San Tommaso d’Aquino

San Tommaso d’Aquino

Se del resto qualcuno volesse ostinarsi ad accogliere esclusivamente ciò di cui ha diretta esperienza, un tale uomo potrebbe vivere in questo mondo? Come campare senza fidarsi dell’altrui esperienza? Chi, per esempio, potrebbe essere certo di esser figlio dell’uomo che si dice suo padre?
Quindi è necessario che ognuno presti fede agli altri, là dove la personale conoscenza non arriva. E soprattutto dobbiamo fidarci di Dio, credibile più di ogni altro. Perciò l’uomo che respinge le verità rivelate non si dimostra intelligente, bensì sciocco e orgoglioso (cf. 1 Tm 6, 4); mentre chiunque si fida di Dio e lo onora con il debito ossequio, sperimenta una certezza incrollabile (38).
E si può ancora aggiungere che Dio non manca di avallare l’autenticità delle verità di fede. Quando un re invia delle lettere contrassegnate col proprio sigillo, nessuno può metterne in dubbio l’autenticità. Altrettanto possiamo dire a proposito del nostro assunto: le verità di fede che i santi hanno creduto e poi tramandato fino a noi risultano autenticate da quel sigillo di Dio che sono i miracoli (ben al di sopra della portata delle semplici creature), coi quali Cristo ha convalidato l’insegnamento degli agiografi e degli apostoli (39).
Che se tu volessi insistere, che i miracoli stessi sfuggono alla diretta esperienza della maggior parte degli uomini, ti risponderò: la storia – comprese le fonti pagane – ci insegna che l’intera umanità credeva negli idoli mentre la fede di Cristo veniva combattuta. Ma da un certo periodo in poi il mondo prese a convertirsi al vangelo. Sapienti, nobili, ricchi, personaggi celebri e autorevoli si convertono nell’ascolto di pochi, semplici e poveri predicatori evangelici.
Ebbene, o questo è un fatto miracoloso, oppure no. Nel primo caso, eccoti la dimostrazione che cercavi. Se tu invece negassi ancora, ti farò notare che un miracolo più prodigioso di questo è addirittura inimmaginabile: che il mondo si sia potuto, senza intervento divino, convertire a Cristo. Mi pare abbastanza chiaro.
Concludendo: nessuno può ragionevolmente dubitare delle verità rivelate e, anzi, deve crederle più di ciò che percepisce attraverso i sensi. La vista, ad esempio, può ingannarsi, mentre la sapienza di Dio è assolutamente infallibile.
(San Tommaso d’Aquino (1225-1274), sacerdote e dottore della Chiesa.
Da: Commento al simbolo degli apostoli: “Credo”)
Facebook Comments