Papa Francesco legge omelia esequie Papa Emerito Benedetto XVI 05 01 2023
Papa Francesco legge omelia esequie Papa Emerito Benedetto XVI 05 01 2023

 

 

di Mattia Spanò

 

In merito alla bolla d’indizione del Giubileo Spes non confundit, il 12 maggio scrivevo

“Sembra, più che un Giubileo, un “piano di rientro” che la banca offre ad un debitore cronico al quale non restano gli occhi per piangere. […] Non è un cammino spirituale libero e illuminato dalla grazia, o meglio: non solo e non prioritariamente, ma una to do list, un elenco di cose da fare senza batter ciglio né opinare”.

La tesi di fondo dell’articolo era che, una volta liberato l’uomo dal debito di gratitudine verso il Padreterno, il vuoto creditizio può essere agevolmente colmato da altri debiti ben più fumosi ed infingardi, contratti con creature orizzontali e maneggione. Soprattutto, misericordiose quanto può esserlo l’ufficio recupero crediti della banca.

Il 16 maggio, davanti al summit della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, papa Francesco ha invitato i presenti a mettere a punto:

“Una nuova architettura finanziaria che risponda alle esigenze del Sud del mondo e degli Stati insulari gravemente colpiti dai disastri climatici” che proceda alla “ristrutturazione e riduzione del debito, insieme allo sviluppo di una nuova Carta finanziaria globale entro il 2025”, riconoscendo il “debito ecologico”.

La densità di linguaggio tecnocratico in queste poche righe è notevole. Nel luglio 2020 papa Francesco ha nominato Mario Draghi, noto banchiere sensibile alle paturnie della minoranza plurimiliardaria che abita la Casa Comune, membro della stessa Pontificia Accademia per le Scienze Sociali appena istruita sul da farsi. Draghi non è l’unico membro nel mosaico di “competenze” che compone l’Accademia specializzato nel teletrasporto della ricchezza dalle tasche dei poveri a quelle più bisognose dei ricchi, ma è certamente il più eminente.

Si può pensare che queste iniziative sempre più esplicite e stringenti siano ispirate da buonafede e autentico spirito filantropico, nonché da alti valori morali e riflessione teologica e spirituale profonda, preludio ad esempio alla creazione di una Banca d’Investimento Inclusivo, figlia dei valori del Consiglio per il Capitalismo Inclusivo promosso, come sembra, dal papa stesso, o quanto meno a lui ispirato.

Un altro modo di vedere le cose è pensare che questo diluvio di emergenze – sanitarie, belliche, alimentari, democratiche, climatiche, finanziarie e chi più ne ha più ne metta – servano a instaurare queste brillanti “soluzioni”, che potrebbero avere lo spiacevole effetto avverso di ridurci in schiavitù, se non di eliminarci. Col conforto dell’autorità spirituale.

Quale che sia l’opzione ermeneutica prescelta, il dato di fatto è che il papa venuto dalla fine del mondo si sta consapevolmente prestando all’uopo.

Sul piano storico, vale la pena annotare che questa saldatura fra potere spirituale e potere temporale in ambito occidentale non ha, forse, nessun precedente. Plurimi tentativi, ma nessun esito altrettanto soddisfacente.

 


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