• domenica , 18 novembre 2018

Sermarini: “Nulla di ciò che facciamo in questa vita sarà eterno, ma dobbiamo costruirlo come se fosse eterno”

Marco Sermarini è presidente e fondatore della Società Chestertoniana Italiana. Egli è sostenuto nelle sue attività dalla moglie Federica, dai loro cinque figli e da tanti amici, con cui ha fondato a San Benedetto del Tronto la Scuola Libera “G. K. Chesterton”. Quella di Sermarini è una comunità molto ammirata da Rod Dreher, il quale ci riporta uno scambio di battute avute proprio con il fondatore.

Le riporto nella mia traduzione.

Foto: albero secolare di ulivo

Foto: albero secolare di ulivo

 

Guidando attraverso le città e i campi dolorosamente belli che si affacciano sull’Adriatico, Marco ha virato con il suo SUV sul lato di una stretta strada di campagna e mi ha portato su un pendio scosceso di una collina. Era coperto di ulivi. Questo era l’uliveto della famiglia Sermarini. Sin da ragazzo, Marco ha aiutato suo padre ora novantunenne a raccogliere le olive da questi alberi.  Marco è cresciuto allo stesso modo, e ora lui e i suoi figli raccolgono le olive ogni anno e frangono l’olio per l’uso della famiglia.


Questo, ho detto a Marco, è stabilità.

Ha scrollato le spalle, poi ha guardato pensieroso sopra i suoi alberi.


Non so cosa succederà più in là nella vita, ma nel frattempo dobbiamo lottare per il bene”, mi ha detto. “La possibilità di salvare le cose buone del mondo è solo questa: una possibilità. Dobbiamo correre il rischio di mettere una pietra nella terra e di mantenere stabile questa pietra“.

Siamo tornati al SUV, siamo saliti in macchina ed abbiamo proseguito. Il mio amico è andato sul filosofico a proposito della stabilità in un mondo di cambiamento.

Nulla di ciò che facciamo in questa vita sarà eterno, ma dobbiamo costruirlo come se fosse eterno“, continua Marco. “Questo è ciò che Dio vuole. Se ti prometti a una donna per tutta la vita, questo è un modo per rendere l’eterno presente qui nel tempo”.

Dobbiamo andare avanti fiduciosi che le piccole cose che facciamo potrebbero, nel tempo, trasformarsi in opere potenti, ha spiegato. Tutto dipende da Dio. Tutto quello che possiamo fare è fare del nostro meglio per servirlo.

A volte Marco giace a letto di notte, preoccupato che i suoi sforzi, e gli sforzi della sua piccola comunità cristiana, non risultino sufficienti di fronte a tanta opposizione. E’ ansioso che la corrente sia troppo forte per resistervi e che li faccia a pezzi.

So dagli ulivi che alcuni anni avremo un grande raccolto, e in altri anni raccoglieremo poco“, ha detto. “I monaci, quando hanno portato l’agricoltura in questo luogo mille anni fa, hanno insegnato ai nostri antenati che ci sono momenti in cui dobbiamo salvare il seme.  Ecco perché penso che dobbiamo camminare su questa strada di san Benedetto, in questa Opzione Benedetto. Questa è una stagione per salvare il seme. Se non salviamo il seme ora, non avremo un raccolto negli anni a venire”.

 

Fonte: the American Conservative

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One Comment

  1. Jayme Vita Roso
    13 ottobre 2018 at 12:39 Rispondi

    No more!
    Its more than enough !