Sulla questione del diaconato femminile ecco alcune voci dal sinodo amazzonico. Un vescovo presente al Sinodo dell’Amazzonia dice di essere pronto ad ordinare donne diacono se il sinodo lo suggerisce ed il Papa lo autorizza. Ce ne parla Hannah Brockhaus nel suo articolo pubblicato sul Catholic News Agency. Eccolo nella mia traduzione. 

 

Dom Adriano Ciocca Vasino, vescovo di São Félix, Brasile. (Credit Daniel Ibanez-CNA)

Dom Adriano Ciocca Vasino, vescovo di São Félix, Brasile. (Credit Daniel Ibanez-CNA)

 

Un vescovo che partecipa al Sinodo vaticano dell’Amazzonia ha detto sabato che ordinerà le donne nelle sue comunità come diaconi se l’idea è raccomandata dal Sinodo e permessa da Papa Francesco.

Il vescovo Dom Adriano Ciocca Vasino della prelatura di São Félix, Brasile, ha detto il 12 ottobre, ci sono donne nella sua comunità che hanno già una formazione teologica, e “sanno che se questo sinodo, con il permesso del papa, apre la possibilità del diaconato per le donne…. le ordinerò io”.

Ciocca è intervenuto ad una conferenza stampa che si è svolta durante il Sinodo dei vescovi vaticani sulla regione pan-amazzonica, un incontro dal 6 al 27 ottobre sulla vita e il ministero della Chiesa nella regione.

Il vescovo ha descritto ai giornalisti un modello di formazione che usa nella prelatura di São Félix, con una scuola teologica aperta sia agli uomini che alle donne.

Dopo il completamento del corso quadriennale, agli uomini che desiderano diventare sacerdoti viene chiesto di trascorrere diversi anni di vita e di lavoro nella comunità locale, dopodiché vengono considerati per l’ordinazione come diaconi o sacerdoti, anche su raccomandazione della comunità in cui vivono.

L’idea che le donne possano essere ordinate o nominate in qualche modo come diacone nella Chiesa è in discussione da quando Papa Francesco ha nominato una commissione per studiare la questione nel 2016. La Chiesa insegna come definitivo che solo gli uomini possono essere ordinati sacerdoti o vescovi, ma alcuni teologi suggeriscono che le donne sono state ordinate diaconi nei primi secoli della Chiesa.

Altri teologi affermano che l’ordinazione è un sacramento riservato agli uomini, e che mentre le donne potrebbero essere incaricate con qualche forma di “diaconato”, una parola greca che significa “servizio”, il loro incarico non sarebbe sacramentale.

In maggio, Papa Francesco ha detto ai giornalisti che alcuni membri della commissione vaticana hanno concluso che il “diaconato femminile” storico era diverso dal ruolo dei diaconi maschi, ciò perché non includeva l’ordinazione sacramentale.

“Per esempio, le formule dell’ordinazione femminile diaconale finora trovate, secondo la commissione, non sono le stesse per l’ordinazione di un diacono maschio e sono più simili a quella che oggi sarebbe la benedizione abbaziale di una badessa”, ha detto.

Il papa ha aggiunto che altri membri della commissione ritengono che ci fosse “una formula da diacono femminile”, ma non è chiaro se si trattasse o meno di un’ordinazione sacramentale.

Un diacono permanente del Brasile, Francisco Andrade de Lima, ha detto ai giornalisti che non è contrario all’idea di diaconi donne, ma che ritiene che la questione debba essere pensata in termini di vocazioni, piuttosto che semplicemente come una potenziale soluzione a un problema.

Secondo il briefing del 12 ottobre, il tema della formazione è importante per la Chiesa in Amazzonia.

La formazione adeguata dei sacerdoti e dei laici è una grande sfida nella regione, ha detto il vescovo Rafael Cob García del vicariato di Puyo, Ecuador.

Cob ha detto di pensare che la chiave per l’evangelizzazione in Amazzonia sia l’inculturazione e la comprensione della realtà vissuta. Ha anche sottolineato che l’approccio all’evangelizzazione nelle città deve essere molto diverso da quello adottato nelle zone più remote.

Per avere “una Chiesa dal volto amazzonico”, si devono trovare nuovi percorsi di formazione e di evangelizzazione, ha detto. Per una Chiesa dal volto amazzonico, ha notato, si ha bisogno anche di vocazioni provenienti dalle comunità locali, ma la sfida principale in questo momento è la mancanza di formatori e di una buona formazione a livello locale.

Interrogato sull’importanza dell’evangelizzazione rispetto all’importanza di proteggere le comunità indigene minoritarie da cattivi attori esterni, Cob ha detto che entrambe sono importanti, ma che queste comunità minoritarie, come tutti, hanno il diritto di conoscere la missione salvifica di Cristo.

Hanno bisogno di essere evangelizzate in modo diretto, ha detto, indicando il mandato missionario della Chiesa di portare Cristo a tutti gli uomini.

Cob ha anche detto che c’è bisogno di proteggere gli indigeni dalle multinazionali “avide” che entrano in uno spazio senza preoccuparsi degli abitanti di quello spazio. Le loro vite sono minacciate da questo, ha affermato.

 

___________________________________

[wpedon id=”15469″ align=”center”]

Facebook Comments
image_pdfimage_print
1