Roberto Speranza
Roberto Speranza

 

 

di Giovanna Ognibeni

 

Nessun fraintendimento. Non mi riferisco certamente alla salvezza della sua anima. Ho studiato all’età di sette anni il Catechismo di San Pio X, quello che ci diceva cosa credere, tipo “Dio è l’Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della Terra”. Poi, per meglio comunicare ad un popolo più evoluto e istruito si è giunti alla ‘notte in cui tutte le vacche sono nere’, ma comunque tutti crediamo ed anch’io mi sforzo di credere che pure Speranza abbia un’anima e che questa sia redimibile.

Non mi riferisco neppure alla remota possibilità che debba subire le conseguenze delle sue azioni: i processi di Norimberga li fanno solo le Nazioni vincitrici, e il nostro ministro si è sin troppo uniformato ai desiderata dei potenti di tutto il mondo. La Storia? Non molto spesso rende giustizia, e quasi mai vera giustizia. Alzi la mano chi sa chi fosse il Ministro Coppino (estese il corso elementare della scuola e l’obbligo scolastico nel 1877), eppure la sua legge ebbe una certa importanza e influenza. Ma Speranza? Una noticina forse a piè di pagina, e manco troppo lusinghiera e se tra settanta ottant’anni ci sarà ancora l’Italia forse si preferirà glissare, per mero imbarazzo, sui provvedimenti dell’esecutivo ai tempi della famosa pandemia, per tacere poi dei nostri ministri degli Esteri.

C’è anche da dire, e ne sono arciconvinta, che il ministro è stato uno dei pochi, se non dei pochissimi, a non trarre lucro dalla politica sanitaria intrapresa, perché questa pandemia è stata esiziale in molteplici sensi per la grande maggioranza degli italiani ma per un’esigua, ma neppure troppo esigua, parte è stata quello che si dice una manna del cielo, di ‘chiamale se vuoi provvigioni’. Ricordiamoci che gli squali non esistono solo tra gli imprenditori edili che si entusiasmano per il terremoto dell’Aquila.

Del resto, del maiale non si butta via niente, dicono gli epigoni del grande imperatore Vespasiano, che nel mettere una tassa sulle latrine pronunciava l’aurea massima “Aurum non olet”, chi tanto e chi poco, ma sono veramente pochi quelli che dicono no anche a un gruzzoletto di qualche migliaia di euro fuori sacco.

Le Petunie ad esempio: per una Nazione virtuosa e ricca come la nostra, con un rapporto Debito/Pil che il resto del mondo ci invidia e col Pnrr alle porte, cosa sono poche centinaia di (milioni di) euro da buttare al vento per una bella campagna pubblicitaria? Poi è arrivato fortunatamente il Generale di Corpo d’Armata Figliuolo, che con piglio sabaudo -si è formato infatti anche a Torino- ha gettato alle ortiche le rosa screziate Petunie, tanto più che il lungimirante nostro-amato-Presidente aveva deciso, anche lui con fermezza militare, di non trattare i suoi sudditi come femminucce: ecchè, basta con dolciumi e canditi: non ti vaccini? Muori, e se non muori, non lavori e muori di fame.

Tralasciamo banchi a rotelle, mascherine, gel disinfettanti che tanto hanno fatto bene ai conti in banca di non pochi benemeriti.

E poi giornalisti e virologi, che da ogni parte dell’orbe terracqueo e da ogni branca della medicina e veterinaria hanno riversato come immaginari rivi tutto il loro sapere, trascurando financo pratica clinica e ricerca per essere presenti in TV a confortarci. Tutto al modico prezzo di qualche gettone di presenza.

E scendendo troviamo medici e amministratori di ospedale che conteggiano con encomiabile scrupolo ogni morto, fosse anche la novantaduenne che si è fatta un’intera rampa di scale a testa in giù, come morto Covid se trovato positivo. Certamente è un azzardo, ma ho il sospetto che, se venisse tolto l’extra rimborso per malati Covid, le statistiche giornaliere dei decessi Covid subirebbero un drastico ridimensionamento.

E poi, che dire della pediatra che sollecita premurosa i genitori a far vaccinare la bimbetta di soli sei mesi, ché è meglio essere prudenti? Passi che la piccola, se sana, abbia le stesse probabilità di essere centrata ai giardinetti da un meteorite o da un frammento di portellone d’aereo o, come purtroppo è davvero successo in questi giorni, da un chicco di grandine del diametro di 10 cm.  La pediatra non si assume nessuna responsabilità morale, infatti ha ricevuto una circolare dal suo Ordine Provinciale, che illustra i potenziali rischi di contrarre il Covid a fronte degli innegabili benefici della vaccinazione: una qualche forma di bonus le spetta, e l’aspetta, (come si sente talvolta dire, scorretto dal punto di vista lessicale, ma quanto ben centrato e veritiero dal punto di vista semantico!)  se i due scimuniti di genitori le danno retta. E chi è lei per giudicare? La felice espressione inaugurata da Papa Bergoglio è diventata un ancor più felice mantra: nessuno è così superbo da permettersi di giudicare, ci sono istanze superiori abilitate a farlo.

E ancora più giù, tra le male bolge, la pletora infinita di lacchè in tutte le livree, presidi, amministratori a vario titolo, direttori di uffici postali e via dicendo che applicano le regole e sempre in senso restrittivo, anche solo perché temono che il loro vice li denunci all’AUTORITA’ COSTITUITA.

Perciò che dire? Assolviamo Speranza, sol perché non ha guadagnato, come siamo convinti, sulle malefatte pandemiche? Ricordiamoci però che tra Danton, l’allegro amorale che si faceva corrompere da Luigi XVI, salvo poi ad insistere più di tutti per la sua decapitazione, e l’austero Robespierre, l’Incorruttibile, costui, oltre al numero di morti, ha fatto probabilmente più danni alla Francia, costringendo tutti i poteri dello Stato e tutta la compagine sociale nelle maglie delle sue Idee, come in una mortale Vergine di ferro.  Perché la vanità, l’ambizione e il culto dell’Idea, la propria, possono condurre a qualsiasi nefandezza.

Al Nostro nuoce poi non poco l’aspetto, un po’ furetto con gli occhi cerchiati di rosso (capperi, dovevano proprio dargli il Ministero della Salute?), un po’ allure da dinamitardo russo, che però, tra una bomba e l’altra, si prende cura della vecchia nianja (balia), un po’ infine Uriah Heep, per il quale rimando ai miei precedenti consigli di lettura.

Che dire, non rimane che augurargli di finire qui il suo percorso politico, che tanto male gli ha fatto, e anche a tutti noi, di scontare con un po’ di salutare umiliazione l’ essere stato un chiacchierone fatuo, un ripetitore di frasi retoriche senza nessun senso di autocritica e neppure di pudore, di aver proibito le autopsie, cioè la buona pratica medica e scientifica, di aver osteggiato in tutti i modi la cura dei malati, e questo quando ancora  non c’erano i vaccini!

Già Speranza non ha una di quelle facce di cui si possa abusare (copyright di J.K.Jerome), ma un giorno potrebbe costargli troppo guardarsi allo specchio.

 


 

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