Rilancio una intervista di Silvana De Mari e Wanda Massa rilasciata a Cinzia Notaro, pubblicata su La Fiaccola a proposito dei loro contributi nell’ultimo libro “Mors tua, vita mea”.

 

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Silvana De Mari – Wanda Massa

 

“La preghiera è molto importante e vi difende dal terrorismo mediatico che produce effetti negativi al vostro sistema immunitario”, così la dott.ssa Silvana De Mari, medico chirurgo specialista in chirurgia generale, chirurgia ed endoscopia dell’apparato digerente, psicoterapia cognitiva, nonché scrittrice ed opinionista. A lei ed alla dott.ssa Wanda Massa, laureata in Scienze dell’Informazione nonché vicepresidente e cofondatrice dell’Associazione Iustitia in Veritate, abbiamo posto alcune domande relative al libro “Mors tua, vita mea”, curato dal prof. Massimo Viglione, prefato da mons. Carlo Maria Viganò, alla cui redazione hanno entrambe collaborato e ad altri temi di stringente attualità.

Domanda. Come è nata l’idea di partecipare alla redazione di un testo con quel particolare titolo e quali i fini che si propone?

Silvana De Mari (SDM). Mi è stato proposto dal professor Viglione, ideatore ed editore del libro, e ho ovviamente accettato perché questo è un argomento cruciale.

D. Come donna di fede, dove finisce la scienza e dove comincia la fede?

SDM. Che scienza e religione possano contraddirsi è assolutamente vero, ma non per la religione cristiana. I signori della tecnica e della scienza siamo noi. Tra tutti i continenti quello che maggiormente ha sviluppato il pensiero scientifico è l’Europa cristiana. Nel continente cristiano la scienza progredisce come in nessun altro continente. Per la verità non solo la scienza: anche la musica, la pittura, la scultura, la letteratura, l’architettura, il teatro, la filosofia, l’ingegneria meccanica: tutto si sviluppa in maniera incredibile. Qui si sono fusi quattro elementi, la filosofia greca, duttile come l’acqua, il diritto romano solido e pragmatico come la terra, il furore e il coraggio dei barbari, potenti come il fuoco e soprattutto la spiritualità biblico evangelica, luminosa come l’aria. Siamo, o forse siamo stati, una società spirituale, duttile, pragmatica e violenta, e noi siamo noi, siamo la nostra storia, siamo la nostra ferocia, siamo la nostra compassione, siamo il continente che nel bene e nel male ha dato conoscenza al mondo. Evidentemente c’è nel cristianesimo qualcosa che favorisce tutto questo. Dalla teologia, sempre, non nasce solo il pensiero politico come intuisce Carl Schmitt, non nasce solo il pensiero economico come scrive Max Weber, ma nasce soprattutto il pensiero filosofico e quindi, ovviamente, scientifico, il primo elemento fondamentale dell’alto livello di filologia, cioè di discussione dei testi. Dove c’è pensiero filologico, c’è pensiero filosofico. Dove c’è pensiero filosofico c’è pensiero scientifico. Dove c’è pensiero scientifico che pensiero tecnologico, c’è pensiero economico e finanziario. Il secondo elemento fondamentale è l’amore per la scienza che non può che essere ovvio in una religione che ipotizza un Dio che ama i suoi figli, che per loro ha creato la natura e che quindi vuole che i suoi figli accedano alla conoscenza. Ce lo spiega San Tommaso, e il mondo cattolico sarebbe un mondo migliore se nei seminari si ricominciasse a studiare San Tommaso invece che il mediocre eretico Karl Rahner. San Tommaso ci raccomanda di studiare la natura, perché la natura è creatura di Dio, e la sua conoscenza quindi ci avvicina alla comprensione del Creatore. Dio è buono, ci spiega San Tommaso, e quindi non modifica le sue leggi: noi possiamo studiarle con serenità. I pianeti girano sempre alla stessa maniera. Dio non farà mai in modo che due più due non faccia quattro, quindi possiamo studiare con fiducia che due più due fa sempre e solo quattro. Questo concetto non è universale. Nell’Islam è negato. L’Islam ha avuto una spettacolare esplosione di conquiste militari e di conseguenza di conquiste scientifiche. Molte cose sono state acquisite dai conquistati, per esempio lo zero è stato preso dall’India, e grazie all’ Islam è arrivato fino a noi insieme ai cosiddetti numeri arabi. Diverse invenzioni appartengono all’Islam nei suoi primi secoli di storia. La chiusura della mente musulmana avviene nel X secolo ed è descritta da Robert R. Reilly nel volume “The closing of muslim mind – How the intellectual suicide created the modern islamist crisis”, in cui evidenzia le cause teologiche che hanno spinto una civilizzazione vivacissima dal punto di vista culturale. All’origine una disputa teologica che affermò che “il Corano è increato, esiste da sempre, dall’inizio del mondo. Il Corano non corrisponde al Vangelo, ma a Cristo, che esiste da prima dei tempi e per mezzo di lui tutte le cose sono state create”. Questa affermazione vieta di conseguenza ogni discussione filologica del Corano, annienta il concetto di libero arbitrio, annienta ogni pretesa di filosofia, che deve essere inghiottita dalla teologia, e la teologia a sua volta si riduce all’apprendimento a memoria del Corano. Fazlur Rahman, uno dei maggiori intellettuali musulmani del secolo scorso afferma che “Un popolo che priva se stesso della filosofia, necessariamente si espone a un depauperamento di idee fresche e nei fatti commette suicidio intellettuale”. Il dibattito ebbe luogo nei grandi centri della civiltà musulmana – Damasco, Bagdad e Cordova -, e oppose la corrente Mu’tazilita influenzata dal pensiero greco di cui vuole conservare l’eredità filosofica, che vuole coniugare fede e ragione (Avicenna e Averroè i suoi rappresentanti più noti) e la corrente Ash’arita mistico di cui fecero parte Ibn Hanbal e soprattutto Al Ghazali, la seconda persona più importante nell’Islam subito dopo Maometto secondo, che possiamo considerare rispetto al Profeta come Paolo di Tarso a Gesù Cristo. Il Dio dell’Islam è pura volontà e occasionalismo: non c’è rapporto di causa ed effetto nell’ordine naturale. Non è un caso che si studino la legge di gravità o le orbite dei pianeti. Domani la volontà divina potrebbe essere che le cose cadano verso l’alto e non verso il basso, oppure che il senso della rotazione dei pianeti s’inverta. La filosofia venne vietata, agonizzò e morì, e con lei il pensiero scientifico e quello tecnologico. San Tommaso ci ordina di studiare la natura. Sant’Agostino afferma che, dove una scoperta scientifica certa contraddica le Sacre Scritture, occorre dare prevalenza alla scienza e comprendere che evidentemente quel passo delle Sacre Scritture contiene un messaggio metaforico, perché esse sono linguaggio degli uomini, mentre la realtà è linguaggio di Dio e deve prevalere. Molti ritengono che questo sia stato contraddetto nel processo di Galileo, in cui ci sono gli atti che possono essere verificati. Per la verità, Galileo di processi dall’Inquisizione ne ha avuti due. Del primo nessuno sa nulla; fu fatto perché, per arrotondare i guadagni di un professore universitario che faceva gli oroscopi, dato che anche a quell’epoca non dovevano essere così maestosi. Tale Silvestro Pagnonsi il 21 aprile del 1604 lo denunciò e fece bene, perché gli oroscopi sono pericolosi, in quanto fanno prendere decisioni importanti a coloro che li consultano sulla base della superstizione ledendo il concetto di libero arbitrio escludendo la certezza che, con l’aiuto di Dio, l’uomo è in grado di affrontare le vita senza scorciatoie esoteriche. Gli dissero di piantarla, e finì così. Anche sul secondo processo le idee sono piuttosto confuse, e la confusione ha permesso di considerare che il cattolicesimo è antiscientifico. Ricordo le parole di Sant’Agostino: “La scienza deve avere la superiorità sulle Scritture purché sia certa”. Quando la teoria dell’eliocentrismo cominciò a circolare, il Papa ordinò che tutte le dispute venissero fatte in latino. Ci sono già guerre di religione atroci che insanguinano l’Europa, ed è bene non alimentare altri dubbi, che rischiano di sfociare in altro sangue versato, dubbi che spaccherebbero ogni parrocchia e ogni famiglia. Solo quando l’eliocentrismo sarà dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio, dopo diverse generazioni, tutta la Chiesa riconoscerà che è stato usato un linguaggio metaforico e non ci saranno né fratture né guerre di religione. Galileo scrive l’operetta in cui afferma l’eliocentrismo in italiano e lo afferma come teoria certa, mentre non lo era, quindi in effetti mente. Al processo vengono convocati i maggiori esperti dell’epoca, cui chiedono se la teoria di Galilei è vera e certa e loro la dichiarano non certa e probabilmente falsa. La teoria era vera, ma non poteva essere certa: lo sarebbe stata solo dopo generazioni. Galilei venne condannato a non poter pubblicare più nulla e a recitare ogni giorno una novena alla Madonna. Sulla porta chiese se al suo posto la novena potesse recitarla sua figlia suora e gli risposero di si. La seconda accusa di oscurantismo rivolta alla chiesa nasce per la prima vaccinazione antivaiolosa: fu un disastro. Consisteva nel fare una scarnificazione sul braccio di un neonato e mettergli sopra una goccia di pus prelevata dalla pustola di una vacca con il vaiolo delle vacche, cioè il vaiolo vaccino. Siamo in epoca pre antibiotica. Innumerevoli neonati morirono di erisipela e setticemia, oppure anche a causa dello stesso vaiolo vaccino, che su un bimbo mal nutrito e in deficit di vitamine diventava una malattia tutt’altro che benigna. Dopo aver fondato gli ospedali nell’alto medioevo, in occasione della vaccinazione antivaiolosa la Chiesa scoprì la statistica medica. La Chiesa cattolica aveva il controllo totale sul territorio, fino all’ultimo bimbo tutto era segnato nei registri parrocchiali, e una struttura gerarchica convogliava tutte le informazioni allo stesso vertice. I sacerdoti che si resero conto che i morti del vaccino erano più numerosi dei morti del vaiolo, lo segnalavano ai vescovi, e questi ai cardinali che a loro volta informavano il Papa e Sua Santità Leone XII vietò la vaccinazione sul suolo dello Stato Pontificio raccomandando che fosse sconsigliata, e salvando così la vita a migliaia di bambini.

D. Secondo lei come influisce la preghiera sul sistema immunitario?

SDM. Quando preghiamo, ma anche quando sappiamo che qualcuno prega per noi, produciamo endorfine, i potentissimi neurotrasmettitori che potenziano il sistema immunitario e diminuiscono la percezione del dolore. Le compagnie di assicurazione statunitensi hanno scoperto qualche anno fa che nei reparti in cui si prega, le degenze sono più corte.

D. Di fronte alla “pandemia” come sta reagendo l’uomo di oggi?

SDM. Sta subendo un’ipnosi di massa. La comunicazione globale, il cosiddetto GAFAT, google, apple, facebook, amazon, twitter è sostenuto dagli stessi gruppi finanziari che producono vaccini, e costituisce un blocco unico con poteri nazionali. Inoltre da un punto di vista spirituale chi non distingue il bene dal male, perde la capacità di distinguere il vero dal falso. Un popolo che celebra la libertà di aborto ha ovviamente perso le libertà più elementari per una malattia che se ben curata (vit D e C, aspirina, azitromicina, idrossiclorochina ai primi sintomi, cortisone e eparina dal quarto giorno) ha la mortalità più bassa di una comune influenza.

D. In qualità di scienziata coscienziosa e credente, come dovrebbero comportarsi gli annunciatori della Risurrezione di fronte all’onnipresenza del coronavirus?

SDM. Pregando e rafforzando il sistema immunitario, dono di Dio per difenderci dalle malattie: occorre stare all’aria aperta, respirare aria pulita, non viziata dalla mascherina, vivere in mezzo agli altri perché il distanziamento sociale uccide non solo la nostra psiche ma indebolisce il sistema immunitario che ha bisogno di incontrare i virus e i batteri degli altri per sconfiggerli e restare in allenamento, altrimenti si ipotrofizza. Occorre andare alle Messa di Mezzanotte a Natale!

D. Le risulta che per produrre e/o testare i vaccini anticovid vengano usate linee cellulari fetali umane provenienti da aborti volontari?

SDM. Il professor Paul Offit è uno dei maggiori esperti di vaccini a livello mondiale, afferma che è vero, che negli anni’60 vi furono due aborti volontari praticati uno in Svezia ed uno in Inghilterra. Le cellule ricavate da questi feti abortiti sono state utilizzate per produrre diversi vaccini: il vaccino contro l’epatite A e altri. Sono linee cellulari derivanti da quelle ottenute negli anni ’60 quindi non sono stati praticati altri aborti terapeutici per produrre vaccini, ma la risposta alla domanda se nei vaccini esiste una piccolissima quantità di DNA, derivante da quelle cellule fetali, è affermativa. Dunque il DNA fetale è presente in molti vaccini, anche nei vaccini Covid ad Adenovirus usati in Occidente, ad esempio quelli prodotti dalle case farmaceutiche AstraZeneca e Johnson & Johnson. Paul Offit, nel gennaio del 2021 spiega che ci sono due vaccini in uso negli Stati Uniti: uno Pfizer e l’altro Moderna, entrambi ad RNA messaggero, nessuno dei due derivato da cellule fetali, ma la dottoressa Pamela Acker con un lavoro estremamente documentato afferma che i due farmaci a RNA sono stati testati su cellule umane, ovviamente, e che le uniche cellule umane su cui possono essere stati testati sono quelli derivate dai feti abortiti. Si tratta di feti abortiti al quinto mese, quando i fasci spinotalamocorticali che portano l’informazione del dolore sono perfettamente formati e vengono sezionati da vivi, perchè le cellule devono essere vive, e senza anestesia, per non danneggiare i preziosi tessuti prelevati.

Domanda. Dott.ssa Wanda Massa (WM) lei è cofondatrice dell’associazione Iustitia in Veritate. Ci può dire qualcosa?

WM. Iustitia in Veritate nasce a Milano nel maggio 2020 come reazione difensiva agli abusi perpetrati contro la libertà di culto e il libero esercizio della fede, abusi favoriti dai caotici provvedimenti legislativi emanati durante il periodo di diffusione del Covid-19. Obiettivo dell’Associazione è la tutela dei diritti fondamentali della persona in tutti i settori della vita, avendo come principio fondante il diritto naturale e come quadro di riferimento la Dottrina sociale della Chiesa. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito: www.iustitiainveritate.org

D.  Se nel produrre e/o testare  i vaccini anticovid vengono usate  linee cellulari fetali umane provenienti da  aborti volontari ,  i cristiani avrebbero il dovere categorico di obiezione religiosa di coscienza, mentre gli altri il dovere di disobbedienza civile in quanto manca un pieno consenso informato sui danni e rischi  che causerebbero questi sieri genici sperimentali chiamati vaccini?

WM. Il rifiuto di queste tipologie di vaccini, almeno per i cristiani, dovrebbe riguardare in primis l’utilizzo di linee cellulari di feti abortiti volontariamente. Oltretutto la mancata condanna comporta il generale affievolimento nelle coscienze della percezione del crimine dell’aborto e favorisce il proliferare dell’immondo commercio di tessuti estratti da bambini uccisi nel grembo materno per finalità di ricerca. Nel caso dei vaccini anti Covid, tuttavia, esistono anche altre ragioni di illiceità morale dovute al fatto che si tratta di farmaci genici sperimentali, i cui effetti avversi a medio e lungo termine non sono noti, mentre esiste già un’allarmante casistica di reazioni negative anche letali a breve termine. Per tali ragioni nessuno dovrebbe essere obbligato a fare da cavia per Big Pharma, tantomeno la fascia più giovane della popolazione, per la quale il Covid non costituisce alcun pericolo.

D. Il Signore sacrificando se stesso sulla croce ci ha liberati dal potere della morte e da qualsiasi schiavitù. Il transumanesimo è l’ennesimo tentativo dell’antico serpente di riprendere il dominio sull’uomo?

WM. Il transumanesimo è il tentativo di sostituirsi al Creatore, riprogettando l’uomo non più immagine di Dio, contraddistinto da una precisa identità sessuale definita e complementare (maschio e femmina li creò), ma un ibrido uomo-macchina, avente come modello di riferimento il cyborg androgino.

D.  L’uomo di ogni epoca  si trova sempre ad un bivio, o il bene o il male, o con Dio o contro Dio, o Dio o mammona. Dietro tutto questo scenario ci sono indubbiamente interessi economici, politici, e c’è chi dice che siamo in guerra, ma la guerra è anche e soprattutto spirituale. E’ il peccato sempre la causa di ogni caos nell’ordine morale, sociale, culturale e ne stiamo vedendo i frutti?

WM. Si. Certamente i tempi che stiamo vivendo sono frutto del generale smarrimento della fede (anche e forse soprattutto nei vertici della Chiesa), che inevitabilmente ha portato all’oscuramento della ragione. L’uomo che ha perso di vista l’Eternità è disposto a sacrificare tutto sé stesso e quanto ha di più nobile e autentico, la propria libertà, l’amicizia, la sua stessa anima, nell’illusione di allontanare la morte fisica. Solo così può trovare giustificazione il successo della campagna di terrorismo mediatico, che ha prodotto una sorta di inquietante ipnosi collettiva. Stiamo vivendo i tempi dell’inganno universale di cui parlava Orwell. Il piccolo gregge che ancora mantiene il lume della ragione e un barlume di fede ha il dovere morale di testimoniare la Verità, che rendendo liberi, può restituirci la dignità originale di figli di Dio.

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