Padre Dwight Longenecker, partendo dall’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo dell’Amazzonia, riflette su alcuni “sommovimenti” presenti nella Chiesa, in particolare sull'”ecumenismo artificiale”. 

Ecco un suo articolo nella mia traduzione.

Padre Dwight Longenecker

Padre Dwight Longeneker

 

In un articolo su LifeSite News Julia Meloni riporta le opinioni del cardinale Brandmuller sull’Instrumentum laboris che prepara il prossimo sinodo in Amazzonia:

Oggi ci troviamo di fronte a un sinodo amazzonico che, come dice il cardinale Walter Brandmüller, “intende soprattutto contribuire alla realizzazione di due progetti cui si tiene molto che finora non sono mai stati realizzati: l’abolizione del celibato sacerdotale e l’introduzione di un sacerdozio femminile che inizia con le diaconesse”.  Alla vigilia del Sinodo, Papa Francesco ha profeticamente elogiato l’opera radicale del vescovo Fritz Lobinger, che cerca di ordinare “anziani” sposati per “tutta la Chiesa“. Facendo in modo che questi anziani sposati diventino in numero notevolmente superiore ai sacerdoti regolari, Lobinger spera di far proliferare messe di gruppo celebrate dal “direttore di banca, dall’autista dell’autobus, dal falegname”. Lobinger ammette apertamente che ad alcuni sacerdoti esistenti saranno concesse delle eccezioni al matrimonio, e ha ripetutamente suggerito che il suo modello “comunitario” del sacerdozio aprirà la strada all’ordinazione femminile.

E’ solo una tattica per spaventare i tradizionalisti radicali? I liberali stanno ancora operando nei lavori della Chiesa per portare di nascosto donne sacerdoti e sacerdoti sposati? Meloni commenta ulteriormente la motivazione: [lo scopo] è l’unità finale della Chiesa con i protestanti.

Papa Francesco ha così scelto una musa sinodale che incarna le aspirazioni dell'”antipapa” e leader della mafia di San Gallo, il cardinale Carlo Martini. In un sinodo del 1999, Martini annunciò il suo “sogno” di usare la “sinodalità” per risolvere, tra le altre cose, la “carenza di ministri ordinati”, il “ruolo delle donne” nella Chiesa e la “necessità di far rivivere le speranze ecumeniche”. In Conversazioni notturne, il suo successivo progetto per il pontificato di Francesco, Martini elogiò l’ordinazione degli uomini sposati, l’idea delle “diaconesse”, e l’agenda delle altre chiese nell’ordinare le donne.

Come egli (card. Martini, ndr) spiegò: 

A Canterbury, durante gli anni Novanta, ho visitato l’arcivescovo Dr. George Leonard Carey, allora Primate della Chiesa d’Inghilterra (Chiesa protestante, ndr). La sua chiesa soffriva tensioni a causa dell’ordinazione delle donne. Ho cercato di dargli il coraggio di correre un rischio che potrebbe anche aiutarci a trattare le donne in modo più equo e a capire come le cose potrebbero svilupparsi ulteriormente. Non dovremmo essere tristi [per il fatto] che le chiese Protestante e Anglicana ordinano le donne e quindi stanno introducendo qualcosa di importante nell’ambito di un ecumenismo più ampio.

Nel libro di Edward Pentin del 2015 The Rigging of a Vatican Synod?, il cardinale Brandmüller ha profeticamente delineato l’arco della rivoluzione e la sua connessione con l’ecumenismo radicale. Come ha detto lui stesso (il card. Brandmüller, ndr):

La comunione per i divorziati e ‘risposati’ [viene] prima di tutto. Poi l’abolizione del celibato sacerdotale, per secondo. Il sacerdozio per le donne è lo scopo ultimo, e infine l’unificazione con i protestanti. Poi avremo una chiesa nazionale tedesca, indipendente da Roma. Infine, [saremo] insieme a tutti i protestanti.

Più shock, spaventose tattiche horror da parte della vecchia rigida-guardia e disapprovazione per tutti i cambiamenti?

Temo che la mia esperienza personale della chiesa in Inghilterra e negli Stati Uniti non dia motivo di ottimismo. Ricordo una conversazione con un vicario generale di una diocesi in Inghilterra. Mi spiegò come lui pensasse che ci fossero troppi sacerdoti in Inghilterra e Galles. Era stato in Perù dove la carenza di sacerdoti era molto più acuta e pensava che fosse meraviglioso come i laici “facessero chiesa” senza sacerdote. Ricevevano l’Eucaristia una volta all’anno. Non c’era nulla di male. Poi disse qual era la vera ambizione. Con grande entusiasmo disse: “Alcuni di noi in realtà stanno scoraggiando nuove vocazioni – specialmente tra i giovani che non riescono a cogliere questa visione più ampia – così con meno sacerdoti dovremo passare al modello del Perù, dove le parrocchie sono gestite dai laici. I vescovi nomineranno un leader laico che potrebbe essere un uomo o una donna adeguatamente qualificati. Faranno di tutto. Essi avranno i servizi per la Comunione invece della Messa e il sacerdote verrà a consacrare alcune ostie una volta al mese o giù di lì”.

Davvero. A parte l’approccio magico all’Eucarestia, questo sacerdote di alto rango diceva fondamentalmente: “Se non possiamo avere sacerdoti donne, preferiamo non avere sacerdoti”.

I cattolici che seguono la fede storica dovrebbero rendersi conto che questa agenda radicale non è un’invenzione dell’immaginazione. È un’agenda che cammina dietro le quinte da cinquant’anni ormai. Questo spiega perché alcuni leader cattolici non sono così preoccupati per le donne prete nella Chiesa anglicana o per i matrimoni dello stesso sesso o per i sacerdoti sposati. Sono per queste cose e seguono la stessa linea data dagli anglicani che sono i pionieri e quello che loro fanno alla fine Roma seguirà. Li ho sentiti dirmi in faccia: “Noi anglicani siamo semplicemente dei pionieri in queste cose. Abbiamo avuto la liturgia in vernacolo per primi. Ci avete messo 500 anni per recuperare il ritardo, ma alla fine avrete anche sacerdoti sposati e sacerdoti donne”.

Un sorriso educato. Un sorso di sherry dolce.

Questo rivela quello che io chiamo “l’ecumenismo artificiale”. I progressisti sono uniti nell’impegno per l’agenda umanistica e laica. Essi percepiscono questo come il cammino verso l'”unità della Chiesa”. Ma non ci può essere unità se non c’è verità, e l’unità senza verità si basa su una menzogna. E’ l’ecumenismo artificiale del Consiglio Mondiale delle Chiese – un’organizzazione fatta dall’uomo tenuta insieme mediante riunioni costose, concordati, strumenti di unità, patti, accordi e tante e tante e tante chiacchiere inutili, sentimentali, che non hanno nulla a che vedere con il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo.

Al contrario, sul territorio c’è la mia esperienza che [dice] che c’è molto di più di uno spirito ecumenico tra i veri cattolici e i veri protestanti che credono veramente alla Bibbia e alle verità essenziali del Credo niceno. Quando sono con i miei fratelli e sorelle Battisti ed Evangelici che lavorano in una causa pro-vita, lavorando con i poveri, affrontando i prepotenti politicamente corretti ed essenzialmente difendendo e vivendo la vita devota del Vangelo, io sperimento una vera, gioiosa, unità piena di spirito in Cristo per mezzo della forza dello Spirito Santo.

Non abbiamo molte riunioni ufficiali dei responsabili. I nostri teologi raramente si riuniscono e discutono. Non abbiamo riunioni programmate regolarmente per cercare strade da percorrere in collaborazione ecumenica. Non ci facciamo illusioni sulle nostre differenze. Le nostre denominazioni o organizzazioni non si fonderanno. Non avremo la piena comunione. Ci rendiamo conto che ci sono confini storici, teologici, culturali e liturgici.

Ma al centro della questione ci rendiamo conto anche che siamo fratelli e sorelle in Cristo e c’è un legame invisibile tra di noi che è più grande di qualsiasi struttura organizzativa pianificata per l’unità.

Perciò ho sempre diffidato degli sforzi ufficiali per l’ecumenismo. Sono davvero strumenti di pacificazione. Non solo entrambe le parti a tavola cercano di placarsi a vicenda, compromettendo le loro convinzioni, ma anche di appagare il mondo. Stanno facendo la cosa dell’unità della Chiesa con lo sforzo umano, con l’impresa umana, con le idee e l’intelligenza umana. E’ tutto sulla carta e alle alte sfere di potere dove niente è reale e non c’è null’altro che il parlare di idee e di quando si incontreranno nel prossimo meeting.

Nel frattempo nella mia parrocchia nella parte povera del paese dove abbiamo i senzatetto, i tossicodipendenti, le prostitute, le bande e bambini abbandonati, abbiamo questa fantastica libera chiesa con un cristiano chiamato Pastor Johnson. Dirige “Chiesa senza mura”. Entra negli albergacci e nelle tane della droga la domenica mattina, allestisce un tavolo pieghevole, distribuisce i fogli degli inni e fa la chiesa. Non è cattolico, ma lavoriamo con lui e aiutiamo a finanziare il suo lavoro come possiamo. E manda gente alla nostra Casa Madre Teresa, un centro di accoglienza e di riferimento per i bisognosi. Preghiamo insieme e lavoriamo insieme.

E per quanto mi riguarda non è ecumenismo artificiale. È ecumenismo autentico.

 

Fonte: Padre Dwigt Longeneker

 

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