“La maggioranza dei vescovi tedeschi si rifiuta di ascoltare e di allontanarsi dal loro viaggio potenzialmente disastroso verso lo scisma. Di fronte a questa ostinazione, il tempo per un’azione più forte e più chiara da parte della Santa Sede è ora, prima che il Cammino Sinodale si imponga sulla fede cattolica che è stata affidata ai vescovi tedeschi e presenti a Papa Francesco un ultimatum per cambiare irrevocabilmente l’insegnamento della Chiesa. Deve anche essere fermato prima che questa infezione si diffonda altrove nella Chiesa.”

Un articolo di Michael Warsaw, il presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato della rete cattolica globale EWTN e l’editore del National Catholic Register, da cui rilanciamo l’articolo nella mia traduzione. 

 

Card. Reinhard Marx e Hans Küng Kung
Card. Reinhard Marx e Hans Küng, teologo

 

La morte del teologo e sacerdote svizzero dissidente Hans Küng, avvenuta il 6 aprile all’età di 93 anni, ha provocato intense reazioni in tutto il mondo. La più immediata, per molti, è stata quella di pregare per l’anima di quest’uomo che aveva vagato così lontano dagli autentici insegnamenti della Chiesa nei decenni successivi al Concilio Vaticano II. Una seconda risposta è stata una riflessione molto triste su come i suoi scritti e la sua visione si siano diffusi come un virus nella Chiesa, portando molti sulla sua stessa strada verso l’errore e il dissenso. 

Purtroppo, i pericolosi effetti di questo possono essere visti abbastanza chiaramente nel cosiddetto “Cammino Sinodale” in corso proprio ora in Germania.

Padre Küng è stato uno dei teologi più noti degli ultimi 100 anni, e ha coltivato uno status di celebrità grazie alla sua pubblica e esplicita opposizione a una serie di insegnamenti della Chiesa, compresi quelli sui temi dell’infallibilità papale, dell’eutanasia, dell’aborto, della contraccezione, dell’ordinazione delle donne, dell’autorità dei vescovi, del celibato sacerdotale, degli atti omosessuali e persino se un sacerdote fosse necessario per una valida consacrazione dell’Eucaristia. I media cattolici laici e progressisti hanno promosso i suoi libri, gli hanno dato abbondante tempo nelle trasmissioni e hanno applaudito le sue critiche, spesso aspre, rivolte ai Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Padre Küng fu effettivamente censurato nel 1979 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede – che trovò che, nei suoi scritti, si era “allontanato dalla verità integrale della fede cattolica, e quindi non può più essere considerato un teologo cattolico né esercitare come tale in un ruolo di insegnamento”. Eppure è rimasto un eroe per diverse generazioni di teologi che lo hanno visto come l’araldo di una nuova rivoluzione teologica nella Chiesa.

Quella rivoluzione potrebbe anche essere su di noi nella forma del Percorso sinodale della Chiesa in Germania (vedi qui). 

Presumibilmente in risposta agli scandali sugli abusi sessuali e alla crisi legata al calo dei membri della Chiesa, i vescovi della Germania hanno annunciato nel 2019 che avrebbero riunito gli oltre 200 membri della conferenza episcopale tedesca, i leader di un gruppo laico radicalmente progressista chiamato Comitato centrale dei cattolici tedeschi, e vari altri gruppi di giovani e uffici della Chiesa per portare avanti la riforma e il rinnovamento. Gli organizzatori hanno perso poco tempo nell’annunciare un’agenda che include la stessa velenosa lista di desideri eterodossi che è stata spinta per decenni da padre Küng e altri.

Il Cammino Sinodale metterà gli insegnamenti della Chiesa in votazione a maggioranza, e i suoi leader non accetteranno ciò che essi chiamano “discorso di blocco”. E in nome degli “standard di una società democratica”, minacciosamente chiedono “che le raccomandazioni e le decisioni adottate da una maggioranza siano sostenute anche da coloro che hanno votato diversamente”.

La Santa Sede ha cercato di scoraggiare e persino di correggere il Cammino Sinodale fin dall’inizio. Papa Francesco ha inviato una lunga lettera alla Chiesa in Germania nel giugno 2019, avvertendo che questo percorso avrebbe finito per “moltiplicare e nutrire i mali che voleva superare”, e ha esortato i vescovi a concentrarsi sull’evangelizzazione. Un appello sensato, visto che si prevede che la popolazione cattolica in Germania si dimezzerà entro il 2060. Solo nel 2019 un totale di 272.771 cattolici tedeschi hanno formalmente lasciato la Chiesa.

Gli uffici vaticani si sono poi fatti sentire, dichiarando che i piani sinodali non erano “ecclesiologicamente validi” e l’intero processo non poteva essere legalmente vincolante. Proprio il mese scorso, la Congregazione per la Dottrina della Fede, con l’approvazione di Papa Francesco, ha ribadito il divieto della Chiesa sulla benedizione delle unioni omosessuali, una pratica che già avviene in alcune parrocchie tedesche e un argomento che sarà sicuramente votato dal Cammino Sinodale.

La maggioranza dei vescovi tedeschi si rifiuta di ascoltare e di allontanarsi dal loro viaggio potenzialmente disastroso verso lo scisma. Di fronte a questa ostinazione, il tempo per un’azione più forte e più chiara da parte della Santa Sede è ora, prima che il Cammino Sinodale si imponga sulla fede cattolica che è stata affidata ai vescovi tedeschi e presenti a Papa Francesco un ultimatum per cambiare irrevocabilmente l’insegnamento della Chiesa. Deve anche essere fermato prima che questa infezione si diffonda altrove nella Chiesa.

Negli anni ’70, il Vaticano ammonì padre Hans Küng e lo implorò di portare le sue opinioni in armonia con il magistero autentico della Chiesa. Alla fine si rifiutò, nonostante la censura. Rimase fino alla fine una voce di aperto dissenso. 

Uno degli ex allievi di padre Küng, il cardinale Walter Kasper – non esattamente un conservatore – ha lamentato al giornale vaticano L’Osservatore Romano dopo la scomparsa di Küng che “era una persona che voleva promuovere il rinnovamento della Chiesa e realizzare la sua riforma. … Tuttavia, a mio giudizio, è andato troppo lontano – oltre l’ortodossia cattolica – e così non è rimasto legato a una teologia basata sulla dottrina della Chiesa, ma ha ‘inventato’ una propria teologia”. Il cammino sinodale tedesco è un chiaro erede di quell’eredità teologica tossica. 

Sotto il pretesto della riforma, il Cammino Sinodale è sulla strada dello scisma, e i pericoli sono reali per tutta la Chiesa. Come Martin Lutero nel 1517, inchiodando le sue “95 tesi” alle porte della chiesa di Wittenberg, i vescovi tedeschi e i loro partner laici cattolici progressisti progettano di inviare il loro programma in tutto il mondo per infettare altre regioni e diocesi. E hanno enormi quantità di denaro per farlo, grazie al Kirchensteuer nazionale, o sistema fiscale della chiesa, che dà miliardi di soldi di tasse alle diocesi tedesche ogni anno. 

Eventi simili accaddero nel XVI secolo, in quella che divenne la Rivolta Protestante. In quell’epoca, la Santa Sede fu lenta a reagire e a risolvere la crisi di Lutero e a imbrigliare l’autentico movimento di riforma e di rinnovamento in tempo per evitare una catastrofe per tutta la cristianità. C’è poco tempo per agire ora, o i cattolici del 21° secolo potrebbero vedere lo stesso risultato.

Preghiamo per l’anima di padre Hans Küng, per coloro che intraprendono il cammino sinodale e per la Chiesa in Germania, affinché non soccomba a questo ultimo virus teologico.

Dio vi benedica!

 

 

 

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