Ricevo la lettera che segue da un lettore di questo blog, il dott. Giovanni Grimaldi, che approfondisce le conseguenze delle ideologie gender ed omosessualiste. La pubblico come spunto di riflessione per tutti.

Gene LGBT (Image by user Aaron Edwards on Flickr)
Gene LGBT (Image by user Aaron Edwards on Flickr)

 

di Giovanni Grimaldi

 

Tutto ciò che è illogico genera di conseguenza illogicità e qualsiasi ragionamento che sia irrazionale e falso non può che produrre simili conseguenze. 

In questi ultimi tempi sempre più spesso leggo e sento di polemiche che sorgono da parte dei paladini “progressisti” e “modernisti” di ideologie come l’omosessualismo, il gender e la dittatura del “politicamente corretto”, che perseguitano il buon senso, le ragioni e la verità che la maggioranza delle persone sembra ancora considerare come ovvie ed indiscutibili.

Una delle battaglie di questi “rivoluzionari arcobaleno” è quella sulla presunta “omofobia” e “transfobia”.

Secondo costoro, infatti, vi sono femmine con il pene e maschi con la vagina, quindi per illogica conseguenza vi sono anche maschi che hanno le mestruazioni, maschi che possono partorire e via discorrendo.

A questo punto, sembra assurdo, ma bisogna davvero sfoderare le spade per dire l’ovvio assoluto, e diventa indispensabile farlo non solo per difendere la verità, ma perfino per ribadire la realtà, dinanzi all’assurdo ed al falso che altri pretendono di elevare ormai a divinità pagana della loro nuova religione.

Facciamo quindi una breve riflessione.

La natura umana è binaria. Infatti, come la quasi totalità delle creature (e tutti gli animali superiori) gli umani nascono maschi o femmine. Non esiste altro. Tutto ciò che diverge, per casi rari o rarissimi che fossero (es. ermafroditismi, etc.), è classificabile come atipicità.

Tutti i miliardi di cellule hanno nel loro nucleo, nel DNA, i cromosomi XX per le femmine e XY per i maschi. Immutabilmente.

Lo scopo essenziale di tale diversità complementare di maschi e femmine è la riproduzione e tale distinzione ha motivazioni biologiche e pratiche indispensabili per la creazione, il mantenimento e la rigenerazione della specie umana.

In quanto diversi, perché complementari, i maschi e le femmine hanno i loro apparati riproduttivi totalmente diversi ma appunto complementari, perché attraverso la loro unione, nella pratica che si definisce sesso, avviene la riproduzione.

Il corpo stesso dei maschi e quello delle femmine è progettato ed è funzionale alla vita ed alla relazione di coppia, al concepimento ed alla procreazione. Il corpo della femmina è progettato per attirare i maschi, per starci insieme, instaurare un legame, per concepire, gestire gravidanze, partorire, allattare ed allevare (meglio e più a lungo) la prole. In maniera complementare, il corpo maschile è progettato per farsi valere (nell’ambiente e con i simili), ottenere la femmina, riprodursi per assicurarsi il concepimento, difendere ed accudire la compagna e la loro prole.

Pertanto la distinzione dei due sessi non è soltanto biologica o strettamente legata alla riproduzione, ma comprende una determinazione completa, una vera e propria distinzione di identità sessuale. La distinzione sessuale ci identifica dal punto di vista biologico e psicologico in una stessa unità armoniosa (chi è maschio pensa, si sente, vive, agisce e si comporta come tale, così come specularmente accade per chi è femmina).

Dunque i sessi maschile e femminile sono sinonimi dell’unità fra sesso ed identità sessuale di ogni essere umano. 

Quelli che nella pienezza naturale e matura vengono identificati come uomini e donne.

Qualsiasi cosa di diverso non avrebbe avuto senso e ragione in natura.

Perché la natura ha sue leggi, molto logiche e razionali. Quindi sarebbe stata non utile alla persona e nemmeno agli altri (una femmina che non avesse voluto figli o un maschio che non avesse voluto agire come tale: quale senso avrebbero avuto?).

E in natura tutto ciò che non è utile è inutile. Quindi dannoso e destinato ad estinguersi.

Infatti un maschio non abbastanza virile, come una donna sterile, non avrebbero per natura avuto discendenza.

Di conseguenza, la civiltà umana si è sviluppata partendo da tale diversità complementare dei maschi e delle femmine (diversità dei ruoli e delle attività nella coppia, nella famiglia, nella società, etc.) e dalle loro unioni (dalle famiglie ai clan, alle comunità ed alle società), etc.

Tornando quindi al concetto di riproduzione, essa avviene attraverso il sesso, che è in sintesi il congiungimento degli organi maschile e femminile. Ogni altra pratica diversa può essere classificata solo come erotismo sessuale.

Qui avviene però la prima falsificazione della verità. 

Il sesso è legato alla riproduzione e quindi al congiungimento dei due organi complementari dei due sessi.

Ma forzando la verità biologica si è preteso che qualsiasi “pratica sessuale” (ovvero erotismo sessuale) fosse equiparata al sesso, e ne avesse quindi lo stesso valore.

Se qualsiasi pratica erotica è sesso, allora qualunque pratica è lecita. Quindi se non finalizzata e nemmeno orientata e/o ispirata alla procreazione non occorre nemmeno la relazione di coppia e quindi nemmeno la famiglia.

Il secondo passaggio è stato pretendere di spezzare l’unità fra sesso ed identità sessuale. Ovvero attraverso l’imposizione dell’ideologia gender. Questa teoria aberrante, infatti, negando tale unità, mente sulla natura umana, rinnega la biologia e l’antropologia, e per questo pretende di imporre l’idea che non esiste l’unità fra sesso ed identità sessuale, arrivando così alla illogica ed assurda conclusione che non esistono i sessi maschile e femminile (ovvero l’unità di sesso biologico ed identità sessuale). 

Afferma infatti che esistono solo i “generi” sessuali (gender in inglese), intesa come indeterminato “orientamento” ed “identificazione”. L’identità sessuale, scardinata dal sesso biologico dell’essere umano, ne viene separata. Prima si è tentato di farlo con la falsità di una pretesa “natura biologica e/o psicologica diversa” (da cui la “gay born theory”: omosessuali o altro si è perché “nati così”, quindi diversi ma per natura). Poi, quando la scienza ha dimostrato che, ad esempio, non si nasce omosessuali (ma nemmeno lo si “diventa”, ma vi sono solo alcune tendenze innate e condizionamenti personali e sociali che spingono verso tale pratica) si è passati quindi ad sorta di orientamento, ad una scelta della propria “identità sessuale” (che, dato che non è più fissata dalla “natura”, diviene appunto fluida, “gender fluid”).

La conseguenza di queste false ideologie, imposte ed indottrinate alle masse in modo sempre più invasivo e martellante (a valle di un chiaro progetto ideologico, politico e sociale di livello internazionale, quindi mosso da grandi poteri e potentissime lobbies), è un precipitare verso il basso nelle conseguenze assurde, irrazionali ed illogiche di simili ideologie.

Pertanto se si pretende che la natura umana non sia binaria e che il sesso biologico non sia fisso (negando oggi perfino il DNA) diventa chiaro come si siano diffuse altre falsità. 

Ad esempio quella del cosiddetto “cambio di sesso”.

Ma in realtà gli umani non possono scegliere il proprio sesso (perché innato e genetico) né quindi possono cambiare (perché innanzitutto biologico) il proprio sesso (che nella normalità determina anche la propria identità sessuale, sempre che non vi siano situazioni psicologiche, ambientali e familiari, o altre cause ora non precisamente note che alterano tale unità portando a tutti i conseguenti disturbi) ne consegue che essi non possono “cambiare sesso”.

Ma in sostanza possono solo cercare di “apparire” esteriormente come appartenenti all’altro sesso nel quale desiderano (ma per quanto tempo?) identificarsi. Ma per fare questo, per apparire sessualmente cambiati, possono arrivare fino a sottoporsi a dolorose operazioni e terapie a vita (con le operazioni di “cambio del sesso”).

Ma siccome possono solo apparire esteriormente come “cambiati” (“transitati” nell’altro sesso, quindi “trans”), ma ovviamente immutabili internamente (sia per i cromosomi, sia per gli apparati sessuali e per le diversità organiche), per sostenere la bugia di essere “diventati” dell’altro sesso, pretendono di usare l’ideologia gender ed omosessualista.

Conseguentemente, pretendendo di essere “diventati” dell’altro sesso, è ovvio che essi pretenderanno di “essere” tali e quindi di “essere considerati” in tutto e per tutto come parte dell’altro sesso. Fino alle conseguenze più assurde ed estreme che ovviamente derivano o deriveranno da tali false ideologie: ad esempio che vi sono maschi con la vagina, femmine con il pene, così come vi sono maschi che partoriscono o che abortiscono e via di seguito. 

Tale illogico ragionamento porta anche a credere che basti definirsi maschio o femmina per essere ciò che si definisce essere.

Quindi essere “trans” anche senza aver subìto interventi chirurgici.

Il caos dell’assurdo e del ridicolo, che però diventa violenza, imponendosi con la repressione e la persecuzione, innanzitutto attraverso la ghettizzazione del dissidente, del non allineato, del critico, fino alla persecuzione ideologica e penale dell’avversario (ad esempio imponendo le leggi sulla “omofobia”, sulla “transfobia”, etc., ovvero neologismi strumentali per demonizzare il nemico, colpevolizzarlo e criminalizzarlo).

Tali ideologie hanno raggiunto un loro picco nello scontro sulla femmina, la femminilità e la maternità.

Infatti, se esse pretendono che per essere femmina non occorra necessariamente né l’unità sessuale (sesso ed identità), né il sesso femminile biologico (perchè secondo tali ideologie perfino un maschio, anche se non operato, dovrebbe essere considerato donna solo perché lo dichiara), è ovvio che essi pretendano di essere considerati in tutto e per tutto femmine. E che quindi il loro non senso diventi bugia ufficializzata: maschi con mestruazioni, che partoriscono, allattano, etc.

Ma siccome tutto ciò è falso, si scontra con la verità e la cruda realtà nel caso più importante: la procreazione.

Non potendo avere quasi mai dei figli naturali devono ricorrere ad uteri in affitto, adozioni omogenitoriali etc., e pretendendo per questo l’approvazione di leggi ad hoc che trasformano i figli in merce. E ribaltando ancora una volta la natura: non più i genitori al servizio dei figli, ma i “figli” al servizio dei “genitori” (ovvero dei loro capricci di genitorialità).

Ne consegue così che la natura umana, la stessa antropologia, come i concetti di maschio, femmina, famiglia naturale, siano diventati i loro nemici.

Ma soprattutto le femmine sono diventate il principale nemico di tali ideologie.

Perché la stessa esistenza delle femmine è la prova più assoluta, madornale e lampante di tutte le loro bugie.

Solo le femmine hanno le vere vagine, i veri uteri, quindi le mestruazioni. Quindi solo loro possono e quindi solo loro hanno il diritto/dovere di concepire, gestire in gravidanza, partorire ed allevare figli.

Quindi solo con loro i maschi possono concepire i figli e creare famiglie.

Da qui l’odio ideologico verso la madre ed il padre (odiati perfino i termini, da sostituire con gli asettici e “gender fluid” genitori, 1 e 2!) e l’odio per la famiglia naturale (bollata già come automaticamente retrograda, fascista, borghese etc. etc.).

Di questo passo dove precipiteremo? In un mondo da incubo dove si dovrà negare ogni verità?

Dove il caos dei sessi, della sessualità, di qualunque relazione umana sarà la norma? Dove saranno proibiti e perseguiti il maschio, la femmina e la famiglia naturale (quindi l’uomo, la donna, il padre e la madre)?!

Un futuro da incubo che però è già iniziato.

____________________________





 

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email