Ricevo e volentieri pubblico.

 

24 settembre 2020

 

ISTRUZIONE IN TEMPO DI COVID: SCUOLA O SANATORIO?

Per la maggior parte delle scuole sul territorio nazionale si è appena conclusa la prima settimana di lezioni.

Alunni, docenti e genitori si sono trovati a misurarsi con una realtà, la didattica in tempo di Covid,  completamente diversa da quella a cui da sempre siamo stati abituati e dai risvolti che in questo sia pur breve lasso di tempo possiamo definire preoccupanti e che hanno già fatto emergere numerosi scenari critici in cui i diritti dei vari soggetti coinvolti sono stati minacciati.

A fine giugno 2020, il Ministero della Pubblica Istruzione ha emesso il “Piano scuola 2020 – 2021Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione” scaricando sui dirigenti scolastici la responsabilità della relativa applicazione, integrazione e adattamento alla propria realtà educativa.

Il risultato è stato un ventaglio estremamente eterogeneo di provvedimenti e relative sanzioni per prevedere e contestare eventuali inadempienze, ma che in più di un’occasione hanno compresso i diritti fondamentali attinenti allo studio, alla potestà genitoriale, alla libertà di educazione e di cura.

A titolo esemplificativo riportiamo in estrema sintesi alcuni episodi occorsi nell’ultima settimana:

  • Sospensioni o minacce di sanzioni addirittura non previste (5 in condotta, interrogazioni punitive, etc…) in caso di alunni che sono venuti meno alle misure di sicurezza (mascherina, distanziamento, igienizzazione …).
  • Minacce di sospensione dal servizio a docenti che si sono rifiutati di indossare la mascherina, anche quando le condizioni di distanziamento sociale erano garantite, o in qualche misura hanno non si sono attenuti al protocollo di sicurezza adottato dal proprio istituto scolastico.
  • Trasferimenti ad altri plessi scolastici per docenti impossibilitati a portare la mascherina in modo continuativo a causa di comprovate ragioni di salute.
  • Quarantene obbligatorie per docenti, alunni e rispettive famiglie in caso di riscontrata presenza nelle classi di elementi sospetti di positività al Covid.
  • Multe a genitori che non indossavano correttamente la mascherina mentre accompagnavano i figli a scuola. In questi casi l’intervento dei carabinieri è quasi sempre stato sollecitato dagli altri genitori presenti.

Per queste ragioni, Iustitia in Veritate, ritiene opportuno intervenire nel dibattito già ricco e articolato con un contributo, che, coerentemente al proprio focus, è incentrato sulla tutela delle singole persone, che ritengono di essere lese nei propri diritti.

In via preliminare è necessario puntualizzare alcuni aspetti giuridici a garanzia di tutti:

  • Eventuali provvedimenti di sospensione del personale docente o non docente da parte dei dirigenti scolastici per essere effettivi e qualificabili devono necessariamente essere prodotti in forma scritta.
  • In caso di malessere di un alunno durante le lezioni, non è consentito affidarlo ad estranei, senza informare i genitori o i tutori del minore. Eventuali problemi nel contattare la famiglia non possono valere come pretesto o scusante nel consegnare il minore agli assistenti sociali, aggirando la potestà genitoriale.
  • Non è consentito sottoporre i minori a TSO (tampone, vaccino …) in assenza del consenso da parte dei genitori.

In termini generali:

  • In caso di sospensione di un alunno per inadempienze nell’applicazione del protocollo è necessario valutare il singolo contesto per giudicarne la relativa legittimità e conseguente gravità in relazione alla violazione del diritto allo studio.
  • Eventuali provvedimenti disciplinari a carico del personale docente o non docente per le stesse contestazioni, soprattutto in presenza di comprovate motivazioni (ad esempio certificati medici che attestino patologie incompatibili con la completa adesione al protocollo), vanno in ogni caso valutati singolarmente al fine di contemperare il diritto al lavoro e alla salute dell’interessato con la situazione specifica dell’ambito scolastico.

Un’attenzione particolare da parte di tutti i soggetti coinvolti deve essere tuttavia particolarmente rivolta agli alunni più piccoli (scuola materna ed elementare) e a quelli affetti da disabilità, per i gravi impatti psicologici dovuti all’applicazione del protocollo di sicurezza, con particolare riferimento al distanziamento sociale – come copiosa documentazione medico scientifica attesta.

Infine deve essere considerato il profondo disagio e smarrimento  di tanti dirigenti scolastici, a cui il governo ha demandato l’ingrato compito di esecutori e gendarmi del Piano scuola 2020 – 2021. Per tutti valga ricordare il caso della prof.ssa Solange Sabina Sonia Hutter, preside del complesso scolastico più importante della Costiera amalfitana, che è ricorsa anche allo sciopero della fame perché le sue parole di denuncia trovassero spazio sui media nazionali.

Ne riportiamo di seguito alcuni significativi passaggi: “Il distanziamento sociale è un concetto disumano perché l’uomo, l’essere umano, è una creatura sociale che muore emotivamente senza il contatto e ciò non lo affermo solo io, ma la scienza, l’antropologia, la medicina, la pedagogia, la psicologia e la psichiatria; gli esseri umani, infatti, si ammalano, se privati del contatto e delle interazioni spontanee coi propri simili.

Con riferimento specifico all’imposizione dell’uso della mascherina anche in situazioni dove più che ragionevolmente se ne può dedurre l’inutilità per i fini preposti, ha messo in luce la relativa “capacità di offendere e arrecare danno, sia organico con l’assunzione di anidride carbonica, che psicologico, come strumento di isolamento e perdita di identità e anche possibilità di riconoscere l’altro”.

Ha inoltre sottolineato la disparità dei provvedimenti assunti, rispetto alla reale situazione sanitaria nel nostro paese: «..l’epidemia sta volgendo al termine, lo attestano dati ufficiali che ogni giorno appaiono più tranquillizzanti e che dimostrano che siamo al contagio 0 in molte regioni italiane, tra cui la Campania». […] «alla luce di queste evidenze scientifiche e considerando che ci sarebbero, ci sono stati e ci saranno rischi di ogni genere derivanti da altre cause, al di là del fantomatico “covid-19”, davvero non si capisce il motivo di prolungare questo allarme che già ha causato danni incalcolabili al nostro Paese e ai nostri giovani, verso i quali ci sono colpe immense da parte di quanti hanno, senza coscienza, voluto trasmettere messaggi di una violenza inaudita».

Le conclusioni della prof.ssa Hutter evidenziano con drammatica semplicità la situazione scolastica attuale e non può essere ignorato nel valutare ogni singolo caso di eventuale violazione dei diritti dei singoli soggetti coinvolti: «I nostri ragazzi hanno diritto ad una scuola NORMALE dove poter vivere sereni, acquisire sicurezza, sorridere ed abbracciarsi, ed io, in qualità di Dirigente scolastico, sono responsabile anche della salute dei miei dipendenti e dei miei studenti, “salute” che, come dichiara l’OMS, è uno “stato di benessere psicofisico”, pertanto imprescindibile da una condizione di serenità, affettività spontanea, in particolare nei bambini della scuola dell’infanzia, della primaria e della scuola secondaria di 1° grado».

Iustitia in Veritate fa proprie tali considerazioni sul mancato rispetto delle vere emergenze educative, rendendosi disponibile per la tutela e, nel contempo, esprimendo grave preoccupazione sulle pericolose conseguenze nel ledere la dignità della persona e nel provocare la violazione dei diritti costituzionalmente garantiti.

 

fonte: Iustitia in Veritate

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