Hiroo Onoda, "l'ultimo soldato giapponese"
Hiroo Onoda, “l’ultimo soldato giapponese”

 

 

di Jacob Netesede

 

Fosse vivo oggi, Hiroo Onoda avrebbe 100 anni.

Fante dell’esercito giapponese, fu arrestato nell’ isola filippina di Lubang nel 1974 quando, a suo dire, era intento a combattere la Seconda Guerra Mondiale, finita (stando ai libri di storia…) 29 anni prima.

Ci sono i disertori, i venduti, i doppiogiochisti… insomma, ci sono vari tipi di persone che si sottraggono al conflitto.

Lui no.

C’è chi si stufa di una buona battaglia dopo pochi minuti, ci sono pigri che neppure si affacciano in caserma… figurarsi in trincea.

C’è molta gente che scappa: lui no.

Certamente il tratto temperamentale che consente di non sottrarsi alla fatica e al dovere può essere ritenuto un pregio.

La fedeltà alla missione, del resto, non può essere un difetto.

Sempre dal Giappone, in tal senso, è arrivato per tutta la cristianità un fulgido esempio: per due secoli e mezzo i cattolici sono rimasti tali, senza sacerdoti e relativi sacramenti.

Quando a metà dell’Ottocento i missionari poterono rientrare in Giappone, lodarono Dio per quel “resto di Israele” rimasto fedele alla missione.

Il soldato Hiroo Onoda è, nei fatti, divenuto icona di colui che rimane, oltre il tempo e il contesto, al proprio posto di combattimento.

Nel bene e, certamente, anche nel male.

Se ad esempio un medico trascurando i recenti articoli di Nature e The Lancet, i dati diffusi dal Vaers, le cronache di malori improvvisi, le percentuali di vaccinati che si contagiano, il grado di pericolosità dell’attuale variante del Covid… ritenesse ancora che oggi i vaccini a base mRNA siano “utili ed efficaci”, ben potremmo considerarlo un povero soldato giapponese in guerra con la realtà.

Se un cattolico, che abbia letto e compreso la nota della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19 del 21 dicembre 2020, oggi, a giugno 2022, visto che nel mondo sarebbero disponibili, a volerli, vaccini contro il Covid eticamente ineccepibili, viste la sicurezza e l’efficacia (elementi eticamente rilevanti) di questi vaccini a mRNA, visto che non vi è più un grave pericolo di diffusione, altrimenti incontenibile, di un agente patogeno grave, … se questo cattolico ritenesse comunque accettabile di sottoporsi ad una dose di vaccinazione, sarebbe di fatto un povero soldato in guerra con l’evidenza e la morale.

Piccolo inciso: la Congregazione scrisse che l’uso “non comporta e non deve comportare in alcun modo un’approvazione morale dell’utilizzo di linee cellulari procedenti da feti abortiti”: e dove sono i cori di cattolici che a gran voce chiedono di “produrre, approvare, distribuire e offrire vaccini eticamente accettabili che non creino problemi di coscienza”? Sull’isola di Lubang anche loro?

Ma torniamo a noi.

Se un cittadino italiano oggi, visti i risultati comparati ottenuti da tutti i paesi intorno a noi e in generale nel mondo, non ammettesse il tragico fallimento delle politiche italiane su mascherine-chiusure-green pass, risulterebbe un piccolo Onoda in guerra contro la storia.

Quelli che oggi insistono nel difendere i “vaccini che non vaccinano” e i green pass che “non servono ma fanno danni” sono soldati giapponesi arruolati nel potente esercito del mainstream.

Potreste pensare che siano solo mie idee: ma leggete i dati ufficiali! (link).

Tra i tanti, considerate ad esempio quelli dei deceduti per Covid.

Presa la data del 26 maggio:

  • il 26 maggio 2020 morirono 78 persone per il Covid;
  • il 26 maggio 2021 morirono 121 persone per il Covid;
  • il 26 maggio 2022 sono morte 94 persone per il Covid.

Stando ai numeri ufficiali, non si può sostenere in maniera ragionevole che i vaccini funzionino.

Fosse solo questo direi: “Vabbè…”, alzando le spalle.

Purtroppo c’è di più.

Questi irrazionali e anti-storici difensori odierni dei vaccini, sono a ben vedere i migliori alleati dei cosiddetti “nemici della vita” o dei fautori della c.d. “cultura di morte”.

E non esagero.

Chi vuole l’aborto argomenta così: “è un grumo di cellule, non è vita, si può scartare!”.

Nega la realtà.

Chi vuole l’eutanasia dice: “Se segnata dalla malattia fisica (ma anche psicologica, come accade in Belgio…) non è vita, si può scartare!”.

Nega la realtà.

Chi dice: “Oggi sono uomo, domani sarò donna, dopo-domani chi lo sa!”, nega la realtà.

Chi oggi non ammette il proprio errore di giudizio in ordine ai vaccini e green pass è un post-moderno soldato giapponese sull’isola di Lubang.

Preghiamo perché il tempo della presunzione sia inferiore a 29 anni.

In ogni caso, ci aspetta un lavoro lungo e faticoso: salvo benedetti ed invocati imprevisti che il Mistero può riservarci, il tempo del raccolto è lontano.

Rispetto a questo, torna alla mente il pensiero di Gustave Thibon: “La forza e l’equilibrio interiori di un uomo si valutano dalla ampiezza dello scarto che quest’uomo può sopportare tra il suo lavoro, o il suo amore, e la loro ricompensa” (cfr. G. Thibon, Diagnosi).

Invito tutti gli amici ad esercitare grande forza ed equilibrio interiore: continuiamo ad amare la realtà!

 


 

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