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di Wanda Massa

 

Qualcuno ha detto che pensare che l’industria farmaceutica abbia a cuore la salute umana è come ritenere che l’industria delle armi sia favorevole alla pace nel mondo.

Di fronte a certe campagne promozionali per indurre la popolazione mondiale a sottoporsi al vaccino sperimentale anti Covid, quella frase purtroppo sembra sempre più azzeccata.

A fine maggio abbiamo già pubblicato un articolo su alcuni singolari e discutibili espedienti intrapresi negli Stati Uniti per incrementare i tassi di vaccinazione contro il coronavirus: dalle lotterie nel Maryland ai concorsi a premi a New York, fino a consistenti sconti di pena per i detenuti disposti a vaccinarsi in Georgia.

Ma l’ultima iniziativa in tal senso, ‘Joints for Jabs’, letteralmente ‘Canne per Vaccini’ li batte tutti quanto a perversione.

E’ frutto di un accordo tra lo stato di Washington e i rivenditori di cannabis ed è rivolto alla fascia di popolazione più giovane, quella per la quale il Covid di fatto non costituisce alcun pericolo, a differenza del consumo di droga o dei rischi connessi alla terapia genica sperimentale, inclusi i potenziali danni alla fertilità.

Come riferisce Morgan Winsor su ABC News dell’8 giugno 2021: il Washington State Liquor and Cannabis Board (WSLCB) ha annunciato lunedì che la promozione, chiamata “Joints for Jabs”, è entrata in vigore immediatamente e durerà fino al 12 luglio. Durante il periodo di tempo concesso, i rivenditori di cannabis con licenza statale sono autorizzati a offrire uno spinello pre-rollato gratuito ai clienti che hanno 21 anni o più quando ricevono la loro prima o seconda dose di vaccino Covid-19 (qui il video).

WSLCB ha detto di aver “ricevuto molteplici richieste da parte dei rivenditori di cannabis di impegnarsi in promozioni per sostenere gli sforzi di vaccinazione dello stato“.

Washington non è l’unico stato americano a dimostrarsi creativo nell’incentivare le persone a ricevere il vaccino Covid-19. In Arizona, un dispensario di cannabis sta distribuendo gratuitamente spinelli pre-rollati e gommosi in cambio della vaccinazione. Il 20 aprile, un giorno ampiamente considerato la festa non ufficiale dell’erba, il gruppo attivista per la riforma della cannabis D.C. Marijuana Justice (DCMJ) ha spacciato più di 8 libbre di cannabis coltivata localmente e arrotolata in oltre 4.200 spinelli in 30 siti di vaccinazione in tutta Washington, D.C.

Questa nuova strategia promozionale rappresenta decisamente un salto di qualità verso l’incubo distopico.

E’ immediato il richiamo al soma del Mondo Nuovo (Brave New World) di Aldous Huxley: la droga necessaria a tenere tranquillo e sedato il popolo.

Si tratta di una sostanza euforizzante, priva di qualsiasi effetto collaterale sgradevole (se non quello di accorciare la vita di qualche anno, ma è un pregio per gli estimatori di Malthus) prodotta in forma di compresse da mezzo grammo, aggiunta alle bevande e – quando necessario per contenere situazioni di disordine pubblico – spruzzata nell’aria come aerosol (rif. qui).

La dipendenza da una droga, che ottunde la volontà, è l’ultimo scempio che si può infliggere ai nostri giovani, prima devastati psicologicamente dalla gestione politica e mediatica della ‘pandemia’ e poi spronati a sottoporsi a una vaccinazione sperimentale, tanto rischiosa, quanto praticamente inutile.

 

 

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