‘Simbolo della vita’ o ‘Pachamama’: gli organizzatori del sinodo Vaticano e REPAM divisi sull’identità della misteriosa statua?

Il Sinodo amazzonico prosegue tra riflessioni, polemiche e blitz notturni anche riguardo alle misteriose immagini di donna incinta che appaiono spesso in cerimonie sinodali senza che nessuna spiegazione ufficiale sia stata fornita. Diane Montagna di LifeSiteNews ha provato a capire meglio chiedendo in sala stampa e ai diretti interessati.

L’identità precisa della misteriosa scultura femminile utilizzata in una cerimonia nei Giardini Vaticani è ancora sconosciuta in quanto il Vaticano insiste che significhi “fertilità e vita”, mentre i volontari presso cui la statua è esposta la descrivono come “Madre Terra” e “Pachamama”.

In risposta ad una domanda di LifeSite al briefing del Sinodo con la stampa di venerdì, Paolo Ruffini, presidente della commissione d’informazione del sinodo dell’Amazzonia, ha ribadito di ritenere che la statua di donna nuda incinta che anche gli indigeni hanno portato in processione nella Basilica di San Pietro e che è apparsa frequentemente durante il sinodo, rappresenta un “simbolo di fertilità e vita”.

Ha anche ripetuto il suo precedente consiglio di non vedere “male dove non c’è male”.

Ma nonostante avesse promesso due giorni prima di confermare esattamente cosa significasse la statua per l’artista o per la rete ecclesiale pan-amazzonica (REPAM), la rete incaricata di pianificare ed eseguire il sinodo, Ruffini ha rifiutato di farlo.

Il portavoce del Vaticano, Matteo Bruni, ha chiesto a Mauricio López Oropeza, segretario esecutivo di REPAM, che era anche nel gruppo di venerdì, di commentare il significato della statua, ma López alla domanda ha scrollato le spalle.

Il significato preciso della statua è motivo di preoccupazione per molti cattolici perché se rappresenta un idolo di qualche tipo – il che è possibile, soprattutto dato che le persone indigene sembravano inchinarsi attorno ad esso durante la cerimonia di preghiera del 4 ottobre nei Giardini Vaticani – sarebbe quindi contrario al Primo Comandamento.

Per scoprire come la misteriosa statua viene descritta ai visitatori della chiesa carmelitana di Santa Maria in Traspontina a poca distanza dal Vaticano, dove molti esemplari sono esposti sugli altari laterali, LifeSite ha fatto visita alla chiesa in due diversi giorni.

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Durante la nostra prima visita, una volontaria (nella foto sotto) ha affermato che l’immagine scolpita “rappresenta la rivelazione della madre femminile con madre natura, che ci dà nutrimento”.

Alla domanda se è la Pachamama, ha detto: Sì, la madre, che si prende cura della vita, che dà nutrimento alla vita, ed è quindi una forma molto forte di simbolismo”.

“Gli indigeni vedono la presenza di Dio in ogni cosa”, ha spiegato la guida. “Quindi se abbattono un albero per qualche scopo, piangono e chiedono perdono alla Madre Terra, perché devono abbattere quell’albero.”

“È molto bello – rispetto per la natura, per tutto”, ha detto. “Ma noi, vivendo nel mondo moderno, ci siamo allontanati dalla Madre Terra. … Le comunità che si disconnettono dalla Madre Terra diventano orfane, senza una madre. Quindi il Santo Padre vuole che impariamo dagli indigeni, per imparare a connetterci con la Madre Terra”.

“La madre [scolpita] che ho portato dal Brasile … quella che era in processione, beh, l’abbiamo portato dal Brasile. È stata realizzata da un artista indigeno e gli abbiamo chiesto un’opera d’arte che simboleggiasse tutta quella connessione della Madre Terra, delle donne, l’aspetto femminile di Dio, che Dio è colui che protegge e nutre la vita”,  ci ha detto.

Indicando il poster di una donna indigena che allatta al seno un animale, anch’essa esposta in un altare laterale della chiesa carmelitana, la guida spiega poi che la gente aveva ucciso la madre dell’animale per nutrire la comunità. “Ad un certo punto hanno visto che aveva un cucciolo piccolo, quindi la madre della comunità, che sta allattando al seno, deve prendersene cura come se fosse suo figlio.”

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Durante la nostra seconda visita, abbiamo chiesto a diversi volontari e partecipanti il ​​significato della statua.

Una suora missionaria italiana ci ha detto che la statua è una immagine della vita, ma anche che è un simbolo di “Madre Terra” e “Pachamama”.

Suggerendo un possibile significato degli inchini intorno alla statua durante la cerimonia nei giardini del Vaticano il 4 ottobre, la religiosa italiana ha affermato di essere stata colpita dal fatto che, nelle riunioni quotidiane di preghiera dentro e intorno alla chiesa Traspontina, gli indigeni “ salutano e chiedono il permesso alla Terra “prima e dopo la preghiera” poiché ricevono la loro vita da lei “.

Ha anche osservato che la maggior parte dei servizi di preghiera che si sono svolti all’interno o intorno alla chiesa carmelitana sono stati dedicati ai “martiri” della “giustizia” e “della terra”, le cui immagini circondano la statua su un altare laterale.

 

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Altri due volontari hanno concordato sul fatto che la statua rappresenti “Madre Terra” e “Pachamama”.

A due gentiluomini cui abbiamo chiesto concordavano con la convinzione di Paolo Ruffini che la statua sia semplicemente un simbolo di “vita”. Ma quando abbiamo detto a uno di loro che diversi altri volontari avevano identificato la statua come “Pachamama”, ha fatto una pausa e ha detto che, naturalmente, le persone hanno “interpretazioni diverse: per alcuni (simboleggiava) la vita, per altri la Pachamama e alcuni addirittura la chiamano la Vergine Maria”.

Ma secondo un volontario brasiliano che partecipa agli eventi sinodali sponsorizzati dal REPAM nella chiesa carmelitana, “non si tratta di religione. Si tratta di politica.” Alla domanda sul perché avesse detto così, l’uomo ha risposto: “Perché io sono un comunista”.

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Un antropologo interviene

Un antropologo che ha parlato con LifeSite sotto anonimato ha affermato che, a suo avviso, la misteriosa statua è un “idolo inventato per il sinodo amazzonico” ed è privo di storia e basi culturali.  

“Pachamama è una divinità legata alla civiltà Inca, storicamente venerata dai popoli che abitano l’altopiano andino (Aymara, Quechua). È considerata la dea della natura, della terra, dell’agricoltura, della fertilità, ecc.”, ha spiegato.

“Certo, il suo culto varia in base all’etnia e per ciascun popolo nel corso dei secoli ha assunto significati e rituali specifici non riassunti in un’unica entità religiosa”, ha aggiunto.  

“Per secoli, questi culti si sono intersecati con quelli cattolici e sono stati venerati in parallelo con quelli cristiani”, ha inoltre osservato.

L’antropologo ha affermato che, a suo avviso, la statua esposta nella chiesa carmelitana “tecnicamente costituisce una sorta di trasposizione “amazzonica” di quelle complesse specificità; una variazione sul tema o, meglio ancora, una sorta di sincretismo trans-americano in cui convergono elementi andini, afroamericani e new age. 

È “un idolo inventato e iconograficamente “cammuffato” come “amazzonico”(i colori sul viso)”, ha aggiunto, aggiungendo che crede che essi vengano utilizzati a Roma “come strumento di pressione politica e religiosa”.