di Autore Vario

 

Cari lettori rieccomi ancora, fedele ad un appuntamento che ogni tanto ripresento (vedi qui  qui  qui e qui), dedicato al suggerimento di letture degne di meditazione. 

Scusate i termini altamente offensivi (letture? meditazione?) in questi tempi di informazione disimpegnata, mordi e fuggi, ghermita su dispositivi elettronici da social o mail. Lo so: il libro è roba da vecchi analfabeti della comunicazione smart. 

La carta su cui è stampato è un oltraggio agli alberi e alla natura; la sua produzione uno spreco di energia e di CO2. Ogni libro è una limitazione, se non un furto al nostro tempo da destinare alle varie connessioni. È una pretesa di ridurci alla schiavitù del silenzio o della concentrazione, necessari per affrontare tante pagine scritte.

L’invito alla lettura di un volume stampato è percepito oggi come una minaccia. Se lo proponi a qualcuno vieni guardato storto come se volessi schiacciargli un callo. E, in effetti, se andassi in giro a schiacciare calli alla gente con un martello susciterei maggiori entusiasmi di un invito alla lettura. Soprattutto i giovani, assorbiti totalmente dagli smartphone, negli ultimi tempi hanno sviluppato una diffidenza verso la carta stampata che è diventata via via idiosincrasia e incapacità di entrare in rapporto con un libro. Regalare loro un volume è come regalare una scatola di puzzle ad un focomelico.

Ma io insisto in queste proposte indecenti destinate a qualcuno che, come me, vive, legge e pensa in direzione ostinata e contraria.

 

*  *  *

 

L’opera che vado ora a recensire si intitola ‘Scherzo bergamasco con salsa tabasco!’ e raccoglie in varie sezioni scritti attribuibili alla ineffabile figura di Evagro il Poderoso. 

Curatore di questa iniziativa editoriale è un suo ragguardevole suo amico che ho qui l’onore di presentarvi: Autore Vario, che poi sarei io. 

In pratica, ho avuto l’incarico di ordinare e presentare alcuni preziosi scritti di Evagro il Poderoso, personaggio forse sconosciuto ai più ma ancor maggiormente ignorato pure dai meno. Scrittore che gode innegabilmente di grande fama ma, purtroppo, ad insaputa di tutti.

Ho voluto inquadrare il progetto redazionale che mi è stato affidato in una veste biografica, attingendo ad episodi, aneddoti e fatti personali tratti dall’autobiografia di Evagro il Poderoso, edita alcuni anni fa con il titolo ‘Storia interessantissima della mia vita con tante foto a colori di quando ero piccolo’. Va sottolineato che quest’ultima opera, oggi ormai introvabile, vanta ben tredici edizioni, tutte finite al macero per vari imbarazzanti disguidi (sui quali non stiamo a sottilizzare).

 

Prima di addentrarmi sul contenuto del libro, devo fare una premessa: lo stesso fa seguito ad un progetto editoriale precedente ovvero ‘Scherzo cinese con la maionese!’, pubblicato nel 2024. A questo LINK potrete accedere alla presentazione sul portale dell’editore, con possibilità di lettura di un estratto d’opera. Rimando poi i curiosi a questo racconto  e a quest’altro, precedentemente pubblicati sul presente blog, estratti dal medesimo libro. 

Quell’iniziativa era nata come una scommessa, che è stata sicuramente persa. Il fiasco ottenuto è stato certificato da oltre otto miliardi di persone che hanno ignorato l’ambizioso volume. Mai negli anni, decenni e addirittura secoli passati un’opera era stata snobbata da una così grande moltitudine di persone. E già questo risultato, frutto di una fin troppo accurata selezione, costituisce un significativo motivo di vanto per Evagro. Un vanto forse incomprensibile ai più ma che ha la sua ragion d’essere nell’esclusività con cui l’autore si riserva di scegliere i suoi (fantomatici) seguaci.

Pertanto, incoraggiato dagli strepitosi risultati di questa audace e innovativa strategia di marketing, il suo Poderoso artefice non ha potuto esimersi dal tentare di replicare la performance ottenuta: ecco dunque l’evitabilissimo seguito voluto, se non a furor di popolo, quantomeno a furor d’autore.  

Possiamo dire che il nostro scrittore non ha mai avuto dubbi sulla necessità di comporre un seguito al suo precedente libro e se ha avuto dubbi li ha avuti a sua insaputa. I dubbi che affiorano a propria insaputa sono il miglior tipo di dubbi, di quelli che semplificano la vita perché non si sa di averli. Evagro ne ha tanti così. Ormai non ci fa più caso…

Nonostante l’impegno, coronato da duraturo successo, che lui mantiene nel non incoraggiare troppo gli estimatori, va tuttavia segnalato l’interessamento di molti extraterrestri che sono venuti sulla Terra irresistibilmente attratti dalla precedente opera ‘Scherzo cinese con la maionese!’. Questo giustifica i numerosi avvistamenti di UFO su tutto il pianeta, nel periodo novembre / dicembre 2024, contestuali alla sua pubblicazione (sebbene questa correlazione sia stata prontamente insabbiata dal mainstream).

 

A questo punto bisognerebbe dire qualcosa sul contenuto del libro che sto presentando, magari per incuriosire nuovi lettori non extraterrestri (quelli lì invece si bevono tutto, senza necessità di spiegargli niente).

Allora diciamo che il volume, disponibile sul portale dell’editore Youcanprint e sui maggiori canali di distribuzione (basta digitare il titolo sul motore di ricerca per trovarlo in vari canali distributori), offre ai lettori qualche scherzo assortito, diciamo pure qualche innocua burla: infatti è diviso in diverse sezioni, definite e presentate ‘scherzosamente’ (potrete capire meglio leggendole). Ognuna di esse rappresenta una particolare sfaccettatura umoristica, declinata in vari brani. Tutti questi sono inseriti in una improbabile ma curiosissima cornice biografica, come detto curata e tratteggiata da me, Autore Vario.

La lettura del libro può prospettarsi come un’avventura estraniante, molto adatta a chi vuole evadere da questo mondo baro e crudele. Oltre che gradita a chi ne sta già fuori: e qui il pensiero va ancora agli affezionati extraterrestri. Evagro li ringrazia moltissimo anche se hanno il maledetto vizio di non pagare le copie, che riescono a recuperare chissà come. Sembra infatti che quei tipi dispongano di una tecnologia avanzata che permette loro di fare un sacco di copie delle pagine del libro con una specie di macchinetta ciclostile, utilizzando matrici messe a punto dai loro dattilografi. Oppure si trasmettono l’un l’altro fax che riproducono fedelmente i testi, sebbene un po’ sbiaditi. Pirateria aliena, si chiama. Insidiosissima, perché sfugge furbescamente ad ogni controllo delle nostre leggi su internet e strumenti digitali. Anche in questo, si sa, gli alieni sono avanti e irraggiungibili…

 

Non posso concludere questa introduzione senza dare qualcosa in pasto ai potenziali lettori. Confesso però di aspettarmi da loro comprensibili atteggiamenti anoressici o recalcitranti verso questa forma forzata di nutrimento intellettuale.

Pertanto, oltre ad invitare ad una visita al portale dell’editore per consultare la presentazione e accedere ad un estratto dell’opera (come detto, basta anche digitare il titolo sul motore di ricerca), propongo qui di seguito un breve brano tratto dal repertorio evagriano, che mi sembra tipico della sua vena umoristica.

Auspico di potere trovare per la lettura un numero di volonterosi maggiore di quelli che si stanno cercando per combattere e morire sul campo in Ucraina per la gloria europea. E auguro alla prima schiera di coraggiosi, quella dei lettori, buon divertimento. Tra le due opzioni qualcuno ritiene che sia la scelta migliore.

 

LA LEGGENDA DI UN VECCHIO PADRE 

 

Narra un’antica leggenda orientale di un vecchio che aveva due figli dei quali uno era il più giovane e l’altro ancora di più. Un giorno il vecchio chiamò a sé il figlio più giovane e gli disse: 

–  Sono stanco e sento che la mia ora non è lontana. Figliolo, è tempo che tu ti prepari per vivere la tua vita. Ora va’ e segui la tua strada! 

Il figliolo più giovane ubbidì e se ne andò per strada dove fu subito investito da un auto-rimorchio. 

Da allora trascorsero circa trentadue anni. Il vecchio si sentiva sempre più stanco e consapevole che la sua ora non sarebbe tardata a venire. Sperava sempre che la morte lo avrebbe ghermito in una bella serata di giugno sulla veranda del giardino all’imbrunire, quando l’aroma dei fiori pervade l’aria e tutto sembra incantato. Una sera, dopo cena, convocò il figlio ancora più giovane e gli disse: 

–  Mi sento sempre più stanco e consapevole che la mia ora non dovrebbe tardare a venire. Spero sempre che la morte mi ghermisca in una bella serata di giugno nella veranda del giardino all’imbrunire, quando l’aroma dei fiori pervade l’aria e tutto sembra incantato. Ora va’ a prendermi il cuscino, le pantofole ed il giornale. 

Il figlio ancor più giovane ubbidì e in breve il vecchio padre poté accingersi alla lettura. Le notizie riportate da quel giornale erano molto interessanti, tanto che il vecchio sottolineò: 

–  Sottolineo che le notizie riportate da questo giornale sono molto interessanti! 

Il figlio, dal canto suo, annuì stancamente dicendo: 

–  Dal canto mio annuisco stancamente! 

La lettura del quotidiano andò avanti per diversi giorni. Il vecchio, infatti, aveva frequenti amnesie dovute all’età per cui doveva spesso interrompere gli articoli a metà ed iniziarli da capo per capirne il contenuto. Purtroppo, era pienamente consapevole di tale sua limitatezza che toglieva molta serenità a quei suoi ultimi giorni. Non sapeva darsi pace di ciò e la sua delusione divenne, col passar del tempo, fonte di preoccupazione per il figlio ancor più giovane. Diceva continuamente: 

–  Non so darmi pace di ciò e la mia delusione diviene, col passar del tempo, fonte di preoccupazione per il figlio ancor più giovane. 

Da parte sua, il figlio ancor più giovane meditava queste cose, custodendole nel suo cuore. Un giorno il vecchio padre decise, di buon mattino, di andare in giardino a bagnare i fiori. Era sua abitudine, nella stagione estiva, dedicarsi a quell’incombenza che tanto rilassava i suoi nervi, restituendogli piacevoli fragranze e le soddisfazioni che la natura offre a chi la ama. Purtroppo, capitava a volte che il figlio ancor più giovane lasciava collegata alla fontana l’idropulitrice, adibita ad utilizzi nel vicino cortile. E il vecchio, per comodità d’uso, non disdegnava di indirizzare la lancia sugli amati fiori con getto al massimo della potenza. In quelle occasioni gli aromi floreali si espandevano in misura ancora più avvolgente e un tripudio di colori punteggiava l’aria circostante. Al vecchio, non molto consapevole dei suoi gesti e dalla vista affievolita, bastava questa piccola soddisfazione.  

Quando quella mattina il vecchio uscì in giardino, il figlio ancor più giovane, memore dei precedenti disastri e del pollice nero del padre, intuì l’intenzione del genitore. 

– Padre cosa volete fare? Non vorrete forse irrorare ancora con inusitata violenza le delicate corolle? – chiese piegando la bocca in un velato e bonario sorriso, dovuto alla sprovvedutezza dell’interlocutore. 

–  Perché stai piegando la bocca in un velato e bonario sorriso dovuto alla sprovvedutezza dell’interlocutore? Forse non hai fiducia nel mio pollice verde? 

–  Ma no, ma no… lo so che ami i fiori ma non so se i fiori amano te, – rispose il figlio ancora più giovane con un pizzico di malcelato scetticismo che si manifestava nelle sfumature alquanto beffarde della sua intonazione. 

–  Noto in te un pizzico di malcelato scetticismo che si manifesta in sfumature di intonazione alquanto beffarde! – osservò prontamente il vecchio. – O meglio: di sfumature alquanto beffarde di intonazione. 

 

L’antica leggenda si interrompe qui senza spiegarci il seguito di questa movimentata e commovente vicenda. Ultimamente, però, un esperto di leggende orientali ha fatto un’interessante scoperta che vale la pena di riportare con le sue inequivocabili parole: – Sono un esperto di leggende orientali ed ho fatto un’interessante scoperta che vale la pena di riportare con le mie inequivocabili parole! 

 

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