George Soros, finanziere

George Soros, finanziere (SIMON DAWSON/BLOOMBERG VIA GETTY IMAGES)

 

 

di Sabino Paciolla

 

George Soros è un imprenditore e attivista ungherese naturalizzato statunitense. E’ presidente del Soros Fund, dell’Open Society Foundations e fondatore e consigliere del Quantum Group. E’ un  finanziere speculatore, cioè una persona che utilizza la finanza per fare semplicemene speculazione, cioè guadagnare, ovviamente nel caso in cui i risultati gli dessero ragione. E’ colui che nel cosiddetto mercoledì nero del 16 settembre 1992, attaccò con il suo fondo Quantum la lira e la sterlina, cioè lanciò un attacco speculativo nei confronti della lira italiana e della sterlina inglese costringendole ad uscire dallo SME, il Sistema Monetario Europeo. Fonti giornalistiche riportano che la scommessa, vinta, gli fruttò 1,1 miliardi di dollari a fronte di un utilizzo di 10 miliandi di dollari. Una grande fortuna nel 1992.

Qualche giorno fa ha rilasciato una intervista a Project Syndicate, da cui riprendo alcuni stralci. E’ importante questa intervista poichè Soros è uno degli uomini più potenti e influenti nel mondo. Dunque, una persona che è nelle condizioni di poter muovere le leve del potere, e dalla intervista si capisce chiaramente come aspiri a grossi cambiamenti che lui reputava già possibili prima che scoppiasse la pandemia. I cambiamenti sono ovviamente molto più facilitati e raggiungibili quando la gente è impaurita e per questo si affida completamente alle persone da cui è governata.

George Soros ha molto a cuore le tematiche del cambiamento climatico, ed ora anche del coronavirus e del controverso vaccino per combatterlo. Per cui, per valutare meglio le sue parole e le azioni è bene capire cosa pensi e che giudizio abbia delle principali figure dello scenario politico mondiale.

Ecco alcuni stralci dall’intervista.

 

GOR PETER SCHMITZ: Ha visto molte crisi. La pandemia di COVID-19 è paragonabile a qualsiasi pandemia precedente?

GEORGE SOROS: No. Questa è la crisi della mia vita. Già prima che la pandemia colpisse, mi sono reso conto che ci trovavamo in un momento rivoluzionario in cui ciò che sarebbe stato impossibile o addirittura inconcepibile in tempi normali era diventato non solo possibile, ma probabilmente assolutamente necessario. E poi è arrivato COVID-19, che ha sconvolto totalmente la vita delle persone e ha richiesto un comportamento molto diverso. È un evento senza precedenti che probabilmente non si è mai verificato in questa combinazione. E mette davvero in pericolo la sopravvivenza della nostra civiltà.

Dice Soros che  il virus “mette in pericolo la swopravvivenza della nostra civiltà“. Se si confrontano i dati della mortalità del coronavirus (ad oggi poco più di 300.000 vittime)  con le altre pandemie del passato dove vi sono stati decine e decine di milioni e milioni di morti su una popolazione mondiale inferiore a quella attuale, l’affermazione sembra alquanto esagerata ed estremamente allarmante. A quale fine?

Soros, dopo aver parlato della necessità della cooperazione tra USA e Cina di fronte al cambiamento climatico e per lo sviluppo di un vaccino contro COVID-19, giustamente mette in evidenza che quello cinese è un regime autocratico. E poi prosegue: “Sono solidale con il popolo cinese, perché è sotto il dominio di un dittatore, il presidente Xi Jinping. Penso che molti cinesi istruiti siano molto risentiti per questo, e il grande pubblico è ancora molto arrabbiato con lui per aver tenuto segreto COVID-19 fino a dopo il Capodanno cinese.”

Ora, che Xi Jinping sia il capo di un regime autoritario è fuor di dubbio, quello che però sorprende è che Soros accomuni il presidente Donald Trump, liberamente e democraticamente eletto, a Xi Jinping. Ecco come continua.

 

GPS: Anche in questo caso, l’attuale presidente degli Stati Uniti non rappresenta veramente i valori di una società aperta e libera…

SOROS: Beh, questa è una debolezza che spero non duri a lungo. Donald Trump vorrebbe essere un dittatore. Ma non può esserlo perché negli Stati Uniti c’è una costituzione che la gente ancora rispetta. E questo gli impedirà di fare certe cose. Questo non significa che non ci proverà, perché sta letteralmente lottando per la sua vita. Dirò anche che ho riposto la mia fede in Trump per distruggere se stesso, e lui ha superato le mie aspettative più estreme.

 

E poi si arriva all’Europa. Qui mostra quasi un certo dispiacere per la “lentezza” operativa derivante dal fatto che essa opera secondo lo Stato di diritto.

 

GPS: Quale ruolo svolge l’Unione Europea – la vostra casa che vi sta tanto a cuore – in questa lotta per il potere?

SOROS: Sono particolarmente preoccupato per la sopravvivenza dell’Unione europea perché è un’unione incompleta. Era in fase di creazione. Ma il processo non è mai stato completato e questo rende l’Europa eccezionalmente vulnerabile – più vulnerabile degli Stati Uniti, non solo perché è un’unione incompleta, ma anche perché si basa sullo Stato di diritto. E gli ingranaggi della giustizia si muovono molto lentamente, mentre minacce come il virus COVID-19 si muovono molto velocemente. Questo crea un problema particolare per l’Unione Europea.

GPS: la settimana scorsa la Corte costituzionale federale tedesca ha fatto esplodere una bomba con la sua ultima sentenza sulla Banca centrale europea. Quanto la prende sul serio?

SOROS: La prendo molto seriamente. La sentenza rappresenta una minaccia che potrebbe distruggere l’Unione europea come istituzione basata sullo Stato di diritto, proprio perché è stata emessa dalla Corte costituzionale tedesca, che è l’istituzione più rispettata in Germania. Prima di emettere il suo verdetto, aveva consultato la Corte di giustizia europea e poi aveva deciso di impugnarlo. Quindi ora c’è un conflitto tra la Corte costituzionale tedesca e la Corte di giustizia europea. Quale corte ha la precedenza?

 

E qui è importante come dipinge certi Stati e premier europei, anche questi eletti democraticamente.

 

GPS: Tecnicamente, i trattati europei danno alla Corte di giustizia europea la supremazia in questo settore. Questo è molto chiaro.

SOROS: Esatto. Quando la Germania ha aderito all’UE, si è impegnata a rispettare il diritto europeo. Ma la sentenza solleva una questione ancora più grande: se il tribunale tedesco può mettere in discussione le decisioni della Corte di giustizia europea, gli altri Paesi possono seguire il suo esempio? L’Ungheria e la Polonia possono decidere se seguire il diritto europeo o i propri tribunali – di cui l’UE ha messo in dubbio la legittimità? Questa domanda va al cuore stesso dell’UE, che si fonda sullo Stato di diritto.

La Polonia si è subito dimostrata all’altezza della situazione e ha affermato la supremazia dei suoi tribunali controllati dal governo sul diritto europeo. In Ungheria, Viktor Orbán ha già utilizzato l’emergenza COVID-19 e un parlamento in ostaggio per farsi nominare dittatore. Il parlamento è tenuto in sessione per approvare i suoi decreti, che violano chiaramente la legge europea. Se il verdetto del tribunale tedesco impedirà all’UE di resistere a questi sviluppi, sarà la fine dell’UE come la conosciamo.

 

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