Una lettrice mi scrive.

Rosario Fiorello e il cantante italiano Achille Lauro al Festival della canzone italiana di Sanremo, Sanremo, Italia, 05 marzo 2021 - ANSA/ETTORE FERRARI
Rosario Fiorello e il cantante italiano Achille Lauro al Festival della canzone italiana di Sanremo, Sanremo, Italia, 05 marzo 2021 – ANSA/ETTORE FERRARI

 

 

Gentile Sabino Paciolla, 

condivido anche con lei una mia riflessione circa il festival di Sanremo e un appello che sto facendo girare. Come ligure, ma ancora prima come italiana e cristiana, mi sento davvero presa in giro e offesa da quello che sta accadendo a Sanremo. Un fatto che dovrebbe indignare sia tutti noi cristiani, che abbiamo visto ridicolizzare la nostra Fede diventata oggetto di continue blasfemie; sia il nostro Paese, la nostra cultura e le nostre tradizioni. Non ho mai voluto seguire una sola serata dei vari Festival, ma sono cosciente della gravità di quello che accade e dell’importanza di fare opposizione a ciò che rappresenta una vergona per tutta l’Italia. E’ necessario riparare tutte queste offese e blasfemie, e pregare Dio di avere pietà di noi.

La ringrazio per l’attenzione.

Maria Bigazzi

 

Sanremo, un attacco alla Passione di Cristo. Appello per la preghiera in riparazione.

 

Non ho mai voluto scrivere sul Festival di Sanremo perché lo ritengo uno dei peggiori spettacoli e non meritevole neanche di essere menzionato. Infatti come ben sappiamo, dell’originale festival della canzone italiana non c’è più nulla.

Ma penso che oggi, alla fine dell’ennesima “presa in giro italiana” qualcosa forse si deve pure dire.

Stiamo vivendo una situazione incredibilmente assurda, dove abbiamo perso tutte le nostre libertà fondamentali. Famiglie intere sono rimaste senza lavoro e non sanno come arrivare a fine mese. Persone con sempre più problemi psichici, giovani depressi che arrivano a togliersi la vita per la mancanza di fiducia in un futuro che non si vede, anziani soli e usati come cavie per le nuove imposizioni sanitarie…e in tutto questo a cosa pensa l’Italia? A portare una ventata di leggerezza con Sanremo.

E di leggerezza Sanremo ne ha portato, ma in stupidità.

Gente che si prende migliaia di euro (tra l’altro soldi nostri) per pontificare da un palco, ridicolizzando gli italiani a casa e sbandierando ideologie di ogni genere (in tutti i sensi).

E potevano forse mancare le prese in giro al cristianesimo? Ovviamente no. E difatti anche quest’anno abbiamo visto diventare oggetto di scherno e di blasfemia ciò che noi cristiani abbiamo di più caro.

Come diceva il detto? Scherza con i fanti e lascia stare i santi… e stavolta i tanti damerini pseudo cantanti/presentatori hanno davvero esagerato.

Dobbiamo forse rimanere ancora in silenzio di fronte a tutto questo?

Come cristiana, ma ancora prima come italiana e anche ligure, io mi dissocio completamente da quello che sta accadendo a pochi chilometri da casa mia. Una vergogna per tutto il nostro Paese.

Non solo. Noi liguri ci siamo pure dovuti sopportare (a sorpresa) un’altra blasfema pubblicità girata in una delle bellissime chiese del centro di Genova. Uno sketch divertente e innocuo? No. Un’altra presa per i fondelli offensiva e irrispettosa.

L’anno scorso pensavamo di aver toccato il fondo…quest’anno abbiamo cominciato a scavarci la fossa. Eppure un avvertimento lo abbiamo avuto…

È il tempo di pensare seriamente e smetterla di abbassare la testa di fronte a ciò che offende Dio e la nostra Patria.

È importante inoltre riparare tutte le blasfemie che si sono consumate in questi giorni, chiedendo a Dio perdono.

Ognuno di noi preghi in particolare con questa intenzione riparatoria, contro le offese che sono state fatte a Nostro Signore, in particolare in questo tempo così importante per noi cristiani in cui ci stiamo preparando alla Pasqua; e alla Vergine Maria, l’Addolorata, schernita e ridicolizzata. 

Un vero attacco al mistero della Redenzione, in quanto ad essere ridicolizzati sono stati i segni della Passione di Gesù (la corona di spine, il Suo Sacro Cuore…) e l’Addolorata, la Madre Corredentrice del genere umano.

Mentre riviviamo la dolorosissima missione salvifica svolta da Gesù Redentore universale, non è un caso che il demonio attacchi in modo violento la nostra Fede e ciò che a noi è più caro.

Gesù stesso a suor Lucia di Fatima ha chiesto di riparare tutti gli oltraggi che vengono fatti alla sua Santissima Madre, ma anche tutte le offese che Lui riceve, perché questo è un nostro dovere, a cui non possiamo sottrarci se lo amiamo veramente. “Questo – ci dice Gesù – vi darà occasione di render testimonianza” (Lc 21, 13).  

Il Signore ci chiama ad essere suoi testimoni senza paura, e ad essergli fedele. Un amico si riconosce come tale nel momento del bisogno. Così noi, se veramente amiamo Dio, non possiamo sorridere di fronte a scene che lo offendono e lo ridicolizzano, e non possiamo rimanere indifferenti pensando che si tratti di uno scherzo innocuo. Non è così. Sono offese gravi che non possono passare in sordina. Come cristiani non dobbiamo contribuire alla diffusione di tali immagini e scene, e neanche osservarle con superficialità. Dobbiamo agire e rifiutare il male, ma soprattutto siamo chiamati a riparare.

Sarebbe cosa buona se in questi giorni seguenti al Festival, ognuno di noi facesse un atto di riparazione, di preghiera o di digiuno da qualcosa, per offrirlo a Dio con l’intenzione di riparare alle offese ricevute, e per tutti gli oltraggi fatti al Cuore Immacolato di Maria, la Vergine Addolorata che piange sulle nostre iniquità. 

Ricordiamo le parole di Gesù: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?” (Lc 23, 28-31).

 

 

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