(se il video non si carica cliccare qui)

 

 

di Wanda Massa

 

Mentre in Italia è appena iniziata la fase 2 dell’esercizio del culto cattolico, inquietante parto dell’improvvisato liturgista Conte e sottoscritto dalla CEI, dove l’amuchina ha sostituito l’acqua santa e la sollecitudine per salute del corpo è diventata prioritaria rispetto alla cura per la salvezza dell’anima, il 14 maggio, Leah Sharibu ha compiuto 17 anni.

Per noi cristiani d’Occidente è importante e salutare conoscere la sua storia: ci induce a riflettere sull’autentico significato dell’essere adoratori in spirito e verità (cfr. Giovanni 4:23–24), piuttosto che in mascherine e guanti di gomma.

Leah Sharibu aveva appena 14 anni, quando, il 19 Febbraio 2018, è stata rapita dai miliziani di Boko Haram insieme ad altre 109 studentesse del Collegio governativo femminile di scienza e tecnica di Dapchi, nello stato di Yobe, appartenente alla Nigeria nord orientale.

Un mese dopo, il 21 marzo, i terroristi islamici hanno liberato le altre prigioniere, ma hanno trattenuto Leah.

Perché è l’unica cristiana e perché si rifiuta di abiurare Cristo per convertirsi all’Islam.

Da allora, della piccola Leah Sharibu non si è saputo più niente. Si temeva che potesse essere morta di stenti, maltrattamenti oppure uccisa in odium fidei.

Invece il 27 agosto 2018 ai mass media nigeriani è stata fatta pervenire una registrazione audio di 35 secondi accompagnata da una fotografia di Leah, la prova che era viva.

Leah nella breve registrazione si rivolge al governo del presidente Muhammadu Buhari chiedendo aiuto: “Sono Leah Sharibu, la ragazza rapita nel Collegio governativo femminile di scienza e tecnica di Dapchi. Rivolgo il mio appello al governo e alle persone di buona volontà affinché mi aiutino – dice – vi imploro di avere compassione per me. Supplico il governo e soprattutto il presidente di avere pietà di me e di salvarmi”.

La stessa accorata supplica è continuamente ripetuta anche dai suoi genitori, Nathan e Rebecca, ottenendo dal premier nigeriano soltanto belle parole, ma nessun risultato concreto.

La realtà dei cristiani perseguitati ha proporzioni spaventose.

Nella sola Nigeria, dall’inizio del 2020, sono già stati uccisi in odio alla fede 620 cristiani (qui).

Equivale a più di 5 persone al giorno.

Solo qualche giorno prima del diciassettesimo compleanno di Leah, abbiamo assistito al rientro della nostra connazionale, Silvia Romano, rapita nel 2018 dall’organizzazione terroristica somala Al Shabaab.

L’operazione di intelligence è costata diversi milioni a noi italiani, nel mezzo di una gravissima crisi economica (non è neppure chiaro se 4, 10 o 40 milioni di euro, leggi qui e qui) a beneficio delle organizzazioni terroristiche islamiche, che li impiegheranno per finanziare ed intensificare la mattanza anche ai danni dei cristiani.

Hanno poi creato qualche comprensibile sconcerto le dichiarazioni di Silvia Romano di essersi convertita all’Islam, con tale convincimento da aver adottato un nuovo nome, Aisha, e da sentirsi in dovere, qualche giorno dopo il suo arrivo in Italia, di ringraziare pubblicamente la comunità islamica per l’affetto dimostratole (qui).

Leah Sharibu

Leah Sharibu

Per tornare al dramma di Leah Sharibu, esiste su youtube un video sulla sua storia, che riporta le testimonianze più significative in sua difesa, da cui ho tratto una versione ridotta della durata di poco più di 5 minuti, inserendo la traduzione in italiano: https://youtu.be/0lHN5ny-Zrc.

E’ importante guardare questo video e diffonderlo.

Vi proponiamo inoltre due modalità per sostenere Leah Sharibu:

  • Sottoscrivere la petizione al Presidente degli Stati Uniti (qui).
  • Partecipare ad una crociata di preghiera e sacrifici per Leah, i suoi genitori e i cristiani perseguitati in ogni parte del mondo. L’invito è rivolto a tutti.

Difendere Leah Sharibu e con lei l’immensa schiera dei cristiani perseguitati è un’opportunità preziosa che ci viene offerta per contribuire alla nostra salvezza, per scuoterci dal nostro individualismo pusillanime.

Come ha ricordato la Santa Vergine a Fatima, il sangue versato dai martiri può infondere nuova linfa vitale alla Chiesa, in particolare in questa nostra povera Europa, un tempo culla del cristianesimo ed oggi incubatrice di apostasie e di ogni ideologia dissolutrice della civiltà e dell’uomo.

 

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