Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Niwa Limbu, pubblicato su Catholic Herald. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

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Papa Benedetto XVI e il suo personale segretario l’allora Monsignor Georg Ganswein

 

La riconciliazione con la Fraternità Sacerdotale San Pio X era una priorità per Papa Benedetto XVI, secondo il suo ex segretario privato, l’arcivescovo Georg Gänswein.

In un’intervista rilasciata il 25 settembre al sito di informazione cattolico tedesco Die Tagespost, l’arcivescovo ha affermato che il Papa, l’ex cardinale Joseph Ratzinger, ha perseguito “con vigore” questa causa durante tutto il suo pontificato, anche se Gänswein ha ammesso che, alla fine, “gli sforzi di riconciliazione hanno raggiunto un punto morto”.

La FSSPX, comunemente nota come SSPX, è stata fondata nel 1970 dall’arcivescovo Marcel Lefebvre, missionario francese ed ex padre conciliare del Concilio Vaticano II.

L’arcivescovo Lefebvre è diventato uno dei principali oppositori delle riforme introdotte dopo il Concilio, in particolare dei cambiamenti alla liturgia e all’insegnamento cattolico sull’ecumenismo e la libertà religiosa.

Nel 1988, la sua decisione di ordinare quattro vescovi senza l’approvazione papale portò alla rottura con Roma e alla dichiarazione di scomunica. Sebbene Benedetto XVI abbia revocato le censure nel 2009, la fraternità ha continuato a operare indipendentemente dalle normali strutture ecclesiastiche, gestendo seminari, scuole e cappelle in tutto il mondo.

L’arcivescovo Gänswein ha affermato che Benedetto XVI ha cercato di sanare la divisione aprendo discussioni dottrinali con la società, ma la sfiducia è persistita e le divisioni teologiche, in particolare sull’interpretazione del Vaticano II, hanno impedito il raggiungimento di un accordo.

Ha affermato di non poter valutare i progressi compiuti sotto il defunto Papa Francesco. “Tuttavia, non è stato raggiunto nulla di tangibile”, ha spiegato. “Finché le questioni dottrinali sostanziali rimarranno irrisolte, la vera riconciliazione sarà ancora molto lontana”.

Nell’intervista l’arcivescovo ha anche rivolto la sua attenzione alle controversie affrontate dall’attuale pontificato. Ha affermato che Papa Leone XIV ha correttamente descritto Fiducia Supplicans come un “documento controverso” in una recente intervista con Crux.

Pubblicato nel dicembre 2023 dal Dicastero per la Dottrina della Fede, Fiducia Supplicans ha permesso benedizioni non liturgiche di coppie in situazioni irregolari, compresa la benedizione di individui in unioni omosessuali. L’arcivescovo Gänswein ha affermato che il documento ha «causato confusione e polarizzazione tra i fedeli di tutto il mondo».

Ha inoltre affrontato l’impatto di Traditiones Custodes, la lettera apostolica emanata da Papa Francesco nel 2021 che limitava la celebrazione della tradizionale Messa in latino. La misura è stata ampiamente vista come una revoca della Summorum Pontificum di Benedetto XVI, che aveva concesso una maggiore libertà di celebrare il rito più antico.

L’arcivescovo Gänswein ha affermato che le restrizioni hanno inflitto «ferite dolorose all’interno della Chiesa» e ha chiesto una guarigione urgente. Ha osservato che l’iniziativa papale di riunire sia i sostenitori che i critici della liturgia tradizionale offre una rara opportunità di dialogo.

L’arcivescovo Gänswein è da decenni una figura di spicco a Roma. Ha servito Benedetto XVI come segretario privato dal 2003 fino alla morte del Papa nel 2022, ed è stato anche prefetto della Casa Pontificia sotto Papa Francesco fino allo scorso anno.

Dopo la sua rimozione dalla Casa Pontificia, è passato al settore diplomatico della Santa Sede e ora è nunzio apostolico per la Lituania, la Lettonia e l’Estonia.

Niwa Limbu

 

 

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