«Sono io!»

 

«Sono io! »,
ripeto pensando
a quei corpi
e quei cuori,
le vite spezzate
e gli amori,
nelle camere a gas.

Sono io,
in quel fumo nero,
nel violino di oggi
come in quello
di ieri.

Che strano,
questa croce
piantata sul corpo
dell’uomo,
sul suo corpo vecchio,
e quest’ odio
scagliato
su chi ci ricorda,
ci indica
e porta
Dio, in mezzo a noi.

Sono io,
ma chi sono?
Quel corpo straziato?
Solo carcassa, involucro,
nulla?
O segno
che mi urla nel cuore?
e per cui posso dire:
“Vivi, vivi per sempre!”.

 

(di Giorgio Canu)

 

«Ricordiamo che «non è difficile essere come loro», che è possibile essere come loro. (…) Il tempo di questa violenza, di questa distruzione, comunque sempre serpeggia: nella nostra vita personale, nei rapporti tra di noi, nel rapporto con tutto ciò che ci circonda, quanto in noi sa del veleno, della violenza, della strumentalizzazione!
C’è solo un modo per evitarlo: accostare l’uomo, chiunque sia, dal più vicino e di cui ci preoccupiamo, fino al più estraneo e lontano, con un amore al suo destino, questo rispetto profondo, questa passione per la sua libertà, per la sua energia in cammino».
(don Giussani in  clonline.org/archivio)

 

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