dei contenuti della sua dichiarazione originaria.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna chiaramente ciò che Tobin ha twittato: che le persone con attrazione per lo stesso sesso devono essere trattate con amore e rispetto, e che la promozione di rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso è contraria alla fede e alla morale, e al piano di Dio per la sessualità umana.

Alla luce di questi due insegnamenti, cosa dovrebbe fare un cattolico se invitato a partecipare agli eventi del “Pride”?

 

Come è iniziato il mese dell’orgoglio

 

La commemorazione di giugno come “Mese dell’orgoglio” è stata ufficialmente istituita dal presidente Bill Clinton nel 1999, ma era già stata celebrata ufficiosamente per decenni prima.

Il Pride Day, che alla fine è diventato il Pride Month, viene commemorato dal giugno 1969, durante la Stonewall Uprising, quando attivisti e altri newyorkesi scesero in piazza per protestare contro le incursioni della polizia allo Stonewall Inn, un popolare bar e lounge dove all’epoca si ritrovavano persone che si identificano come gay e lesbiche.

Oggi, il Pride Month viene celebrato in tutti gli Stati Uniti con sfilate, feste e concerti che celebrano il movimento per i diritti dei gay e celebrano lo stile di vita LGBT.

 

Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) n. 2358

 

Chris Stefanick, un autore cattolico, oratore e ministro laico alla Real Life Catholic, ha detto in un video postato sulla sua pagina Facebook che non sarebbe stato presente agli eventi “Pride”, ed ha anche scoraggiato altri cattolici dal farlo, specialmente con i bambini.

“Il Catechismo della Chiesa Cattolica è davvero chiaro su questo punto”, ha detto Stefanick. Ha citato il paragrafo 2358 del Catechismo, che afferma che le persone con attrazione per lo stesso sesso “devono essere accettate con rispetto, compassione e delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione“.

Stefanick ha evidenziato nel suo video che gli eventi “Pride”, nella loro origine, sono stati in gran parte dedicati a combattere proprio proprio questo – una discriminazione ingiusta e un trattamento duro nei confronti delle persone LGBT.

“Sono d’accordo con il Catechismo su questo punto perché sono un cattolico devoto, appartenente [alla Chiesa Cattolica]. Se le parate del Pride riguardassero tutto questo, mi presenterei, marcerei in una di esse, e avrei una maglietta con la scritta ‘Catechismo della Chiesa Cattolica, 2358’. Giusto? Perché sarebbe una parata del Catechismo della Chiesa Cattolica [sulla base] dell’art 2358”, ha detto.

Ma le “Pride Parades” (le manifestazioni dei Gay Pride, ndr) oggi comprendono un’agenda molto più ampia di quella contro la discriminazione, ha detto Stefanick.

“Sono in gran parte finanziate da, sostenute da e partecipate da [coloro che sostengono] l’agenda secolare delle [lobbies] LGBT. E mentre un frammento di ciò che stanno difendendo e contro cui stanno lottando nella società sostiene la dignità della persona, cosa su cui sarei d’accordo, c’è molto altro che stanno sostenendo che va direttamente contro la mia fede”, ha detto.

Nei commenti di follow-up a Catholic News Agency (CNA) via e-mail, Stefanick ha detto che quel video gli è costato un donatore [ha perso un sostenitore di Real Life Catholic, ndr), che ha accusato Stefanick di non essere una persona amorevole a causa della sua opposizione alla partecipazione agli eventi del Pride. In una successiva e-mail, a quel donatore, Stefanick ha ribadito che stava cercando di affrontare la questione per amore di tutte le persone, e in linea con la sua fede.

“C’è così tanta confusione intorno a questo problema”, ha detto Stefanick.

“E questa confusione è spesso perpetuata da persone che sono in posizione di responsabilità nella Chiesa,  le quali si aggiungono alla percezione del mondo che tutto ciò che viene detto con chiarezza è odioso, offensivo e bigotto. E’ perpetuata da persone che si rifiutano di chiarire con quali aspetti del movimento LGBT siamo d’accordo, e quali dobbiamo assolutamente rifiutare…..non perché siamo moralisti, ma perché Gesù Cristo è il compimento e la felicità che stiamo cercando, e che nient’altro ce le darà!”

 

Come amare senza compromessi

 

Courage è un’organizzazione cattolica per persone con attrazione per persone dello stesso sesso e per coloro che le amano. Le aiuta a condurre una vita casta e a costruire comunità e amicizie profonde con gli altri nella Chiesa che li sostengono.

Courage è attivo in circa due terzi delle diocesi cattoliche degli Stati Uniti, così come in molti altri paesi, con più di 150 Capitoli Courage e poco meno di 100 Capitoli Encourage. Encourage è l’apostolato per i parenti e i cari delle persone che si identificano come LGBT.

Padre Philip Bochanski, direttore esecutivo di Courage, ha detto a CNA che i cattolici dovrebbero tenere presente che gli eventi del Pride “sono stati creati per attirare l’attenzione su ingiuste discriminazioni e trattamenti duri e talvolta anche violenti contro le persone a causa delle loro attrazioni sessuali e della loro comprensione della loro identità sessuale”.

“E così l’idea che [la discriminazione] dovremmo indicarla a gran voce e condannarla è semplice. Questo è qualcosa con cui la Chiesa è pienamente d’accordo”, ha detto, facendo riferimento anche al CCC n. 2358.

“E una lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1986 va ancora oltre e dice: ‘Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino’”, ha aggiunto Bochanski.

“La Chiesa è sempre stata d’accordo sul fatto che le persone che vivono con queste esperienze non dovrebbero essere ingiustamente discriminate e non dovrebbero essere trattate con malizia o violenza”, ha detto Bochanski.

Ma la Chiesa insegna anche che la risposta al trattamento ingiusto delle persone che si identificano come LGBT “non è di cambiare l’insegnamento della Chiesa o di dire che le relazioni omosessuali sono buone o morali, ma la risposta in realtà dovrebbe essere quella di insegnare più chiaramente la verità sulla dignità della persona umana, e chiamare tutti i nostri fratelli e sorelle a una vita di santità che include sempre la virtù della castità, tra le altre virtù”, ha detto.

Bochanski ha aggiunto che ha alcuni amici cattolici, molti dei quali sono coinvolti nell’apostolato di Courage, che partecipano agli eventi del Pride – anche se non come partecipanti o che marciano.

“Sono lì lungo il cammino, offrendo parole di incoraggiamento sull’amore di Dio e sulla dignità intrinseca di ogni persona, parlando della virtù della castità, offrendo amicizia e sostegno alle persone e se vogliono sapere di più su ciò che la Chiesa cattolica insegna sull’attrazione dello stesso sesso, offrendo loro sostegno se vogliono capire cosa significhi la castità e come abbracciarla”.

Tuttavia, ha detto, mentre può essere un bene per alcune persone partecipare agli eventi del Pride per testimoniare l’amore di Dio e gli insegnamenti della Chiesa, sarebbe “sciocco ignorare la realtà” che a volte, in alcuni di questi eventi, alcune persone mostrano “immagini che possono essere lascive e in alcuni casi offensive e scandalose soprattutto per i più giovani”.

“[I cattolici] devono essere molto prudenti e attenti a quella realtà e non esporsi a situazioni che non possiamo controllare, che sono offensive o oscene, o che sollevano questioni per cui una persona è troppo giovane per capire”, ha osservato.

Bochanski ha detto che i cattolici possono amare coloro che si identificano come LGBT essendo disposti ad ascoltarli seriamente e accompagnandoli in un cammino di santità.

“Penso che cercare di accogliere e accompagnare le persone come farebbe Gesù inizia davvero con la volontà di ascoltare da dove le persone vengono e cosa stanno attraversando”, ha detto.  

“Così, dico spesso, una persona che voglia diffondere la Buona Novella [il Vangelo] e portare le persone a comprendere il piano di Dio sulla sessualità e le relazioni e le virtù come la castità….. (dovrebbe) dire, prima di tutto, ‘Ti amo molto'”, a una tale persona, ha detto [Bochanski].

“In secondo luogo, ‘Credo che Dio abbia un piano per la tua vita e per le tue relazioni e per la sessualità, e se segui questo piano, ti porterà ad essere felice’. E terzo: ‘Voglio ascoltare la tua storia in modo che possiamo vederla alla luce della storia del Vangelo e possiamo camminare insieme mentre vediamo il cammino che Dio ha tracciato per noi’”, ha aggiunto Bochanski.

Ha anche detto che è importante presentare la pienezza della verità del piano di Dio sulla sessualità, che è un insegnamento della Chiesa che non può cambiare: “Questo sarà sempre vero, perché viene dalla Parola di Dio”.

Bochanski ha sottolineato che [occorre] amare le persone con attrazioni dello stesso sesso come persone a pieno titolo [cioè dotate di dignità], e aiutarle a capire che la loro identità non risiede solo nella loro sessualità. Questa è la ragione per cui l’apostolato [di Courage] usa tipicamente i termini “persone con attrazioni dello stesso sesso” piuttosto che “gay” o “lesbica”, per esempio.

“Mentre cerchiamo di amare qualcuno, non dovremmo etichettarlo o incoraggiarlo ad etichettarsi secondo le sue attrazioni sessuali, dicendo ‘questo è quello che sono e come Dio mi ha fatto’,” ha detto, “perché significa non dire tutta la verità sulla natura della persona umana e sulla natura del piano di Dio per il nostro corpo, la nostra sessualità, le nostre relazioni”.

 

(Bea Cuasay e Michelle McDaniel hanno contribuito a questo articolo)

 

Fonte: Catholic News Agency

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