Il prof. Claudio Risé, scrittore, giornalista, docente universitario e psicoterapeuta, alcuni giorni fa è stato ospite a Bari di un incontro pubblico sul tema dell’affettività organizzato dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola, moderato dalla dott.ssa Rosanna Lallone. In tale incontro, si è parlato anche della famiglia. A margine di tale incontro ho voluto fare alcune domande al prof. Risé.

 

Prof. Claudio Risé, scrittore, giornalista, docente universitario e psicoterapeuta

Prof. Claudio Risé, scrittore, giornalista, docente universitario e psicoterapeuta

 

Sabino Paciolla: Prof. Claudio Risé, quale è l’ambito dove nasce e si sviluppa l’io della persona?

Claudio Risé: Nella psiche personale, che si forma a partire dalle esperienze dall’inizio della vita ( quindi anche pre e perinatali) in poi. Nella psiche complessiva poi, rappresenta il centro della coscienza, della parte conscia della psiche. lo spiego nel mio libro La scoperta di Sé, San Paolo editore, appunto nel capitolo dedicato alI’Io.

Domanda: Usando una metafora, se dovessimo misurare la “temperatura” della famiglia, per misurare la sua “febbre”, come sarebbe? Fuor di metafora, la famiglia oggi è un ambiente integro o soffre di qualche malessere? Negli ultimi 50 anni vi sono stati fenomeni sociali che le hanno creato qualche “cicatrice” con risvolti negativi sul corretto sviluppo della personalità del bambino/ragazzo?

Risé: La salute della famiglia, ente naturale ma anche sociale, è stata toccata profondamente dalle leggi varate in questo periodo, che l’hanno riguardata direttamente nel caso della legge sul divorzio e indirettamente in quella sull’aborto. In particolare i modi con cui è stata applicata la separazione e divorzio, oggi richieste nei tre quarti dei casi dalle donne, ha creato milioni di bambini di fatto orfani di padre, la cui figura è stata alienata con un affidamento che nella grande maggioranza dei casi non ha concesso ai padri il tempo necessario per avere un’autentica presenza nell’educazione dei figli, come ha riconosciuto lo stesso Consiglio d’Europa. Per l’aborto poi l’Italia è il paese europeo che non prevede neppure una figura di ascolto per il padre che avrebbe voluto che il figlio nascesse.

Domanda: Lei dice che l’affettività non è qualcosa di esterno e sentimentale ma qualcosa che tocca lo sviluppo della personalità, non è un modo di sentire intellettuale ma qualcosa che “fa” la personalità. Dice anche che essa è radicata nel corpo, e che senza di essa non potrebbe esistere la persona. Potrebbe spiegarci meglio questi concetti?

Risé: Sì, anche dal punto di vista psicologico  “affetto” (come racconta l’etimologia della parola) è il participio passato di  facere, che significa fare, formare, e afficere, toccare, commuovere. E’ il fatto, l’esperienza esistenziale che forma l’individuo attraverso  il sentimento e l’emozione, toccando in profondità. Non è quindi un sentimentalismo esterno, ma qualcosa che forma dando direzione e struttura alla personalità. E’ sempre radicato anche nel corpo perché corpo e psiche  formano  un’unità, della cui conduzione e direzione l’Io (della prima domanda)  è responsabile, in quanto centro della coscienza.

Domanda: Prof. Risé, viviamo in una società ampiamente secolarizzata, potremmo anche dire una società post-cristiana, una società che tenta in tutti i modi di mettere da parte Dio, o addirittura di negarlo. La cultura che nasce da questa società potrebbe avere degli effetti sulla formazione della personalità? Quali?

Risé: La fase attuale, in realtà è quella della post-secolarizzazione, come sa bene la sociologia religiosa. La secolarizzazione è in qualche modo finita nel mondo dopo il crollo dell’Unione Sovietica e delle grandi ideologie  materialiste  che hanno dominato la storia occidentale dalla Rivoluzione francese in poi. Da allora l’interesse e la partecipazione religiosa nel mondo sono cresciuti, non diminuiti. Certo i grandi centri di potere economico e politico continuano, anche in Occidente, a influenzare la società con un orientamento materialista e tendenzialmente ateo. Ma sta ai cristiani riproporre il messaggio di Cristo  al centro della società. Come per la verità anche fanno, soprattutto nei paesi extra europei.

Domanda: I genitori rappresentati da papà e mamma sono semplicemente delle realtà biologiche, o rappresentano anche qualcosa d’altro? Sono necessari entrambi?

Risé: L’ordine naturale, biologico, è la traduzione nella realtà materiale dell’ordine spirituale e simbolico che lo ispira, senza il quale non esisterebbe. Padre e madre, e i loro rappresentanti sulla terra sono i riflessi terreni della paternità e maternità sovrapersonale e spirituale all’origine della creazione e senza la quale non saremmo qui a parlarne. Senza paternità e maternità, maschile e femminile, non c’è neppure la vita.

Domanda: Oggi vi è un abuso dell’uso degli smartphone da parte dei ragazzi, addirittura fin dalla tenera età. Molti ritengono che dare ad un bambino di 8 o 9 anni uno smartphone sarebbe come far guidare una Ferrari da un ragazzo senza patente? Lei vede nell’uso/abuso di questo strumento della tecnologia moderna dei rischi per lo sviluppo della personalità e della affettività di ragazzi? 

Risé: E’ ormai noto e accertato che l’uso di smartphone in età precoce ha conseguenze piuttosto gravi sulla loro vita e equilibrio personale, in particolare sulla loro capacità e disponibilità affettiva. In genere, come dimostrano le neuroscienze, ogni sostituzione di strumenti tecnici a quelli forniti dal corpo naturale ha costi più o meno elevati sul piano fisico,  psicologico  e affettivo. Nel caso dei bimbi sono molto elevati

Domanda: E’ vero che l’attuale cultura riduce l’affettività alla mera sessualità?

Risé: Beh, la cultura siamo noi a farla. Di per sé l’affettività tende anzi a tenere la sessualità al suo posto. E’ la società dei consumi che l’ha messa in una posizione centrale, perché indebolisce la persona e la rende più suggestionabile e dipendente dai consumi. Basta ritrovare  “Lo slancio verso l’alto” e cambiare modello di sviluppo e di vita.

“Lo slancio verso l’alto”, uscito pochi mesi fa, è il mio ultimo libro ed è forse quello più vicino al mio rapporto con Gesù Cristo.

 

Claudio Risé: "Lo slancio verso l'alto"

Claudio Risé: “Lo slancio verso l’alto”

 

Claudio Risé è uno scrittore, giornalista, docente universitario e psicoterapeuta italiano di formazione e orientamento psicoanalitico junghiano. È stato fino al 2008 docente di Psicologia dell’Educazione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca, e precedentemente di Sociologia della comunicazione e dei processi culturali alla Facoltà di Scienze dell’Università dell’Insubria, e di Polemologia al Corso di Laurea in Scienze Diplomatiche della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Trieste.

Ha scritto numerosi saggi sul dono, sulla psicologia del maschile e sulla figura del padre, oltre a svariati libri inerenti temi di psicologia sociale ed educativa. Giornalista professionista (in passato Inviato a L’Espresso, la Repubblica, Corriere della Sera, Vice Direttore a Espansione, condirettore a Tempo Illustrato), conduce il blog Psiche lui su IO Donna, settimanale del Corriere della Sera, e collabora a quotidiani e settimanali. Dal 2006 al 2015 è stato Presidente della Fondazione Piccolo Teatro di Milano. Dal marzo 2018 è editorialista al quotidiano La Verità con la rubrica Lo sguardo selvatico nell’edizione della domenica.

 

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