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di Marco Begato

 

Il caso Cecchettin ha sollevato un coro di reazioni sdegnate e roboanti in tutta la Nazione, o almeno su tutti i media mainstream, portando con sé uno strascico di propositi e proposte intente a prevenire altri drammi analoghi. Tra le molte voci si è distinta quella del Ministro dell’Istruzione e del Merito, on. Giuseppe Valditara, il quale ha colto l’occasione per proporre l’introduzione di nuovi moduli formativi nel curriculum scolastico dei nostri giovani:

“L’idea è di avviare una consultazione molto ampia – abbiamo consultato associazioni di genitori, sindacati, di studenti, dei docenti, giuristi pedagogisti – tutto questo materiale è stato raccolto e sono state stese Indicazioni che ho firmato e che invierò a tutte le scuole Italiane. Il progetto affonda le sue radici nel progetto Educare al rispetto che risale al 2015 ed è una evoluzione significativa di quel progetto. Gli studenti verranno edotti alle conseguenze penali che i loro comportamenti possono generale, troppo spesso c’è una totale mancanza di conoscenza del codice penale”, ha concluso Valditara. Il progetto – che verrà finanziato con 15 milioni di fondi Pon e per ora parte con una adesione volontaria delle scuole – prevede un docente referente in ogni scuola, gruppi di discussione che coincidono con la classe e un’adeguata formazione di ciascun docente moderatore. Avrà la durata di 30 ore e ci sarà un monitoraggio dei risultati conseguiti”. (fonte: Rai News, 22 novembre 2023)

Trenta ore, col supporto di sindacati e pedagogisti, per estirpare i residui machisti in Italia. È da quell’antico morso di Adamo ed Eva che si tenta di estirpare il machismo e la violenza di genere (bidirezionale!) con scarsi risultati. Però ci auguriamo che l’iniziativa di Valditara possa servire alla causa delle donne.

Nutro forti dubbi che possa servire alla causa della scuola. Ad oggi la situazione dello studente adolescente è quella che segue:

  • 30 ore all’anno di percorsi sull’orientamento;
  • 33 ore all’anno di educazione civica;
  • decine e decine di ore (variano in base ai percorsi di indirizzo) dedicate alla sicurezza e all’esperienza di stage nel mondo del lavoro: le chiamano Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento.

All’orizzonte si stagliano la formazione finanziaria, quella digitale e l’Agenda 2030. Ora aggiungiamo le 30 ore di Educazione al Rispetto.

Nel frattempo, il numero di percorsi post-diploma è decuplicato in pochi anni: gli indirizzi universitari si frastagliano e ad essi si aggiungono i corsi ITS Academy. Attenzione, uno studente che voglia garantirsi l’accesso a certe Facoltà di tendenza deve prepararsi a sostenere test di ingresso già dalla metà del quarto anno di superiori.

Contemporaneamente l’Esame di Stato si è appesantito, introducendo per esempio la prova doppia di fisica e matematica per i licei scientifici. E ogni anno si confermano i programmi della scuola del secolo scorso.

In tutto questo invece permane un trend di gradimento negativo per l’ora di religione (IRC), che resta tra le discipline opzionali, sovente disertate dagli studenti e sempre meno comprese dalle famiglie.

Il quadro attuale non dà serenità, con un simile modello di scuola ancipite. Una parte si trova sbilanciata su un nozionismo selettivo, proiettato alla carriera universitaria e con sguardi alla professione fuori confine, secondo un’impostazione concorrenziale e individualista che certamente nutre le menti più brillanti, sacrificando però all’altare del cursus didattico gli equilibri psicologici di tanti nostri giovanissimi studenti. Un’altra parte è rivolta a progetti che piovono dall’alto sulle spalle di docenti non sempre motivati, promettono grandi innovazioni educative, ma più spesso si arenano in attività posticce, in cui il comparto burocratico pareggia ben che vada la promessa di finanziamenti, e si continua a percorrere la dubbia strada di educare a quei valori che spetterebbero piuttosto a famiglia e società civile nel suo complesso.

Il tutto a due condizioni fondamentali.

La prima è che il mondo del web, influencer primario e incontrastabile nella vita della gioventù contemporanea, continua a diffondere modelli fluidi, libertini, assolutamente sganciati da qualsiasi proposta educativa scolastica media. E la sfida tra scuola e web è peggio di quella tra Davide e Golia.

La seconda è che si continua a tacere e occultare la cura dello spirito e la formazione della coscienza, intesa come dimensione in cui echeggia la voce di Dio e si fissano principi e fini imprescindibili dell’avventura umana.

Con tutto questo non nego che si possa comunque fare del bene, ma la mia impressione da addentro ai lavori è che il bene da fare deve fare i conti con uno scenario puntuale e problematico: una casa spaccata in due e senza fondamenta in un mondo in cui si prospettano tempeste a non finire.

 

Marco Begato è un sacerdote. 

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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