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Sound of freedom – Il canto della libertà (foto dal film)

 

La prima parte la potete leggere qui

 

di Anima Misteriosa

 

Una discussione

The Sound of Freedom di Alejandro Monteverde (2023) è un gran bel film: intenso, appassionato, sincero, ben costruito, molto valido anche a livello artistico, cerca di apportare il suo piccolo contributo alla lotta contro il traffico dei minori e la diffusione esponenziale della pedopornografia. Potrebbe apparire contraddittorio, o addirittura controproducente discuterne i pochi limiti, o meglio, una certa impostazione narrativa.

In realtà, dato che stimo i miei lettori e li ritengo intelligenti, credo che questa discussione potrebbe essere profondamente utile: primo, abbiamo il dovere di renderci conto dello stacco tra narrazione artistica e realtà, perché (e ciò non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno), esso esiste e va preso in considerazione se intendiamo parlare seriamente dei pericoli per i bambini; secondo, dobbiamo anche prendere cognizione delle critiche sensate rivolte al film da chi di questo problema orrendo si occupa tutti i giorni. Al tempo stesso, molti di noi Italiani non conoscono molto gli USA e non si rendono conto dei condizionamenti culturali soggiacenti a tutta la discussione in atto. Sono profondamente convinta che i nostri lettori sappiano andare ben al di là delle categorie manichee “bianco / nero” cui indulgono troppo spesso i media e che possano far tesoro delle critiche costruttive cui il film è stato sottoposto; perché questo processo di discussione e riflessione critica permette una migliore consapevolezza e un vantaggio per tutti, soprattutto per i bambini per la cui difesa il film è nato. Ma vediamo ora nello specifico. Faccio qui riferimento alle molteplici esternazioni ad opera di Erin Albright, una donna avvocato impegnata direttamente contro questo traffico lurido, che si è espressa sul film in modo forse un po’ troppo severo.[1]

Libertà narrative

La prima critica rivolta dalla Albright alla pellicola riguarda le libertà narrative della sceneggiatura: e forse molti spettatori si sono resi conto che la struttura stessa della storia, per quanto basata su fatti veri – lo si comprende anche dai video in calce al film – sia in parte artistica: per esempio, l’avvicendarsi della ricerca di due fratelli, evento fondato su elementi veri, ma in parte ritoccato, dona slancio e coerenza a una vicenda che, altrimenti, risulterebbe un’arida successione di operazioni di polizia, le une staccate dalle altre. La stessa spedizione in solitaria nella giungla, così come descritto nella pellicola, non è fattibile. Ma la Albright se la prende soprattutto con gli errori relativi alle procedure di polizia. Ora, che una sceneggiatura si prenda delle libertà in questo ambito è molto ricorrente, per ovvi motivi: e le reazioni degli specialisti del settore sono comprensibili, perché non tollerano che venga intaccata la realtà dei fatti; come vedremo però, il problema è più profondo ed è correlato a una determinata concezione del narrare.

Per esempio, Albright contesta la scena in cui Tim porta il bambino ritrovato, Miguel, a mangiare al fastfood e di fatto lo interroga da solo; una cosa del genere sarebbe impossibile, afferma, perché è regolarmente proibito agli agenti di rimanere da soli con le vittime. È perfettamente vero: e ciò non solo per proteggere il bambino, ma anche il poliziotto da eventuali malintesi che ne distruggerebbero la carriera. Tuttavia, è abbastanza logico che lo sceneggiatore si sia preso questa libertà per motivi narratologici: ciò gli serve per approfondire il legame tra il protagonista e il bambino da lui salvato, per rafforzare la volontà di Tim di ricercare la sorellina di Miguel. Nella realtà, il piccolo sarebbe stato subito consegnato dal poliziotto all’ente previsto per l’assistenza sociale.

Sulla stessa linea posso aggiungere delle osservazioni io: le operazioni di infiltrazione (per quanto Ballard ne abbia compiute sul serio) di norma non si fanno come descritto dal film, con Tim che abbindola il pedofilo appena arrestato in centrale, facendogli credere di essere dalla sua parte, per poi cogliere con le mani nel sacco non solo lui, ma anche altri complici. È arduo credere che un criminale possa fidarsi di un agente che lo ha appena arrestato: di solito, quelli che compiono operazioni di infiltrazione sono sconosciuti alle reti criminali in cui devono operare (e sicuramente Ballard ha avvicinato il criminale così)[2]. C’è una scena soprattutto che colpisce per ingenuità: quella in cui Tim si ferma a parlare al pedofilo succitato in un edificio governativo vuoto, la notte. È letteralmente impossibile: quelle strutture contengono – e si vede anche nel film – così tante videocamere di sorveglianza ed altri sistemi di controllo interno, che appartarsi con un delinquente per fargli credere di accordarsi con lui è ingenuo e infattibile. Non solo: ammesso e non concesso che fosse fattibile, anche il più sgangherato difensore di ufficio si avventerebbe come un avvoltoio su di un’occasione così ghiotta per compromettere la procedura, far liberare il proprio assistito e accusare l’agente in questione di un abuso qualsiasi. Non è forse un caso che queste siano pure le scene in cui, a mio modesto avviso, Jim Caviezel recita in maniera meno convincente: vederlo che finge approvazione per il pedofilo risulta poi, devo ammetterlo, piuttosto disturbante (in effetti, recitare in queste parti del film ha fatto molto soffrire l’attore[3]). Anche per questo aspetto, però, valgono i motivi narratologici: lo sceneggiatore vuole far comprendere allo spettatore il disagio di Tim, il suo coinvolgimento in pieno nelle indagini contro le reti di traffico pedofilo. Molto probabilmente, gli autori hanno inteso riassumere in quelle sequenze un’indagine molto più lunga e complessa.

A margine di queste osservazioni è legittimo ricordare che Tim Ballard è stato molto criticato per i suoi metodi nelle operazioni undercover, con cui avrebbe arrischiato la stessa vita delle vittime e l’integrità dei suoi collaboratori[4]: per esempio, egli avrebbe indotto le donne coinvolte nell’operazione a comportamenti imbarazzanti quando hanno assunto il ruolo di sua finta moglie (nelle operazioni undercover gli agenti si fingono sposati per evitare comportamenti illeciti con i bimbi vittime del traffico).

Ed è qui che Erin Albright centra la questione della percezione del traffico dei minori: che un film cerchi di attirare l’attenzione sul problema è meritorio, ma la pellicola è tutta costruita, come emerge dagli esempi poco sopra, in omaggio all’immagine, antichissima nella nostra letteratura, dell’eroe solitario; invece la lotta contro il traffico di minori è un lavoro di squadra, tra l’altro uno stillicidio per nulla esaltante. Non è un’avventura alla Indiana Jones: e responsabili di questa percezione sono anche i metodi poco ortodossi impiegati proprio da Ballard.

Come molti film di azione, è una celebrazione della figura dell’eroe – l’individuo solitario che oltrepassa i limiti della legge e della procedura per tamponare le carenze dei governi che rifiutano di fare il necessario…I professionisti sono il contrario di eroi solitari. Le équipes multidisciplinari sono ritenute la pratica migliore in una presa in carico e di fatto sono di importanza fondamentale per assicurare ai sopravvissuti un sostegno completo…Le regole ci sono per un buon motivo. Esistono protocolli estesi e procedure per situazioni che implicano i minori e, anche se potrebbero non essere perfetti e possono risultare spesso frustranti, mantengono le vittime al sicuro e mitigano ogni trauma ulteriore. Rompere queste regole significa ferire le persone.[5]

Bisogna ammettere che queste osservazioni sono piene di saggezza e molto più vicine alla realtà; del resto, la costruzione narrativa basata sull’eroe che lotta da solo contro il sistema è un classico della cinematografia statunitense, che segue questo schema in continuazione: per esempio, Clint Eastwood ha riassemblato secondo questa struttura la storia vera di Chesley Sullenberger, il pilota famoso per l’atterraggio sul fiume Hudson del 2009[6], quando invece “Sully” non è stato minimamente “perseguitato” dagli organi inquirenti dell’NTSB (National Transportation Safety Board, l’organo che indaga sugl’incidenti aerei negli USA). Ho sempre pensato che il sistema burocratico e governativo statunitense, decisamente elefantiaco, inducesse questa percezione; comunque si tratta anche di un luogo comune letterario radicato nel Romanticismo ottocentesco, in cui non si contano i poeti o letterati o musicisti che lottano come “titani” contro una società che non li comprende.

Proprio a questo proposito, ho notato che la Dominus Production diffonde in Italia la pellicola paragonandola in certi spot a thriller come Taken (Io ti troverò) o Attacco al potere. Non sono per nulla d’accordo, perché The Sound of Freedom non è solo un thriller, bensì si propone di affrontare una problematica grave in modo più profondo e serio. Appunto, non stiamo andando al cinema per ammirare le imprese del solito eroe mirabolante, capace di arrampicarsi su di un grattacielo a mani nude o di sterminare da solo un intero battaglione di alieni: questo film, nonostante qualche svista narrativa, è molto più radicato nella realtà e decisamente più serio. Paragonarlo a pellicole di tutt’altro spessore è riduttivo.

Come accennato, il modello dell’”eroe” che combatte da solo appare vicino alla figura di Tim Ballard, il fondatore dell’organizzazione privata anti-tratta Operation Underground Railroad. È molto utile parlarne in modo un poco più approfondito.

Tim Ballard

Per molti versi, Tim Ballard potrebbe apparire l’”eroe” di cui sopra: da solo, o con pochi fedelissimi, affronta uno dei traffici di esseri umani più infami che esista; e in effetti nessuno nega le ottime intenzioni e gli straordinari risultati: infatti, attraverso la sua opera ed organizzazione, ha salvato migliaia di bambini dal traffico a sfondo pedopornografico. Ex-agente della Homeland Security, ha in precedenza brillantemente studiato Scienze Politiche e Spagnolo, donde il suo impegno al confine col Messico[7]. Sebbene abbia subito svariati attacchi malevoli, non si può però negare che sia abbastanza discusso, per cui è meglio approfondire con sana prudenza. Il punto è rimanere obiettivi e cercare di fornire al lettore elementi per formare un giudizio spassionato che comunque salvaguardi lo straordinario valore di denuncia del film, a prescindere dalle controversie sorte sul personaggio.

Ballard appartiene alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni, cioè ai Mormoni, prevalenti in Utah: e chi si leggerà la sintesi sulla dottrina del loro fondatore, Joseph Smith, vissuto agl’inizi del 1800, troverà elementi piuttosto inconsueti e in gran parte incompatibili con il cristianesimo vero e proprio, per esempio con il dogma della SS. Trinità o dell’Incarnazione[8], anche se il gruppo è evoluto sempre più nel senso dell’evangelismo statunitense standard. Non è un mistero che i Mormoni siano stati per molto tempo dei sostenitori della poligamia, poi ufficialmente abolita[9]: hanno ricorrenti frizioni con l’IRS, l’organo governativo che si occupa delle tasse, per l’accumulo indebito della “decima” dei loro adepti (il 10% del reddito individuale va alla chiesa mormone), un accumulo da almeno 100 miliardi di dollari sfuggiti, pare, al fisco[10]. Certo, nessuno nega che fra i mormoni ci siano ottime persone o che problemi dottrinali e scandali finanziari incombano anche da noi: però, obiettivamente, a chi l’ha visto dall’interno, il mondo evangelico e religioso statunitense appare spesso “sopra le righe”, più estremo rispetto a quello cui siamo abituati noi Europei e/o cattolici e dominato non di rado da eccessi, facili entusiasmi e scarsa prudenza.

Nello scorso settembre, a neanche due mesi dall’uscita del film, con un tempismo da cronometro elvetico Ballard è stato accusato di molestie sessuali da alcune ex-collaboratrici, che sarebbero state sottoposte a maltrattamenti del genere durante le operazioni dell’associazione OUR[11]. Purtroppo, al termine di un’indagine indipendente, la stessa OUR ha richiesto a Ballard di dimettersi perché avrebbe violato gli standard etici della propria stessa organizzazione[12]. Vari personaggi del mondo mormone, come il suo editore, Deseret Book, hanno preso le distanze da lui[13]. Il tempismo di queste accuse, e soprattutto della loro divulgazione, è decisamente sospetto e fa pensare a una certa giustizia ad orologeria, ma esse hanno creato confusione entro gli stessi organi interni alla Chiesa mormone, all’Utah e all’OUR. Ciò lede gravemente l’immagine di Ballard, dato che le accuse di molestie sessuali sono molto infide: sono difficilissime da provare, ma lasciano il segno in eterno, anche quando vengono sconfessate; perciò, è meglio ricordare che chiunque è innocente fino a prova contraria. Da un lato è possibile che un giorno Ballard sia in grado di respingerle efficacemente: dall’altro però, non è la prima volta che il suo comportamento viene criticato. In passato è stata messa sotto inchiesta (poi archiviata) la sua modalità di raccolta fondi, mentre in altre circostanze è apparsa irrispettosa rispetto alle vittime la sua prassi di divulgare i filmati relativi alle operazioni di polizia anti-tratta[14].

In conclusione: per quel tanto che conosco il mondo evangelico e religioso americano, è necessaria molta prudenza quando lo si accosta; vi si possono trovare iniziative encomiabili, ma anche idiosincrasie e aspetti eccessivi, e Ballard sembra corrispondere in pieno a una certa atmosfera “sopra le righe” evangelica americana da me segnalata in precedenza. Onestamente, percepisco una certa consonanza tra le accuse che gli sono rivolte e le critiche di Erin Albright, che rinviano non solo alla narrazione del film, ma anche alle stesse operazioni di Ballard, forse non del tutto attente a regole e procedure, per quanto lui goda di ampia esperienza in materia. Obiettivamente, chiunque sia sottoposto in continuazione allo stress incredibile prodotto dalla lotta contro violenze così orrende, potrebbe facilmente provare questa tentazione: lottare contro la pedopornografia significa ingurgitare quintali di immondizia e un agente viene costantemente traumatizzato dalla visione di abusi sessuali, per cui il pericolo di perdere il senso del limite è ricorrente. Siamo profondamente grati per tutto quel che Tim Ballard ha fatto di buono, ma il monito dei limiti, delle regole, delle procedure, insomma, in una parola, della prudenza, è tanto più valido per valutare e lottare in modo efficace contro situazioni così spinose come la pedopornografia.

Il film e la realtà del traffico sui minori

Erin Albright contesta anche qualcos’altro di più sostanziale: il film ritrarrebbe il traffico dei minori in modo alterato, perché i bambini di solito non vengono rapiti da estranei (anche se casi di adescamento quali quello descritto dal film avvengono), quanto venduti e abusati dalle famiglie stesse, composte da genitori indegni, in preda all’alcool o agli stupefacenti; inoltre, si tratterebbe di solito piuttosto di adolescenti.

Secondo le cifre fornite dal nostro Ministero della Giustizia (Ufficio di servizio sociale per i minorenni) grazie alle nostre Forze dell’Ordine e forzatamente incompleti, nel 2014 sono stati presi in carico 186 minori vittime di abusi sessuali, di cui 140 femmine e 46 maschi; di solito quindi i maschi sono ¼ del totale e le femmine ¾. Stando sempre alle statistiche del 2014, in ben 61 casi (= 33%), i colpevoli di abuso erano familiari, in 90 (= 48%) si trattava di persone appartenenti al contesto prossimo al bambino; gli sconosciuti erano solo 13 (= 7%), mentre il contatto tramite la rete ammontava a 6 casi (= 9%; un dato sicuramente aggravatosi negli ultimi anni). Stando a dati ufficiali dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in Europa un bambino su 5 (quindi un tremendo 20% del totale) è vittima di abusi sessuali, di solito perpetrati da persone cui il piccolo è legato da un rapporto di familiarità, conoscenza e fiducia. Fra l’altro il nostro Codice penale, art.609-comma 4, non prevede una fattispecie per l’abuso sessuale su minore disabile, una lacuna molto preoccupante se pensiamo che questi casi sarebbero in aumento[15].

Secondo i dati forniti per il 2021 dal Servizio analisi criminale della direzione centrale Polizia criminale del dipartimento di Pubblica Sicurezza, in quell’anno i reati commessi in Italia a danno dei minori sono stati 6.248, di cui 1.332 consistevano in violenza sessuale (con un 88% a danno di ragazze), a fronte di 3.311 nel 2004 e 5.789 nel 2020: i reati che hanno per oggetto i minori sarebbero quindi in crescita. Nel periodo tra 2004 e 2021 la detenzione di materiale pedopornografico è aumentata del 408% (da 13 a 66 casi; 100 nel 2020), mentre la commissione di reati relativi alla pedopornografia attiva è aumentata del 419% (da 36 a 187 casi, 248 nel 2020; si ricordi che il 2020 è stato l’anno del confinamento e alcuni avranno preso spunto dalla situazione di forzata stasi per delinquere). Il numero delle violenze sessuali è rimasto pressoché stabile, con 740 casi nel 2004 e 714 nel 2021; gli omicidi di minori sono passati da 27 nel 2004 a 19 nel 2021[16].

Secondo dati molto recenti forniti da don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione Meter, il cuore della pedopornografia mondiale è l’Unione Europea, che ospita il 62% dei contenuti pedopornografici del mondo intero. Molto diffusa è la sextortion (= sex + extortion) per cui i minori vengono adescati sulla rete da quelli che sembrano dei giovani attraenti, per poi finire sotto ricatto, pena la diffusione sui social di materiale pornografico a loro danno. Il 17 novembre 2019 è stato denunciato un gruppo Telegram con ben 22.542 video pedopornografici, che coinvolgevano nel 10% dei casi le madri (che le madri siano colpevoli di abuso sessuale una volta era un assurdo in criminologia, ora non più); in un’indagine svolta a Siena nel 2019 è emerso un ambiente in cui alla pedopornografia veniva associata persino la tortura. L’articolo cui attingo registra altri casi di pedofili seriali, catturati negli USA e in Gran Bretagna, che avevano al loro attivo centinaia o addirittura migliaia di immagini e video. La fascia di età più colpita è adesso quella 8-12 anni (quasi 3 milioni di immagini e più di 600.000 video), ma sta emergendo progressivamente il fenomeno dell’infantofilia, cioè dell’abuso di neonati al di sotto dei 2 anni, anche se le età 3-7 anni e 0-2 sono attestate ultimamente in calo.[17]

L’abusante di solito non ricorre alla forza, ma piuttosto all’astuzia: “seduce”, cerca di conquistare la fiducia del bambino, ne abusa poi per anni e questo anche nel caso di diffusione internazionale di materiale pedopornografico su Internet ed altri media. Meccaniche di questo genere emergono da ambienti in cui la protezione dei bimbi presenta numerose lacune e in cui il pedofilo di turno è un volto conosciuto: spesso il bambino appartiene a famiglie disastrate, con genitori mentalmente instabili o affetti da dipendenze, oppure a famiglie monoparentali o colpite da divorzio e ricomposte, o anche affidatarie e adottive (non avete idea di quante volte si consumino abusi nei casi di affidamento e adozione, un paradosso atroce). Oppure si tratta di famiglie esposte alla miseria; guerre ed altre calamità facilitano di molto questi abusi, creando il fenomeno dei minori non accompagnati e sostanzialmente abbandonati a sé stessi, o favorendo i traffici illeciti. È inoltre tutt’altro che raro che vengano presi di mira bambini con disabilità o in qualche modo più vulnerabili a livello psicologico, il che è veramente il fondo dell’abominio[18].

Il film, è vero, presenta il caso di due fratellini rapiti a un padre affettuoso, quindi non il nocciolo vero del problema dell’abuso sessuale su minori: e il nocciolo vero, lo si capisce da quanto scritto sopra, è una famiglia disastrata. L’attuale devastazione prodotta sulla famiglia non può, a mio modesto avviso, che peggiorare ulteriormente la situazione, già aggravatasi di parecchio in questi ultimi anni, tantopiù che essa viene incoraggiata da una dilagante atmosfera di corruzione sessuale. Detto questo però, e acclarato che i criminali preferiscono evidentemente i bersagli facili, va anche detto che il rapimento di bambini o adolescenti di famiglie sane da parte di un maniaco o per traffici illeciti non è affatto impossibile, anzi. Nel corso della lunghissima vicenda della piccola Maddie McCann, scomparsa dalla località portoghese di Praja da Luz (Algarve) il 3 maggio 2007, si è anche ventilato che la piccola fosse finita in un giro internazionale di pedopornografia. Questo basta a far capire la direzione che avevano preso le idee degl’investigatori: e del resto, gli arresti di pedofili sono stati frequenti durante tutto il corso delle indagini. A tutt’oggi, è sospettato di averla uccisa un tedesco, un predatore sessuale molto pericoloso; da tre anni la magistratura del Brunswick raccoglie elementi contro di lui perché conosceva bene la zona del rapimento.[19]

La devastazione psicologica

Infine, un’ultima critica, molto importante: il film non rende l’idea del disastro psicologico in cui le piccole vittime vengono lasciate e della complessa serie di traumi che sviluppano. Questo è verissimo e va sottolineato, perché è un po’ troppo corrente la tendenza a dimenticare le spaventose conseguenze di traumi del genere. Un bambino vittima di abusi sessuali difficilmente si comporta come il piccolo Miguel del film, che dà subito fiducia a Tim: la psiche di questi piccoli è gravemente perturbata, devastata, per cui possono esibire comportamenti sessuali inappropriati o regredire a livello sociale e cognitivo e rifiutare ogni contatto. Per esempio, il piccolo Miguel avrebbe anche potuto non riuscire a parlare per nulla al suo salvatore; i bambini vittime potrebbero mostrare ansia associata a depressione e testimoniano sempre e comunque una bassissima autostima e sintomi post-traumatici gravi, come flash-backs emotivi, o attivazione del sistema nervoso simpatico: perciò producono istintivamente movimenti di fuga o evitamento o paralisi a fronte di qualcosa che ricorda loro il trauma[20]. Credo che questa sia la critica costruttiva che più dovrebbe dare adito alla discussione pubblica, perché le sindromi post-traumatiche croniche nate da queste situazioni sono un vero e proprio inferno in terra, un inferno che le persone “normali” faticano e, talvolta, non intendono comprendere.

Non è vero che il bambino viene salvato e poi ritorna felicemente nella sua cameretta, abbracciato da parenti e amici, come se nulla fosse e come si vede in certe scene della pellicola. Cito per esteso, perché ne vale la pena:

La guarigione richiede anni, a volte decenni. Suggerire il contrario significa perpetuare un mito che causa un danno reale ai sopravvissuti.

In un mondo in cui i salvataggi rapidi sono ritenuti possibili, è meno probabile che i politici forniscano le risorse necessarie per indagare sui casi e sostenere i sopravvissuti. Le comunità hanno meno probabilità di finanziare un sostegno informato e completo sui traumi. Le cause profonde sono più difficili da individuare e più difficili da trattare. I sopravvissuti con esperienze complicate vanno perduti. I cittadini preoccupati mettono sé stessi e gli altri in pericolo giocando a fare il salvatore. E le giurie non riescono a chiedere conto ai trasgressori perché il loro caso non è come quello che hanno visto in TV. Questi sono i pericoli delle aspettative irrealistiche, e rendono questo lavoro – che è già duro – ancora più duro.

Il lavoro anti-tratta – il vero lavoro anti-tratta – è l’opposto del glamour. Consiste in ore infinite a scrivere richieste di sovvenzione o al telefono alla ricerca di un rifugio sicuro con enti di beneficenza a corto di risorse. È cercare di discutere ragionevolmente con le comunità locali quando si mobilitano contro la costruzione di un rifugio contro la tratta di esseri umani nel loro quartiere perché ciò avrà un impatto sul valore delle loro proprietà. Significa combattere le burocrazie per mantenere il sostegno in atto per tutto il tempo necessario ai sopravvissuti per guarire.[21]

Tuttavia, per quanto riguarda il film, gli attori, il regista, i produttori, hanno lavorato con grande sincerità e intensità: si sente chiaramente in tutta la pellicola. Hanno veramente cercato con tutte le loro forze di realizzare qualcosa di buono, qualcosa di utile, per salvare questi piccoli dall’inferno e per attirare l’attenzione sulla loro tragedia. Le lacrime di Jim Caviezel, le sue citazioni del Vangelo, aggiunte d’istinto ai dialoghi, sono sincere. Di questo portano un merito indiscutibile tutti e Tim Ballard con loro. Però un’opera artistica ha, per forza di cose, dei limiti: saremmo ciechi se non ce ne accorgessimo e se non ci sforzassimo di rimediare a questi limiti con una discussione attenta, critica, consapevole. Il film The Sound of Freedom, proprio perché è importante, non può bastare, come non può bastare uno slancio di entusiasmo estemporaneo: vado al cinema, mi vedo il film masticando dei popcorn, magari acquisto qualche biglietto ad altri amici, poi ritorno a casa e tutto finisce lì. No, e proprio per questo chi lavora nel campo ha ragione da vendere. Tuttavia, a mio avviso e proprio perché si tratta di un problema gravissimo, è giusto fare ancora un passo oltre e, riguardo all’abuso sui minori, tenere in conto il quadro più ampio di tutta la nostra società.

Difendere i bambini…e le famiglie?

Avete mai avuto a che fare con un pedofilo omicida? Io sì. È stato anni fa, quando facevo volontariato contro la pena di morte: gli ho spedito alcune lettere poco prima che lo giustiziassero. Era un cubano approdato negli Stati Uniti in modo irregolare: conviveva con una donna quando ne ha ucciso la figlia, una ragazzina di 11 anni. Le stava preparando da mangiare, quando la ragazzina, ingenuamente, gli ha rivolto una domanda inopportuna: lui l’ha presa per il collo e poi l’ha abusata da morta. In un comportamento del genere sono evidenti gravi patologie, perché è assurdo che un uomo strangoli una ragazzina cui stava preparando da mangiare: quando penso alle sue lettere, la patologia psichiatrica era evidente, anche solo dalla grafia, pure se è sempre stato educato e rispettoso con me. Quello che i suoi accusatori avevano del tutto dimenticato però – come malato di mente non avrebbe mai dovuto essere giustiziato – era che da piccolo era stato sottoposto ad atroci maltrattamenti: aveva subito degli elettroshock in un manicomio di Cuba ed era stato tenuto per un certo tempo a vivere in una gabbia per cani. Se aveva percepito una minaccia nell’innocente curiosità di una ragazzina, è segno che si portava dentro un abisso di torture: fu lui stesso ad ammettere, con estrema amarezza, di essere il colpevole ai poliziotti che lo volevano ascoltare come testimone. Chiedeva lui di essere giustiziato. Nelle sue ultime settimane di vita però ricevette talmente tante lettere che è morto dicendo: I love you, everybody (“Vi amo tutti”).

La pedofilia viene da qui. Divorzi, genitori single, famiglie dissestate e malamente ricomposte, situazioni di coppia irregolari e nate quasi a caso, miseria, fisica e mentale, genitori carenti o chiaramente indegni, bambini abbandonati a loro stessi, poi abusati, poi riciclati in traffici infami, oppure rapiti da malintenzionati privi ormai di ogni senso dell’umanità: e poi fruitori che sfruttano tutto ciò davanti agli schermi di un computer o dal vivo e che seguono gl’imperativi demoniaci di una società che sempre di più spinge verso una sessualità da incubo, non più amore, rispetto, comprensione, armonia, bensì abuso di potere, oggettificazione, caos, disumanizzazione. Alcune vittime possono poi diventare, da adulte, carnefici a loro volta e il ciclo infernale si ripete.

Complice è soprattutto la stessa società occidentale nella quale viviamo, spinta sempre più verso un progressismo cieco in cui le libertà individuali vengono messe sullo stesso piano degli abusi.[22]

Esiste un filo rosso che lega la pedofilia ai grandi drammi della vita familiare odierna: divorzio, sfascio delle famiglie, scarso discernimento nella formazione delle coppie, esaltazione dei problemi di identità sessuale, pornografia, pedopornografia, gender, aborto[23]. Pedofilia ed aborto sono facce della stessa medaglia e, verosimilmente, dello stesso demone[24]. Se nell’articolo precedente ho attaccato certi media e la loro proposta ossessiva di una sessualità più che scandalosa, diabolica, è perché questa “cultura” è all’origine di gran parte dei problemi citati sopra e continua ad esaltarli in modo micidiale. Recentemente, un attore come Elijah Wood, famoso come interprete del Signore degli anelli, ha rivelato che la pedofilia è routine a Hollywood, a opera di “personaggi potenti” che schiacciano le loro vittime se rivelano qualcosa[25]. Sono questi gli ambienti che dettano l’agenda del comportamento sessuale oggi e molta gente segue le mode imposte da loro alla cieca. Come ha detto lo stesso Ballard: Hollywood crea contenuti che provocano dipendenza dal sesso.[26]

Intendiamoci: la vita di famiglia ha sempre sperimentato dei problemi; ma oggi siamo veramente a un attacco satanico, totalmente distruttivo. I vecchi totalitarismi incidevano su buona parte della vita dei loro soggetti, ma, per forza di cose, dovevano fermarsi alla porta di casa e con difficoltà riuscivano ad intaccare l’intimità della vita familiare. Ora non è più così. Si attacca il cuore dell’esistenza, l’amore tra uomo e donna, la generazione dei figli, la loro educazione: e dalla mancanza di limiti nascono i mostri, la pornografia, la pedopornografia, le violenze, le perversioni, gli abusi. A contatto con la pornografia e le perversioni sessuali, i nostri giovani possono diventare dei mostri, gli adolescenti che violentano una coetanea a una festa o che scaricano immagini pedopornografiche da Internet sui loro cellulari, di cui sono (come gli adulti) schiavi. Seguendo queste mode, parecchi si indemoniano. Così ci possono manipolare e distruggere tutti, anche nell’intimo delle nostre case.

E poi, un aspetto che la Albright non sembra aver colto, ma che viene sottolineato adeguatamente nel film: la pedopornografia è anche una forma di sfruttamento dell’Occidente ricco e obeso ai danni dei paesi più poveri. Lo chiarisce il dato citato sopra: il 62% dei materiali pedopornografici sulla rete ha sede in Europa. Bel risultato per il continente che ha apostatato e rigettato il Cristo.

Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino, e fosse gettato negli abissi del mare (Mt. 18,6).

Vi ricordate quando la gente si lamentava perché secondo l’insegnamento cattolico la sessualità è finalizzata innanzitutto alla procreazione? Senza negare il valore unitivo dell’amore sponsale, ciò non significa tanto che la sessualità venga vissuta in modo meccanico, solo per “produrre” figli: significa invece che essa è vissuta in modo armonioso ed ordinato, innanzitutto per la nascita e il bene dei figli, che viene di gran lunga prima del piacere dei genitori, anche se l’amore sponsale è precondizione ineludibile per nuove nascite. Il Vangelo, e i veri cristiani con esso, ha sempre difeso una visione armoniosa e sana della sessualità: perché in un mondo in cui domina il caos sessuale, i nostri figli non sono e non possono essere al sicuro.

È in corso una guerra spirituale e i bambini sono nel mirino (Tim Ballard).[27]

 

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Note:

[1] Cfr. EJ Dickson, Why Anti-Trafficking Experts Are Torching “Sound of Freedom”, Rolling Stones 12 luglio 2023, https://www.rollingstone.com/culture/culture-news/sound-of-freedom-child-trafficking-experts-1234786352/ ; si veda anche Aubrey Lloyd – Erin Albright, Sound of Freedom is everything an anti-trafficking film shouldn’t be, Open Democracy 10 agosto 2023, https://www.opendemocracy.net/en/beyond-trafficking-and-slavery/sound-of-freedom-tim-ballard-operation-underground-railroad-trafficking-film-review/

[2] Per un esempio di indagine della nostra polizia sotto copertura contro una rete di pedopornografia, si veda l’operazione Black Room della Polizia postale di Napoli del 2022: cfr. Alessandro Verelli, Postale: operazione Black Room contro la pedopornografia, 4 marzo 2023, https://www.poliziadistato.it/articolo/postale-operazione-black-room-contro-la-pedopornografia

[3] Cfr. https://www.sabinopaciolla.com/intervista-in-italiano-allattore-e-al-personaggio-reale-del-film-the-sound-of-freedom-il-canto-della-liberta/

[4] Cfr. Pietro Piccinini, “Sound of Freedom” è già un caso anche in Italia. E non è ancora uscito, Tempi, 18 febbraio 2023, https://www.tempi.it/sound-of-freedom-e-gia-un-caso-anche-in-italia-e-non-e-ancora-uscito/ ; Anna Merlan, Five of Tim’s Ballard Alleged Victims have filed a Lawsuit against him, Vice 10 ottobre 2023, https://www.vice.com/en/article/4a378p/five-of-tim-ballards-alleged-victims-have-filed-a-lawsuit-against-him

[5] Citato da Aubrey Lloyd – Erin Albright, Sound of Freedom is everything ana anti-trafficking film shouldn’t be, Open Democracy 10 agosto 2023, https://www.opendemocracy.net/en/beyond-trafficking-and-slavery/sound-of-freedom-tim-ballard-operation-underground-railroad-trafficking-film-review/

[6] Così infatti presenta Sully, per esempio, Marco Valle, Sully, un eroe “normale”. Il nuovo film di Clint Eastwood, Destra.it 1° dicembre 2016, https://www.destra.it/home/sully-un-eroe-normale-film-clint-eastwood/ . Che Chesley Sullerberger non sia stato minimamente “perseguitato” anzi elogiato dal sistema, si evince dai numerosi resoconti sulla vicenda, davvero affascinante: il pilota riuscì ad atterrare sull’Hudson in una gelida giornata di gennaio dopo che i motori erano andati in avaria perché avevano ingurgitato ben 4 oche canadesi da 4-5 chili l’una. L’NTSB affermò che l’aereo sarebbe riuscito a ritornare all’aeroporto La Guardia solo se avesse iniziato la virata nel momento stesso in cui era andato in avaria, ma che ciò era umanamente impossibile, considerato il tempo umano di reazione; comunque i due piloti reagirono con eccezionale rapidità. Si veda la ricostruzione professionale Il miracolo sull’Hudson da una nuova prospettiva!, Mentour Pilot, https://www.youtube.com/watch?v=Cv_48qFhoO4&t=185s , quindi The Miracle on the Hudson, The Flight Channel (ricostruzione al simulatore di volo), https://www.youtube.com/watch?v=WCpyeix_5AY&t=3s ; in italiano La vera storia di Sully. Volo US Airways 1549, EttiAviation, https://www.youtube.com/watch?v=WCpyeix_5AY&t=3s

[7] Cfr. l’articolo inglese Tim Ballard, Wikipedia, https://en.wikipedia.org/wiki/Tim_Ballard

[8] Cfr. Massimo Introvigne – Pier Luigi Zoccatelli dirr., I Mormoni, CESNUR https://cesnur.com/la-corrente-restaurazionista-i-mormoni-e-i-neo-apostolici/i-mormoni/

[9] Cfr. La poligamia nella chiesa mormone, Il Post 16 novembre 2014, https://www.ilpost.it/2014/11/16/poligamia-chiesa-mormone/

[10] Cfr. Massimo Gaggi, Il tesoro (mascherato) della chiesa mormone: oltre 100 miliardi di dollari nascosti al fisco americano, Corriere della Sera 16 maggio 2023, https://www.corriere.it/esteri/23_maggio_16/tesoro-chiesa-mormone-fisco-americano-0160fb0c-f3d1-11ed-b9e0-c96fade46b2d.shtml?refresh_ce

[11] Si veda il sito: https://ourrescue.org/

[12] Cfr. Brigham Tomco, Attorney for former OUR employees says they “affirm” allegations of sexual misconduct against Tim Ballard, Deseret News 28 settembre 2023, https://www.deseret.com/utah/2023/9/28/23894444/operation-underground-railroad-tim-ballard-allegations (il Deseret News è il quotidiano dell’Utah, quindi vicino agli ambienti mormoni); Anna Merlan, Five of Tim’s Ballard Alleged Victims have filed a Lawsuit against him, Vice 10 ottobre 2023, https://www.vice.com/en/article/4a378p/five-of-tim-ballards-alleged-victims-have-filed-a-lawsuit-against-him

[13] Buon sommario degli ultimi sviluppi, con raccolta di fonti nell’articolo inglese Tim Ballard, Wikipedia, https://en.wikipedia.org/wiki/Tim_Ballard

[14] Cfr. Tim Ballard, Wikipedia, https://en.wikipedia.org/wiki/Tim_Ballard

[15] Cfr. https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_12_1.wp?facetNode_1=0_6&facetNode_3=3_1&facetNode_2=0_6_6&previsiousPage=mg_1_12&contentId=SPS1067231 I dati vengono forniti in risposta alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori dallo sfruttamento e dall’abuso sessuale, nota come Convenzione di Lanzarote, del 25 ottobre 2007. Il testo contiene altri dati molto preoccupanti sui minori abusanti, problema gravissimo di cui non posso occuparmi qui, ma che meriterebbe molto altro spazio.

[16] Cfr. Minori vittime di reati in Italia, https://www.interno.gov.it/it/notizie/monitoraggio-dei-reati-commessi-sui-minori-italia-nel-2021-piu-6mila-casi

[17] Cfr. Luca Grossi, Innocenze rubate: l’Europa è il centro mondiale della pedofilia e della peddopornografia, Antimafia, 3 ottobre 2022, https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/91808-innocenze-rubate-l-europa-e-il-centro-mondiale-della-pedofilia-e-della-pedopornografia.html Purtroppo l’articolo, che fornisce dati validi grazie all’associazione Meter, si conclude con un’accusa alla Chiesa cattolica che sostanzia in alcune cifre però senza riscontri o link esplicativi; viene solo citato un vago “documento” anonimo, il che sembra polemico. Per l’associazione Meter, cfr. https://associazionemeter.org/

[18] Cfr. L’abuso sessuale in età evolutiva, Istituto A.T.Beck, https://www.istitutobeck.com/abuso-minori-trauma

[19] Affaire Maddie: la vérité, 16 ans après ? , C dans l’aire 24 maggio 2023, https://www.youtube.com/watch?v=1s-Vy9ctdJM&t=2312s ; The Madeleine McCann case, EM Productions https://www.youtube.com/watch?v=wC8zTkACYrs; La disparition de Maddie McCann : un mystère sans fin ?, Lionel Camy https://www.youtube.com/watch?v=i_7_rRVp6N8  Il caso presenta però anche varie zone d’ombra a carico dei genitori, rei di negligenza, come ricordato dalla revisione critica di alcuni giornalisti: cfr. Sonia Poulton, The McCanns and The Police, https://www.youtube.com/watch?v=q1M_CulIDrQ La stessa accusa contro il pedofilo tedesco non è supportata da prove serie, anche se ha portato alla ribalta un soggetto molto inquietante.

[20] Cfr. L’abuso sessuale in età evolutiva, Istituto A.T.Beck, https://www.istitutobeck.com/abuso-minori-trauma Per una disamina più approfondita delle sindromi post-traumatiche da stress cronico, tipica conseguenza degli abusi, cfr. Peter Walker, Complex PTSD: From Surviving fo Thriving. A Guide and Map for Recovering from Childhood Trauma, Azure Coyote Book, 2013.

[21] Citato da Aubrey Lloyd – Erin Albright, Sound of Freedom is everything ana anti-trafficking film shouldn’t be, Open Democracy 10 agosto 2023, https://www.opendemocracy.net/en/beyond-trafficking-and-slavery/sound-of-freedom-tim-ballard-operation-underground-railroad-trafficking-film-review/

[22] Cit. da Luca Grossi, Innocenze rubate: l’Europa è il centro mondiale della pedofilia e della pedopornografia, Antimafia, 3 ottobre 2022, https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/91808-innocenze-rubate-l-europa-e-il-centro-mondiale-della-pedofilia-e-della-pedopornografia.html

[23] Fabio Piemonte, Il protagonista di “Sound of freedom” Tim Ballard: “Aborto e tratta dei bambini appartengono alla stessa famiglia malvagia”, Pro vita e famiglia  29 gennaio 2024, https://www.provitaefamiglia.it/blog/il-protagonista-di-sound-of-freedom-tim-ballard-aborto-e-tratta-dei-bambini-appartengono-alla-stessa-famiglia-malvagia

[24] Padre Chad Ripperger, esorcista in Colorado, parla spesso della specializzazione personale dei demoni e uno dei principali si occupa proprio di aborto.

[25] Cfr. Stefania Saltalamacchia, Elijah Wood: “Pedofilia a  Hollywood”, Vanity Fair 24 maggio 2016, https://www.vanityfair.it/people/mondo/16/05/24/elijah-wood-pedofilia-hollywood-intervista-foto?refresh_ce=

[26] Cfr. https://www.sabinopaciolla.com/intervista-in-italiano-allattore-e-al-personaggio-reale-del-film-the-sound-of-freedom-il-canto-della-liberta/

[27] Cfr. https://www.sabinopaciolla.com/intervista-in-italiano-allattore-e-al-personaggio-reale-del-film-the-sound-of-freedom-il-canto-della-liberta/


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