carenza personale sanitario medici e infermieri ospedali

 

Nei giorni in cui si apprende che il Ministro Roberto Speranza nonostante le sue tre dosi e l’uso (e imposizione) maniacale della mascherina (confermata dal Consiglio dei Ministri fino a ottobre sui mezzi pubblici) è in isolamento in quanto positivo al Covid, la situazione sanitaria sul territorio italiano appare sempre più in sofferenza: liste di attesa infinite, Pronto Soccorsi in affanno, personale sempre più scarso e sotto pressione. La Sanità, dopo anni di tagli e una gestione sia centrale che locale che sempre più ha dimostrato una impostazione ideologica e incapacità manageriali, è sempre più il vero malato.

Nel dicembre del 2021, vista la gravità della situazione ospedaliera, c’era stata una richiesta di chiudere la stagione vessatoria nei confronti del personale non vaccinato che ha allontanato diverso personale da corsie ed ambulatori: il dottor Giampiero Avruscio, presidente Anpo (Ass. Naz. Primari Ospedalieri)  di Padova, aveva chiesto al Governo di rivedere la norma che allontanava il personale sanitario non vaccinato definendola “una misura punitiva che ha allontanato centinaia di medici e infermieri di elevata professionalità e non facilmente sostituibili”. Il Governo, come sappiamo, non solo non ha risposto alla richiesta ma con il decreto “Riaperture” di maggio ha allungato l’obbligo fino alla fine dell’anno e gli Ordini hanno deciso di applicare criteri assurdamente restrittivi per la riammissione dei sanitari nel frattempo risultati positivi e guariti per poi ritornare parzialmente sui loro passi dopo numerose sentenze in cause portate avanti da medici.

Questa volta l’allarme arriva dalla provincia di Vicenza.

La dott.ssa Giuseppina Bonavina, Direttrice Sanitaria dell’ULSS 8 Berica, ha lanciato un appello: “Manca personale per il servizio pubblico. Reintegrate i sanitari sospesi” definendo “anacronistico tenerli fuori dalle attività assistenziali anche tenendo conto che l’infezione prende anche i vaccinati con tre dosi” e dando atto ai sanitari sospesi di essere comunque “personale d’eccellenza anche se non vaccinato”.

Riportiamo, in merito, la Dichiarazione del dr. Dario Giacomini fondatore e presidente di ContiamoCi!

“Ad un anno esatto dall’inizio della lunga marcia intrapresa da ContiamoCi! dall’ULSS 8 di Vicenza giungono le dichiarazioni televisive della Direttrice Generale Dott.ssa Giuseppina Bonavina (che invitiamo ad ascoltare nel link qui). Oggi viene riconosciuto quanto andiamo affermando fin dall’inizio e cioè che il vaccino non esclude dalla possibilità di infezione e di diffusione del contagio così come che sospendere dal lavoro in tutta Italia migliaia di stimabili professionisti sanitari, oltre che ledere il diritto al lavoro ed alla sussistenza dei medesimi, arreca un danno gravissimo alla popolazione negandole il diritto alla cura. Ora i nodi arrivano al pettine. Chiediamo come ContiamoCi! e come sindacato Di. Co. Si. ContiamoCi! il reintegro immediato in servizio di tutti i professionisti sanitari sospesi e che si chiuda questa stagione discriminatoria con l’abrogazione dell’obbligo vaccinale

Cosa aspetta il Governo a eliminare questa assurda imposizione, residuale in tutta Europa solo in Italia?

(articolo firmato)

 

 

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