di Pierre Laurent Cabantous

 

𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: « Ma uffa, uffa, uffa! »
 
𝗚𝗲𝘀𝘂̀ : « Perché sbuffi così tanto? »
 
𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: « Signore, non ho guardato neanche un secondo del Festival di Sanremo. Tuttavia, l’ho dovuto vedere per forza! »
 
𝗚𝗲𝘀𝘂̀ : « Spiegati meglio »
 
𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: « Ho dovuto vederlo per forza, perché – pur non guardandolo in diretta alla TV- tra ampi servizi nei telegiornali, negli articoli dei quotidiani, nei social, alla radio, ecc. , non è possibile evitare questa “tempesta mediatica” e certe “omelie”. »
 
𝗚𝗲𝘀𝘂̀ : « Omelie? »
 
𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: « Sì, Gesù. Un ottimo giornalista ha sintetizzato bene cosa intendo. Ha scritto: “𝘓’𝘶𝘰𝘮𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰𝘳𝘢𝘯𝘦𝘰 𝘦̀ 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘳𝘪𝘯𝘶𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘰𝘮𝘦𝘭𝘪𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘦𝘤𝘤𝘢𝘵𝘰, 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘰𝘳𝘣𝘪𝘳𝘴𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘢𝘵𝘳𝘪𝘢𝘳𝘤𝘢𝘵𝘰, 𝘪𝘭 𝘳𝘢𝘻𝘻𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘦 𝘭’𝘪𝘯𝘵𝘰𝘭𝘭𝘦𝘳𝘢𝘯𝘻𝘢. 𝘕𝘰𝘯 𝘯𝘦 𝘷𝘶𝘰𝘭𝘦 𝘴𝘢𝘱𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘰𝘳𝘢𝘭𝘦, 𝘮𝘢 𝘢𝘮𝘢 𝘧𝘢𝘳𝘭𝘢 𝘪𝘴𝘱𝘪𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘶𝘯 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘢𝘯𝘥𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰: “𝘕𝘰𝘯 𝘢𝘷𝘳𝘢𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘪𝘰 𝘢𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘧𝘶𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘵𝘦”. 𝘌̀ 𝘤𝘢𝘵𝘦𝘤𝘩𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘪 𝘵𝘸𝘦𝘦𝘵. 𝘙𝘪𝘯𝘶𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘢 𝘧𝘦𝘥𝘦𝘭𝘦, 𝘪𝘨𝘯𝘢𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘷𝘦𝘳𝘯𝘦 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘵𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘥𝘢 𝘧𝘰𝘭𝘭𝘰𝘸𝘦𝘳.”
Inoltre, emerge in modo evidente la confusione, la “babele”, riguardo a certi termini e ciò che essi esprimono.»
 
𝗚𝗲𝘀𝘂̀ : « Ad esempio? »
 
𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: « Per esempio, riguardo al termine “libertà”. Tutti dicono di voler essere liberi, ma che contenuto abbia il termine libertà e che cosa veramente essa sia non è chiaro a tanti. Ritengo che molti facciano confusione tra libertà e libero arbitrio o tra libertà e autonomia. Insomma, una cosa è pensarsi o sentirsi liberi, un’altra è esserlo davvero.»
 
𝗚𝗲𝘀𝘂̀: « La libertà è il cuore dei problemi della modernità. L’ossessione sui nuovi diritti, ad esempio, nasce dall’esasperazione e dalla frustrazione dell’uomo moderno. Si illude, infatti, che soddisfacendo un desiderio – dopo la sua trasformazione in diritto -, si possa sentire, finalmente, libero. L’esistenza degli uomini è un affannoso continuo tentare di soddisfare i propri desideri, perché la soddisfazione di un desiderio genera una temporanea – ma solo temporanea – sensazione di libertà, di compimento. »
 
𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: « Signore, Tu lo sai, in tanti basano la loro esistenza su questa illusione: la bambola o la macchinina nuova quando si è piccoli, il motorino da adolescenti, il lavoro per cui si è studiato, il conto in banca, la moglie, l’amante, l’allontanamento dalla moglie, la macchina nuova, i muscoli in palestra: è un continuo cercare una situazione migliore della precedente, che possa finalmente liberarci. Si, ma liberi da cosa?, come si chiedeva, giustamente, Vasco Rossi nella sua canzone Liberi, liberi. Onnipresente è anche la definizione di libertà come assenza di legami, lontani da tutto e tutti o, addirittura, credere che la libertà sia poter fare qualunque cosa, quel che ci pare e piace. »
 
𝗚𝗲𝘀𝘂̀: « Il padre della menzogna, il Maligno, ha sempre cercato di persuadere l’uomo che la libertà sia spezzare il legame con Dio. L’uomo, invece, è “desiderio naturale di vedere Dio” , come sosteneva san Tommaso d’Aquino. La libertà è il rapporto con l’infinito, con Dio, il rapporto realizzato con il Mistero. L’uomo vive la libertà allo stato imperfetto. La capacità di scelta è propria di una libertà in cammino, non di una libertà compiuta. La scelta non appartiene alla definizione della libertà: la libertà è soddisfazione totale. L’errore, la possibilità dell’errore nello scegliere, appartiene a una libertà che non è ancora libertà, – voglio ripeterlo – che non è ancora libertà, che non ha raggiunto la soddisfazione totale. La libertà di scelta non è la libertà: è una libertà imperfetta. Perché la libertà sarà compiuta, piena, quando sarà di fronte al suo oggetto che la soddisfa totalmente: allora sarà totalmente libera, totalmente libertà. Pensa alla samaritana.».
 
𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: “Alla samaritana? Quella che incontrasti al pozzo di Giacobbe?”
 
𝗚𝗲𝘀𝘂̀: “Esatto. La donna samaritana può apparire come una rappresentante dell’uomo moderno, della vita moderna. Ha avuto cinque mariti e convive con un altro uomo. Faceva ampio uso della sua libertà e tuttavia non diventava più libera, anzi diventava più vuota. Ma vediamo anche che in questa donna era vivo un grande desiderio di trovare la vera felicità, la vera gioia. Per questo era sempre inquieta e si allontanava sempre di più dalla vera felicità. Tutti, come questa donna del Vangelo, sono in cammino per essere totalmente liberi, per trovare la piena libertà e per trovare in essa la gioia piena; ma spesso si ritrovano sulla strada sbagliata »
 
𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: « Quindi, la vera libertà non consiste mai nel rifiuto del vincolo, ma nella sua accettazione. È un vincolo ciò che ci libera, è un legame, un rapporto che origina la vera libertà.”
 
𝗚𝗲𝘀𝘂̀: Proprio così! L’unica vera libertà, cioè il compimento dell’Essere, è una dipendenza, la dipendenza da Dio. Per questo, come vi ho insegnato, chi riconosce questo è dentro al mondo, ma non del mondo. Ovvero, un cristiano, sa bene che la sua liberazione non arriverà dal mondo, dalle sue mode, dai suoi idoli. Più approfondirà il legame con me e più percepirà – il “centuplo quaggiù” – cioè un anticipo della libertà che tutti gusteranno nel Regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. »
 
𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: « Signore, continuerei a parlare di tutto questo ancora per ore, ma … »
 
𝗚𝗲𝘀𝘂̀: « … So bene che hai un impegno. »
 
𝗗𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗿𝗲 𝗟𝗮𝘂𝗿𝗲𝗻𝘁: « Accipicchia! Da quanto vedo nell’agenda, questa settimana non ho un giorno “libero”! »
 
 
 
Don Pierre Laurent Cabantous è parroco presso Parrocchia Concattedrale “S. Maria Assunta” – Cervia
 

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