Il 22 gennaio negli Stati Uniti è uscito un video prodotto dall’associazione  “Faces of Choice”  realizzato con 14 sopravvissuti all’aborto nati in USA, Uganda, Filippine e Ungheria tra il 1952 e il 2013 che è stato presentato alla March for Life 2020. L’associazione aveva chiesto alla Fox tv di mandare in onda uno spot di 30 secondi durante il Super Bowl (uno dei più seguiti eventi sportivi negli USA) ma il 27 gennaio ha comunicato che il video era stato respinto. Questo articolo di Micaiah Bilger, pubblicato su LifeNews, nella traduzione di Annarosa Rossetto, ci presenta la vicenda di uno dei protagonisti del video.

Dr. Imre Teglasy

Dr. Imre Teglasy

 

Nato nel 1952 nell’Ungheria comunista, Teglasy è sopravvissuto a numerosi attentati alla sua vita tramite aborto. Oggi è un appassionato attivista pro-life e ha contribuito a salvare dall’aborto decine di migliaia di bambini non ancora nati.

Teglasy era uno dei 14 sopravvissuti all’aborto presenti nella nuova campagna video Faces of Choice. Di recente ha parlato con LifeNews della sua miracolosa sopravvivenza, del suo rapporto con la madre e del suo servizio a favore della vita in Ungheria.

(video con i sottotitoli in italiano)

Le circostanze in cui i suoi genitori l’avevano concepito nel 1951 erano estremamente difficili. Teglasy ha raccontato che suo padre era stato un maggiore dell’esercito ungherese durante la seconda guerra mondiale, ma quando i comunisti presero il sopravvento, venne considerato un nemico.

Suo  padre, sua madre e i suoi fratelli maggiori vennero mandati via da Budapest e costretti a stabilirsi in una area rurale povera nel nord dell’Ungheria. Suo padre faceva fatica a trovare lavoro e la famiglia quasi rischiò di morire di fame.

“In questa difficile e triste situazione, mia madre si accorse di essere incinta. Mio padre non la spingeva ad abortire, ma mia madre non voleva farmi nascere”, ha detto.

Disperata, sua madre aveva cercato di trovare un medico disposto ad abortirlo, ma gli aborti non sarebbero diventati legali che cinque anni dopo. Teglasy ha raccontato che la donna aveva provato a lanciarsi contro un bancone, aveva fatto bagni caldi e alla fine aveva preso pillole di chinino per tentare di indurre il travaglio. Niente aveva funzionato e lui, nel 1952, era nato.

La relazione tra madre e figlio era tesa, sebbene Teglasy non seppe il perché per molti anni.

“Quando avevo 3 anni, continuavo a cercare la mia ‘vera’ madre poiché non riuscivo ad accettare …che lei fosse mia madre”, ha detto.

Ricordava come la sua madrina lo trattasse con più amore e cura di sua madre.

“Essendo un bambino, non potevo chiederle della strana relazione che avevamo perché semplicemente non sapevo dei suoi tentativi di aborto”, ha detto.

Poi, un giorno, quando aveva circa 12 anni, sentì per caso suo padre parlare con un parente dei tentativi di aborto, ha raccontato Teglasy. Fu solo quando sua madre fu sul suo letto di morte, decenni dopo, che i due finalmente si riconciliarono.

“Solo allora alla fine, ho sentito che potevo avvicinarmi a lei”, ha detto a LifeNews.  “L’esperienza della riconciliazione è stata davvero agrodolce … spero che lei abbia sperimentato il perdono riconoscendosi responsabile di una grave colpa ma confidando nella misericordia di Dio”.

In quegli ultimi momenti insieme, Teglasy ha detto di essersi anche reso conto di aver sbagliato ad essere risentito verso sua madre. Al suo capezzale, ha detto di aver pianto e chiesto a Dio di perdonare entrambi.

Teglasy crede che la sua vita sia un “miracolo” e l’ha dedicata ad aiutare gli altri nel bisogno. Immagina un futuro in cui le donne incinte vedano la loro gravidanza “non come un fardello o una maledizione ma piuttosto come un momento di attesa, una gioiosa e gloriosa tappa della loro maternità”.

Dal 1956, oltre 6 milioni di bambini non ancora nati sono stati legalmente abortiti in Ungheria, ma se non fosse stato per Teglasy, ce ne sarebbero potuti essere molti di più.

Ha iniziato a lavorare con Human Life International dopo aver incontrato padre Paul Marx, presidente e fondatore di questa organizzazione pro-life, nel 1992. Quattro anni dopo, Teglasy ha costituito la sua organizzazione pro-life, Alpha Alliance, che ha fornito sostegno a circa 43.000 madri e bambini fino ad oggi.

Della sua partecipazione alla nuova organizzazione “Faces of Choice” (I volti della Scelta, n.d.t.), Teglasy ha dichiarato di essere rimasto colpito dal talento della giovane promotrice, Lyric Gillett. Qui lo si può vedere mentre racconta la sua storia per “Faces of Choice.

“Le sono davvero grato poiché lei, con il suo talento geniale, ha aiutato me e molte migliaia di persone buone e disponibili, a comprendere le dimensioni e il significato più profondi delle nostre stesse tragedie”, ha detto.

Faces of Choice ha contribuito a far luce sulla realtà dell’aborto attraverso le storie di sopravvissuti all’aborto. Nonostante le ecografie e i molti progressi medici di oggi, Teglasy ha affermato che le persone sono ancora ingannate dal mito della “scelta”.

“Viviamo in un’epoca in cui, nonostante tutti i progressi tecnici così altamente sviluppati, gli abortisti di solito tengono i genitori lontani dagli schermi degli apparecchi ecografici per nascondere ai loro occhi la realtà dei bambini prima della nascita”, ha detto.

“Ciò significa che hanno paura di ammettere che i bambini prima della nascita sono persone e volti reali dell’umanità”, ha continuato.

“Abbiamo la missione di incoraggiare tutti i moderni san Tommaso dicendo loro: Aprite le vostre orecchie e i vostri cuori al battito del nostro cuore”, conclude Teglasy. “Mettete il ​​dito sul nostro viso. Prendeteci per mano, non prendeteci la vita. Toccate le ferite del nostro corpo e della nostra anima. Smettete di dubitare e credete.” (sono le parole del Vangelo di Giovanni che noi traduciamo “non essere più incredulo ma credente”, n.d.t.)

 

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