Una sintesi dell’omelia di don Bruno Borelli di domenica 27 novembre 2020. Ove possibile è stata mantenuta l’immediatezza dello stile colloquiale. Un ausilio prezioso per gustare questo tempo di Avvento.

E’ possibile ascoltare integralmente l’omelia a questo link .

 

San Giovanni Battista (Alvise Vivarini Murano, 1442/1443)
San Giovanni Battista (Alvise Vivarini Murano, 1442/1443)

 

Nella terza domenica di Avvento nel rito ambrosiano il Vangelo (Gv 5, 33-39) nuovamente ci invita a prepararci con San Giovanni Battista, usando le parole che Gesù riferisce di lui.

Ma prima di iniziare ad esaminarle, chiariamo che Avvento è aspettare Gesù non ciò che Gesù ci può dare.

Siamo un po’ come i bambini che a Natale aspettano i regali di Gesù Bambino, invece di aspettare Lui, il Bambino Gesù.

Mi è capitato di incontrare una persona di Chiesa molto affranta perché da tempo chiedeva una grazia al Signore senza ottenerla. Ho pensato: Ecco un cristiano fedele che non aspetta Gesù, aspetta qualcosa di Gesù, aspetta la grazia di Gesù. Ma com’è triste, com’è sfiduciato, com’è scoraggiato, nervoso, ansioso, depresso… Ma che tristezza! Non è così che ci vuole Giovanni Battista, il precursore di Gesù, l’amico dello sposo, che ha detto di essere pieno di gioia alla presenza dello sposo.

Un cristiano deve aspettare il Signore innanzitutto per quello che Lui è, prima ancora di quello che Lui dà.

E quindi aspettarlo con sentimenti pieni di gioia, di ottimismo, di speranza, di fiducia, di amore, ma anche di impegno, di applicazione, di realizzazione.

Si aspetta Gesù in presenza nella Sua Voce, nella Sua Parola, nel Suo Vangelo e in persona nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia.

Quando si attende una persona cara, quella persona è già presente in noi e ci dà gioia. Questo deve valere anche per Gesù.

La gioia fa bene a noi, attira e converte gli altri.

Quindi prepariamoci al Natale con questa gioia profonda nel cuore.

Vediamo ora cosa dice Gesù di San Giovanni Battista: “Egli è la lampada che arde e risplende”:

Con questa immagine Gesù descrive il carattere luminoso e fervente di San Giovanni Battista.

Possiamo associare a questa immagine le lampade delle vergini prudenti, che alimentano il loro amore per lo sposo Gesù con l’olio della preghiera, della liturgia, delle devozioni, delle adorazioni.

Da queste considerazioni possiamo porci alcuni interrogativi sulla nostra vita.

Innanzitutto dobbiamo chiederci: I nostri ragazzi, i nostri bambini da chi sono illuminati oggi su ciò che è bene e ciò che è male? Purtroppo nella maggioranza dei casi mi sembra che siano poco illuminati su ciò che si può fare e ciò che è vietato fare.

I genitori sono generalmente indaffarati, distratti, assenti e i figli, sin da giovanissimi, scelgono tv e  internet come educatori.

Sono indottrinati dai vari social, dove c’è di tutto. Purtroppo anche di male e di peggio.

Non sarebbe il caso per i genitori di riversare sui figli attenzioni e affetto, di illuminarli con esempi di saggezza, di sapienza, di giustizia, di Verità, di buon senso?

Poi dobbiamo chiederci per la lampada che arde e che riscalda: Come mai le chiese sono sempre più vuote? Come mai i praticanti sono sempre più freddi, apatici, indifferenti, distratti? Non è per caso perché le chiese sono state svuotate dei simboli religiosi? Hanno ridotto le chiese a fredde e spoglie aule liturgiche, dove si celebra ma non si prega. Non si prega col cuore. Si è eliminato il rosario e tutte le devozioni più care al cuore dei fedeli, si è accantonato il tabernacolo, si è nascosto il Santissimo Sacramento, si sono dimenticate le pratiche di pietà. Così si è spenta la devozione, il fervore, l’amore, l’adorazione, l’entusiasmo, il misticismo religioso.

Anche a queste domande bisogna cercare di dare risposte.

La seconda cosa che Gesù dice di San Giovanni Battista: “Ha dato testimonianza alla Verità”.

La più famosa testimonianza di Giovanni Battista riguarda l’adulterio di Erode. Contro il quale egli afferma l’eterna Verità del matrimonio indissolubile, del divorzio come peccato di adulterio: il sesto comandamento.

La Verità più bella professata da San Giovanni Battista è aver indicato Gesù come Agnello di Dio.

La Verità più generale e da lui più frequentemente ricordata è che il peccato esiste, che gli uomini sono nel peccato e necessitano di purificazione e di conversione.

Se Giovanni Battista è stato così grande nella sua missione, così eroico nel martirio, nel dare testimonianza alla Verità, allora anche noi oggi dobbiamo imitarlo.

Perché Gesù ha indicato San Giovanni Battista come il più grande tra i nati di donna proprio perché uomo della Verità.

E noi per avere questa autentica umanità dobbiamo stare dalla parte della Verità.

Quale Verità? La Verità della Sacra Scrittura, dei comandamenti, della tradizione, delle verità morali della Chiesa.

E’ necessario oggi difendere la Verità dal demonio, padre della menzogna, dai falsi profeti, dalle false dottrine, dalle false testimonianze.

Oggi è in atto un violentissimo attacco alla Verità e una diffusa propaganda della menzogna, di fronte ai quali non possiamo e non dobbiamo restare in silenzio.

E’ utile ricordare quanto affermava un filosofo svizzero del 1800: La Verità non è solo violata dalla falsità, può essere ugualmente oltraggiata dal silenzio.

Il peccato è un errore commesso a nostro danno.

Un errore contro la legge di Dio, che va a nostra disgrazia.

Gli effetti dell’errore morale sono gravissimi.

Una favoletta può aiutarci a capirlo.

Una carovana di beduini si accingeva ad attraversare un deserto sconosciuto e pericoloso.

Il percorso richiedeva una grande conoscenza dei luoghi e degli indigeni, che erano guerrieri feroci.

Per tali motivi, questi mercanti si erano affidati ai servigi di una guida espertissima.

Per dieci giorni procedettero sicuri, finché non si trovarono davanti una barriera di uomini armati, fermi attorno a una statua di una delle loro orribili divinità.

Il capo dei guerrieri intimò alla carovana di fermarsi e di consegnare loro una vittima da sacrificare alla divinità.

Altrimenti li avrebbero uccisi tutti.

I mercanti si consultarono. Si conoscevano tutti: erano colleghi, parenti, amici.

I loro sguardi si concentrarono sulla guida e decisero di consegnarla perché venisse immolata.

Il pover’uomo venne sacrificato ai piedi della statua.

La carovana riprese il cammino.

Senza la guida però ben presto si persero nel deserto e morirono tutti di stenti.

Si seppe poi il nome di questa guida: Verità.

Per noi Gesù è la Verità religiosa e morale.

Come lui stesso ha detto a Pilato: Per questo sono nato e sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla Verità. Chiunque è dalla Verità ascolta la mia voce.

Noi conosciamo la Verità.

La dobbiamo far conoscere sia a chi la cerca, sia a chi la rifiuta.

Se uccidiamo la Verità periremo tutti.

Se seguiamo la Verità, la Verità di Cristo, ci salveremo tutti.

Se seguiamo la Verità, la Verità di Cristo, ci salveremo tutti.

 

 

 

Facebook Comments
image_pdfimage_print
1