untore

 

 

di Roberto Allieri

 

Domanda per i governanti: chi sono gli untori a cui volete dare la caccia?

Come tutti sappiamo, dal 15 ottobre 2021 in Italia è stato esteso in via generalizzata l’obbligo di esibire il Green Pass sui luoghi di lavoro e per l’accesso a luoghi pubblici; ulteriori limitazioni sono state poi imposte dal 6 dicembre, con l’obiettivo di colpire ed emarginare i non vaccinati. Per loro è scattato il lockdown, sostanzialmente un nuovo regime di quarantena che li ha esclusi dalla vita sociale e pressoché da quasi tutti i luoghi pubblici e mezzi pubblici, con grandi problemi per la conservazione del posto di lavoro.

Il pretesto di tale scelta repressiva è stato l’aumento dei contagi e la conseguente necessità di fermare o limitare i maggiori responsabili. Ecco, dopo circa un mese possiamo dire che la misura è stata fatta rigorosamente rispettare mettendo in campo le forze dell’ordine e la martellante macchina propagandistica.

Risultato: il numero dei nuovi contagi giornalieri non arretra, anzi aumenta. Dal 15 ottobre ad oggi sono più che sestuplicati (da una media sotto i 3000 ante 15 ottobre ad oltre 20000 oggi) e il trend è in netta crescita. I vaccinati, esibendo orgogliosamente il loro Super Green Pass, vanno dove vogliono e fanno quello che vogliono senza controlli sanitari. Eppure le stesse case farmaceutiche produttrici di vaccini avvisano che la loro protezione perde rapidamente efficacia dopo tre mesi dalla vaccinazione. E qui c’è un cortocircuito: lo dicono onestamente per il nostro bene o per lucrare sull’intensificazione dei ritmi di vaccinazione? E, da un punto di vista politico, è bene appoggiare questa precauzione che degrada il vaccino a prodotto che fa perdere sicurezza giorno per giorno o ignorarla perché non funzionale alla narrazione che ‘il vaccino salva’?

Insomma, il Super Green Pass non ferma il virus ma solo le persone che non ce l’hanno. E quel che è peggio blocca tutti i loro diritti fondamentali.

Da un punto di vista scientifico, sorge allora un dubbio ragionevole ma indicibile: gli untori, i maggiori responsabili della diffusione del coronavirus, non potrebbero essere quelli che circolano con il Super Green Pass?

Purtroppo oggi Il dubbio, nel dibattito scientifico sul vaccino, è sinonimo di complottismo. Eppure, come ammettono a denti stretti anche molti divulgatori scientifici, sarebbe bene ribadire che i vaccini contro il coronavirus hanno una protezione (parziale e decrescente nel tempo) che vale solo per i sintomi indotti dal virus. Non agiscono invece efficacemente nell’impedimento del contagio e della trasmissione (vedi ad esempio, qui).

Già tali limitati effetti squalificano il siero genico anti-covid dal poter essere considerato tecnicamente come un vaccino, ma questo è un discorso che andrebbe approfondito con un altro articolo. In altre parole, al netto degli effetti avversi a breve termine e di quelli sconosciuti a medio-lungo termine, i vaccini contro il coronavirus non danno immunità ma attenuano sintomi.

Tutte queste considerazioni dovrebbero far comprendere la risposta alla domanda iniziale. L’evoluzione giornaliera del numero dei contagi (vedi qui)

è un indicatore che smaschera la propaganda e che non può essere contestato (anzi, è strumento principale per giustificare i progressivi ‘giri di vite’). Questi dati scientifici diventano, di ritorno, un boomerang che colpisce scientificamente in mezzo alla fronte chi li ha lanciati. Se metti in quarantena (di fatto) una categoria per impedirgli di nuocere e lasci un’altra categoria in condizioni di nuocere (=poter circolare) a chi puoi addebitare in maggior misura l’evento nocivo?

A questo punto però si rende necessaria una importante puntualizzazione. Scaricarsi reciprocamente le drammatiche (o tragiche) responsabilità da una categoria all’altra non solo non risolve niente ma anzi alimenta il contagio del virus più pericoloso: l’odio sociale.

Riprendendo il discorso del mio precedente articolo sulla matrice giacobina che sta prendendo piede nella gestione politica della pandemia (qui),

credo sia sempre ingiusto e pericoloso combattere e odiare le persone. Il nemico da distruggere deve restare il covid, non la gente che non la pensa come me. Per questo sostengo la posizione free-vax: ognuno faccia la sua scelta di come curarsi e abbia pieno diritto ad accedere alle cure che sceglie.

Conosco bene il feroce spirito giacobino-giustizialista, sia quello storicamente affermatosi ai tempi della Rivoluzione francese sia gli epigoni che lo hanno incarnato nei secoli successivi. E’ una mentalità disumana, contro l’uomo. Il giacobino è sempre e implacabilmente alla caccia di colpevoli, da sacrificare per il trionfo della causa. Più ne trova più alimenta i motivi per nuove restrizioni.

Venendo al tema di questo articolo, per un certo giacobinismo sanitario, che fortunatamente non riguarda tutti i propugnatori della vaccinazione, se i fatti (aumento dei contagi) contraddicono la teoria (bloccare i non vaccinati per limitare i contagi) tanto peggio per i fatti e la realtà: i colpevoli rimangono sempre i non vaccinati.

E quando finiscono i nemici all’esterno il giacobino comincia a scovarne di nuovi all’interno (vedi regime del Terrore di Robespierre, le purghe staliniane, i campi di concentramento per compagni di partito non allineati in Cina, Cuba, Corea del Nord, etc). L’asticella da superare per poter essere considerati buoni cittadini, al di sotto della quale scattano le vessazioni, si alza sempre di più. Lo vediamo oggi quando pluri-vaccinati con il super green pass, magari osannati fino a ieri, vengono additati come no vax se osano sollevare dubbi o velate critiche sulla gestione della pandemia. La cannibalizzazione è l’esito finale del furore giacobino.

Temo sinceramente che se i giacobini prenderanno il sopravvento in Italia e in Europa, guarderanno sempre gli indici peggiori, li manipoleranno, minimizzeranno ogni miglioramento, stringeranno le catene a tutti. Non ci sarà vaccino mensile o Super Extra Green Pass che tenga: tutti in lockdown, tutti in prigione e senza passare dal via!

Già oggi vediamo qualche avvisaglia: il Green Pass non è più una patente esclusiva che ti qualifica sempre come buon cittadino. L’asticella si è già alzata: se il vaccinato risulta contagiato, viene ridotto (almeno per qualche tempo) nelle condizioni infami dei non vaccinati, che hanno perso un gran numero di diritti civili. Forse a breve diminuiranno ulteriormente la durata del Super Green Pass per favorire vaccinazioni più frequenti, dicendo che ‘non c’è più tempo’ perché l’emergenza di nuove varianti impone nuovi tributi. Sarà sempre più dura dimostrarsi ‘buoni cittadini’ per stare dalla parte dei giusti.

Per questo non posso e non voglio scagliarmi contro i vaccinati che diffondono il virus senza saperlo né screditarli, umiliarli o auspicare un trattamento di ignominia al pari di quello riservato ai no-vax che si ammalano di covid.

C’è solo una categoria che va fermata: gli untori di odio.

 

 

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