“Scritti su San Tommaso (ci sono anche gli Angeli)” è una monografia come diverse altre, tra cui una delle più apprezzabili è senz’altro quella della Sofia Vanni Rovighi, “San Tommaso” edita nella serie monografica (serie arancione) della Laterza. E’ tra le diverse opere che sono state oggetto dei miei studi anche se ho pensato bene di seguire un percorso mio, sulla base del quale ho poi sviluppato il mio centrato direttamente sulle opere di San Tommaso d’Aquino.
 
Il mio scritto è frutto, come spesso accade, anche di un percorso lungo, complesso ed articolato che si intreccia alle vicende personali. Il mio approccio con i diversi autori è stato sempre preferenzialmente quello con le opere degl’autori stessi per farmene una idea personale. Ai tempi del liceo il “favore” è stato prevalentemente per gl’Antichi e poi per l’Esistenzialismo. L’approccio all’aquinate è tardo ed è dei tempi della Pontificia Università Lateranense cui giungo, per consiglio del mio Padre Spirituale, Don Elio Sgreccia, dopo aver già lavorato a Roma e poi frequentato la scuola di formazione politica di Padre Bartolomeo Sorge a Palermo (distaccamento della Pontificia Università Gregoriana di Roma). Il primo contatto con gli scritti di Tommaso è stato parzialmente osteggiato dal fatto ch’egli segua il criterio delle lezioni universitarie dei suoi tempi, un ostacolo che presto è stato superato ed ha fatto anzi apprezzare una ricchezza ormai andata perduta. La scoperta di quella ricchezza e di un personaggio agli antipodi di come ordinariamente lo si illustra (anche, ahimè, in ambienti cattolici) me lo hanno fatto lentamente prediligere ed approfondire. Diversi capitoli di “Scritti su San Tommaso” risalgono appunto ad allora e altro non sono che studi e ricerche fatti per gli esami della Pontificia. Con gl’inizi della mia attività di blogger ho pensato di mettere a disposizione della rete alcuni di questi scritti e di produrne di nuovi; stavo poi per chiudere il primo blog dedicato a San Tommaso quando mi avvidi di aver raggiunto e superato i 35.000 lettori. Tanti per degli scritti di livello universitario. Ho continuato così a portare avanti il blog e ad arricchire la presenza in rete con un nuovo blog più “ordinato”. In ultimo la decisione di dedicare un intero volume al Maestro. Nel passare ai fatti ho dovuto però riscontrare diverse ed anche grandi lacune che era necessario colmare. In particolare la lacuna comune alla maggior parte delle monografie sui grandi Filosofi del Medioevo – Età di Luce e non di tenebra – ovvero una impostazione retaggio dell’Illuminismo (che invece tanto ha oscurato). Una impostazione che toglie ed oscura. Così una nuova impostazione richiede ad esempio anche la trattazione degli Angeli, anche quelli caduti, che tanto hanno invece connotato quell’era. Di essi non si trova quasi che cenno, nei testi e nelle monografie di oggi, ma anche in quelle meno recenti. Così come, nel caso di San Tommaso, spesso non trova rilievo adeguato la trattazione della Somma Teologica e delle Virtù, così come è solo accennata la trattazione del Male e la demonologia. Il mio scritto tenta di ovviare a questa impostazione e di colmare queste lacune, ecco anche il motivo per cui nessuna delle monografie recenti, compresa quella della Vanni Rovighi ha potuto essere presa a riferimento diretto. L’opera che più è stata utile per la comprensione della Metafisica del nostro è stata invece la bella “Metafisica” del mio Prof. Aniceto Molinaro così come diverse osservazioni di Edith Stein e della mia Prof.sa Angela Ales Bello. Il consiglio invece di rifarmi anche al testo di J.J. Sanguineti lo devo invece al mio Prof. Antonio Livi.
 
Insomma, è come scrivo nel retro di copertina:
 
“San Tommaso d’Aquino, un personaggio straordinario, nobile e credente, inizia la sua formazione alla laicissima Università di Napoli (da poco fondata), sceglie di entrare in un Ordine mendicante, contro i voleri della famiglia che provvede a farlo sequestrare e manda anche una bella tentatrice… ma lui fugge… Si reca a Colonia ed a Parigi al seguito di Sant’Alberto Magno, cui lo accomuna l’amore per lo studio e la Libertà. Così a Parigi Tommaso sarà sulle barricate con studenti e professori a rivendicare la Libertà di apprendimento e di insegnamento. Con la passione per un sapere a 360°, anche quello non “ortodosso”, i due riescono a procurarsi i testi di Aristotele, perduti in Occidente, direttamente dagli arabi (anche gl’originali greci). Lo Stagirita arriva così di nuovo in Europa ed è tradotto da un amico di Tommaso. Si pongono così le basi di una filosofia i cui pilastri sono quelli (confermati dalla scienza contemporanea) del De Anima di Aristotele.
 
Nel presente testo ci si avvicina progressivamente alla filosofia e teologia del nostro attraverso le opere dalle prime (De Ente, Ebdomadi, Trinità di Boezio) sino ad una prima esposizione compiuta con la Somma Teologica. Si trattano quindi le nature più elevate, gl’Angeli, la cui trattazione tomista è tra le più celebri. Ci si addentra poi nella Metafisica partendo dalla evoluzione dell’ “Essere” dalle prime concezioni indefinite, a quella aristotelica di Coscienza per arrivare a quella tomista di Persona e si procede quindi alla disamina di questa Metafisica con guida il De Veritate…”
 
Francesco Latteri Scholten
 
 
 
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