Uno studio italiano condotto da Luongo et al. dimostra che il virus respiratorio colpisce le cellule ovariche. Molte donne in età fertile sono costrette ad assumere il siero genico dei vaccini COVID ogni sei mesi, aggiungendo ulteriori proteine Spikes nelle cellule e negli strati di tessuto chiave delle ovaie. Tenuto conto che la malattia COVID-19 è una malattia che essenzialmente colpisce le persone anziane, dunque non fertili, è una scelta razionale quella di iniettare donne in età fertile con il siero genico anti COVID che produce proteine spikes? E’ una scelta razionale quella di iniettare addirittura le bambine che si preparano a diventare donne nell’arco di qualche anno? Questo studio potrebbe essere anche una spiegazione plausibile del forte calo della fecondità che si sta registrando a partire dal 2021. Si veda qui e qui.

Lo studio senese è stato pubblicato su Cells e ve lo propongo nella mia traduzione. L’evidenziato in giallo è mio.

 

fecondazione umana spermatozoi ovulo

 

Il coronavirus 2 della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV-2) può influire sulla salute riproduttiva femminile. Qui abbiamo studiato il potenziale del SARS-CoV-2 di infettare il microambiente follicolare, in particolare le cellule della granulosa (GC) e del cumulo (CC), fornendo così la prova di un’infezione produttiva. GC e CC sono state recuperate da donne (n = 25) sottoposte a fecondazione in vitro presso l’Unità di Riproduzione Assistita dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Siena. Le cellule ovariche follicolari sono state messe in co-coltura con SARS-CoV-2 e poi analizzate mediante qPCR, immunofluorescenza (IF), western blot (WB) e microscopia elettronica a trasmissione (TEM). Inoltre, il surnatante della coltura cellulare è stato utilizzato per infettare le cellule VERO6. Abbiamo dimostrato l’espressione dei fattori dell’ospite cellulare ACE2, TRPMSS2, BSG e CTSL, che sono fondamentali per il ciclo vitale del virus. I GC e i CC coltivati e incubati con SARS-CoV-2 hanno rivelato un’infezione produttiva da SARS-CoV-2 a 24 ore, 48 ore e 72 ore dopo l’adsorbimento. In effetti, l’RNA, le spike e le proteine del nucleocapside del SARS-CoV-2 sono state rilevate nelle GC e nelle CC e il loro surnatante di coltura cellulare ha infettato con successo le cellule standard VERO E6. Infine, il TEM ha mostrato virioni di dimensioni reali attaccati alla membrana e situati all’interno del citoplasma. Questo studio in vitro rivela la suscettibilità delle cellule ovariche umane all’infezione da SARS-CoV-2, suggerendo un potenziale effetto dannoso dell’infezione da COVID-19 sulla fertilità umana femminile.

 


 

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