di Brunella Rosano

 

Da un po’ di tempo sto vivendo una situazione di strano disagio: mi sento “orfana”. Biologicamente è da quel dì che sono orfana: il mio papà è morto quando non avevo ancora 23 anni e la mia mamma ha giusto aspettato di conoscere i suoi nipoti, cioè i miei figli, ed è ritornata alla “casa del Padre” (non avevo ancora 41 anni). Quindi direi che ci ho fatto l’abitudine. Ora però tale sensazione è arrivata ad altri ambiti: quello politico e quello religioso. Per importanza sono in ordine inverso, ma per comodità di trattamento è l’ordine giusto.

Politicamente parlando dico subito che l’area cui mi sono sempre riferita, il centro-destra, si è praticamente “sgretolato” secondo il mio modestissimo parere di “nientologa” (ho anche un master di “nientologia” preso per corrispondenza). Sia Forza Italia, sia la Lega, entrati nel minestrone di governo, sia Fratelli d’Italia, furbescamente rimasta fuori dal pasticcio, ma di fatto supportando tutte le decisioni di “Draghistan”, non mi rappresentano più. Una cosa è fare proclami, una cosa sono le azioni. E le azioni compiute dai leader politici del centro-destra sono rivoltanti. Non mi interessano le “strategie”, non fanno per me; preferisco la chiarezza del linguaggio e la coerenza: tutto il resto va bene per chi fa “giochi politici”, ma non per chi deve vivere la quotidianità tra tamponi, colori arcobalenanti delle regioni, lezioni in DAD, e via dicendo. La vita “normale” è già abbastanza difficile di suo. Avere ancora dei governanti che complicano l’esistenza, è veramente troppo. Spero in una forza nuova che sia in grado di intercettare il malcontento dei milioni di italiani che stanno veramente mordendo il freno, che non sono più rappresentati politicamente e cercano di sopravvivere resistendo alla cattiveria di chi, in questo momento, ha nelle mani le leve del potere. Una forza, non solo di rottura e di protesta come furono nel 2018 il movimento 5 stelle, che effettivamente “ha rotto” (scusate l’espressione) oltre ogni limite, ma una forza capace di scrollarsi i poteri esterni al Paese (Mattarella dixit), che dia speranza (con la minuscola; di Speranza ne abbiamo piene le tasche!!!), che sia in grado di impostare un disegno per risollevare l’economia dell’Italia, ma non solo. In questi due anni lor signori sono riusciti, con la strategia della paura, a dividere la società, fino ad arrivare alle famiglie, ai gruppi di amici.

Ma soprattutto chiediamo e preghiamo che arrivi presto il trionfo del cuore Immacolato di Maria.

L’altro aspetto, quello religioso, è ancora più doloroso. All’inizio della “pandemia” monsignor Crepaldi aveva fatto un richiamo forte sul doppio significato del termine latino “salus” che vuol dire sia salute, sia salvezza. Lo so, mi ripeto, ne ho già parlato, ma secondo me è fondamentale.

Rispettare la salus-salute è doveroso: evitare comportamenti rischiosi, alimenti e sostanze intossicanti, praticare sport “tranquilli” …. Tutte norme che appartengono alla dimensione “orizzontale” della vita, la “nuda vita” come dice il filosofo Giorgio Agamben. C’è poi l’altro aspetto della salus-salvezza, che rappresenta la dimensione “verticale” dell’esistenza. Possiamo vivere nel modo più salutista possibile, tutelarci in tutti i modi, vivere sotto una campana di vetro, ma qui, su questa terra nessuno rimane “a far razza”. Prima o poi il passaggio all’altra sponda è d’obbligo. Chi non crede nell’aldilà, può scegliere di fare di tutto per custodire e preservare la vita, “hic et nunc”, ma per i cristiani, per chi è battezzato, la vita terrena è solo un passaggio, poi c’è l’eternità, che, occhio e croce, dovrebbe durare più dei settanta, ottant’anni di cui parla anche la Bibbia. Ma qui la Chiesa, soprattutto le alte gerarchie….non sono pervenute, anzi, hanno accettato supinamente, se non anticipato, quanto preteso dal potere laico. Mai successo in duemila anni di storia. Non dimentichiamo cosa è successo: le chiese chiuse, Via Crucis e Pasqua 2020 celebrate solo in televisione, le chiese riaperte e semi deserte…. ancora oggi la partecipazione del popolo ex-praticante ridotta al lumicino… Vescovi, parroci, catechisti, che “suggeriscono”, quando non impongono, l’uso dell’infame tessera verde per partecipare alla Messa o a qualsiasi attività parrocchiale…. Il delirio!

Ma non era la Chiesa che accoglieva tutti, senza distinzioni di razza, sesso, censo, perché siamo tutti fratelli in Cristo?

E’ così sconsolante il panorama dei nostri pastori che, quando ci si imbatte in omelie (vedi in basso) come quella del sacerdote della Parrocchia dei santi Angeli Custodi (“hanno usato la paura della morte per renderci schiavi”, “ma noi abbiamo il vero antidoto: la fede, il problema è che ce l’avevamo, ma l’abbiamo buttata via”) o nel video di don Emanuele Personeni della diocesi di Bergamo, che intende iniziare la marcia per la libertà a partire dall’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, si resta non solo stupiti, ma commossi!  Evviva, anche nella chiesa c’è ancora qualcuno che pensa alla Salvezza e non solo alla salute!!!

Come diceva Don Camillo: “Bisogna salvare il seme” e grazie al Cielo, qualche sacerdote che conserva il seme del cristianesimo c’è ancora e noi li ringraziamo! Ringraziamo don Emanuele, che venerdì inizierà il cammino per il nostro Paese allo scopo di difendere i diritti umani fondamentali. Dice don Emanuele: “Voglio condividere il mio pensiero nella speranza che cresca nelle parrocchie la coscienza della gravità del momento, delle profonde ingiustizie che, con il pretesto della pandemia, vengono perpetrate nelle persone e della sofferenza che ne deriva”.  

Sarà possibile seguire il viaggio di don Emanuele su Telegram, su Instagram e sul canale YouTube. 

Ringraziamo tutti quei sacerdoti, magari meno “social”, che nel loro piccolo, nelle catechesi, nelle omelie ci ricordano che “Il Signore è la mia salvezza e con Lui non temo più, perché ho nel cuore la certezza: la salvezza è qui con me”, dal Cantico dei redenti, un canto che si cantava un po’ di anni fa e che è sempre attuale.

 

 

 

 

 

 

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email