Rilancio dal sito de Il Sismografo

 

Papa Francesco e padre Rupnik
Papa Francesco e padre Rupnik

 

Tra i membri dell’alta gerarchia cattolica ci sarà qualcuno che s’interroga sulle conseguenze devastanti per la coscienza e per il cuore di tanti cattolici che non comprendono il perché i crimini di Rupnik vengono “risolti” con la sua espulsione dalla Compagnia e la scomunica cancellata con una firma del Pontefice? E se questa scomunica tolta fosse percepita come una forma di occultamento? È questa la chiesa riformata di Papa Bergoglio?
 
(L.B., R.C., a cura Redazione “Il sismografo”) La conferma della decisione finale della Compagnia di Gesù sul loro ormai ex membro, il prete sloveno Marko Ivan Rupnik, era attesa da oltre 10 giorni. Il tempo per presentare appello entro 30 giorni da parte di Rupnik è scaduto il 14 luglio. Solo ieri il suo ex superiore, p. Johan Verschueren s.j., usando metodi a dir poco discutibili, opachi e manipolatori, ha fatto sapere che definitivamente Rupnik è fuori dalla Compagnia, che non ha mai fatto ricorso, e che resta presbitero poiché c’erano e tuttora ci sono impedimenti canonistici per una sua dimissione dallo stato clericale (cioè, per spretarlo!).
Questa è una furbizia di Verschueren. Premesso che volendo, i superiori gesuiti (incluso il Papa) avrebbero potuto spretarlo subito, dopo le inchieste e le sentenze. Si vede che qualcuno ha cercato di proteggere Rupnik con un passaggio intermedio non necessario: metterlo fuori dalla Compagnia! e così – avranno pensato questi strateghi – si calmano le acque e passa la tormenta. 
Che Rupnik andava spretato subito era ciò che voleva il Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il gesuita spagnolo, Luis Ladaria, che sentenziò la scomunica. Per due settimane Rupnik restò un sacerdote scomunicato. Poi intervenne ancora il Papa e cancellò questa scomunica. 
Rupnik tornò in 15 giorni ad essere un presbitero gesuita con alcune restrizioni che tra l’altro non ha mai rispettato fin dagli inizi delle inchieste.
A questo punto la Compagnia di Gesù ha deciso la sua espulsione ma non per i gravissimi crimini e peccati nell’ambito della morale sessuale e del ministero sacerdotale bensì perché aveva disobbedito non rispettando le sanzioni.
Johan Verschueren ha detto anche altre cose, conosciute, ripetute e scontate. Si sa, quando questo gesuita parla per comunicare con la stampa (scelta da lui) è sempre loquace. Anzi, è verboso. Purtroppo ieri, come promesso il 15 giugno scorso, non ha dato seguito a questo impegno: “Se e soltanto quando la dimissione dalla Compagnia di p. Marko Rupnik diventasse definitiva, sarà possibile approfondire i temi. Non prima. Firmato: Delegato DIR – Johan Verschueren SJ” (Comunicato dei gesuiti)
Da questo momento, qui e da subito, per alcuni, in particolare nella gerarchia vaticana, dal Papa in giù, lo scandalo Rupnik si è chiuso definitivamente. Almeno è questa l’aspirazione e il desiderio. Qualcuno ha pensato con astuzia che bastava saziare un presunto giustizialismo estremista e tutto rientrava nei ranghi.
Si è scoperto e raccontato la verità sul famoso, potente e ricco padre Rupnik. È stato accusato e processato. Sono state rispettate tutte le garanzie dell’accusato. Ha avuto diritto all’appello ma non lo ha esercitato. È stato condannato e punito con numerose restrizioni (che il prete non ha rispettato). È stato scomunicato ma Papa Francesco, dopo due settimane circa, ha cancellato questa scomunica.
Ecco allora il punto finale?
No!, anzi, ora comincia uno scandalo ben peggiore poiché è chiamato in causa il Pontefice in persona, Jorge Mario Bergoglio, il quale dovrà spiegare – certo non lo farà mai come è già accaduto con tanti altri suoi scheletri – perché ha levato la scomunica a Rupnik, dopo che è stato dimostrato in diverse inchieste e processi interni, rigorosamente canonici, le cose che per decenni ha fatto il sacerdote mistico-erotico scaricando su uomini e donne le sue depravazioni sessuali.
Sarebbe il caso forse di ricordare le testimonianze delle vittime di Rupnik, ma non lo faremo perché si prova vergogna a farlo. Ci sentiamo umiliati e sbeffeggiati e proviamo un dolore terribile per le tante vittime di questo gesuita che ora sentono di affogare nella melma di un certo potere ecclesiastico.
Loro, le vittime, per fortuna, possono guardare in faccia il Signore, la suprema speranza che non tace mai.
Papa Francesco conosce molto bene, anzi benissimo, le cose che ha fatto Rupnik, da quando e dove.
Sa che il personaggio è lo stesso che lui considera amico e consigliere; che in questi anni gli ha suggerito candidati all’episcopato o nomi strategici per la conduzione dei Dicasteri.
È palese che il Papa non disse il vero quando, in sostanza, all’Ap, dichiarò di essere rimasto colpito e addolorato poiché non sapeva nulla sulla vicenda Rupnik. 
Francesco è stato informato per primo, dalla nascita canonica della vicenda preceduta da molte chiacchiere. Poi seguì passo per passo le inchieste dei Gesuiti e del Dicastero. Se fosse invece vero che lui non sapeva, che non era informato, vuol dire che in Vaticano non comanda lui. È noto che il Pontefice sa tutto sulle cose rilevanti che accadono in Vaticano.
Inoltre, la stessa cronologia ufficiale della Compagnia di Gesù ha detto, senza scrivere il nome del Papa, che la scomunica del Dicastero per la Dottrina della Fede a Rupnik è stata tolta. Nel comunicato si legge: “Maggio 2020 – La CDF emette un decreto di scomunica; la scomunica viene revocata da un decreto della CDF più tardi nello stesso mese.”
Papa Francesco, con il suo comportamento nella vicenda Rupnik, trascina in una situazione straziante a moltissimi cattolici che non trovano spiegazioni o risposte a molti quesiti.
** Nella Chiesa di Papa Francesco, c’è o non c’è differenza fra un prete santo, sincero e fedele e un prete bugiardo, doppio e menzognero? C’è o non c’è nella Chiesa differenza tra virtù e depravazione? O sono tutti uguali e non cambia nulla essere un buon prete o un cattivo prete?
** Nella Chiesa di Francesco c’è o non c’è differenza tra il fatto di essere scomunicato quando non sei nessuno e quando invece hai amicizie potenti in alto? Può il Vescovo di Roma comportarsi con disinvoltura, come se niente fosse, di fronte alle regole canoniche sulla scomunica?
** Nella Chiesa di Francesco, che dice di portare avanti una ferma lotta contro gli abusi di ogni genere (potere, coscienza e sessuali), è possibile fare eccezione in modo che uno come Rupnik possa ancora consacrare il pane eucaristico?
Infine, e se l’azione papale di cancellare la scomunica di Rupnik fosse percepita dal “santo Popolo di Dio” come una forma subdola di occultamento? E’ una questione grossa per la riforma della Chiesa che il Santo Padre sottolinea spesso da oltre 10 anni.
 
 

Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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