Un lettore mi scrive.

 

coronavirus mascherine
ANSA/LUCA ZENNARO

 

Egr. Dott. Paciolla,
 
sono consapevole di aver già affrontato in qualche modo questo tema ma le confesso che mi fa specie aver a che fare, durante le celebrazioni religiose, con ipocondriaci assortiti evidentemente succubi di un’azione propagandistica che tutto desidera eccetto che il benessere delle persone. Oggi, giorno di Santo Stefano (certo tutto eccetto che un pusillanime) non ha fatto eccezione. Immagino perciò di rivolgere le seguenti righe ai più realisti del re che ancor oggi non riescono proprio ad affrancarsi dalla psicosi sanitaria. Perché certo, le malattie infettive non esistevano prima del 2020, è chiaro!

Cari “fedeli”, non sta certo a me discettare sulla vostra effettiva fedeltà (in tutti i sensi) perciò vi prego, non considerate il virgolettato come un’offesa. Siamo peraltro in tempi di “chi sono io per giudicare”.

Però mi piacerebbe poter comprendere, così, per pura ricerca antropologica, la ragione per cui scegliete volontariamente di esporvi a figure barbine (sebbene non ve ne rendiate conto) voltandovi a guardare il vicino di banco esibendo il sorrisetto tipico dello sciocco ma ben guardandovi dallo stringere la mano che vi viene offerta.

Per curiosità, quanto dovrebbe durare ancora questa pantomima? Domanda retorica, naturalmente.

Carissimi, chi farebbe menzione oggi di S. Stefano se si fosse preoccupato di preservare la propria incolumità? Magari intanto che ci siamo, che so, la propria capigliatura? Ma voi direte, ovviamente, che lì si trattava di testimoniare N.S. Gesù Cristo e qui di proteggerci da un terribile patogeno. Il quale ha evidenziato una letalità dello 0,7% in regime di protocollo Speranza (vigile attesa così da permettere all’infiammazione di svilupparsi, paracetamolo così da rendere inefficace il glutatione ed infine lockdown così che – stando al chiuso – potessimo ammalarci con maggior facilità.)

Per carità, diciamolo, comprendo che non è tutta colpa vostra. Che l’istituzione cui fate riferimento si è prodigata con inusitato zelo nella diffusione dell’ansia psico pandemica attuando restrizioni ancor più stringenti (e per un tempo pure più lungo) delle già insensate misure poste in essere da un governo che ancor oggi, tramite i protagonisti di quel periodo, ci viene a dire che hanno agito così perché non avevano dati. Complimenti! Metterci gli uni contro gli altri, fomentare una psicosi mai vista sino ad allora, costringere la gente ad esibire un patetico documento per uscire di casa, ridurre alla fame i giustamente dubbiosi riguardo al sacro siero sarebbe tipico di chi non ha dati, ovvio.

Però ora basta. Facciamola finita. Davvero credete che la vostra vita possa allungarsi per il tramite del perpetuarsi di accorgimenti risibili, o che potete aggiungere un solo minuto alla vostra esistenza indossando sette mascherine o guardandovi bene dall’allungare la manina al “probabilmente” infetto vicino di banco?

Vi prego, spegnete qualche volta la TV, quella TV che tutti guardano ma della quale affermano di non essere influenzati. Di ragionare con la vostra testa (in una chat partirebbe un immancabile e meritato L.O.L.). Di smettere magari di pensare che le istituzioni ci amino e che le decisioni che gravano sulla nostra testa vengano prese nei luoghi dove si esercita la democrazia. E come no.

Vi prego, dateci un taglio. Non spingetemi ad ogni costo a perdere le staffe rivolgendovi frasi poco consone al contesto ed al momento.

E per finire, smettete di credere ciecamente a Bassetti, Capua, Burioni, Hully Gully e stretti affini che ci hanno fatto ridere per tre anni e, non paghi, sono pure recidivi. Fate lo sforzo di allargare i vostri orizzonti e magari di accettare che – ahimè – malattia, sofferenza e morte si situano fatalmente entro l’orizzonte dell’esistenza (nemmeno Il Signore ne è stato risparmiato, se non erro). E che non sarà certo una mascherina in più o una stretta di mano negata ad evitarcele.

PS: di questo passo, cari amici ed amiche, vi convinceranno che la vostra vecchia auto a combustibile fossile è responsabile dei più orribili eco-disastri, incluso il fatto che da qualche tempo in inverno la gente dalle nostre parti sta in costume ad abbronzarsi sulla terrazza. E certo voi non vorrete “rubare il futuro” ai nostri ragazzi, vero? Perciò, per favore, tutti a piedi.

Un abbraccio fraterno.! (ma mi sa che ho toccato un tasto sbagliato!)

Claudio – Saronno
 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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