Cosa succederebbe se la Chiesa cattolica ordinasse le donne? Un numero crescente di laici cattolici sembra essere favorevole all’idea. Shane Schaetzel, in questo articolo pubblicato sul suo blog Complete Christianity, ha provato a fare il gioco del: “E se…”. Ecco cosa ne è venuto fuori.

La traduzione è di Annarosa Rossetto. 

 

sacerdotesse protestanti

 

Cosa succederebbe se la Chiesa cattolica ordinasse le donne? Un numero crescente di laici cattolici sembra essere favorevole all’idea. Una discreta parte del clero progressista sembra anch’esso essere a favore – anche sostenendo la proposta. Allora proviamo a fare il gioco di “E se…?” Supponiamo che in un universo alternativo, Roma emanasse un decreto secondo cui le donne vengano ordinate al diaconato e al sacerdozio, con la possibilità per l’episcopato in un secondo momento. Cosa succederebbe?

Non è che questo sia poi un gran mistero. Per rispondere a questa domanda abbiamo già esempi storici di comunità liturgiche / sacramentali molto simili alla Chiesa cattolica. Ce n’è uno nel Regno Unito chiamato Church of England. Ne esiste un altro qui negli Stati Uniti chiamato Chiesa Episcopaliana. Entrambe queste entità hanno un carattere profondamente “cattolico” in quasi tutto ciò che fanno. Potrebbero essere giustamente considerati “esperimenti” che la Chiesa Cattolica può esaminare e studiare. Cosa abbiamo imparato quindi dalla Chiesa d’Inghilterra e dalla Chiesa Episcopaliana? Ai fini di questo saggio, mi concentrerò sulla Chiesa Episcopaliana visto che sono Americano.

Diamo un’occhiata alla liturgia Episcopaliana …

 

A parte la donna prete (sacerdotessa) e il fatto che l’intera faccenda sembra essere gestita principalmente da donne (ho contato 2 uomini e 4 donne, chierichetti esclusi), la liturgia sembra piuttosto cattolica, no? Questo perché usano il Rito II del Book of Common Prayer del 1979, basato sul cattolico Novus Ordo Messal del 1970. È quasi identico. Penso che sarebbe giusto dire che questa liturgia rappresenta quasi tutto ciò che piacerebbe a molti cattolici progressisti. Nella Chiesa Episcopaliana degli Stati Uniti, le donne possono essere ordinate diaconi, sacerdoti e persino vescovi! Ma non è stato sempre così. La Chiesa Episcopaliana ha mantenuto un sacerdozio esclusivamente maschile fino al 1974, quando le prime donne furono ordinate preti (sacerdotesse) nella Chiesa Episcopaliana. Inizialmente vi fu un forte dibattito su questo, con l’ordinazione che nella Chiesa Episcopaliana venivano considerate non valide e irregolari. Tuttavia, in soli due anni, queste ordinazioni furono accettate dal consiglio direttivo della Chiesa Episcopaliana come pienamente valide, sebbene irregolari. Infine nel 1977, l’ordinazione delle donne fu accettata e promossa dalla Chiesa Episcopaliana. Fu a questo punto che il titolo di “Madre” entrò nel vocabolario Episcopaliana, sostituendo il titolo di “Padre” per le donne sacerdote. Da quel momento in poi, le donne sacerdote saranno chiamate “Madre” anziché “Padre”, che è comunemente usato per i sacerdoti maschi.

Molte cose sono successe tra gli anni 1974 e 1980 nella Chiesa Episcopaliana. Potremmo considerarlo a dir poco una vera trasformazione. Tra gli anni 1970 e 1974, con la promulgazione del Messale Novus Ordo, la Chiesa Episcopaliana era quasi indistinguibile dalla Chiesa Cattolica americana, tranne che la Chiesa Episcopaliana usava un tipo di Inglese più antico mentre la Chiesa Cattolica usava il volgare moderno. Poi, nel 1974, la Chiesa Episcopaliana iniziò a ordinare le donne in modo non ufficiale e nel 1977 ufficialmente. A questo è seguito, nel 1979, la nuova pubblicazione del Book of Common Prayer, che introduce il moderno volgare Inglese nel Rito II, che rispecchiava la nuova liturgia cattolica romana Novus Ordo. Mentre accadeva tutto ciò, è iniziata una reazione. Gli Episcopaliani tradizionali della vecchia scuola non potevano tollerarlo. Numerosi sacerdoti episcopali si sono convertiti alla Chiesa Cattolica e molti alla fine sono diventati sacerdoti cattolici. Fu così che iniziò la  Anglican Use Pastoral Provision,, che alla fine avrebbe portato alla creazione degli Ordinariati dell’Patrimonio Anglicano decenni dopo. Alcuni sacerdoti episcopali andarono invece nelle chiese ortodosse orientali. Numerosi vescovi e sacerdoti episcopaliani hanno tenuto un incontro non autorizzato chiamato Congresso di St. Louis. Questo accadde a St. Louis, nel Missouri, nel 1977, immediatamente dopo la decisione ufficiale della Chiesa Episcopaliana di autorizzare donne sacerdote. All’incontro hanno partecipato circa 2000 anglicani / episcopaliani. Sebbene alcuni provenissero dal Canada, questo è comunque un numero molto grande considerando che la dimensione complessiva della Chiesa Episcopaliana negli Stati Uniti a quel tempo era solo una piccola parte rispetto a quella nella Chiesa Cattolica degli Stati Uniti. Questo incontro è stato a dir poco un terremoto nella Chiesa Episcopaliana. Produsse un documento chiamato Dichiarazione di St. Louis che condannava la Chiesa Episcopaliana per la sua azione di ordinare le donne e affermava la comunione con Canterbury e dava ai partecipanti il permesso di avviare nuove giurisdizioni fuori dalla Chiesa Episcopaliana. In altre parole, questo era uno scisma formale, non con Canterbury ma con la Chiesa Episcopaliana degli USA. Da allora sono sorte diverse nuove giurisdizioni anglicane in Nord America. Queste consistono, ma non si limitano a, la Chiesa anglicana in America (ACA) , la Chiesa anglicana cattolica (ACC), e la più grande oggi è la Chiesa anglicana nell’America del Nord (ACNA). Tutto questo è un esempio dell’immediata risposta a breve termine in seguito all’ordinazione delle donne in una comunione protestante molto “cattolica” negli Stati Uniti. Quindi abbiamo così il nostro esempio di quello che potrebbe succedere nel breve periodo. Sappiamo esattamente cosa accadrà, a breve termine, se una simile decisione di ordinare donne fosse emessa da Roma nella Chiesa cattolica.

Se Roma decidesse improvvisamente di ordinare donne al sacerdozio, ci aspetteremmo una risposta simile ma su una scala molto più massiccia. Per cominciare, sarebbe globale. Potremmo aspettarci che si svolgano conferenze (o sinodi) che si oppongano, seguiti dallo scisma di interi continenti: Africa, Asia e gran parte dell’America Latina, forse non da Roma, ma da quelle giurisdizioni cattoliche che ordinano effettivamente le donne. Queste regioni si rifiuterebbero del tutto di ordinare le donne e spezzerebbero la comunione con qualsiasi fazione della Chiesa cattolica che lo facesse. In luoghi come il Nord America e l’Europa, la Chiesa Cattolica si spaccherebbe in due fazioni: una che ordina le donne e l’altra no. Inizialmente, in Nord America ed in Europa, è probabile che la fazione che ordina solo gli uomini sarebbe più piccola, forse significativamente più piccola, e la fazione che ordina le donne sarebbe inizialmente più grande. Ciò cambierebbe, tuttavia, nei decenni a seguire.

Torniamo a ciò che è accaduto nella Chiesa Episcopaliana. Nei decenni che seguirono l’ordinazione delle donne, ebbe luogo un drammatico declino demografico nei membri della chiesa…

 

Fonte: http://wmbriggs.com/post/5910/

 

Ecco lo stesso grafico ma corretto per  fedeli di ogni chiesa ogni 1000 abitanti statunitensi. In altre parole, questo grafico rappresenta la “quota di mercato” dei fedeli americani…

 

 

Fonte: http://wmbriggs.com/post/5910/

Come si può vedere da questo grafico, rispetto alla Chiesa Cattolica, c’è stato un radicale declino nella composizione generale della Chiesa Episcopaliana, a partire da circa nello stesso periodo in cui ha iniziato a ordinare donne (poco prima e subito dopo il 1974). Ciò che la Chiesa Episcopaliana riuscì a fare fu di porre fine a qualunque crisi vocazionale avrebbero potuto avere, se mai ne fosse ne avesse avuta una. Ora c’è un’abbondanza di sacerdoti/sacerdotesse, ma la dimensione complessiva della denominazione si è ridotta significativamente. Nel 1976 c’erano circa 3,5 milioni di episcopali negli Stati Uniti. Oggi quel numero è di circa 2,5 milioni. Si tratta di una perdita del 30% nell’iscrizione. Tuttavia, quando osserviamo l’effettiva presenza alla Messa della domenica, i numeri sono anche peggiori, sono poco più di mezzo milione. La Chiesa Episcopaliana ha risolto la sua crisi vocazionale, se mai ce ne sia stata una, ma al costo di aver raso al suolo la sua denominazione. Ora, più che mai nel passato, c’è un maggior numero di sacerdoti (e donne prete) per ogni fedele, ma ci sono meno fedeli – molti meno. La Chiesa Episcopaliana si è notevolmente ridotta di dimensioni e il declino prosegue. Come si può vedere nel video sopra, ci sono molti spazi vuoti tra i banchi di chi partecipa alla Messa e, tra quelli che partecipano, un numero sproporzionato è di anziani. Questo è rappresentativo della Chiesa Episcopaliana in generale, che affronterà una crisi come congregazione entro i prossimi 10 anni, poiché un buon numero dei loro fedeli finanziatori scomparirà a causa della naturale biologia umana. A quel punto, possiamo aspettarci un ulteriore crollo dell’appartenenza alla denominazione. Questo è il risultato a lungo termine dell’ordinare le donne prete. Se si pensa che l’ordinazione delle donne al sacerdozio in qualche modo (magicamente) aumenterà l’adesione alla Chiesa, l’esempio storico di Chiesa Episcopaliana dovrebbe sfatare questo mito. Storicamente parlando, l’ordinazione delle donne è un modo sicuro per far fuori il maggior numero possibile di membri della propria Chiesa.

C’è anche un costo ecumenico nell’ordinazione delle donne. Come scrisse Papa Giovanni Paolo II in Ordinatio Sacerdotalis :

 

“Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa.”.

 

Lo ha dichiarato invocando il ministero infallibile del suo ufficio petrino, quindi secondo l’insegnamento cattolico è una affermazione immutabile. Una simile dichiarazione ha così consolidato il dogma cattolico di un sacerdozio esclusivamente maschile che un immediato scisma da chi nella Chiesa cattolica volesse cercare di ordinare donne sarebbe sia giustificabile che comprensibile. Questo è il motivo per cui Roma ha costantemente scomunicato tutto il clero coinvolto in fittizie ordinazioni femminili, e persino quel clero che sostiene protervamente l’ordinazione femminile. La Chiesa Cattolica, per sua stessa professione di fede, non ha l’autorità di ordinare le donne, e quindi coloro che cercano di farlo, si mettono al di fuori della comunione con la Chiesa Cattolica. Come ho detto sopra, qualsiasi tentativo di Roma di spingere l’ordinazione delle donne comporterebbe uno scisma senza precedenti, diverso da qualsiasi cosa mai vista in tutta la storia della Chiesa. Farebbe apparire la rivolta protestante e lo scisma d’Oriente come una semplice  prova generale per il grande mostro di uno scisma che questo comporterebbe. Inoltre, ogni speranza di una riunione ecumenica con gli ortodossi orientali svanirebbe per sempre, almeno per la fazione che ordina le donne.

La logica è la seguente. La Tradizione Apostolica è chiara. Se Gesù avesse voluto ordinare le donne, avrebbe ordinato la donna più degna e sapiente di tutte: Maria sua madre. Nessuno conosceva Cristo meglio di Maria. Nessuno lo capiva meglio di Maria. Nessuno poteva comunicare il messaggio del Vangelo meglio di Maria. Quindi, se Gesù Cristo avesse voluto ordinare donne, avrebbe ordinato (davvero avrebbe dovuto farlo) Maria sua madre. Eppure non lo fece. In realtà, non ha mai ordinato alcuna donna, anche quando hanno dimostrato che il loro coraggio era maggiore di 11 dei suoi 12 apostoli, visto che nessuno di loro gli stava accanto mentre era sulla croce, salvo l’apostolo Giovanni e le donne. Se Gesù Cristo avesse voluto ordinare donne, sicuramente avrebbe ordinato sua madre, eppure non lo fece.

Inoltre, San Paolo afferma esplicitamente che le donne non devono essere ordinate (1 Corinzi 14:34, 1 Timoteo 2:12). La Chiesa Cattolica si occupa di mantenere la Tradizione Apostolica. Questo è ciò che la rende cattolica. Il mancato rispetto della Tradizione Apostolica invalida il ministero della Chiesa e quindi opera contro la Chiesa. Dobbiamo seguire la Tradizione Apostolica, altrimenti non siamo Cattolici. Il mancato rispetto di questa Tradizione Apostolica comporterà un’implosione spirituale per la Chiesa Cattolica, poiché ordinando le donne, la Chiesa Cattolica attaccherebbe le sue stesse fondamenta.

A lungo termine, potremmo aspettarci che la fazione della Chiesa Cattolica che ordina le donne finirebbe per seguire la stessa strada della Chiesa Episcopaliana in questo momento, verso il totale declino. La fazione che non ordina le donne probabilmente crescerà e aumenterà nei decenni successivi, proprio come una delle province anglicane separate che nel Nord America sta crescendo in questo momento. Allo stato attuale, la frequenza settimanale alla Messa nella Chiesa Anglicana del Nord America (ACNA) supererà quella della Chiesa Episcopaliana nel giro di circa 10 anni o anche meno.

A livello pratico, è così che i laici fedeli potrebbero (e dovrebbero) rispondere all’ordinazione delle donne nella Chiesa Cattolica. Prima di tutto, non dovremmo perdere la testa ed iniziare a dichiarare che il Papa è un antipapa, o dire che la Chiesa è stata distrutta, o che dobbiamo avviare una nuova Chiesa. Questo è il modo sbagliato di affrontare eventualmente la cosa. In secondo luogo, dobbiamo capire che, indipendentemente da ciò che dice la gerarchia, l’ordinazione delle donne non è valida. Non è affatto un’ordinazione, ma piuttosto una sua falsa simulazione. Quando una donna viene “ordinata” come “sacerdote”, non diventa sacerdote, e a quel punto cessa anche di essere Cattolica. Pertanto, anche i sacramenti impartiti dal suo ministero sono invalidi, ad eccezione del battesimo ovviamente. Quindi la confessione non è valida, così come l’Eucaristia. In terzo luogo, i fedeli cattolici avrebbero l’obbligo morale e religioso di evitare tutte le Messe presiedute da una “sacerdotessa”. Il pane non sarebbe transustanziato in tali Messe e rimarrebbe solo pane. Lo stesso vale per il vino. Pertanto riceverli, con la convinzione che siano Cristo, sarebbe manifesta idolatria, sebbene nei laici la colpevolezza potrebbe essere limitata a causa dell’ignoranza. In quarto luogo, i fedeli cattolici dovrebbero cercare i sacramenti altrove, dove sono impartiti da un sacerdote maschio validamente ordinato. Lo stesso vale per la confessione e l’assoluzione. Tutti questi sarebbero automaticamente non validi se officiati da una “sacerdotessa” femmina, perché in realtà non è un prete. Le parrocchie, dove presiedono le sacerdotesse, si svuoterebbero, e le parrocchie presiedute da presbiteri maschi si riempirebbero. È davvero semplice.

L’intera faccenda sarebbe una sciagura terribilmente disastrosa, ma la biologia alla fine finirebbe per correggere il problema, poiché la Chiesa della fazione che ordina le donne alla fine non sarebbe in grado di sostenersi finanziariamente. I laici si esaurirebbero gradualmente nel giro di qualche decennio e non ci sarebbero abbastanza entrate per sostenere finanziariamente il numero di sacerdoti/sacerdotesse di quella fazione. Non vi preoccupate, non è quanto penso accadrà nella Chiesa cattolica. Probabilmente ci sono molte persone che vorrebbero che ciò accadesse e si impegneranno a fondo perché succeda, ma alla fine Roma dovrà decidere se vuole suicidarsi o no. Penso che il numero schiacciante dei vescovi africani, asiatici e latinoamericani fermerebbe qualsiasi tentativo del genere, e poi, naturalmente, c’è sempre lo Spirito Santo.

 





 

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