di Michael Galster

 

È questo l’interrogativo che pone l’avvocato canonico tedesco Gero P. Weishaupt a conclusione della terza assemblea sinodale, tenutasi dal 3 al 5 febbraio 2022 a Francoforte. Il formato Synodaler Weg in principio è stato progettato per affrontare le questioni emerse nell’autunno 2018 in seguito alla pubblicazione di un ampio studi sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica tedesca che ha scosso l’opinione pubblica in generale, e in particolare il mondo cattolico in Germania. Sono stati istituiti quattro forum di dibattito:

– Forum sinodale 1: Potere e divisione dei poteri nella Chiesa – Condividere e partecipare alla missione
– Forum sinodale 2: L’esistenza sacerdotale oggi
– Forum Sinodale 3: Le donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa
– Forum Sinodale 4: Vivere in relazioni di successo – Vivere l’amore nella sessualità e nel partenariato.

Anche se i quattro forum di discussione sono stati creati esplicitamente al fine di affrontare i casi di abuso avvenuti durante gli ultimi 70 anni, questo stesso argomento non è stato formulato in modo chiaro e affrontato in modo sistematico in nessuno dei forum, come fanno presagire gli stessi titoli.


In Germania, ma anche in Francia e altri paesi, negli anni ’60, ’70 e ’80 è stato messo in atto un significativo dibattito attorno alla questione pedofilia, in cui trovava ampia accoglienza una posizione secondo la quale non era dimostrabile che gli atti sessuali adulto-bambino causassero effetti psicologici negativi sui minorenni. Questo pensiero è entrato nel mondo accademico ed è stato ripreso a livello politico, trovando espressione in programmi di partito, fino a influenzare una legislazione volta a derubricare la natura dello stesso crimine (riforma del diritto penale del 1973 in Germania).

Il mondo cattolico, diversamente da molte istituzioni in Germania e anche dalla stessa Chiesa evangelica tedesca, ai tempi non è stato toccato da tale tendenza culturale. Tuttavia, la Chiesa cattolica tedesca si è opposta alle pressioni culturali del tempo soltanto sottovoce.

Ma soprattutto, ha permesso a molti dei suoi sacerdoti di agire contro la morale sessuale della propria Chiesa e di commettere gravi crimini. Le domande attorno all’abuso nella Chiesa dovevano, e a tutt’oggi devono, essere due: uno, come è stato possibile che un alto numero di preti cattolici abbia agito in modo così eclatante contro la morale della loro Chiesa? Due, come è stato possibile che i preposti, tra cui i loro vescovi, l’organizzazione Chiesa in sé, in quei decenni non sia intervenuta in modo più deciso?

Nonostante il Sinodo tedesco sia stato indetto con l’intento dichiarato di fare piena luce sul problema degli abusi, queste due domande di fondo non sono state poste in nessuno dei quattro forum. E dove non sono state poste delle domande in modo chiaro e corretto, non possono emergere risposte che portino alla causa, o alle cause, del problema. Eppure, il Sinodo ha cominciato a deliberare a livello di soluzioni, cominciando a formulare delle intenzioni d’azione e delle richieste, queste ultime rivolte a Roma e alla Chiesa mondiale. Nessuna delle richieste sviluppate nei quattro forum ha un legame stringente con le cause degli abusi nella Chiesa che rimangono in gran parte inesplorate, restando dei tabù.

Le cinque richieste centrali sono: 

  1. Sacerdozio femminile
  2. Nomina democratica dei vescovi da parte di un consesso dominato da laici e teologi
  3. Benedizione delle coppie omosessuali
  4. Emendamento del catechismo mondiale in tema di morale sessuale
  5. Abolizione del celibato come regola

Di seguito la traduzione del testo di Gero P. Weishaupt, pubblicato il 7 febbraio 2022 sul portale kath.net.

Apertura incontro annuale dei vescovi tedeschi nella cattedrale di Colonia, il 06.03.2017 (CNS photo/Sascha Steinbach, EPA)
Apertura incontro annuale dei vescovi tedeschi nella cattedrale di Colonia, il 06.03.2017 (CNS photo/Sascha Steinbach, EPA)

Ciò che molti cattolici temevano si è effettivamente avverato: la via sinodale si oppone in modo chiaro al Magistero della Chiesa. In ciò vi è anche qualcosa di buono. Ora quello che da decenni nella Chiesa cova sotto le ceneri emerge in modo impetuoso. Purtroppo, è vero: il “Sinodo predatore” di Francoforte ha effettivamente strumentalizzato le vittime degli abusi sessuali per far passare la sua agenda anti-Chiesa. Perché cosa hanno a che fare il celibato, la richiesta di ordinazione femminile, la contraccezione artificiale con l’abuso sessuale? Invece di una nuova evangelizzazione, come chiede il Papa, si vuole una Chiesa diversa. La Chiesa non deve essere lievito e sale della terra, ma adattarsi ad essa. Non la riforma in continuità con la Sacra Scrittura, la Tradizione e il Magistero, ma la rivoluzione è stata l’obiettivo del Cammino Sinodale fin dall’inizio. Si chiede di cambiare il Magistero universale della Chiesa cattolica in tema di morale sessuale e di aprire il ministero dell’ordinazione – compresa quella sacerdotale – alle donne, in contrasto all’insegnamento infallibile e immutabile della Chiesa. Da questo consegue in modo automatico la richiesta del Cammino Sinodale tedesco di un adattamento del Catechismo Mondiale. Si chiede di agire contro il Magistero della Chiesa nelle questioni centrali della morale sessuale (per esempio la modifica della valutazione dell’omosessualità, i contraccettivi artificiali), senza tener conto della natura umana e della legge morale e naturale su di essa basate. I vescovi sono addirittura chiamati a redigere linee guida per la conduzione di cerimonie di benedizione per coppie dello stesso sesso, anche contro la volontà del Papa.

Come ci si deve comportare da cattolici se si arriva davvero alla spaccatura della Chiesa, allo scisma? Nel caso Roma dovesse approvare le richieste della Via Sinodale Tedesca senza eccezioni – cosa che non posso immaginare – allora per me sarebbe giunto il momento di disobbedire, di non sottomettermi più, e di farlo in buona coscienza, perché la Chiesa della Via Sinodale non è chiaramente più la Chiesa come la voleva Cristo, non più la Chiesa del Credo Apostolico. Le sue richieste del Synodaler Weg si basano su una diversa concezione di Chiesa e su un diverso modello antropologico, diametralmente opposti alla Rivelazione e al buonsenso. Un ipotetico riconoscimento delle richieste del Cammino Sinodale Tedesco riguardanti la Dottrina della Fede e la morale sessuale da parte della Sede Apostolica, porterebbe a uno scisma a livello di Chiesa universale. Tuttavia, non sarebbe necessario un abbandono formale della Chiesa da parte dei credenti cattolici fedeli, poiché non sarebbero loro a lasciare la Chiesa di Cristo, bensì tutti coloro che hanno ceduto alle richieste del Cammino Sinodale Tedesco.

Nel caso prevedibile, la Sede Apostolica dovesse respingere le richieste del Cammino Sinodale, ma se le stesse richieste fossero comunque attuate da alcuni vescovi in Germania, ciò significherebbe la separazione di questi vescovi e di tutti coloro che li seguono dal Papa e dal Collegio dei Vescovi, di cui il Papa è il capo. La Chiesa locale tedesca nel suo insieme o alcune diocesi i cui vescovi si oppongono al Papa e al Magistero sarebbero separate dalla Chiesa universale. Anche in questo caso, non sarebbe necessario un abbandono formale per i cattolici che sono fedeli al Papa e alla Chiesa, poiché nella misura in cui mantengono l’unità con il Papa e il Collegio dei Vescovi rimarrebbero nella vera Chiesa di Cristo. Solo i vescovi scismatici e i fedeli che li seguono avrebbero lasciato la Chiesa Cattolica Romana, nella quale sussiste in tutta la sua pienezza l’unica e vera Chiesa di Cristo (Lumen Gentium, 8). I fedeli cattolici, ove i loro vescovi diocesani attraverso l’attuazione nelle loro diocesi delle istanze secessioniste del “Sinodo di Francoforte” si sono separati dal Papa e dal Collegio episcopale, dovrebbero unirsi a un vescovo rimasto fedele al Papa, in unità con la Chiesa universale sia nella sua dimensione sincronica che diacronica.

 

Il dottor Gero P. Weishaupt (vedi link) è un sacerdote che ha conseguito il dottorato in diritto canonico. Dal 2008 al 2013 è stato ufficiale della diocesi di ‘s-Hertogenbosch (Paesi Bassi), dal 2012 è giudice del Tribunale penale interdiocesano della provincia ecclesiastica olandese, dal 1997 è giudice diocesano a tempo pieno presso l’ufficio del vescovo di Roermond (Olanda) e dal 2013 presso l’ufficio arcivescovile dell’arcidiocesi di Colonia. Dal 2006 insegna Diritto Canonico presso il seminario diocesano della diocesi di Roermond e dal 2015 è anche docente ospite di diritto canonico e latino presso l’Università di Scienze Applicate Benedetto XVI a Heiligenkreuz vicino a Vienna. Ha pubblicato diversi libri e articoli canonici.

 

 

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