Gesù - Giotto, Il bacio di Giuda (Capella degli Scrovegni)
Giotto, Il bacio di Giuda a Gesù (Capella degli Scrovegni)

 

V Domenica di Quaresima (Anno B)

(Ger 31,31-34; Sal 50; Eb 5,7-9; Gv 12,20-33)

 

di Alberto Strumia

 

– Prima lettura. Anche in questa V Domenica di Quaresima la prima lettura insiste sul tradimento dell’Alleanza tra Dio Creatore e l’umanità che fu al tempo dei profeti e in questi nostri ultimi anni si è ripetuto e si sta ripetendo in una modalità così grave che non si è mai vista prima. Siamo in piena “apostasia” come ci hanno descritto le parole dure del Catechismo che abbiamo citato domenica scorsa. Tutto questo non ci deve disorientare, perché era stato previsto e il Signore sa servirsi proprio di questo tradimento della Sua Persona e del Suo insegnamento per mettere gli uomini di fronte all’evidenza del loro fallimento quando si allontanano da Lui.

Se la prima Alleanza, quella stabilita ai tempi di Abramo con il popolo di Israele e confermata con Mosè con la consegna dei Dieci Comandamenti è stata tradita allora («Alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore») e viene ancora di più tradita oggi («sotto la forma di una impostura religiosa», Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 675), questa volta non si può continuare a fingere che la questione sia aggirabile piegando il cristianesimo alle ideologie di oggi.

La Nuova Alleanza che Cristo ha immesso nella storia dell’umanità non è legata ad una formalità esteriore, non è convenzionale o facoltativa, così che la si possa cambiare a piacimento, perché è una legge di natura come lo sono le leggi fisiche e biologiche («Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore»). Andando contro di essa, in nome di un illusorio progresso dell’umanità e della religione, si finisce solo per danneggiare e distruggere quell’umanità che si pretenderebbe di migliorare senza Dio e senza Cristo. Così che non funzionano più né la società civile degli uomini, né quella società religiosa che è la Chiesa. Ormai è evidente e solo i più superficiali e coloro che sono manipolati da Satana non se ne accorgono!

Presto, dobbiamo aspettarci, una manifestazione ancora più esplicita di quella evidenziata dalla “realtà dai fatti” della storia che dimostrano il fallimento della manipolazione ideologicamente pagana del cristianesimo. Sarà un intervento diretto di Cristo, preparato dalla Madre di Dio che fermerà finalmente il demonio («la donna ti schiaccerà la testa», Gen 3,15) che nei nostri anni è stato lasciato libero di agire fino al massimo delle sue possibilità («Il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo», Ap 12,12). Ma «il tempo ormai si è fatto breve» (1Cor 7,29) e se stiamo con Cristo attraverso Maria non abbiamo da temere, raccolti in piccole comunità fedeli alla Dottrina e alla Persona di Cristo («Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno», Lc 12,32). Allora tutto sarà chiaro e «non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: “Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande”» (prima lettura).

– Seconda lettura. Come Cristo «imparò l’obbedienza da ciò che patì» oggi tocca a noi, nella Chiesa che è il Suo Corpo nella storia dei secoli cristiani, tocca a noi imparare l’obbedienza alla Via della Salvezza (Cristo «divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono») che passa attraverso questa prova, così come è stato previsto dalle Scritture, che oggi si stanno compiendo.

– Il Vangelo oggi inizia parlando dei Greci che chiesero di vedere Gesù («Vogliamo vedere Gesù»). I Greci rappresentano il vertice della razionalità filosofica dell’epoca e il fatto che vengano espressamente citati in questo passo del Vangelo, sembra indicare proprio a noi e a tutti gli uomini del nostro tempo, che occorre essere “razionali” e “scientifici” fino in fondo. Imparare a leggere i “fatti” della storia, i “dati” della realtà del momento presente («consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti», Rom 13,11).

È ora di accostare Cristo con matura “razionalità” piuttosto che manipolarlo con ideologie che hanno già dimostrato di non spiegare l’uomo, e anzi di distruggerlo, o di ridurlo all’utopia di sogni illusori e psicologismi evasivi.

Ormai è maturo il tempo di quell’intervento diretto di Dio nella storia umana che è come la voce che venne allora dal Cielo: «Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». Sul momento cercarono una spiegazione naturale («La folla […] diceva che era stato un tuono») ma subito dopo dovettero arrivare a riconoscerne una soprannaturale («Un angelo gli ha parlato»).

Ormai è maturo il tempo perché «ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Che cosa di diverso dovremmo aspettarci nella Quaresima di quest’anno e nella Pasqua imminente nella quale la Chiesa stessa, come Corpo di Cristo lungo i secoli della storia, viene crocifissa per poi risorgere con Lui e come Lui? («La Chiesa […] seguirà il suo Signore nella sua Morte e Risurrezione», Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 667).

Come la Vergine Maria seppe riconoscere il momento presente che la riguardava direttamente («Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto», Lc 1,38), così anche noi, con il suo aiuto, possiamo riconoscere il momento presente e imparare a “starci dentro” nel modo in cui il Signore ci chiama a farlo.

 

Bologna, 17 marzo 2024

 

Facebook Comments