Un servizio televisivo di Sky News ha finalmente mostrato le procedure frettolose e superficiali che si praticano nei servizi di “cura” per la disforia di genere nel Regno Unito sui bambini confusi e le crescenti perplessità del personale sanitario coinvolto. Ce ne parla questo articolo di LifeSiteNews.

Thomasin (screenshot)

Thomasin (screenshot)

 

Mentre il numero di bambini britannici con disforia di genere aumenta a dismisura, alcuni medici si stanno allontanando dalla folle moda della “transizione” esprimendo rammarico per la parte che hanno svolto nel merito.

La scorsa settimana, Sky News inglese ha parlato di questo e di altri fatti sul crescente fenomeno dei bambini che affrontano la disforia di genere in un suo breve documentario intitolato “Transgender Children: Crisis in Care  (Bambini transgender: crisi della presa in carico).

Concentrandosi sul Britain’s Gender Identity Development Service (Servizio per l’identità di genere  in età evolutiva, ndt) (GIDS) della Gran Bretagna presso il Tavistock e il Portman NHS Foundation Trust a Londra, Sky News ha rivelato che 35 psicologi hanno lasciato il servizio pediatrico negli ultimi tre anni. I giornalisti hanno ne contattati 20, ma solo sei hanno accettato di parlare del loro lavoro al GIDS e solo uno ha voluto intervenire, con la voce camuffata, in televisione.

Secondo Sky News, tutti e sei gli psicologi si sono mostrati preoccupati per il fatto che ai bambini venissero somministrati ormoni e, parlando del loro lavoro al Tavistock Center, sentivano di non aver potuto indagare adeguatamente le ragioni psicologiche del disagio dei loro pazienti verso il loro corpo in via di naturale sviluppo. Più di uno di loro ha affermato che i bambini con disforia di genere a volte hanno subito un precedente trauma, compresi veri e propri abusi.

“La terapia non è un’opzione in questo servizio”, ha detto a Sky News.

Un altro ha detto: “Temiamo di essere stati in prima fila in uno scandalo medico”.

Kelly-Jay Keen-Minshull, nota anche come Posie Parker, la più famosa avversaria della nel Regno Unito ridefinizione di un concetto di donna che includa i maschi, ha detto a LifeSiteNews che spera che la recente attenzione dei media su questa controversa questione possa porvi fine.

“Sono molto fiduciosa che il crescente controllo sulle pratiche di modificare medicalmente i bambini confusi sul loro genere metterà fine a tutto questo”, ha dichiarato Keen-Minshull via e-mail. “Tuttavia, non dobbiamo sottovalutare il potere e la pressione dei gruppi di lobby pro-trans che desiderano rendere più facile l’accesso a percorsi sia medici che chirurgici”.

Il servizio di Sky News afferma che nel 2009/10 erano stati inviati a GIDS  77 bambini; nel 2018/19, erano 2.590 e attualmente c’è una lista d’attesa di altri 3.000. Nelle richieste di accesso le bambine hanno superato i maschi in modo davvero sorprendente. Nel 2009/10 erano state inviate solo 40 bambine; nel periodo 2017/18 il loro numero era salito a 1.806, con un aumento del 4.500%. Secondo una delle fonti di Sky News, il forte aumento delle pazienti di sesso femminile è iniziato nel 2012. Forse è significativo che tutti i bambini che hanno parlato a Sky News erano femmine che si identificavano, o si erano precedentemente identificate, come ragazzi transgender.

Un informatore interno al GIDS ha detto a Sky News di non sentirsi libero di poter dire ai genitori che i loro figli non sono transgender, perché se lo facesse, sarebbe “immediatamente etichettato come transfobico”. Intanto al GIDS arrivano in visita bambini di tre anni. Metà dei bambini che vi accedono vengono sottoposti a bloccanti della pubertà per arrestare il loro sviluppo. A 16 anni ricevono ormoni del sesso opposto e a 18 possono essere sottoposti a diversi interventi chirurgici, che vanno dalle protesi mammarie e le mastectomie al rimodellamento radicale dei loro genitali.

Parlando per GIDS, la dott.ssa Bernadette Wren ha dichiarato a Sky News che lo staff del Tavistock “informa in modo completo i bambini sulle conseguenze dell’intervento farmaceutico durante l’adolescenza”.

Tuttavia, dai bambini intervistati da Sky News era chiaro che erano troppo giovani e confusi per dare un consenso informato. Una ragazza di 16 anni che si fa chiamare Leo ha fatto “coming out” come ragazzo transgender a 11 anni. A 14 anni le è stato proposto di prelevarle gli ovociti. Si è opposta all’idea di ricevere i bombardamenti di estrogeno e la chirurgia invasiva necessaria per farlo.

“Volendo potrò sempre adottare”, ha concluso.

Un altro problema è che non ci sono abbastanza psicologi al GIDS per far fronte alla forte domanda di visite. Attualmente, ogni membro dello staff ha un carico di lavoro di 120-130 pazienti, ha rivelato Sky News, e c’è una lista di attesa di due anni.

Una giovane donna in quella lista d’attesa è “Luke”, che dice di essersi dichiarata come “trans” all’età di 14 anni. Non volendo aspettare che i canali ufficiali aiutassero il suo corpo ad allinearsi con il sesso maschile come lei desiderava, “è passata al privato” Dopo un singolo consulto telefonico che le è costato £ 60 (70€), le è stata prescritta una crema al testosterone.

Alcuni bambini iniziano la loro “transizione” con ancora meno controllo medico. Sky News ha riferito che ci sono bambini che stanno prendendo ormoni sessuali comprati su Internet e seguono “istruzioni” su come “transitare” trovate sui social media.

In pratica, gli attivisti transgender hanno talmente spaventato molti esperti che questi non osano più parlare. Sky News ha affermato che molte delle persone che si sono avvicinate a loro per parlare della disforia di genere nei bambini “volevano che le loro identità fossero protette per paura delle critiche”.

Posie Parker ha dichiarato a LifeSiteNews che i bambini devono essere protetti con forza.

“Non dobbiamo permettere a gruppi di interesse motivati ​​politicamente di spingere i bambini vulnerabili verso danni irreversibili”, ha affermato.

“È semplicemente incredibile che la società sia stata manipolata al punto da vedere tutto ciò come qualcosa di diverso da una pratica dannosa e medici qualificati che vi partecipano, cosa ancora più incomprensibile”, ha continuato.

“Vorrei avvertire qualunque genitore preoccupato di evitare di consultare il GIDS fino a quando non vi sarà una completa revisione indipendente del servizio.”

Nel frattempo, alcune giovani donne che hanno cercato di invertire gli effetti degli interventi medici e chirurgici che hanno subito stanno mettendo in guardia dall’influenza di Internet. Una donna  “detransitioner” canadese di nome Dagny lo ha sottolineato in una conferenza su teorie del gender e bambini a Vancouver questo maggio.

“Come tanti altri adolescenti trans, ho iniziato a corteggiare la mia identità trans a causa di due fattori nella mia vita: in primis, avevo amici trans – due di loro, entrambi più grandi di me, entrambi da femmina a maschio (FTM), come me e, in secondo luogo, ho aumento molto il mio uso dei social media”, ha rivelato Dagny.

“Non ero mai stata molto attiva sui social media prima di compiere 15 anni, ma a pochi mesi dalla creazione di un account su Tumblr e dall’aver cominciato a seguire numerosi blog di risorse LGBTQ, avevo deciso che ero non ‘binaria’.”

Nel Regno Unito, una giovane donna in “detransizione” di nome Charlie Evans ha lanciato un gruppo chiamato “The Detransition Advocacy Network” per aiutare le centinaia di giovani che dice l’abbiano contattata dopo aver provato rimpianto di aver subito trattamenti ormonali e procedure chirurgiche.

 

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