Un lettore mi scrive.

 

 

Egr. Dott Paciolla,

se è vero che la comunicazione pubblicitaria e di marketing avviene per il tramite di meccanismi scientificamente preordinati, non si capirebbe per qual motivo quella socio politica dovrebbe seguire percorsi differenti. E già qui far ragionare l’italiota che si è fidato di quella che gli è stata spacciata come scienzaH è cosa complessa, quando non una sfida persa in partenza.

Ora alla luce di questo, quanto campeggia al momento in cui scrivo sull’home page di un noto ISP italiano non dovrebbe sorprendere. Ma la prego, si tenga comunque forte. “È allarme sessismo, ma cosa vuol dire? Scopri se sei sessista anche tu e non lo sai. Le frasi incriminate”.

Non fosse per l’assuefazione che ho ormai maturato in relazione a queste modalità comunicative, probabilmente anziché scrivere, in questo istante sarei colpito da una grave forma di paresi temporanea oppure riverso sul pavimento incapace di contenere irrefrenabili risate. Faccia lei.

Sebbene per chi ha capito, qualsiasi considerazione in merito sia del tutto superflua, può essere che valga la pena far notare come dette tecniche comunicative si esplicano.

Anzitutto si comincia con la parola “allarme”, le ricorda qualcosa? L’emergenzialismo come madre di tutte le progettualità nefaste, tanto che esso sta approdando forzatamente anche sui nostri smartphone con la dicitura “IT-Alert”, una denominazione tanto farlocca quanto lo fu “Immuni” (che già dal nome…), la cui installazione almeno era volontaria.

Ma di quale allarme parliamo? Se lo ricorda qualche tempo addietro quando la narrazione mainstream pose l’enfasi su una presunta emergenza omofobica? Mi sforzai, allora, di prestare la massima attenzione mentre camminavo per strada ad eventuali bande di “omofobi” armati di mazza da baseball ad emulazione dell’”orso ebreo” di tarantiniana memoria, alla ricerca di soggetti aventi particolari orientamenti sessuali. Ebbene non ne scorsi nemmeno l’ombra. La mia curiosità crebbe al punto che provai a cercare dati presso le fonti delle FFO grazie alle quali compresi finalmente la portata di tale “gravissima” minaccia: 28 segnalazioni medie annue di episodi da correlare a sospetta omofobia. Ora esageriamo, e poniamo che la metà di esse fossero risultate reali e verificate: con 14 casi è possibile parlare di “emergenza nazionale”? Mi dica un po’ lei.

Ma proseguiamo: “Scopri se sei sessista anche tu e non lo sai”. Non ha idea quanto questa frase mi stia tormentando. Che sia sessista pure io? Da non dormirci la notte. E non solo: sarei anche così stupido da non averne coscienza, così come a suo tempo ero stupidamente (e senza saperlo!) in gravissimo pericolo di vita per non avere offerto il braccio a Pfizer che mi avrebbe protetto da un terribile morbo della letalità dello 0,7% se “curato” con il noto metodo Speranza (altrimenti pure meno). Insomma, come non commuoversi nel pensare a questi “buoni” che continuano a trattarci da perfetti incapaci di intendere e di volere (ma per il nostro sommo bene, si intende)? I quali ci spiegarono quale postura dobbiamo assumere mentre sorseggiamo un caffè al bar (ammesso che ci avessero consentito di accedervi), si inventarono i banchi a rotelle e pure i totem per la “differenziata” nelle stazioni ferroviarie. Tutti provvedimenti accomunati, com’era prevedibile, da uno strepitoso successo.

Il titolo si conclude poi in bellezza parlando di “frasi incriminate”. Ha capito? Sarebbe perfino un crimine essere sessista, e magari senza saperlo. Ma fidiamoci delle autorità, suvvia! (direbbe Mughini) Ascoltiamo i professionisti dell’informazione, loro sì che ci amano, impegnati come sono nel favorire l’avvento della società prossima futura, dove saremo tutti buoni. Dove non avremo più l’inquinamento, le differenze, i perfidi “no-vax” (a patto ovviamente che si disponga del microchip sottopelle contenente le informazioni circa le nostre condotte “virtuose”, sia chiaro), dove non avremo più nulla e saremo tutti uguali, liberi e felici come l’agenda 2030, più che auspicare, minaccia. Per chi lo ha compreso, ovviamente. Per gli altri, rimane l’amaro “Lucano”: del resto, cosa volere di più dalla vita?

Grazie per la sua attenzione.
Claudio – Saronno
 

Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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