Lorenzo Lotto, Sacra famiglia, 1533, Accademia Carrara, Bergamo
Lorenzo Lotto, Sacra famiglia, 1533, Accademia Carrara, Bergamo

 

 

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno B)

(Gen 15,1-6; 21,1-13; Sal 104; Eb 11,8.11-12.17-19; Lc 2,22-40)

 

 

di Alberto Strumia

 

Le celebrazioni di questo Tempo di Natale (quella del Natale, della Santa Famiglia, della Madre di Dio, dell’Epifania e del Battesimo del Signore), sono come un’unica Festa del Mistero dell’Incarnazione.

Dal momento che non siamo in grado di cogliere con un unico “atto di conoscenza” – a differenza di Dio per il quale tutto coincide con il suo “Atto di Essere” – noi abbiamo bisogno di “più atti” distinti per conoscere la realtà, e quindi di “più celebrazioni” per adorare sotto i diversi aspetti complementari l’unico Mistero dell’“Incarnazione”, e con esso, ancor prima, quello della “Creazione”.

  1. L’ordine della Creazione

Così la Festa della Santa Famiglia è un tutt’uno con il Natale, e ne esplicita un aspetto particolarmente importante, offrendoci un insegnamento fondamentale. Soprattutto in un momento storico come il nostro, nel quale

– il “concetto” stesso di “famiglia” è stato completamente stravolto (nella dottrina);

– e il modo di attuarla nella “pratica”, è quasi del tutto distrutto (nella morale e nella condotta di vita).

Creando l’uomo e la donna, Dio disse, secondo il racconto del Libro della Genesi: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen 1,27).

A somiglianza della Trinità fu creata la Famiglia, come una “comunione” inscindibile di un’uomo e di una donna – e non quel qualcosa d’altro che ormai si “sdogana” oggi presso l’opinione pubblica! – e dei figli che in essa sarebbero potuti venire: «Siate fecondi e moltiplicatevi» (idem).

La Famiglia è essenziale, prima di tutto perché è immagine di Dio, immagine della Trinità.

Di conseguenza essa è indispensabile alla società, perché si possa condurre una vita che abbia dignità “umana”, socialmente “ordinata” e quindi “governabile”.

Deformandola o addirittura distruggendola, si realizza un mondo sempre meno vivibile com’è divenuto il nostro di oggi.

Questo accade quando si cede alla concezione dell’essere umano e della storia, prospettata illusoriamente e con inganno dal demonio, Satana, per avere da lui parte del suo potere di dominio sulle persone e sulle cose, ad incominciare dal proprio corpo, “in barba” a tutte le leggi oggettive, biologiche ed etiche.

Fino a quando non ci si renderà conto di questo dato di fatto, arrendendosi all’evidenza, non ci sarà la possibilità di risolvere le contraddizioni della società, e neppure quelle dell’equilibrio psicologico e psichico delle singole persone.

Ma quando il “senso comune”, o anche il semplice “buon senso” non funzionano più, non ci si accorge più di nulla quanto alla realtà dei fatti. E solo un intervento diretto del Signore della storia, può riscuotere l’umanità intera e ciascuno singolarmente dall’ottusità.

  1. L’ordine dell’Incarnazione

La Santa Famiglia, in particolare è, in più, come l’“anello di raccordo” tra la Trinità e ogni famiglia umana “comune” o “naturale”, a somiglianza di come Cristo raccorda le due nature, quella divina e quella umana, essendo vero Dio (Persona divina del Verbo) e vero uomo, l’uomo Gesù di Nazaret).

In essa sono presenti tre persone:

– La Persona divina del Verbo, fatto carne, che è Gesù Cristo, il Figlio di Dio e di Maria;

– La persona umana di Maria, madre dell’uomo Gesù e madre di Dio, della seconda Persona della Santissima Trinità;

– La persona umana di Giuseppe, il padre legale (putativo) di Gesù uomo.

Come Gesù Cristo unisce saldamente, irreversibilmente (“ipostaticamente”), Dio e l’uomo, analogamente la Santa Famiglia unisce in sé, in certo qual modo, una “Persona divina” (il Verbo), e le “persone umane” di Maria e Giuseppe, ciascuna con una propria caratteristica unica.

Maria, infatti, è la “persona umana” come originariamente è stata voluta dal Creatore, prima del “peccato originale”. È stata anticipatamente redenta fino dal momento del suo concepimento (Immacolata Concezione) e del passaggio della sua vita terrena all’Eternità (Assunta in Cielo) nella perfetta condizione della “giustizia originale” nel suo modo di essere davanti a Dio, davanti a se stessa e al prossimo.

Giuseppe è la persona umana che ha conosciuto in tutto, come noi, l’eredità del “peccato originale”, compresa la morte del corpo, e ha conosciuto, più da vicino di tutti noi, la Grazia della Redenzione, trasmessagli dalla vicinanza domestica del Figlio di Dio. Quella Grazia che a noi è resa accessibile dall’appartenenza alla Chiesa, in forza del Battesimo, e attraverso i Sacramenti.

Così questa Festa della Santa Famiglia, porta con sé – oltre alla “carica affettiva” che commuove chi è ancora dotato di un po’ di sensibilità umana – soprattutto un significato “antropologico”, “culturale” senza il quale una vita domestica e una vita sociale non può neppure sussistere e resistere nel tempo.

La nostra preghiera per noi stessi, i nostri cari, la Chiesa e il mondo intero, è rivolta, oggi in modo particolare, alla Santa Famiglia, a Maria e Giuseppe perché intercedano presso il Figlio Gesù, Verbo del Padre, così che ci siano risparmiati mali peggiori e la Chiesa e l’umanità siano accompagnate nuovamente ad aprirsi all’esperienza della “Verità della Vita”.

Con questo anno possa concludersi, oggi, anche l’epoca nella quale si è voluto provare a vivere come se Dio non esistesse, come se Cristo non fosse l’unico Dio Salvatore dell’uomo e si ritorni a volere e godere i frutti della Fede in Lui.

Sia lodato Gesù Cristo con Maria e Giuseppe, Santa Famiglia di Nazaret!

 

Bologna, 31 dicembre 2023

 

 

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