Schwab WEF 2023
Klaus Schwab WEF 2023

 

 

di Umberto Giorgi

 

La recente convention annuale del WEF (World Economic Forum) a Davos e la continua propaganda diffusa tramite stampa e TV del New World Order (NWO= Nuovo Ordine Mondiale) pianificato e guidato dalla autoproclamata élite mondiale che si ritrova sotto le insegne del WEF induce a molteplici e inquietanti riflessioni. Facciamo un passo indietro e partiamo da qualcosa di apparentemente molto lontano, la definizione di Comunismo secondo Marx ed Engels.

Ecco cosa dice la Treccani: “Dottrina che, sulla base delle formulazioni teoriche di K. Marx e F. Engels, propugna un sistema sociale nel quale sia i mezzi di produzione sia i mezzi di consumo sono sottratti alla proprietà privata e trasformati in proprietà comune, e la gestione e distribuzione di essi viene esercitata collettivamente dall’intera società nell’interesse e con la piena partecipazione di tutti i suoi membri.”

Questa definizione è divenuta sistema politico e sociale attraverso l’instaurazione della cosiddetta dittatura del proletariato anzitutto in Russia, che dopo la rivoluzione del 1917 è divenuta Unione Sovietica, e in seguito si è estesa a vari Paesi nel mondo. La dittatura del proletariato consiste, come definita da Marx stesso, in quella fase in cui il proletariato, effettuata la rivoluzione socialista, esercita il potere fino all’instaurazione di una società senza classi.

Non è inutile far notare che il socialismo, secondo Marx, altro non è che una fase preparatoria alla rivoluzione. Ovunque si instaura un regime socialista è inevitabile che, prima o poi, si arrivi al comunismo con le caratteristiche delineate da Marx stesso e messe in pratica, con diverse sfumature, in tutti gli Stati del mondo che hanno, ahimè, avuto la cattiva sorte di finire sotto questa ingegneria sociale. Stringendo all’osso, si vede che il comunismo, dovunque applicato, ha soffocato la libertà del singolo uomo e si è evoluto in un controllo ferreo dei movimenti del singolo cittadino allo scopo di costringerlo a seguire le linee guida di quello che è diventato ovunque un partito-Stato, in cui, messa fuori legge ogni opposizione  e completamente cassata ogni regola democratica, i vertici dello Stato hanno, di fatto, sempre coinciso con i vertici del partito. È successo in URSS, a Cuba (il comunismo cubano meriterebbe in realtà una trattazione molto più ampia), in Cambogia, ecc. e succede tuttora in Cina come confermato anche dalla recentissima rielezione di Xi Jinping. A proposito della Cina, potremmo definirlo come un regime comunista evoluto (verso il capitalismo): apparente apertura economica, possibilità di spostamenti all’interno e all’estero, apertura al turismo, ma… regime di crediti sociali con un punteggio di buona cittadinanza e ferrea sorveglianza della popolazione, tutto sotto il controllo del PCC. In buona sostanza la persona non è più portatrice di diritti in quanto essere umano, i diritti sono concessi dal partito-Stato. La legge naturale è quindi eliminata e sostituita dal PCC che diventa l’ente supremo che concede i diritti a chi si comporta secondo i criteri decisi dal comitato centrale. È quello che anche noi in Italia, sotto mentite spoglie e per una “ragione suprema”, la salute pubblica, abbiamo sperimentato con il green pass: soffocata la legge naturale, la responsabilità personale e financo la Costituzione, lo Stato ha deciso che solo il portatore di green pass poteva, a buon diritto, far parte della società. Emblematiche, a questo proposito, le parole tanto dell’ex PCM Conte, che facevano un uso continuo e ripetuto durante le famigerate dirette Facebook dei termini “concediamo” o “si concede”, quanto dell’ex PCM Mario Draghi il quale, a proposito di chi non si era fatto inoculare, aveva affermato: «Spero che coloro che da oggi saranno oggetto di restrizioni possano tornare a essere parte della società con tutti noi» (24/11/2021, conferenza di presentazione del super Green Pass). Si noti quanto questa frase dall’apparente innocenza ha diviso il Paese contribuendo al vergognoso apartheid di milioni di cittadini costruito su presupposti completamente falsi! Curioso osservare come pochi giorni dopo che queste parole sono state pronunciate sono saliti alle stelle i contagi di Covid proprio tra i possessori di Green Pass i quali, sicuri di sé, sulla scorta di notizie false, hanno contagiato a destra e manca proprio in quegli ambienti e tra le persone che avrebbero dovuto essere impermeabili al virus. Ironia del Padreterno, colta peraltro solo da chi ha mente libera e sguardo aperto.

Si è assistito dunque, sia nei regimi comunisti, sia nelle dittature di destra (ricordiamo che sia il Nazismo, sia il Fascismo erano forme di socialismo nazionale, ed infatti sono divenute dittature), sia nell’Occidente cosiddetto democratico durante la diffusione del Covid, ad un vero e proprio rovesciamento della concezione di persona: non più portatrice di diritti naturali in quanto creata da Dio (nessuno di noi ha deciso di venire al mondo da solo, ciascuno di noi è “dato”, participio passato che richiama le parole dono oppure gratuità), quel Dio dal quale ultimamente ciascuno direttamente dipende, ma soggetta ad uno Stato che diventa l’ente  supremo che definisce i confini dell’essere persona. Durante la pandemia chi ha scelto di non vaccinarsi era, e continua ad essere, perché il punto non è stato chiarito e l’aporia permane, una non-persona, non solo un non-cittadino. Quando si toglie la possibilità di lavorare (il lavoro, sappiamo, è profonda espressione di sé e condizione per la conoscenza della realtà), di alimentare la famiglia, di spostarsi liberamente si infligge all’essere umano una ferita mortale, e così è stato, in totale spregio e della Costituzione, la più bella del mondo, e dei trattati internazionali.

Occorre dunque constatare quanto sia labile nel mondo post-cristiano il confine fra democrazia e totalitarismo, o meglio, quanto la parola democrazia, svuotata dell’interno e ridotta ad un esoscheletro, è stata “occupata” e sostituita da un totalitarismo sempre pronto a mostrare il suo volto. Per questo, bisogna prepararsi innanzitutto divenendo consapevoli di questi passaggi perché la deriva in atto non è temporanea e può essere in qualche modo fermata solo da persone che decidano di non vivere nella menzogna.

In questo contesto duole, non mi stanco di ripeterlo, il grave cedimento della Chiesa Cattolica che non è più argine. Anzi, durante la crisi pandemica, ha agito in modo non dissimile da quello dello Stato con l’aggravante di sbrodolati inviti ad un altruismo senza fondamenta o zuccherosi peana elevati a presunti atti d’amore che erano solo ossequiosi inchini al manovratore. Basterebbe infatti ricordare quel che ho scritto poc’anzi, e cioè che nessuno si è fatto da solo, non solo nel momento della nascita, ma in ogni istante, per ridimensionare e riportare con i piedi a terra tanti galletti. È proprio quello che la Chiesa ha fatto nei secoli ricordando all’Uomo chi è, da dove viene e quale destino ha. Purtroppo, oggi fa l’ospedale da campo e insegue il mondo, ma arriva perennemente in ritardo.

Torniamo al punto: ai governi nostrani (e di buona parte dell’Occidente) è piaciuto molto giocare al totalitarismo, hanno ottenuto, grazie a dosi massicce di propaganda distribuite senza risparmio, un controllo della popolazione, divenuta in buona parte complice, che mai avrebbero pensato di poter ottenere. Essi sono riusciti a coprire grossolani errori di gestione con tanti saluti alla divisione senza precedenti creata nel popolo, tra gli amici e nelle famiglie e alle tante vittime innocenti di questa follia e di questo oscuramento della ragione.

In un articolo precedente notavo come, nella fase più matura, quella che stiamo attraversando, capitalismo e socialismo tendono a coincidere e la crisi del Covid, quanto creata ad arte non si sa, ma certamente non spontanea, è stata un’imperdibile occasione di dimostrarlo. Anche l’abuso della scienza, elevata (anzi, stravolta) da metodo di conoscenza della realtà a Moloch da adorare è servita allo scopo, tanto che proprio le vere evidenze scientifiche che mano a mano sono venute alla luce sono state del tutto ignorate.

Tornando al Comunismo, sappiamo che dovunque questo sistema politico sociale sia stato applicato ha prodotto disastri economici senza pari e decine di milioni di morti, alimentando una povertà diffusa, condizioni di vita sotto il livello di sussistenza per gran parte delle popolazioni, menzogne e delazioni, ingiustizie diffuse, sterminati campi di concentramento, torture, pene di morte e via dicendo. Quanto di più disumano si possa pensare è stato realizzato, naturalmente in nome di una società più giusta e del superiore bene collettivo.

D’altronde non può funzionare alcun sistema che anteponga il bene collettivo alla libertà e felicità del singolo essere umano e, negando che siamo creature, cerchi di costruire un sistema complesso su presupposti errati. Per Dio, che ci ha fatti e ci fa ad ogni istante, la libertà e la felicità del singolo uomo hanno un valore infinito, e se non si mette a fondamento di qualsiasi costruzione questa semplice verità non si potrà che assistere al crollo che già vediamo intorno a noi: distruzione della famiglia, dissoluzione dell’essere umano tramite la teoria gender, sessualizzazione della società a partire dai bambini, pedofilia, mercificazione della vita. Il bene collettivo è in realtà un concetto fumoso e manipolabile (chi ne definisce contenuto e limiti? Il potere!) e ultimamente menzognero. Per questo, dovremmo preoccuparci per le continue dichiarazioni delle nostre autorità “democratiche” sul bene collettivo secondo le quali questo deve prevalere sulla libertà della singola persona. È proprio questa distorsione della realtà creaturale che ha creato i disastri degli ultimi 3 anni, i quali cominciano solo ora ad emergere in tutto il loro contenuto di falsità.

Ora cosa c’entra il WEF con tutto questo? Cosa c’entrano i più ricchi miliardari del mondo, che, sia detto per inciso, sono anche tra i maggiori inquinatori del pianeta? La crema del capitalismo mondiale cosa c’entra con la vecchia URSS o con la Cina di oggi? Non è solo il fatto che alcune delle politiche maggiormente distruttive dell’umano vengono da questi signori. E nemmeno è solo il fatto che le disastrose politiche di lockdown e di “vaccinazione” collettiva hanno trovato ispirazione ed applicazione da parte di leaders che si sono abbeverati a questa fonte ed hanno, come si dice con espressione dialettale dalle mie parti, “bevuto da botte” (come è noto, la botte non è trasparente).

Il fatto è che siamo di fronte ad una nuova proposta di internazionale socialista che è già molto avanti nell’applicazione ed è riuscita a coinvolgere chi di fatto dirige l’economia, la politica, la finanza, la tecnologia.

Il WEF è il nuovo partito/stato elitario globale che propone, esattamente come il comunismo, ma in modo ben più radicale, l’abolizione della proprietà privata, la concentrazione in poche mani dei mezzi di produzione, un salario di sussistenza per la stragrande maggioranza della popolazione, un unico governo mondiale, un controllo su tutti i movimenti di ogni cittadino attuato con una potenza tecnologica impensabile ai tempi dell’Unione Sovietica. E come il comunismo si presentava, di fatto, come una specie di chiesa, allo stesso modo il neocomunismo del WEF si presenta con un impianto ambientalista fondato su presupposti di tipo religioso (la deificazione della Terra, chiamata Gaia ed elevata ad entità vivente) ed una narrazione del mondo che prescinde dalla realtà e dalla quale non si può dissentire, pena la demonizzazione e la ghettizzazione di chi pensa altrimenti (purtroppo questa fase è già molto avanzata, si veda la sistematica censura posta in atto dai giganti del tech e dai media occidentali complici). Ma il punto per me più preoccupante è la riduzione della persona ad individuo e l’isolamento di quest’ultimo attraverso la progressiva rescissione dei rapporti sociali. Come in Unione Sovietica i cittadini venivano spinti alla delazione, anche in famiglia, in modo da isolarli e tenerli in uno stato di terrore permanente, così il WEF propone un mondo di monadi, la scomparsa delle comunità naturali, dei rapporti sociali, delle radici storiche e culturali. Un mondo di automi controllati e manovrabili.

A questo proposito riporto le parole, a parer mio deliranti, dell’ex Ministro dell’ambiente della Danimarca, Ida Auken. La citazione è un po’ lunga, ma fa capire bene il livello di assoluta, eppure lucida, follia alla quale si è arrivati, follia appena venata da un sussulto di umanità che appare verso la fine (il saggio è del 2016, dunque pre pandemia e pre guerra Nato-Russia):

“Benvenuti nell’anno 2030. Benvenuti nella mia città – o dovrei dire “la nostra città”. Non possiedo nulla. Non ho un’auto. Non ho una casa. Non posseggo alcun elettrodomestico o vestito. Potrei sembrarvi strana, ma tutto ciò ha perfettamente senso per noi in questa città. Tutto ciò che voi consideravate un prodotto, ora è diventato un servizio. Abbiamo accesso ai trasporti, agli alloggi, al cibo e a tutto ciò di cui abbiamo bisogno nelle nostre vite quotidiane. Poco per volta, tutte queste cose sono diventate gratuite, quindi non ha senso per noi averne tante. Le prime a diventare digitalizzate e gratis per tutti sono state le comunicazioni. Poi, quando l’energia pulita è diventata gratuita, le cose hanno iniziato a muoversi velocemente. Il prezzo dei trasporti è crollato. Per noi non ha più avuto senso possedere un’auto, perché in pochi minuti possiamo chiamare un veicolo a guida automatica o un’auto volante per i viaggi più lunghi. Nel momento in cui il trasporto pubblico è diventato più semplice, più veloce e più conveniente dell’auto, abbiamo iniziato a spostarci in maniera più organizzata e coordinata. Adesso faccio fatica a credere che abbiamo accettato ingorghi stradali e traffico, per non parlare dell’inquinamento dell’aria causato dai motori a combustione. A che cosa pensavamo?

“Nella nostra città non paghiamo alcun affitto, perché, quando non ne abbiamo bisogno, qualcun altro utilizza il nostro spazio libero. Il mio salotto viene usato per incontri di lavoro quando non ci sono. Di tanto in tanto, scelgo di cucinare per me. È semplice – gli utensili da cucina necessari vengono consegnati alla mia porta in pochi minuti. Da quando i trasporti sono diventati gratuiti, abbiamo smesso di avere tutte queste cose ammassate nelle nostre case. Perché tenere una macchina per la pasta e una padella per le frittelle stipate nelle nostre dispense? Possiamo semplicemente ordinarle quando ne abbiamo bisogno. Ciò ha reso più semplice anche la svolta dell’economia circolare. Quando i prodotti vengono trasformati in servizi, nessuno ha interesse per delle cose con vita breve. Tutto viene progettato per durare, essere riparato e venire riciclato. I materiali circolano più rapidamente nella nostra economia e possono essere trasformati abbastanza facilmente in nuovi prodotti. I problemi ambientali sembrano lontani, dato che utilizziamo solo energia pulita e metodi di produzione puliti. L’aria è pulita, così come l’acqua, e nessuno oserebbe toccare le aree naturali protette, in quanto costituiscono un grande valore per il nostro benessere. Nelle città abbiamo molti spazi verdi, con piante e alberi ovunque. Continuo a non capire perché in passato abbiamo ricoperto di cemento tutti gli spazi liberi della città.
Shopping? Non riesco a ricordare cosa sia. Per molti di noi, si è trasformato nello scegliere le cose da usare. A volte lo trovo divertente, altre voglio che sia l’algoritmo a farlo per me. Conosce i miei gusti meglio di me. Quando le IA e i robot ci hanno sostituito nella maggior parte dei nostri lavori, abbiamo improvvisamente avuto tempo per mangiare bene, dormire e trascorrere tempo con altre persone. Il concetto dell’ora di punta non ha più senso. Si tratta più di tempo per pensare, per creare e per lo sviluppo. Per un po’, tutto si è trasformato in puro intrattenimento e le persone non hanno più voluto preoccuparsi delle questioni complesse. Soltanto all’ultimo abbiamo scoperto come utilizzare tutte queste tecnologie per scopi migliori e non solo per ammazzare il tempo. ‘Fuori città, le persone vivono stili di vita diversi’ La mia più grande preoccupazione è rivolta a tutti coloro che non vivono in città. Quelli che abbiamo perso lungo la strada. Quelli che hanno deciso che tutta questa tecnologia sia diventata troppo. Quelli che, quando le IA e i robot hanno assunto il controllo di gran parte dei nostri lavori, si sono sentiti obsoleti e inutili. Quelli che si sono arrabbiati con il sistema politico e vi si sono rivoltati contro. Vivono stili di vita diversi, fuori dalla città. Alcuni di loro hanno formato piccole comunità autosufficienti. Altri sono rimasti nelle case vuote e abbandonate dei piccoli paesini del XIX secolo. Di tanto in tanto mi infastidisce il fatto che non abbia una vera privacy. Non posso andare da nessuna parte senza venire registrato. So che, da qualche parte, ogni cosa che faccio, penso o sogno viene registrata. Spero soltanto che nessuno la usi contro di me. Tutto sommato, è una bella vita. Di gran lunga migliore rispetto alla strada che stavamo percorrendo, quando è diventato chiaro che non potevamo continuare con lo stesso modello di crescita. Stavano avvenendo tutte quelle cose terribili: malattie del benessere, cambiamenti climatici, crisi dei rifugiati, degrado ambientale, città completamente congestionate, acque inquinate, aria inquinata, disordini sociali e disoccupazione. Abbiamo perso troppe persone prima di riuscire a comprendere che potevamo fare le cose in maniera diversa.”

 

La storia si ripete: promettono un futuro migliore a patto di stravolgere il presente. E’ stato così per ogni rivoluzione. Si scrive WEF, si pronuncia comunismo, impariamo a chiamare le cose con il nome giusto, troppa neolingua annebbia il cervello.

Se dovessero realizzare il loro progetto farebbero molti più danni di quelli che fece e fa il comunismo storico, perché 1) sembra avere un assenso molto più ampio e 2) ha una potenza tecnologica non paragonabile.

Solo la nostra consapevolezza potrà salvarci, occorre un grande lavoro da parte di ciascuno, occorre stare attaccati con le unghie e coi denti alle nostre tradizioni, alla nostra Fede, alle nostre radici, occorre studiare, esercitare il pensiero critico, unire i puntini. Servirà, come nella vecchia URSS, un nuovo Samizdat. Dobbiamo amare la nostra storia e le comunità alle quali apparteniamo o costruirne di nuove: esse sono la culla della nostra umanità. Non siamo un algoritmo, siamo infinitamente amati, non lasciamoci ingannare ancora una volta!

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 





 

 

Facebook Comments