MEDITAZIONE DI MONS. LUIGI NEGRI

Arcivescovo Emerito di Ferrara-Comacchio

SABATO SANTO

SETTIMANA SANTA – APRILE 2021

 

Il cammino di Gesù Cristo, Figlio di Dio, per realizzare nel mondo il Regno di Dio – quel mondo nuovo che l’uomo attende da sempre, che l’uomo immagina secondo molteplici immaginazioni, talora fantasiose, che l’uomo cerca di istituire attraverso la propria intelligenza – urta contro un silenzio inconcepibile e incredibile, eppure reale. Esso sta da duemila anni di fronte alla coscienza dell’uomo, di ogni uomo, mettendola in crisi.

Dio muore. In questo cammino verso la piena realizzazione del Regno di Dio c’è un punto in cui Dio ha accettato la morte, ha accettato di vedere negata la potenza della sua grazia, la potenza della sua capacità di rinnovamento delle cose e delle situazioni.

Il Sabato Santo è il giorno del silenzio di Dio, è il giorno in cui Dio, presente in Gesù Cristo, accetta di scomparire fra le pieghe del libro della storia dell’umanità e, quindi, della storia di ogni uomo. Dio scompare. Sembra essere maggiore la forza dei legionari romani, la forza degli scribi e dei farisei ipocriti; sembra più forte il tentativo di pensare a un ordine nuovo in cui non ci sia più posto per Lui, sembra più forte il sistema religioso, politico, economico e sociale.

Un sistema sconvolto da un Dio che si fa presente nella povertà di Gesù di Nazareth. Questo Dio investe il mondo e la storia nella povertà di Gesù di Nazareth, chiedendo all’uomo di riconoscerlo presente là dove verrebbe da pensare a tutto meno che a Dio. Come si fa a pensare a Dio nella povertà di un uomo che incontra il limite dell’uomo, l’odio e le ingiurie della gente che lo circonda? Come si fa a pensare che questi siano i tratti distintivi del mondo nuovo di Dio che nasce nel mondo degli uomini?

Eppure il Sabato Santo è potente. Questo è il paradosso del Sabato Santo: Dio si accompagna alla sofferenza di un uomo che ha accettato la sofferenza e il male su di sé fino ad essere totalmente sconfitto ed eliminato. Il paradosso consiste nel fatto che questo essere sconfitto è l’inizio del cammino verso la gloria: un cammino di morte e sofferenza diventa l’inizio di un cammino di vittoria.

Dio, l’inesorabile, l’indicibile, ciò in cui consiste la natura profonda e il senso ultimo della vita e della storia, la speranza offerta a ogni cuore, ha cominciato a regnare sul mondo accettando di scomparire.

Nel Sabato Santo vi è un silenzio, quello di Dio, che copre un’energia incredibile. Questo Dio, che nel Sabato Santo sembra scomparire nelle pieghe della storia, è invece all’opera per portare tutta la storia, fin da Adamo ed Eva, dentro la storia di Dio. Dio, in Cristo, scende agli inferi per strappare dal nulla “tutte le cose”: è l’inizio della “nuova creazione”. Quella del Sabato Santo è una “assenza” di Dio attraverso la quale Egli, invece, è più che mai presente alla storia intera.

Il Sabato Santo, come ci insegna il Simbolo degli Apostoli, professando la discesa agli inferi e la risurrezione, è gravido della certezza della Pasqua, ovvero della Risurrezione.

 

+ Luigi Negri

 

Fonte: Luigi Negri

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