Il leader di Podemos (a sinistra) Pablo Iglesias, e il capofila dei socialisti e premier spagnolo Pedro Sanchez (reuters)

Il leader di Podemos (a sinistra) Pablo Iglesias, e il capofila dei socialisti e premier spagnolo Pedro Sanchez (reuters)

 

di Pierluigi Pavone

 

1.

Abbiamo commesso un errore.

Abbiamo la colpa di essere stati distratti per così dire dalla offensiva cattolico-comunista, da quel ramo del comunismo che dagli anni sessanta ha trasformato Cristo nel Che Guevara di Gerusalemme.

Abbiamo fatto un errore strategico nell’opporci unilateralmente a quella pseudo-teologia che sostituiva la Redenzione della Croce con la rivoluzione utopica e socialista.

Ci siamo lasciati prendere dalla profanazione del Vangelo che da Parola di Dio è diventata Parola di un profeta socialista, nei partiti democristiani, democratici e comunisti latino-americani e italiani. Ed è stato corretto e più che doveroso. Tuttavia, forse siamo rimasti indietro di 60 anni.

Siamo restati fermi allo sbigottimento per una Chiesa che apriva ai governi di centro-sinistra, non parlava (e non parla) più di Giudizio, peccato, Inferno.

Abbiamo creduto che il comunismo, nella sua forma essenziale, spietata e perversamente demoniaca (come già sottolineava Pio XI) fosse finito o sopravvissuto solo in Cina, dove ad oggi miete vittime e persecuzione, nel silenzio e compromesso, grave e colpevole, di tutte le diplomazie.

Ma non occorre andare in Cina.

È sufficiente l’Europa, lì dove si inneggia al comunismo latino-americano come esempio, modello ed emblema.

È sufficiente la Spagna dei socialisti e di Podemos.

 

2.

Ci siamo adagiati troppo a lungo sulla concessione neo-marxista alla religione: sul cambio di prospettiva che i comunisti nel Novecento erano disposti a fare circa il ruolo della religione. Se per  Marx era senza mezzi termini oppio anti-rivoluzionario, per i neo-marxisti poteva essere intesa come utopia e speranza infantile di rivoluzione, addirittura “ancella” e “linfa” della sovversione socialista.

Anche in questa sede ho descritto i dettagli della nascita e forza “pastorale” della teologia della liberazione (vedi qui), a cui naturalmente ci si oppone visceralmente.

Ma potrebbe non bastare più.

 

3.

Quello che sta avvenendo in Spagna (vedi qui e anche qui), con il governo “giacobino” di Sanchez è estremamente grave e preoccupante: si tratta dello stesso profondo odio anti-cristiano che polarizzò lo scontro già nei decenni prima della guerra civile del 1936-1939, quella guerra che determinò il potere di Franco, e la sua resistenza e contro-offensiva contro le forze anti-religiose, repubblicane, comuniste e massoniche appoggiate dai partiti comunisti, democratico-occidentali e da Stalin (che strumentalizzò quella guerra per presentarsi a Francia e Inghilterra come alleato delle democrazie occidentali).

In Spagna stanno imponendo la forma di laicismo ideologico e ateismo pubblico e militante.

Non il comunismo che corrode dall’interno il Cristianesimo. Non il comunismo che accetta un Vangelo umanitario della solidarietà mondialista.

Ma il comunismo dei tempi cupi della guerra fredda, il comunismo cubano e maoista. Il comunismo dell’orrore staliniano.

Il comunismo nudo e crudo, ortodosso sul piano marxista.

Forse è bene prendere atto di questo secondo fronte.

 

4.

Alla teologia della liberazione che dall’interno corrompe, si apre l’offensiva frontale della negazione dei diritti dei genitori di educare i figli; dell’indottrinamento ideologico alla dittatura gender; della demolizione anche architettonica della fede cristiana; della satanica volontà di estirpare Dio dal cuore e dalla vista.

È forse il momento di prendere in considerazione, con prudenza ma senza ingenuità, che potrebbe tornare in Europa una forma diretta e spietata di comunismo che andrebbe ad allinearsi con l’anti-clericalismo liberale.

Proprio le economie stataliste, insieme con il regime imposto da Bruxelles, da un lato, e le nuove perversioni sessuali dall’altro sarebbero un perfetto punto di convergenza…

Approfittando della deriva incontrollata della Chiesa che, in molti suoi esponenti, arriva a tutelare e promuovere le teorie mondialiste e socialiste, accettando in alcuni casi il compromesso e dialogo persino sul fronte delle perversioni sessuali.

 

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