Questa notte mi ha portato consiglio mettendo in discussione la visione che mi sembrava inevitabile sulla guerra in corso intrapresa da Putin come risposta alle continue provocazioni e vittime procurate dal governo ucraino in Donbas e all’allargamento della NATO fin sotto casa sua. L’illuminazione riguarda non tanto le motivazioni umane e di strategia politica a difesa del proprio impero, quanto le valutazioni morali date per giustificare il conflitto. Da parte mia sono ben lungi dal banalizzarle, ma proprio perché le ho considerate e le considero tutt’ora serie ed anche giuste l’illuminazione avuta questa notte mi ha portato a cambiare visione. Se da sempre pensavo che l’occidente in cui vivo si sta autodistruggendo proprio a causa della cultura nichilista che lo anima, solo come battuta mi trovavo ad affermare che non saranno le bombe nucleari di Putin a porre fine al nostro mondo, ma il nostro stesso stile di vita che se da un lato si illude di costruire un mondo perfetto senza alcun timor di Dio, nei fatti finisce per tirare giù anche quel tanto che ci hanno lasciato le generazioni passate e quello (tanto o poco, ciascuno lo valuti) che vi abbiamo aggiunto. Il fatto è che se è vero, come è vero, che la storia la guida il Signore, è il Signore che difende i miseri e i poveri ossia chi a Lui si affida ed in Lui spera invocando il Suo nome. Proprio questo che a parole diciamo nei fatti lo contraddiciamo finendo per confidare più nella nostra azione (fino alla guerra) che neanche in Lui. Ora, però, proprio i pochi cristiani rimasti in occidente cominciano a comprendere che a difenderli dalla cultura di morte che li circonda non sono le loro battaglie, ma solo l’affidarsi al Signore della Vita ossia rimanendo nella semplicità della tradizione e domandando e seguendo quelle cose che il Signore opera (i Suoi miracoli) che soli hanno il potere di convincerli oggi circa la Sua resurrezione e ricondurli sulla Via della Vita in un mondo che ama ormai solo le cose morte. Se questo è vero non sarà una guerra a convertire il mondo strappandolo al non senso quanto la conversione alla Vita dei suoi cittadini. In altre parole, rimane vero e sempre attuale quanto nostro Signore ha detto ed il Vangelo di domenica scorsa ci ha ricordato: “…se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo”. Se a noi occidentali ricordo quanto disse San Paolo ai Corinzi: “Chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere”, a Putin suggerirei di limitarsi in questa guerra a cercare una sicurezza per gli abitanti del Donbas senza illudersi di poter garantire quell’ordine che solo il timor di Dio può ristabilire e che, senza quel timore, si può anche in buona fede volere e perseguire, ma in alcun modo raggiungere e garantire con sforzi ed iniziative umane. Ancor meno se questi sforzi ed iniziative si identificano con una guerra.

 

don Antonio Baracchini

 

 

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